Le dieci cose peggiori al rientro dalle vacanze

di Redazione | 02/09/2013

Il primo giorno di lavoro dopo le vacanze è forse da considerare quello più brutto dell’anno. Dopo aver passato del tempo rilassandosi in spiaggia o andando a visitare le città dell’arte, mare e musei vengono rimpiazzati dal trillo del cellulare e dalle scadenze. Ecco le dieci difficoltà peggiori che si devono affrontare una volta che si è tornati dal periodo di meritato riposo secondo la Bbc.

In ufficio c'è una maggiore possibilità di farsi male a causa degli arredamenti

LA CASELLA DI POSTA – Nella tua casella di posta ci sono così tanti messaggi non letti che ci metterai una mattina intera a leggerli: mail lavorative, link divertenti, spam, richieste di ogni tipo e non hai nessuna voglia di aprirle temendo che dentro si celi qualcosa che potrebbe stressarti e rendere ancora peggiore la prima giornata di lavoro. Ogni giorno nel mondo vengono inviate circa 150 miliardi di e-mail e ti senti come se fossero arrivate tutte a te.

IL TRAUMA POST RITORNO – Stare nel luogo di villeggiatura fino all’ultimo giorno di vacanza ti sembrava un’ottima idea, fino a quando non sei arrivato sul posto di lavoro distrutto dal viaggio di ritorno e siedi alla scrivania in stato catatonico. Qualcuno ti sta sottoponendo una questione e stai ancora pensando ai chilomentri di coda in autostrada e al fatto che in questo preciso momento sarebbe stato meglio essere a casa, a letto e non sul posto di lavoro.

LITIGARE CON LA TECNOLOGIA – Non c’è nemmeno bisogno di dirlo, ma una volta tornati sul posto di lavoro ti sarai dimenticato tutte le password che ti servono per svolgere le tue mansioni. Il computer sulla tua scrivania non è un semplice dispositivo, è una bestia feroce che va domata a colpi di frusta, ma in questo momento sei impotente e credi di non riuscire a risolvere la situazione. Efffettivamente è così.

L’INVIDIA PER CHI PARTE – Sei appena tornato dalle vacanze e il tuo collega ha appena cambiato l’immagine del desktop con la foto del posto spettacolare in cui passerà le vacanze e di fianco alla scrivania ha già pronto il bagaglio con cui partirà non appena finita la giornata lavorativa. Tu sei stato in campeggio e lui andrà nel posto esotico che non potrai nemmeno mai sognarti. E sei tornato a lavorare.

COSA CI FACCIO IO QUI? – L’alienazione è reale e ti senti completamente fuori contesto «Cosa ci faccio io qui? E chi sono tutte queste persone? Da come parla e da come lo guardano gli altri quello deve essere il capo, ma perchè continua a guardarmi e rivolgersi a me? Io qua non c’entro nulla, sono stato in vacanza fino a ieri».

NIENTE È CAMBIATO – Il famoso romanzo che avresti dovuto scrivere durante le ferie non è mai nemmeno stato cominciato, per non parlare della “settimana all’insegna del fitness” che ti eri riproposto di fare. Sei stato in ferie e ora è tutto esattamente come prima. I soldi che avevi li hai spesi in vacanza e ti aspetta un settembre di ristrettezze economiche, visto anche il fatto che non riceverai di sicuro un aumento di stipendio. Dopo aver avuto un assaggio di libertà ora sei al punto di partenza.

LA COLAZIONE – Ritornare dalle vacanze significa anche rinuciare ai piccoli piaceri della vita brevemente riscoperti. La punta di diamante è la colazione, che hai finalmente potuto fare in tranquillità, senza stress, nè con il pensiero di doversi sbrigare perchè altrimenti rischi di arrivare tardi al lavoro. Ora invece sei tornato a trangugiare due biscotti inzuppati nel caffè mentre ascolti la radio e tieni d’occhio l’orologio.

IL RITORNO AI CALZINI – Per quindici giorni hai abbandonato abitudini e convenzioni, per non palrare dei calzini. Hai indossato pantaloncini corti e te ne sei andato in giro senza imbarazzo con quell’orribile cappello di paglia. Ora sei davanti allo schermo del computer e rimpiangi quelle infradito così comode.

LE DORMITE – Dormire a lungo e senza avere preoccupazioni per le scadenze è forse uno degli aspetti migliori della vacanza. Ciò rende ancora più difficile il rientro e i sogni sono interrotti bruscamente dal trillo della sveglia la mattina presto.

IL TRAFFICO – Già di per sè il pendolarismo è terribile, ma diventa insopportabile quando, dopo due settimana di relax, ti trovi imbottigliato nel traffico o sui mezzi pubblici imbottiti di persone come se fossero un girone infernale. Bentornato alla tua vita.