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si candida alla presidenza del Rotary Club di Viterbo

annulla l’ammucchiata con veline minorenni organizzata a bordo di un volo di stato

regala un appartamento ammobiliato a un’apirante attrice e le fa trovare sul comodino una confezione di profilattici

ferisce una pensionata facendo stage diving sul pubblico di un comizio per le provinciali di Isernia

Alla fine bisogna rassegnarsi alle cose della vita. Pure Beppe Severgnini ieri ha avuto i suoi cinque minuti di notorietà. “Giornalettismo” che lui mette tra le virgolette perché evidentemente a metterlo in parentesi proprio non ce l’ha fatta ce l’ha con lui. Chi è Severgnini ? Giusto, voi prima che lo nominaste D’Amato nisba. Severgnini è il quinto Beatle e ha inventato l’interismo, cioè quella versione di Moccia applicata al calcio che vede uomini adulti mimare i lucchetti o fare i ragazzini anziché come al cinema farseli e basta. Il problema è sempre farsi una storia. Severgnini con tutto il candore ci ha provato coi bimbi down e le loro mamme, D’Amato con quasi tutto il suo cuore ha provato e basta con lui. Cinque minuti di sveglia e ha battuto Candide. Che però non si spettina il pelo. Continuerà a farsi sotto su mamme, down e mondo crudele col nuovo gruppo Fb: Scusa se ti sgravo, amore.

Non so voi. Ma io prego ogni volta che non succeda nulla all’Inter. Ormai tremo al solo pensiero che possa capitarle qualcosa. Un calcio d’angolo non concesso. Una rimessa invertita. La monetina che nel testa o croce si perda nel terreno. Pardon, venga rubata. Che all’Inter non perde nessuno. Vado in ansia. Mourinho ? Mamma. Ogni volta che lo vedo, non ricordo più se ho spento il gas. Ho sempre paura che qualcuno anche soltanto con il pensiero possa turbarne la calma del forte. Che qualcuno certo all’oscuro di tutto non dia di sua sponte il risultato. E plaudo quando pur con gli uomini in più lo aspettano, quando pur insultati a sangue si spiri piano senza far rumore, ringrazio quando a nome di tutti il complotto alla fine pure s’è visto, e Palombo ha ammazzato Jfk, e che noi tutti si perda (la testa) purché Mou ci perdoni (la croce).

Era Gennaio e Mario Adinolfi sognava. E’ uno di quegli uomini la cui pasta è il sogno e meno male sennò mangerebbe pure quella. Però non è scemo: per sé decide cioè s’arrangia perché il sogno è per (il culo de)gli altri. Dopo quel giorno, ha fatto chiudere la curva della Juve chiedendo clemenza, disciplina al Pd e ne saranno usciti un centinaio, di comprargli un libro sul poker e gliel’hanno venduto(“La ricerca della costante”)da manuale d’algebra alle medie, aggiornato su Lost che è scomparso, difeso Morgan, scomparso pur’egli, ringraziato per le vendite del suo libro gli studenti medi, insomma fatto cose e chiuso i battenti. Agli amici suoi di Redtv. Sarebbe bastato spendesse una parola in favore del suo editore. Ma non ha pensato solo a se stesso. Poro Mario sperava in un figlio maschio. E dunque tranquilli. La costante non è in cerca di eredi.

Si discuteva sabato della permanente, pardon ,della permanenza di Marco Travaglio nel Santoro show al giovedì. Vuole stranamente non applausi finti ma silenzio vero. Sulla sua persona, il suo passato, le sue vacanze (poco) intelligenti. E perché mai se tutto questo paga.
Travaglio ha lavorato anni per diventare una macchietta.
Ora che è arrivato il momento di goderne, pretende protezione. E’ comico. Ha una buonissima ragione per fingere di decidere di rimanere lì dove nessuno lo vuole cacciare. Un sostanzioso cachet (per il mal di testa) che lui nel prossimo episodio dividerà coi giornalisti veri (ahahah). Nel frattempo divertiamoci con la nuova gag. Funziona. L’uomo che ha sdoganato i difetti fisici e intercettato quelli morali, l’inventore di Al Tappone e delle risate vere sulla galera, si rifiuta di scivolare sulle proprie bucce di banana non facendo ridere di questo il pubblico pagante.

italiaj La Vignetta

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