Onorevoli colleghi. Mi domando se anche voi, come me, abbiate ricevuto un invito omaggio ad assistere alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino dal palco riservato agli ospiti politici. Ebbene, vi ricordo che in Cina vige un’orribile dittatura. In quel paese la pena di morte, la persecuzione dei dissidenti, lo schiavismo, il commercio di armi verso il Terzo Mondo e la repressione della libertà di stampa sono la regola. Perciò rivolgo il mio plauso a quelli fra voi che intendono rinunziare. Bravi! E aggiungo: visto che non ci andate, per favore potete darmi il vostro pass così faccio entrare gratis anche mio figlio?
Onorevoli colleghi, in quest’aula siamo tutte persone colte e istruite, con tanto di laurea. Quindi ben venga il progetto dell’amico ministro Bossi: la realizzazione di una fiction televisiva in grado di educare i nostri amati cittadini alla conoscenza della Storia. Io stesso non vedo l’ora di poter passare qualche ora davanti allo schermo, e godermi le avventure del pirata Barbarossa. Anzi, rilancio con una proposta che di sicuro vi piacerà: perché non proseguire in questo filone di avventure marine con una fiction sul Corsaro Nero? E magari un remake di Sandokàn? Umberto, tu che ne dici?
Onorevoli colleghi, è incredibile. Leggo sul Corriere della Sera una notizia sbalorditiva. Noi stiamo qui tutto il santo giorno a pensare alla militarizzazione del mare intorno a Lampedusa, e ora scopro che soltanto il 10% degli immigrati arriva in barca. Ve lo giuro, secondo il giornale la maggior parte dei clandestini “viene in Italia con l’aereo o col treno”. Bè non so voi, ma io di fronte a questo titolo io sono rimasto a bocca aperta. Insomma, va bene che Lampedusa dispone anche di un piccolo aeroporto: ma che abbia pure la stazione ferroviaria mi pare davvero sorprendente!
Onorevoli colleghi, vorrei aggiungermi alla lunga lista di quelli fra voi che in quest’aula hanno manifestare solidarietà al collega Fassino, accusato di aver preso bustarelle dalla Telecom. Sono matematicamente certo della sua innocenza. Certo, non mi sono documentato sulla vicenda. Non ho nemmeno letto né articoli, né atti giudiziari, né altro (roba troppo noiosa, non ho tempo) - insomma di questa faccenda Telecom non so quasi nulla, e a dire il vero Fassino lo conosco solo di vista. E tuttavia, non voglio credere che egli abbia preso dei soldi. E’ impossibile. Voglio dire: ma l’avete guardato bene l’onorevole Fassino? Ha troppo la faccia da scemo, dai.
La mia amica Dacia Valent ha scritto un post garantista. Uno splendido post garantista. E lei è una ex poliziotta. E se una ex poliziotta scrive di garantismo, significa che sa quel che scrive. E se questa ex poliziotta è anche comunista, proprio per niente ex, allora non solo, e non è poco, sa quel che scrive ma sa persino che quel che scrive di garantista non è affatto un favore a Berluskoni. Tra l’altro voi altri, che siete atei ed ai furori paolini dei convertiti non credete punto (perdendovi così il meglio della letteratura mondiale di tutti i tempi), non ci crederete. Ma da ex pulotta la mia amica Dacia Valent riesce a scrivere di garantismo come e meglio di coloro che della barricata conoscono solo la parte giusta, quella della Ragione dei perseguitati. Se a questa, conoscendola, coniughi la Forza dei persecutori, et voilà, la Forza della Ragione è servita.
Caro Direttore,
io le voglio bene. Ma, glielo dico nel modo più gentile che mi suggerisce l’affetto e intima la prudenza nei confronti di una sua cattiva reazione, dovrebbe cercare di finirsela. Si, il senso della vita, ed occhei, di qualcosa dovremo pur morire. Ma giunti a questo punto. E mancano ancora tutto Agosto e Settembre. Oramai non ne possiamo più. E’ un conto alla rovescia per la liberazione più che per disperazione (mai come quello del padre, s’intende). Ma anche lei. Sbaglia, perde colpi su colpi. Mi fa gli editoriali bis, in fotocopia, quello del lunedì eguale a quello dell’altro giovedì. Non serve più a niente, mi creda, lasci perdere. Glielo dico senza perdere più tempo. Ogni tentativo è vano.
Gentile Ferrara, neanche l’acqua da schizzarle in faccia potrà mai farcene uscire (puliti) da tutta ‘sta vicenda di Eluana.
Eugenio Scalfari tratteggia, nel suo lindo Domenicale, un’Italia che c’è.
Anzitutto, fronte amicizie. I presidenti della Repubblica tutti, nominati uno per uno.
Fatto apposta per ribadire a Kossiga di non aver smesso di non ritenerlo tale. Ed a Napolitano di poter contare, se non per altre qualità, quantomeno sul proprio curricula di Padre della Patria aggiunto.
Aggiornato il barometro delle preferenze, assodato quello che c’è, è passato poi al problema della libertà di stampa in Italia. La proprietà dei giornali potrebbe, con la scusa della legge sulle intercettazioni, entrare e influire sulla “conduzione” della libera stampa La libertà di stampa è minacciata per tutti. Ed ha fatto i nomi di questi tutti, uno per uno: stampa, giornali, giornalisti, editori. E questo deve essere stato il passaggio di Gegè sull’Italia che non c’è (mai stata).
Berlinese. E ci mancherebbe. Messia. Facciamo un po’ meno. Democratico. Troppo poco. Campione della democrazia. Insignificante, diciamola bene e tutta. Democratico, bianco e pure cattolico, catto-irlandese va’: sennò che razza di Joe Kennedy mai sarebbe. Speranza. Già che ci siamo, la gran speranza bianca. Esageriamo. Rossa, nera, gialla. Viola, occupato, ce n’è già una. (Grand’)Uomo dell’ambiente. Del cambiamento. Del rinnovamento. Insomma, a Berlino, Obama ne ha dette tante e tutti in qualche modo hanno ricambiato dicendogliene dei rispettivi colori. Tuttavia tra i tanti epiteti, i berlinese, democratico, e via dicendo, s’è trascurato di aggiungervi “italiano” all’elenco. E non tanto per il Rinascimento.
Quando ha parlato di aiutare la pace ed il progresso con l’esercito, a voi non ha ricordato che in Italia la Rivoluzione la facciamo solo con l’ausilio e l’approvazione dei gendarmi ?















