Onorevoli colleghi, signori ministri. Vorrei dire la mia sulla nuova legge, quella delle impronte digitali da prendere ai bimbi rom residenti nel nostro paese. Molti dicono che questo provvedimento rappresenterebbe una discriminazione etnica: sono d’accordo. Nel terzo millennio, non possiamo accettare che un popolo sia trattato in maniera diversa dagli altri. Non è giusto! Perciò avanzo una proposta. Le impronte digitali siano prese sì ai bimbi rom, ma non solo a loro: anche a quelli marocchini. E pure ai bambini albanesi. E a tutti i figli di stranieri. In questo modo, la parità di trattamento sarà garantita.
Amici elettori, tante domande senza risposta vorrei condividere con voi dalle pagine di questo sito. Sono i grandi quesiti che angustiano tutti gli italiani. Specie se appassionati di politica come me. L’Alitalia esisterà dopo ferragosto? Il prezzo del greggio salirà ancora? Le borse crolleranno? Il termovalorizzatore di Agnano sarà pronto prima del 2040? I giudici vanno fucilati? La nostra aviazione potrà partecipare al bombardamento dell’Iran?
Quanti dilemmi. Eppure l’unica domanda che mi tormenta in questi giorni è un’altra. Terribile. Non ci dormo la notte. Ed è questa. Ma secondo voi, per le sei settimane di vacanza a Porto Ercole, faccio meglio a noleggiare una villa con spiaggetta privata, oppure prenoto la solita suite con vista mare al Grand Hotel?
Amici elettori, vorrei far chiarezza sul lodo. Insomma, sull’immunità per i politici. Dunque, ricapitoliamo: da un lato noi potenti – giustamente - pretendiamo di poter lavorare in pace senza essere importunati da magistrati ficcanaso. Dall’altro, voi plebei ritenete ingiusto che soltanto noi parlamentari godiamo di simili privilegi. E dunque ecco la mia soluzione, salomonica: estendiamo il privilegio all’intera popolazione italiana. Istituiamo l’immunità totale. Immunità per tutti i cittadini. Pensateci: i giudici a quel punto dovrebbero concentrarsi sui soli stranieri immigrati! Che ne dite? Ci state?
Onorevoli colleghi, il Santo anzi Santissimo Padre ha ribadito ancora una volta che noi cattolici divorziati non possiamo ricevere la comunione. Neppure se siamo parlamentari. Tuttavia, debbo riconoscerlo: Egli ha ragione. Io stesso, pur avendo alle spalle tre matrimoni falliti (sempre a causa mia) e parecchi figli, riconosciuti e non, avuti da donne diverse, sono credente et devoto. E soffro di questa proibizione: vorrei davvero assaggiare l’Ostia. Ma per rispetto verso la Chiesa, la domenica mattina mi astengo dal presenziare alla Messa. Con grande dolore, la domenica mattina, anziché andare a Messa, me ne resto a letto. A dormire.
Sino alle quattordici circa.
Che dispiacere.
Una crepa. Una nota stonata, nel coro equanime c’è. Si, Sarkozì ne è stato entusiasta. La Palombelli addirittura ha parlato di sequestro dietetico o vacanze intelligenti, poi, nella smentita barra rettiFica, non si sa bene. Berluska non ne parliamo, per la contentezza va a Matrix. Anziché Canossa. Ma lo stesso una crepa vistosa s’è aperta e profondamente allargata nel coro di contentezza unanime per la liberazione, giusto in tempo per l’altra liberazione, quella della Carfagna da ogni dubbio, di Ingrid Betancourt. La Carlà Brunì ha difatti sbottato: sempre così per noi donne di successo in questo mondo di falchi, uomini e di farc. Ora che s’è liberato un posto, e che posto, mica l’occuperà la Cecilià, vero?
Italiano. Ggiovane. Barbuto. “Fisico compatto”. Romano, oh.
Sta sbancando Las Vegas, oh oh. Faccia da Bamba, ehm, “faccia da Bambi” (chissà).
Il Nevada sembra ormai la sua seconda dimora. Facciamo anche la prima (mmm..mi sa).
Ha fatto fuori un circuito iniziale di un migliarotto di avversari ed è lanciatissimo, pure sui giornali (ma allora), sembra imbattibile (ma allora forse), è imbattibile o quasi (chissà). Scavalla di questi tempi tra il Bellagio ed il Rio (ma allora è lui), e non è male l’hotel Rio come punto d’arrivo se è la romanissima Teresina quello di partenza (ma allora ditelo che è lui). Anche il Foglio fa il tifo per lui (e finalmente), in un editoriale linkabile. Ma è stato solo quando ha letto l’età di Dario Minieri che Mario Adinolfi ha cambiato il link nel suo blog.
Gegè ha fatto il ’68.
Che credete. Di aver sognato di farlo soltanto voi ?
Pare l’abbia fatto anche lui. E per la più nobile causa. Scendeva in piazza ed al primo stormir delle Fronde, trovato. Si rifugiava nei palazzi aprendo l’ombrello. Il democratico ombrello.
Ora la manifestazione dei cronisti di sabato, per la più nobile delle cause, l’affossamento dei cazzi propri, uguale. La rivoluzione aspettando che l’ombrello si apra.
Poi se ne viene Giulietti/articolo 21 e fa :
non potremo più parlare dei mascalzoni, risolvere alcuna mascalzonata.
Bah.
Dal ’48 al 2008, sessant’anni di libertà di stampa non gli hanno insegnato nulla in proposito.
Spagna uber alles. Primi in Europa nel calcio. Primi al Giro. Primi nel Volley. Crescita, divorzi, matrimoni, clonazioni, adozioni, corride vinte, corride perse, paella, movida, pil e contropilu. Ed ancora. Zapatero, la vicepresidente, il gobierno donna, la vicepresidente che rimette a posto il Csm, la Cei spagnola mandata a scopare il mare. Obama che da noi in Italia che viene a fare, a Madrid a Madrid. Insomma. Tutto quello che volete. Podemos, podemos, nosotros we cans. Sono in testa, d’accordo.
Ma se Podolsky alla testata di Silva fosse stato uno scugnizzo di Bari vecchia anziché un bamboccione di Lodz li rimandavamo un po’ tutti fuori di testa.















