Torno ancora sulla questione sicurezza. Scusate ma serve un chiarimento. C’è stato un equivoco. Quando l’altro giorno, alla Camera, ho dichiarato che i rom dovrebbero essere confinati in un recinto circondato da muri, filo spinato, torrette, cavalli di frisia e fossati coi piranha dentro, non avevo alcun intento segregazionista! Vi assicuro. Anzi. Dicevo così proprio per il bene degli zingari. Lo scopo di un simile isolamento non è impedire loro di uscire dal campo. Lo scopo è impedire ai cittadini italiani di entrare e prenderli a sprangate!
Non so voi, ma io sono sbalordito. La sicurezza rappresenta una priorità, certo. Ma quando si affrontano i problemi, bisogna agire con ponderatezza. Invece, da noi, per sgomberare i campi nomadi, si ricorre ancora alle spranghe, al lancio di bottiglie, alla sassaiola! Ma dico io: siamo impazziti? Questi sono metodi primitivi! Indegni di un Paese del XXI secolo! Signori, se davvero vogliamo risolvere una questione complessa come quella dei rom, dobbiamo ricorrere a soluzioni ben più moderne e avanzate! Ad esempio: le mitragliatrici. O il napalm. O i missili. O le armi batteriologiche, ecco.
Amici elettori, è venuto il momento di sgombrare il campo dagli equivoci. Avete presente quelle leggende sui parlamentari che pippano la coca in ufficio? Ricordate il trito luogo comune dei deputati in trasferta che la sera si portano le mignotte in albergo? Troppo se n’è scritto, troppo se n’è parlato. Spesso senza cognizione di causa. Quasi sempre a sproposito. Ebbene, ora che sono qui, a Roma, eletto da voi cittadini, ora che ho verificato di persona, posso dirlo: per quanto mi riguarda, è tutto vero!
Tutte queste sedute parlamentari per la fiducia sono un’esagerazione. Vi spiego meglio. La Camera lavora di venerdì soltanto in casi davvero eccezionali. Guerre, terremoti, alluvioni, smantellamenti di campi nomadi, eccetera. Quindi io, il giovedì, me ne torno a Milano per il weekend. In genere, prendo il treno giovedì a mezzogiorno. Tuttavia, a volte, per guadagnare tempo, torno già mercoledì sera. O mercoledì pomeriggio. Se poi voglio arrivare a casa per cena, parto da Roma mercoledì mattina. Insomma, di regola la mia settimana finisce il martedì. E invece oggi mi tocca stare qui in aula a sentire il dibattito. Pazzesco.
Rimproverare la Soncini per aver aperto un blog, dopo aver definito il blogging una menata da segaioli, lo trovo inelegante. Ingiusto. Anzitutto lei si riferiva ai blogger maschi. Si sa che solo loro, gli uomini, si faccian le seghe. Le donne, quelle non sposate, non si masturbano. Per loro premere il grilletto non è una operazione inutile, ma una pausa di riflessione. Un periodo di transizione.
D’altronde dare dell’inutile all’attività delle segaiole femmine è pleonastico.
Per il maschio, diffondere il seme fuori dai vincoli del concepimento è rendere vana una cosa utilissima ed essenziale. Donde il rimprovero di Guia.
Per quanto riguarda il godere di una donna, Guia o meno, è inutile e improduttivo anche senza rete.
Abbiamo provato a gufare tutti, belli e brutti. Credenti o meno, impegnati o peggio. In mezzo a una strada o rifluiti nel privato.
Ma alla fine l’inevitabile è giunto. L’atteso, eccolo. Arrivato inesorabile come l’orologio che scandisce il tempo, come lo stomaco che batte mezzogiorno, il bilancio di una vita che batte cassa.
E dire che s’era parlato pure di rimonta, sembrava pure possibile e ad un certo punto cosa fatta il sorpasso. Però è successo.
Berluskoni ha vinto le elezioni e in settimana presiederà il suo primo Consiglio dei Ministri.
Mercoledì, a Napoli, per portare la mondezza sugli scudi, nel secondo tempo entrerà al suo posto Ibra.
Omioddio, questa è proprio la settimana mia. Dopo Travaglio, mi tocca difendere pure Roberto Mancini. Che dicono le ultime intercettazioni ? Dicono male per la questione morale della Beneamata che vincerà lo scudetto domenica ed il suo simpatico Mister Giovane, prossimo al trionfo, gettando un alone, se non il sospetto (con le intercettazioni il sospetto non usa, del demand c’è certezza), sull’imminente e scontata assegnazione del tricolore.
Noi non intendiamo, però, affatto sottrarci all’immane compito, né chiediamo tale sacrificio ai tifosi nerazzurri che di sicuro saran distratti e presi dai festeggiamenti. E lo faremo con poche e chiare parole. Il cosiddetto sarto serviva non altro che a prendere le misure al campionato. Ed il pm fa bene a lamentarsi per la fuga di notizie. Gli han rovinato, al sarto, la sorpresa. Lo scudetto già cucito addosso sulla maglia a strisce.
Marco è innocente. Marco Travaglio è innocente sino a prova contraria, e nemmeno, sino a sentenza di colpevolezza passata in giudicato in Cassazione e nemmeno, a nostro libero convincimento e quasi ci siamo, a vostro piacimento e più oltre e più oltre e più oltre ancora.
Nell’articolo di D’Avanzo cosa c’è ? Una accusa ? Noo. E’ un articolo di metodo, sul metodo, istituzionale.
Una accusa di aver frequentato mafiosi no, manutengoli della mafia neppure. Marco non poteva sapere. Marco non c’era e se c’era dormiva e se dormiva non c’era proprio sennò non lo conoscete, l’insonne e invincibile cronista che non fa sconti persino in vacanza (se poi gliele paga qualche altro). L’intentona anti Marco non riuscirà. Altro che moglie di Cesare : Marco Travaglio è come la mamma, ce n’è una sola. Giusto domenica le abbiam fatto la festa.
E se non bastasse, Ciuri tutto l’anno.












