Gli assurdi commenti su Facebook in cui si difende l’allenatore che ha fatto sesso con l’allieva di 12 anni

di Redazione | 03/10/2017

selvaggia lucarelli pedofilia

C’è stato anche chi ha definito «amore» l’insana relazione tra un allenatore di pallavolo di 66 anni e una sua allieva 12enne. Una cosa impossibile e che, nonostante ciò, ha trovato spazio sui social network. Tanto che anche Selvaggia Lucarelli, giornalista e blogger del Fatto Quotidiano, nel suo articolo odierno sul giornale diretto da Marco Travaglio, ha avvertito la necessità di attaccare chi si mette dalla parte del torto in una storia che non può avere altra etichetta se non quella della pedofilia.

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ALLENATORE PEDOFILO, LA VICENDA E I COMMENTI SU FACEBOOK

Alla fine di settembre, la polizia di Pistoia ha arrestato l’uomo proprio con questa accusa. Lui, davanti al magistrato che l’ha interrogato, si è difeso dicendo che le forze dell’ordine «non potevano capire» e che lui, invece, «dava affetto» a quella ragazzina indifesa. Una storia che ha scosso le coscienze e che ha portato la madre della bambina a scrivere accorate lettere ai quotidiani per chiedere che non fosse lasciato spazio alla versione del «lupo».

Eppure, questa sua versione ha dato adito a discussioni molto pericolose sui social network. In molti sostengono che in questi casi non ci si possa esprimere, perché la vicenda è «border line», perché la relazione sarebbe stata condivisa sia dall’uomo di 66 anni, sia dalla ragazzina di 12, perché «la colpa non è di uno solo». Un vero e proprio delirio.

ALLENATORE PEDOFILO, IL COMMENTO DI SELVAGGIA LUCARELLI

Qualcuno – secondo Selvaggia Lucarelli – è ancora «affascinato dal mito della Lolita» e ha davvero creduto alla versione dell’uomo che diceva di essere stato coinvolto sentimentalmente nella relazione. «In fondo, se chissà, magari, erano consenzienti le due americane a Firenze – ha scritto la Lucarelli -, potrebbe esserlo anche questa bambina che a undici anni forse era un po’ più sveglia delle coetanee. Chissà con che pantaloncini si presentava in campo. Chissà come ammiccava, pure lei, sulla chat. Perché questi, diciamolo ad alta voce, sono i pensieri sottintesi di chi scrive che tra una undicenne e un sessantaseienne poteva essere amore. Che poi i rapporti sessuali tra una dodicenne e un uomo di 54 anni più vecchio di lei siano vietati dalla legge e considerati a tutti gli effetti pedofilia, per molti trogloditi conta poco».

In effetti, è difficile essere in disaccordo. La vicenda della ragazzina rappresenta davvero una pagina triste della storia recente delle relazioni umane. E non può esserci nessuna giustificazione (tantomeno quella dei social network) per questo comportamento assurdo. Che, appunto, non può essere definito «amore».