Solidarietà al collega Alemanno, travolto da polemiche strumentali circa le sue dichiarazioni riguardo l’antipatica questione dei campeggiatori, due stranieri in tenda, abusati e pestati da altri due tizi, anch’essi stranieri. Insomma, ha ragione il Gianni: questi stranieri hanno stufato, che vadano a combinare i loro casini altrove, non qui in Italia, santodìo. Io avrei una proposta: mettiamoli in galera tutti e quattro: sia gli stupratori, per il reato di violenza, sia gli stuprati, per quello di occupazione abusiva del suolo pubblico.
Cari elettori, saluti dalla riviera romagnola. Ma no, ma quale Riccione, vi pare? Sono qui in compagnia di un sacco di amici, imprenditori abbronzati e colleghi parlamentari con le mogli. Bella gente. E che giornate. Per dire: ieri. Prima ho assistito ad una splendida messa celebrata dal cardinale, quindi ho fatto un giro alla mostra sui gulag, poi dopopranzo me ne sono andato al reading di brani di Guareschi (quello di Don Camillo: da morir dal ridere!) e per finire, ho partecipato a un interessante convegno sul futuro della teologia antiabortista. Insomma, cari elettori, sappiatelo: ci si diverte come pazzi, a Rimini alla festa di Comunione e Liberazione.
Incredibile! Non è stato Sarkozy, come erroneamente riportato dalla stampa, il risolutore del conflitto in Georgia. A convincere Putin sarebbe infatti stato l’Onorevole, che casualmente si trovava in vacanza in Russia dalla sua vecchia amica Svetlana. Secondo i soliti bene informati, l’Onorevole sarebbe riuscito nell’impresa promettendo a Putin di convincere Berlusconi a non tediarlo mai più con le sue barzellette. “Non m’importa dell’immagine internazionale della Russia - avrebbe poi dichiarato Putin a Sarkozy che arrivava in quel momento - ma quella sul malato di AIDS me l’ha raccontata almeno settanta volte, e non ci ho riso persino io. Figuratevi”
SCOOP! L’Onorevole pensa di diventare il leader della sinistra? Dall’iincontro fugace testimoniato da questa foto, e avvenuto prima della partenza dello stesso Onorevole per le vacanze, parrebbe proprio di si. Stando a fonti anonime, Bertinotti avrebbe proposto all’Onorevole di ergersi a capo della sinistra spaccata. Indeciso sul da farsi, l’interessato avrebbe però chieso di cambiarne il colore storico, in quanto quel rosso proprio non si addice alla sua cravatta blu. “Un bel violetto sarebbe meglio” ha aggiunto l’Onorevole prima di congedarsi promettendo a Bertinotti di telefonargli dalla villegiatura. Nel frattempo, “studierò questo interessantissimo romanzo!” ha promesso all’ex segretario di Rifondazione riguardo al dono che questi gli ha fatto
“Qui c’è posto per chi c’è stato sinora e posto pure per non chi c’è stato ancora”. Macché.
Neanche queste parole, dolci, educate, di più, educative, magiche, rassicuranti, chiare, trasparenti, riposate, meditate, ruminate, accoglienti e come già accolte, timide, materne, femminili ma da vero uomo, ossequiose, comprensive, rispettose, rispettabili, colte, semplici, immediate, e forse neppure tanto mediate, forse, democratiche, europee, identitarie, rieducate, rieducative, illuminate, preziose, pesanti ma lievi, eloquenti ma significative, nere su bianco, di sinistra, macché, niente.
Neanche questo tutto fuorché una lettera di licenziamento è bastato a Marco Travaglio perché si rassicurasse che, striscia rossa a parte, con la striscia(nte) in rosa nulla per lui è cambiato
E’ un solo grido, un solo allarme (tutto rigorosamente in italiano, peraltro): caro il nostro Barack Obama, hai sbagliato Vice. E dunque, va da sé che è solo l’inizio della fine, hai sbagliato tutto. Le voci si intensificano impazzite: John Biden mai nella vita (ma soprattutto, chi è).
Avresti, caro fu Mr. President, potuto avere ben altro di meglio. La figlia di Kennedy, giusto per. La moglie di Clinton. Magari pure quella di Berlusconi, con un repechage, attualissimo, in chiave anti(neo)sovietica di un Cacciari incomprensibile Rasputin. La delusione è grande sotto il cielo, e la situazione a Denver, Italia, non eccelle. Ce ne fosse uno, compreso Ferrara che a questo punto rivuole persino i vecchi comunisti, (che continui) ad ammirare uno che per mera e purissima onestà intellettuale si espone, pur di vincere, scientemente al rischio di un ticket come Biden-Bidòn.
Antonio Gava è morto.
Marco Travaglio, invece, no.
E lotta insieme a noi.
Il coro bipartisan di commemorazioni gavianee lo ha stupito e turbato perché in fondo è un ingenuo, un puro, un appassionato. Lungi da lui pensare che quel venticello benevolo, il prendere l’innocenza di un monarca sul serio, fosse uno scherzo da preti (ops) della maligna stampa italica a chi ha costruito di sé una immagine fascinosa chè sulfurea sacrificandole una vita. Secondo, che i morti, si ignora in cielo ma almeno qui in terra, quantomeno sottoterra, siano ministri della malavita o dello Stato sono (trattati) sempre tutti eguali. Terzo, vicere sepolto, ci sarebbe sempre quella bezzecola, per i repubblicani e democratici come voi e Marco, del come riesca in democrazia la monarchia a farsi amare sempre più della repubblica.
Se vedete un energumeno di chiesa girare a torso nudo, borsello multietnico, pancia Stellone nazionale, pantaloncino con pannolone antimicotico, comode ciavatte ai piedi e la copia fresca del Foglio sotto braccio, ebbene sappiatelo. Quell’uomo sta seriamente lavorando per farsi una coscienza: dopo, dovrebbe essere tutto più divertente. Prendete questa. C’è un gran numero di uomini, quest’anno, afflitti da infiammazioni inguinali. E’ perché ci sono due farmaciste, la bionda e la mora. La mora è maliziosa e ci starebbe pure a guardarti de visu, onde darti il giusto farmaco, le parti intime. Ma la maggior parte di questi disgraziati simula soltanto per mettere in imbarazzo, parlandole di questo, la bionda timorata. Da ciò : siamo più sadici che malati. Tolta la parte olimpica, è tutta qui la questione dell’ Ossezia.















