La storia di Caterina Simonsen: dalle minacce in rete a Matteo Renzi

di Stefania Carboni | 29/12/2013

«Forza Cate, io sto con te». Sono solo alcune delle parole di solidarietà e sostegno degli utenti in rete verso Caterina Simonsen, la giovane studentessa di veterinaria affetta da malattie rare, che ha difeso la sperimentazione animale e la ricerca Telethon prendendosi insulti e minacce di morte in rete da parte degli animalisti. La notizia delle aggressioni sulla bacheca Facebook della ragazza ha fatto il giro delle agenzie e dei quotidiani. La Simonsen, all’inizio del dicembre 2013, con una clip dove si vedeva con mascherina in viso e un largo sorriso e spiegava i suoi dubbi verso il metodo Stamina e le campagne di boicottaggio sulla raccolta fondi Telethon. All’epoca il primo video postato in rete aveva ancora poche condivisioni. Sotto l’hashtag #ioesisto Caterina spiegava: «Ora gli animalisti si sono riuniti a Vannoni indicando i suoi modelli sperimentali. Funzionano? Non è vero, altrimenti staremmo usando quelli. Mi sento chiamata in causa». Dopo le minacce di morte e la notizia ripresa su tg nazionali e quotidiani la ragazza ha ricevuto anche la vicinanza di Matteo Renzi: «Ho visto il suo video e voglio dirlo con tutta la mia forza: io sto con Caterina».

 

L’INIZIO DI TUTTO – Partiamo però dall’inizio per spiegare l’avventura di Cate. Torniamo a quell’articolo, il primo, dove la studentessa ci raccontava come è nato tutto. A spingere Cate a lottare è stato un comunicato del Partito Animalista Europeo dove il presidente Stefano Fucelli accusava la fondazione Telethon: «Oggi inizia la questua mediatica tramite maratona di una settimana dai tre canali televisivi a quelli radiofonici, passando per Rainet, Rai Cinema e Rai Scuola. Esortiamo, quindi, chi crede nella vera e libera ricerca scientifica di non donare soldi a Telethon». Caterina, studentessa di veterinaria all’università di Bologna vuole replicare a quelle parole. Così, mentre è attaccata al suo respiratore, preme play alla videocam e racconta la sua posizione. Mai l’avesse fatto. Il video fa il giro della rete e sulla bacheca della ragazza piovono insulti. «Spero – commenta un utente – sinceramente che muoia. Se pensate che sia una cosa malvagia, quello che ha detto lei non e molto diverso nei confronti degli animali». Caterina ha pensato di segnalare il tutto alla Polizia Postale. Le minacce non sono più leggibili sulla sua bacheca. Ad accellerare il flame della violenza è stata una foto della ragazza pubblicata dalla pagina Fb A favore della sperimentazione animale, dove Caterina esprimeva semplicemente la sua opinione. L’immagine non è stata apprezzata dagli animalisti. Ecco qui una collezione di frasi infelici che raccogliemmo all’epoca. Dalla prima fino ai consigli per una dieta sana (da far seguire a chi ha malattie genetiche rare). Non manca nulla, compresi i commenti sotto dei quotidiani che hanno ripreso in queste ore la notizia:

Ci sono perfino gli “auguri di Natale”

cate minacce 6 sperimentazione animale

Cate ha replicato alle minacce con due video, mostrando a tutti la sua vita e i farmaci che deve ogni giorno assumere. «Vi faccio vedere come si vive con le mie malattie, e dopo gli oltre 30 auguri di morte e oltre 500 offese, io metto a nudo la mia realtà perché voi capiate che l’unica mia colpa in tutto ciò sia stata curarmi senza uccidere nessuno direttamente».

guarda il video:

LA REPLICA DELLA BRAMBILLA – Mentre in rete molti lanciano l’hastag #iostoconcaterina non c’è solo Matteo Renzi a difendere la ragazza. Con lui anche Carlo Giovanardi, esponente dei Popolari liberali, che ha espresso «la più affettuosa solidarietà per il linciaggio a cui è stata sottoposta da fanatici animalisti». Sotegno pieno è arrivato anche dalla facoltà di veterinaria dell’Università di Bologna. E sull’altro fronte? Dopo la notizia delle minacce di morte la Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente di Michela Vittoria Brambilla, ha preso le distanze da chi ha offeso Caterina. Ha affidato la sua replica alla biologa Susanna Penco, ricercatrice dell’Università di Genova e malata di Sla, che ha nvitato a non strumentalizzare: «Mi sconfortano – ha detto – le parole offensive verso la studentessa, poiché educazione e civiltà sono valori imprescindibili, ma non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle. La sperimentazione animale può essere anticamera di cocenti delusioni. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio». Ma non solo: «Grazie alle mie conoscenze scientifiche – prosegue la specialista– sono persuasa che, anche per le malattie più agghiaccianti, ossia delle quali non si conoscono le cause e che riducono fortemente la qualità della vita, sia proprio la sperimentazioni sugli animali ad allontanare le soluzioni e la guarigione per i malati. Sono spesso malattie croniche, che costringono i pazienti e le loro famiglie ad una vita drammatica. Inoltre, le terapie sono molto costose per il SSN. Se si abbandonasse un metodo fuorviante – sottolinea la ricercatrice – e ci si concentrasse sull’uomo, i progressi della scienza sarebbero più rapidi ed efficaci: io spero risolutivi».

