dichiara al tg1 che per uscire dalla crisi bisogna trasformare l’Italia nella più grande industria di turismo sessuale al mondo.
è al fianco dei nostri ragazzi in Afghanistan, ma solo con lo spirito: con il corpo è a Santa Margherita Ligure
imposta come nuova suoneria del suo cellulare la canzone “Zoccole zoccole” di Sal Da Vinci, dal musical “Scugnizzi”
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Il pubblico non si tocca. E’una regola più vecchia di Melo e pure più vecchia della Juve. Zac ha detto che la luce era spenta ma l’avrà detto forse per non farlo dire a Bettega perché abbiamo visto tutti. Qualunque sia il giudizio sul calciatore, la sua stagione e le sue potenzialità, sull’uomo, le sue stagioni e le sue ambiguità, quello che domenica ha fatto l’uomo, quello che ha fatto il calciatore, non sarebbe ammissibile da nessuna parte. Nessuna piazza ammetterebbe il comportamento di Felipe Melo col Siena. C’è poco da perder tempo su capri espiatori, su quelle gran balle che chiamiamo scuse, sul dov’era tizio, dov’era caio, chi doveva, chi era competente o pagato per star lì e fare altro che lasciare un uomo al suo posto e col suo ruolo. Lasciare un uomo con quella professione mandarsi alla rottura.
La moglie di Vallanzasca proprio non si capacita. Intervistata dai media sulla problematica più antica da quando il mondo l’hanno riprodotto i belli, ossia perché Vallanzasca è figo, la sua signora resta basita. Stupefatta. Per lei che usa la ragione si sragiona. Ma da dove esce questa follia per mio marito, aggiunge. Cosa avrà mai che io non so. Lei che lo ha sposato probabilmente per imprecisati motivi di ordine culturale, in ossequio alla Costituzione, per non dover andar soldato, perché magari l’alternativa era una multa per divieto di sosta proprio non se ne fa una ragione. Non c’è un solo motivo, donne, perché gli scriviate ancora. Non capite che il bel Renè è un vecchio pieno di acciacchi, tacche, pezzi mancanti e ferite dentro. E soprattutto fuori. Solo lo vedeste così, spogliato d’ogni mito. Nudo ? Magari.
Luciano Moggi non può far tutto in Italia. Dal capro espiatorio all’investigatore praticamente privato. Le domande a Tronchetti Provera nel corso del processo Telecom in quel di Milano avrebbe dovuto infatti fargliele anche qualcun altro. Magari tutti. Cipriani dossierava dossierava e come succede in questi casi, dossier dopo dossier qualcosa resta. Da non far sapere e soprattutto chiedere. Moggi in questi casi di toga e spada si mostra più curioso e attento del lettore tipo in Italia. Fa cose che da giornalista dovrebbero essergli del tutto estranee. Non solo fa domande vere. Prende i verbali e li cita. Tronchetti però ama la privacy e s’è fatto interrogare a porte chiuse. Non ha risposto. Non sapeva non c’era, ignorava, lui c’era ma al massimo sapeva due volte al mese. Gli avranno creduto. Lo sanno tutti che si diventa (Alì) Babbà accanto ai ladroni.
V’è andata male. Dico a voi scettici incalliti, single titanici, solitari senza speranze. Insomma. A voi che non credete nel matrimonio, ieri è andata proprio male. S’è sposato pure Izzo. Quello del Circeo. Sissì. Ma come ? E come no . Con una donna, si. E’ certo. Una vecchia compagna del vecchio quartiere. Lo ama, altroché. In silenzio. Da più di trent’anni. Ha aspettato paziente il suo turno. I testimoni non si trovavano, ci avevate creduto ? Ma se Izzo ha la storia (della Strage a Bologna) che testimonia per lui. Dite che l’ammazza ? Siete proprio ignoranti in materia di nozze. Ma come. Tutta ‘sta cagnara su Izzo che sposa. Tutti questi anni sprecati. Quando era proprio questo l’unico modo che avevan le donne per ammazzare lui.













