Amici elettori, il dibattito politico verte oramai totalmente sulla questione delle intercettazioni. Ammettiamolo: le intercettazioni, quando le leggiamo sul quotidiano, sono divertenti. Un po’ meno divertenti quando a leggerle è un magistrato, ad alta voce in un aula di tribunale. Ora, io credo che si possa arrivare a un compromesso in grado di accontentare tutti, deputati e comuni mortali. E cioè: ai giudici inquirenti sia proibito utilizzare le intercettazioni. Vietato, punto e basta. Di converso, però, i giornali vengano autorizzati a pubblicarle, anzi vengano obbligati a farlo. Così il popolo resterà comunque informato e potrà continuare a ridacchiare delle zozzerie che noi politici combiniamo. E noi ci sentiremo
finalmente liberi di esprimerci al telefono senza l’assillo di rischiare la prigione. Magari, al telefono, impareremo ad essere ancora più spassosi, per la vostra gioia. Allora, cari cittadini, che ne dite?
Onorevoli colleghi, permettetemi di spendere una parola in favore di un gruppo sociale di cui in queste ultime settimane giorni si è parlato molto. E a sproposito. Avete già capito, penso a loro. Si può sapere cosa vi hanno fatto di male? Perché li menzionate sempre in senso dispregiativo? Perché usate il loro nome come fosse un’offesa? Lasciateli in pace! Io, modestia a parte, nel tempo libero, li frequento. Li considero miei amici. E posso assicurarvi, son brava gente. Non ho mai avuto modo di lamentarmene. Con me si comportano sempre da persone gentili. No, amici deputati, non mi riferisco agli zingari, ma cosa avete capito. E neppure ai magistrati, ci mancherebbe altro. Né ai sindacalisti. Neanche ai napoletani, figuriamoci. No, io dico proprio i magnaccia. Io sono loro cliente, e mi son sempre trovato molto bene.
Il capo del partito democratico dice che sta organizzando una grande manifestazione di piazza per il prossimo autunno. Gli ho chiesto come mai in autunno e non subito. Mi ha risposto che adesso fa troppo caldo, e troppa gente pensa già alle ferie d’agosto: si rischia il flop. D’accordo. Però nemmeno l’autunno va bene: in quel periodo piove spesso, e il ponte di ognissanti potrebbe scoraggiare le adesioni. Neppure l’inverno è adatto, per via del natale e del gran freddo. Non parliamo della primavera: il clima è mite, certo, ma in quel periodo tutti gli italiani sono presi dall’acquisto delle uova e dai preparativi della gita di pasquetta. Insomma, a mio avviso questa manifestazione non potrà mai avere luogo: come vedete, ci sono troppi impedimenti.
Onorevoli colleghi, è inutile lamentarsi se non si è capaci di una reazione. Smettiamola di chiudere gli occhi di fronte a quello che accade nel resto del pianeta. Ora, mentre noi ce ne stiamo belli seduti in quest’aula, il mondo è incendiato da guerre d’ogni tipo. Non solo in tutto il Medio Oriente, come ben sappiamo, ma anche in Somalia, Colombia, in molte nazioni dell’Africa centrale e dell’Asia. E intanto noi stiamo a guardare. Interi continenti in fiamme e qui da noi nessuno muove un dito. Vi rendete conto? Vergogna! Dobbiamo intervenire, svegliamoci! Insomma, si può sapere cosa diavolo aspettano le nostre imprese a inondare i mercati di quei paesi con l’export di armi made in Italy?
Invecchiando si peggiora. Dicono. Si diventa vanesi. Troppo aperti, per via dell’ansia la fine sia vicina. Curiosi e totalmente manipolabili. Prendete me. Resisto tanto di quel tempo pensando malissimo di Odifreddi senza averne mai letto una sola, autografa, riga. Resisto, resisto, resisto. Poi mi imbatto sul sito di uno che da vecchio lascia ovunque foto dove si fa immortalare come il parente più prossimo a un dio greco in circolazione. E cado.
Ho letto l’intervista recente rilasciata da P.Od. a C.S.F. Si, c’è la solita credenza nella scienza tappabuchi della religione. Che se un buco al secondo s’apre nella coscienza dell’esistenza, uno che fa, aspetta che la scienza prepari nel secolo un tappo. Buono per tutti, s’intende. Si, quello c’è ancora. Ma c’è anche l’elogio stralaico dei soviet. Con questa, abbiamo risolto pure quella del Ferrara recente che il problema sia la libera scelta.
Sabato, 19/07/08, è stato l’anniversario di un ben altro, tragico, diciannove di Luglio.
Quello dell’anno di grazia, 1992. Dove una vita, e che vita, si spense. Quando la vita di un uomo, un uomo giusto, probo, di nobile professione, la più nobile tra le professioni, con i più nobili dei doveri, in due parole un giudice, P. Borsellino, la sua nobile e preziosa esistenza in vita insieme a quella altrettanto preziosa della sua intera scorta, andava a spegnersi infrangendosi, in mille pezzi in cm, come nobile onda del mare sulla battigia. Bene. Il 19 Lug. è anche un altro compleanno, quello del figlio ignobile di Via D’Amelio. Il 41 bis: che ai meno nobili di questa terra lascia soltanto pane ed acqua. Alfano a tal proposito ha parlato di doveroso e nobile inasprimento onde meglio festeggiare l’infausta ma nobile ricorrenza: il consulente ad hoc, sir Englaro, dovrebbe spicciarsi ad horas.
Vi immaginate dovesse tornare, davvero, tra noi Eluana, dio mio. Peggio di Ingrid. Le interviste, le tv, spunterebbe persino un ex marito (c’è sempre un ex marito). Ma poi invecchiata. Si accartoccerebbe di colpo. La Benini subito, perfida: “sei bellissima”. Che lei fa bella figura e la malcapitata di turno se ci crede può pure impazzire. E dire: “lo rifarei”.
Ma poi arretrata. Rimasta al primo Di Pietro. I migliori anni della sua vita perduti per sempre. Magari è ancora vergine o ci è ritornata. Capelli che non li riprendi mai più. Come ti spieghi un Beppe Grillo, un punto G, Cristiano Ronaldo. Omioddio, pure i blog. Le maturità ai tempi di Ascione. Molto meglio così. Finire sinché sei all’apice.
Sveglia (a suo tempo) la raga.
Linda Lanzillotta, non a caso ministro ombra del Pd alla Innovazione, ha deciso, per colpa di Del Turco, di tirare giù la maschera. E buttar lì la proposta di legalizzare, all’amerikana, Walter, il connubio soldi-politica rendendo finalmente legali le bustarelle d’indirizzo.
Se un partito, come ad esempio il Pd, non ha un programma, meglio ancora, che problema c’è. Glielo scrivono le lobby, ed alla luce del sole. Che dire. E’ indubbiamente un proponimento sin troppo serio, essendo una novità vera, per un paese dalla doppia morale, una per gli affari e l’altra per fare politica, come il nostro. Una novità che fa i conti però con l’esaurirsi della spinta propulsiva del veltronismo, passato dall’aperto a tutto al considerare la discussione un vizio. Come si fa, allora, a tenere in vita questa povera politica assetata. Magari non si fa più in tempo a sondinare il terreno.















