Cari cittadini, sto seguendo come voi gli ultimi sviluppi della animata trattativa fra i sindacati, la nuova Compagnia Aerea e la morente Alitalia. Confesso di essere davvero preoccupato. Mentre assisto all’accavallarsi di notizie, un dubbio inquietante non mi dà pace, mi assilla. Rivolgo quindi ai nuovi e vecchi padroni dell’azienda, col cuore in mano, una domanda. Amici imprenditori, colleghi ministri, signori dirigenti, scusate, ma: dopo tutto ’sto casino, poi, i miei punti della tessera Millemiglia valgono ancora o era mica meglio se li usavo l’anno scorso?
Cari cittadini, il direttore di Giornalettismo mi ha appena svegliato con una telefonata (”Onorevole, cristo, dov’è il post di oggi?!”) Sì, stavo dormendo. Sì, lo so che voi siete in piedi da un bel pezzo e che state lavorando operosi come schavi negr – pardon, come api, ma vi ho già ricordato che io e tutti i miei colleghi deputati a oggi siamo ancora in vacanza al mare, per la sesta settimana consecutiva. La Camera riapre martedì prossimo. Insomma, al contrario di voi sono ancora in ferie. E lo iodio di Panarea, si sa, concilia il sonno. Bene, se non avete nulla in contrario, me tornerei a letto. Buon lavoro.
Amici elettori, vorrei tornare sulla questione del fascismo, di cui già dissero onorevoli colleghi illustri quali il Sindaco di Roma e il Ministro della Gue – pardòn, della Difesa. Insomma, dopo tanti anni, è giunto il tempo di ammetterlo: Mussolini ha fatto anche delle cose positive, dai. Ad esempio… ad esempio… La…. La … Va bene, in questo momento non me ne viene in mente neanche una, però… Maledizione, eppure deve esserci… Uff… La bonifica dell’Agro Pontino l’avete già detta, vero?
Chi ci capisce è bravo. Vedo che tutti i colleghi ne parlano ma io di questa nuova polemica ne so poco. Deve trattarsi di una vicenda recente. Una di quelle cose che accadono d’estate, quando tutti sono in vacanza. Ed io ad agosto, lo sapete, in spiaggia leggo solo la Gazzetta. Insomma, se qualcuno più informato volesse spiegarmi: ma questa benedetta Repubblica di Salò di cui si ciancia tanto, precisamente, dove si trova? Davvero sta sul lago di Garda? Possibile? E se è una repubblica indipendente dal resto d’Italia, cosa aspettiamo a raderla al suolo coi missili?
Aveva destato grande scalpore l’idea che Mario Adinolfi potesse accettare di partecipare al reality show, “La Talpa”. Enorme scandalo. Indignazione a catinelle. Costernazione indomabile. Curiosità frenata. Piacevole senso del gioco. Voglia di darsi alla sfida. Fiumi di parole.
Ha poi destato enorme scalpore il rifiuto opposto da Mario Adinolfi alla sua eventuale partecipazione al reality show, “La Talpa”. Grande lo scandalo. Indignazione come se diluviasse. Costernazione indomata. Curiosità sfrenata. Piacevole analisi del sesso del gioco, voglia bla bla e fiumi di. Nell’intervallo tra i due bagni (di folla), a Mario Adinolfi, al quale voglio ancora (linea del giornale permettendo) un po’ di bene, tiravano semplicemente le pietre.
A Napoli oramai funziona così. C’è chi parla, c’è chi ascolta. C’è chi guarda, c’è chi sa. C’è chi sa e dice, chi sa e conserva. Per tempi migliori. Chi finge, chi dissimula perché ha studiato, chi semplicemente tace per non sbagliare in ogni caso. Non crediate però. C’è altro.
Chi ne scrive. Chi ne scrive facendo i nomi. Chi ai nomi aggiunge pure i cognomi, oltre che i soprannomi. Insomma, c’è, stranamente, chi rischia.
E quando lo fa non aggiunge altro. Niente fervorino. Niente predicozzo. Niente parole che scendon dall’alto, niente inviti alla delazione, niente inviti al pentimento, niente inviti alla ribellione. I rischi al massimo sono soltanto i propri. Del tam tam non sono gli eroi. Ma semplicemente i cronisti. Dal basso del loro buon senso e dei loro giornali(questo compreso). Poi arriva Saviano che riassume il già detto dal basso in messa cantata per (riempire) l’alto dei cieli.
Il Cannocchiale ospita il blog di Franco Califano. Pure lui. Giù subito elogi, critiche, elogi con richieste d’interviste: sapete tutti un po’ come si fa.
E che dice Franco nostro ? Niente.
Che è un poeta. Vero. Basta che non ne abusi occupandoti pure di far altro.
Che è uno di pratica e non di teoria. E chi te lo mette in dubbio, Calì. Se passi la vita per strada, difficile pensarti biblista illustre o speculatore sopraffino.
Che è vecchio ma non è vecchio perché pure il giovane se vecchio è un vecchio. E meno male che non ti sei mai dato alla teoria, Franchino, sennò.
Che l’Inter gli dà libidine, come le donne. Che lo scrivere gli dà libidine, come le donne. Che le donne gli danno libidine, come le donne.
Che poi è innocente (non proprio come le donne), ma questo, come Franco sa, lo dicono tutti.
Tutto il resto del blog ? Facile questa. Tutto il resto è noia (uguale).
Poco interessano i commenti sessisti sulle tette della Lucarelli in corso d’opera nella blogosfera che (non) conta, a seguito del tentativo esperito al Blogfest dal suo fidanzato di fare, realisticamente, del cinismo a buon mercato sull’ 11 Settembre. Realistico perché il cinismo è l’unica merce di cui la gente intellettualmente si fidi e sia disposta ciecamente a comperare. Che la Selvaggia sia colpevole d’essere bona non ne è che la stanca conferma. Piuttosto. Quando lei scrive che “invecchiando si va incontro a due possibili alternative, ovvero facciopace colmondo primadi schiattare oppure fanculo ilmondo schiattassero tutti”, facendo prima il nome di Ferrara diventato un mistico e poi quello della Pivetti divenuta una con la frusta, non è che, realisticamente, l’ordine sia proprio questo. Si fa pace col mondo ancora promettendo mazzate, anziché la vita eterna.















