telefona a un generale dell’aeronautica gli intima di far bombardare la sede del CSM
sta meditando di licenziare almeno 5 delle 20 persone che aveva assunto per gestire la sua fan page su Facebook
ordina all’autista del furgone carico di coca e minorenni slave di entrare dall’ingresso secondario perché di questi tempi non si sa mai
La moglie di Vallanzasca proprio non si capacita. Intervistata dai media sulla problematica più antica da quando il mondo l’hanno riprodotto i belli, ossia perché Vallanzasca è figo, la sua signora resta basita. Stupefatta. Per lei che usa la ragione si sragiona. Ma da dove esce questa follia per mio marito, aggiunge. Cosa avrà mai che io non so. Lei che lo ha sposato probabilmente per imprecisati motivi di ordine culturale, in ossequio alla Costituzione, per non dover andar soldato, perché magari l’alternativa era una multa per divieto di sosta proprio non se ne fa una ragione. Non c’è un solo motivo, donne, perché gli scriviate ancora. Non capite che il bel Renè è un vecchio pieno di acciacchi, tacche, pezzi mancanti e ferite dentro. E soprattutto fuori. Solo lo vedeste così, spogliato d’ogni mito. Nudo ? Magari.
Luciano Moggi non può far tutto in Italia. Dal capro espiatorio all’investigatore praticamente privato. Le domande a Tronchetti Provera nel corso del processo Telecom in quel di Milano avrebbe dovuto infatti fargliele anche qualcun altro. Magari tutti. Cipriani dossierava dossierava e come succede in questi casi, dossier dopo dossier qualcosa resta. Da non far sapere e soprattutto chiedere. Moggi in questi casi di toga e spada si mostra più curioso e attento del lettore tipo in Italia. Fa cose che da giornalista dovrebbero essergli del tutto estranee. Non solo fa domande vere. Prende i verbali e li cita. Tronchetti però ama la privacy e s’è fatto interrogare a porte chiuse. Non ha risposto. Non sapeva non c’era, ignorava, lui c’era ma al massimo sapeva due volte al mese. Gli avranno creduto. Lo sanno tutti che si diventa (Alì) Babbà accanto ai ladroni.
V’è andata male. Dico a voi scettici incalliti, single titanici, solitari senza speranze. Insomma. A voi che non credete nel matrimonio, ieri è andata proprio male. S’è sposato pure Izzo. Quello del Circeo. Sissì. Ma come ? E come no . Con una donna, si. E’ certo. Una vecchia compagna del vecchio quartiere. Lo ama, altroché. In silenzio. Da più di trent’anni. Ha aspettato paziente il suo turno. I testimoni non si trovavano, ci avevate creduto ? Ma se Izzo ha la storia (della Strage a Bologna) che testimonia per lui. Dite che l’ammazza ? Siete proprio ignoranti in materia di nozze. Ma come. Tutta ‘sta cagnara su Izzo che sposa. Tutti questi anni sprecati. Quando era proprio questo l’unico modo che avevan le donne per ammazzare lui.
Zaccheroni ce l’ha insegnato: reagire non è (più) reato. E sia. Sabato scorso, colti dalla solita passione e sicuri come sempre di farla franca i fiorentini han dato i numeri della loro collezione preferita. Sabato scorso, l’incivile e necrofila Firenze ha scandito una alla volta le 39 vittime dell’Heysel. E sia. Morto per morto. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33 e 34 fan l’alluvione del ’66. Cinque in meno, vero. E non ho contato quelli del Mostro o di sonno per Dante. Però tutti gli altri se non son morti son rimasti a galla.














