Anonymous e le password ridicole dei siti informatici della polizia

di Alessio Barbati | 30/07/2015

Anonymous

Un blog riconducibile ad Anonymous ha pubblicato un post, intitolato “Summa ius, summa iniuria” (“somma giustizia, somma ingiustizia”) con i link per scaricare i dump dei database di molti siti collegati alle forze dell’ordine.

Con le vostre azioni avete dichiarato la morte dei due nostri compagni. Trattati alla stregua di criminali, pubblicando le loro identità e dati personali, togliendoli la maschera, andando contro il massimo principio di Anonymous. E avete dato in pasto ai media notizie tendenziose e fuorvianti, lungi da qualsiasi obiettiva verità.

Ha scritto Anonymous alla Procura della Repubblica e alla sezione della Polizia Postale che si occupa di crimini informatici

Ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria, pertanto, con sommo piacere vi diamo un assaggio di cosa significhi verità ed informazione. Pubblichiamo qui senza alcuna censura i dati dei vostri database: indirizzi email, password, codici fiscali e altre informazioni saranno di libero dominio, visibili da chiunque.

Tra le password pubblicate alcune fanno un po’ cadere le braccia. Come fa notare  Siamo Geek, infatti, si scoprono password fatte da numeri nel formato ggmmaaaa, nomi di città, nomi di persone e parole come “passamontagna” “password” “69cazzo69” “123” “polizia” e “soloio”. Altre tabelle hanno rivelato nomi, email, indirizzi e numeri di telefono degli agenti, degli avvocati e di altri “addetti ai lavori”

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LA STORIA –

La lettera di Anonymous è indirizzata ai Procuratori della Repubblica Giancarlo Capaldo ed Eugenio Albamonte, Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e al CNAIPIC, quel reparto della Polizia Postale che si occupa di crimini informatici. La storia inizia il 19 maggio scorso quando l’operazione “Unmask” della Polizia di Stato ha condotto all’arresto di due hacker molto influenti nel mondo underground, noti rispettivamente con i nickname di Aken e Otherwise. I due sono accusati di numerosi attacchi informatici ad infrastrutture critiche quali Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio, i Ministeri dell’Interno, della Giustizia, della Salute, dello Sviluppo Economico, la Procura della Repubblica ed il Tribunale di Torino (campagna NO TAV), la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, le Regioni Veneto, Calabria, Piemonte, Equitalia, i sindacati di Polizia COISP e SIULP e della Polizia Penitenziaria SAPPE ed OSAPP, ENI e Enel.

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AKEN E OTHERWISE –

In un comunicato successivo all’arresto si legge che “Otherwise è stato il promotore della campagna nota come “oprevenge/optrasparenza” nell’ambito della quale il gruppo ha effettuato attacchi informatici a sistemi di enti istituzionali e di forze di polizia, nonché della cosiddetta “million mask march”, mentre aken è il fondatore e leader indiscusso del “canale” di livello internazionale noto come “operation greenrights”, ossia della campagna in cui sono stati riuniti gli attacchi di matrice ambientalista”.

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LE ACCUSE A CARICO –

«Semplificando – si legge – le azioni criminose portate a termine dall’organizzazione si possono distinguere sostanzialmente in tre tipologie:

– gli attacchi di tipo ddos, che hanno lo scopo di rendere irraggiungibile per un determinato periodo di tempo il sito bersaglio dell’attacco, bloccandone quindi i servizi;

– le intrusioni informatiche, che hanno il duplice scopo di carpire dai database dei siti attaccati e dai sistemi di posta elettronica dati riservati e sensibili;

– il danneggiamento dei sistemi informatici come ad esempio nel caso del cosiddetto defacement con il quale viene effettuata la sostituzione della homepage di un sito web con un messaggio di rivendicazione.

Con riferimento agli attacchi di tipo ddos, sono da evidenziare i recenti attacchi nei confronti di siti dedicati riconducibili ad Expo 2015, eseguiti nell’ambito della campagna #opnoexpo e rivendicati sull’account twitter @operationitaly».

LA RIVENDICAZIONE –

La pubblicazione di dati sensibili da parte di Anonymous è stata un’azione atta a “vendicare”  Aken e Otherwise.

Prendete nota. E’ solo l’inizio. Noi non ci fermeremo, MAI.
Noi continueremo a lottare, per i nostri Fratelli, per i nostri Ideali.
Aken e Otherwise, questa e’ la nostra vendetta per Voi,
noi ci siamo, vi sosteniamo, vi vendichiamo.

E poi la firma ormai ben nota: “Siamo Anonymous, Siamo legione, Noi non perdoniamo, Noi non dimentichiamo”.

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