MATTEO RENZI E LA CAVIA!!1!!! – Ma il segretario come se la passa? Sulla bacheca di Matteo Renzi che ha espresso il suo sostegno verso Caterina si è scatenato un flame di commenti. Non tutti sono d’accordo col segretario Pd: «Io sono anti vivisezione, ma non posso che stare con Caterina perché insulti e minacce sono non da animalisti ma da oltranzisti talebani». C’è chi invece accusa il segretario di opportunismo: «Perchè non stai con chi fa ricerca senza torturare gli animali e cerca possibili strade che diano risposte senza infliggere dolore ad altre creature viventi? Comunque strumentalizzare politicamente un argomento di simile gravità ed importanza mi fa avere dei ripensamenti». C’è anche chi ne aprofitta per “ricordare il mestiere” di sindaco: «Prima di pensare a Caterina pensa a dare la casa ai fiorentini indigenti.. e non ai rom e zingari!! x quanto riguarda la sperimentazione io la farei sui delinquenti e non sugli animali innocenti..». «Se stai con Caterina – commenta un utente – comincia a portare i tuoi animali in qualche istituto dove cercano cavie, perché a sostenere la vivisezione con gli animali degli altri “so boni tutti”! A noi di Caterina non ce ne può fregare di meno, e se proprio ci tiene a far uso di farmaci sperimentali, si presti lei a fare da cavia!».

I commenti hanno superato nel giro di poche ore quota 2 mila tra pro e contro la sperimentazione. Segno che l’argomento, su cui l’Italia dovrà assumere una posizione precisa in merito entro gennaio, è molto sentito. Ecco qui come ha preso il PAE le dichiarazioni di Renzi: «Matteo Renzi sostiene la sperimentazione animale: o è un servo delle multinazionali del farmaco oppure è un cialtrone». Sotto i commenti si sprecano: «Bastardo…la vivisezione su lui», o «Io penso che sia entrambe le cose! Oltre che un gran COXXXX».

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Su Facebook è nato da poco un gruppo in sostegno alla ragazza. Si chiama “Io Sto con Caterina Simonsen”. Ma putroppo non c’è solo quello.

IN DIFESA DELLA SPERIMENTAZZIONE!!1!!! – «Caterina prima di parlare informati bene», recita la pagina Casa degli animali. Sotto c’è una immagine della ragazza confrontata con una scimmietta. La pagina è nata nel 2011. Sono talmente contro la sperimentazione da ribadirlo con un post: con sperimentazione con due zeta.

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Nessuno tra gli utenti pare accorgersi della svista. Nel mentre Michela Brambilla su Facebook supera in commenti il segretario Pd. La fondatrice della LEga Italiana per la Difesa degli Animali (LEIDA) ha postato la replica della biologa Susanna Penco. Sotto c’è già chi grida al complottismo: «Chi non ama gli animali, non ama nemmeno le persone! Auguro infinita salute alla ricercatrice malata e che trovino al più presto una cura…….credo che ci sia lo zampino della politica purtroppo». Ricordiamo che tutto partì con una semplice opinione di una ragazza in rete. E Cate ora dove sta?

CATE STA MALE – Caterina, finita nel ciclone mediatico, ha ora altro a cui pensare. Ricoverata da qualche giorno al reparto di pneumologia dell’ospedale di Padova ha dovuto fare ulteriori accertamenti per una infezione polmonare. Davanti al cellulare che squilla in continuazione ha replicato in rete: «Io sono ricoverata perché sto male. Non è il momento per interviste. Poi, comunque, la mia idea l’ho espressa in tre video. Per cui gradirei, almeno per adesso, di non essere disturbata. In questo momento vorrei visite solo di amici veri. Pace e bene, migliori auguri a tutti». Nel pezzo in cui parlammo di lei Caterina rispose ad una semplice domanda: «Davanti a dei genitori che chiedono cure Stamina per il loro figlio che messaggio vorresti dargli?» Lei rispose così: «Di credere nella ricerca vera. E se non ci riescono che ci provino pure. Ma è uguale ad andare da qualche stregone o medicina alternativa, orientale non approvata. Hanno comunque la mia comprensione perché vedo anche i miei genitori disperati, li ho visti anche quando ero più piccola, sono andati da Padre Pio, da omeopati, da quelli che curano con i massaggi e con gli olii». Credere, provare, sperimentare. Certificare e comprovare sempre, anche davanti alla disperazione più nera. Perché in Italia è davvero così difficile?

Edit 15:10 30 dicembre: Caterina ha chiuso il suo profilo per qualche giorno. Cerchiamo di rispettarla, almeno adesso.