Non so voi, ma io sono sbalordito. La sicurezza rappresenta una priorità, certo. Ma quando si affrontano i problemi, bisogna agire con ponderatezza. Invece, da noi, per sgomberare i campi nomadi, si ricorre ancora alle spranghe, al lancio di bottiglie, alla sassaiola! Ma dico io: siamo impazziti? Questi sono metodi primitivi! Indegni di un Paese del XXI secolo! Signori, se davvero vogliamo risolvere una questione complessa come quella dei rom, dobbiamo ricorrere a soluzioni ben più moderne e avanzate! Ad esempio: le mitragliatrici. O il napalm. O i missili. O le armi batteriologiche, ecco.
Amici elettori, è venuto il momento di sgombrare il campo dagli equivoci. Avete presente quelle leggende sui parlamentari che pippano la coca in ufficio? Ricordate il trito luogo comune dei deputati in trasferta che la sera si portano le mignotte in albergo? Troppo se n’è scritto, troppo se n’è parlato. Spesso senza cognizione di causa. Quasi sempre a sproposito. Ebbene, ora che sono qui, a Roma, eletto da voi cittadini, ora che ho verificato di persona, posso dirlo: per quanto mi riguarda, è tutto vero!
Tutte queste sedute parlamentari per la fiducia sono un’esagerazione. Vi spiego meglio. La Camera lavora di venerdì soltanto in casi davvero eccezionali. Guerre, terremoti, alluvioni, smantellamenti di campi nomadi, eccetera. Quindi io, il giovedì, me ne torno a Milano per il weekend. In genere, prendo il treno giovedì a mezzogiorno. Tuttavia, a volte, per guadagnare tempo, torno già mercoledì sera. O mercoledì pomeriggio. Se poi voglio arrivare a casa per cena, parto da Roma mercoledì mattina. Insomma, di regola la mia settimana finisce il martedì. E invece oggi mi tocca stare qui in aula a sentire il dibattito. Pazzesco.
L’idea di sfruttare l’Esercito per funzioni diverse dalle solite prende piede tra i colleghi deputati. Io lo dico da tempo: i nostri soldati vanno impiegati anche nella politica interna. Le forze armate devono farsi carico di tutti i problemi, non solo quelli propriamente bellici. Ad esempio, la Fanteria potrebbe essere schierata contro gli statali fannulloni. L’Aeronautica potrebbe prevenire l’immigrazione rumena bombardando auto e treni in arrivo dall’Est. Il Battaglione San Marco potrebbe occuparsi di Travaglio. E così via
Omioddio, questa è proprio la settimana mia. Dopo Travaglio, mi tocca difendere pure Roberto Mancini. Che dicono le ultime intercettazioni ? Dicono male per la questione morale della Beneamata che vincerà lo scudetto domenica ed il suo simpatico Mister Giovane, prossimo al trionfo, gettando un alone, se non il sospetto (con le intercettazioni il sospetto non usa, del demand c’è certezza), sull’imminente e scontata assegnazione del tricolore.
Noi non intendiamo, però, affatto sottrarci all’immane compito, né chiediamo tale sacrificio ai tifosi nerazzurri che di sicuro saran distratti e presi dai festeggiamenti. E lo faremo con poche e chiare parole. Il cosiddetto sarto serviva non altro che a prendere le misure al campionato. Ed il pm fa bene a lamentarsi per la fuga di notizie. Gli han rovinato, al sarto, la sorpresa. Lo scudetto già cucito addosso sulla maglia a strisce.
Marco è innocente. Marco Travaglio è innocente sino a prova contraria, e nemmeno, sino a sentenza di colpevolezza passata in giudicato in Cassazione e nemmeno, a nostro libero convincimento e quasi ci siamo, a vostro piacimento e più oltre e più oltre e più oltre ancora.
Nell’articolo di D’Avanzo cosa c’è ? Una accusa ? Noo. E’ un articolo di metodo, sul metodo, istituzionale.
Una accusa di aver frequentato mafiosi no, manutengoli della mafia neppure. Marco non poteva sapere. Marco non c’era e se c’era dormiva e se dormiva non c’era proprio sennò non lo conoscete, l’insonne e invincibile cronista che non fa sconti persino in vacanza (se poi gliele paga qualche altro). L’intentona anti Marco non riuscirà. Altro che moglie di Cesare : Marco Travaglio è come la mamma, ce n’è una sola. Giusto domenica le abbiam fatto la festa.
E se non bastasse, Ciuri tutto l’anno.
Che fare (con Marco Travaglio) si chiede, leninisticamente, Filippo Facci sul Giornale.
Ah, io non so voi ma applaudo, sii. E che ci vuole. E’ stato un grande, di più un grandissimo. Mi ha fatto godere, mi ha fatto volare, grazie di esistere Marco.
Schifani, il suo onore ? (ops). Omertà.
Lo so io che farci di Travaglio stavolta. Si, ha giocato sporco, ma vuoi mettere con la figura che ha fatto fare alla Finocchiaro, ma vogliamo dimenticarne davvero l’esimia figuraccia, dalla pro loco alla pro mafia, perché la gente fortunatamente la interpreterà proprio così.
Con la figura che le ha fatto fare, ancora se lo chiede FFacci (il piacere), manco fosse per davvero Lenin, uno che mangiava i bambini in Russia e non uno che mangia il formaggio a Milano
Lo so io che farci di lui questa volta. Nella posizione nuova in cui ha messo l’antimafia di questo paese, io, Travaglio, stavolta lo uso per il sesso
Materazzi, ed è colpa sua. Terremoto in Cina, pure. Tremonti che minaccia petrolieri e banche, non ne parliamo. E poi.
La fame nel mondo. Il primo figlio, e lo fa pure maschio, del tuo vicino di casa o parente più prossimo.
La rom che quasi ruba il bambino a Ponticelli, la roma che quasi ruba lo scudetto che vincerà domenica l’inter. Ma poi il lusco ed il brusco. Il dito tra moglie e marito. E in tutto questo un dramma.
Un sol uomo di cui chieder le scuse. Ehi beppe, stamane t’ho rigato l’auto,e vabbè, aspetto le scuse da Travaglio. Mi scusi signora, ennò giovanotto, troppo comodo, le voglio proprio da quello lì. Sarò Franco? Sia Marco.
Ma poi quoque tu Anna. Il contraddittorio ha senso?
“Non lo concede l’altro Benedetto, vuoi che questo favore agli avvocati del Diavolo lo faccia io?”












