dichiara al tg1 che per uscire dalla crisi bisogna trasformare l’Italia nella più grande industria di turismo sessuale al mondo.
è al fianco dei nostri ragazzi in Afghanistan, ma solo con lo spirito: con il corpo è a Santa Margherita Ligure
imposta come nuova suoneria del suo cellulare la canzone “Zoccole zoccole” di Sal Da Vinci, dal musical “Scugnizzi”
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Non chiamatemi indovino. Tifosi del Napoli ? Arrabbiatissimi. Convinti che dietro due killeraggi consecutivi della classe arbitrale ci sia Povera Juventus, cui non si sa chi (certo non l’arbitro con il Livorno) avrebbe garantito il quarto posto per la Cempions. Tifosi della Juve ? Arrabbiatissimi. Vorrebbero che la Juve non andasse in Cempions Lig per procurare un danno alla società. Pensano solo a come fargliela pagare alla Juventus. Tifosi del Napoli ? Preoccupatissimi. Temono la Juventus più che la paura stessa. Non stanno a guardare mica il Genoa che della Juve ha i punti di quest’anno e gli arbitri di una volta, le piccole son piccolezze. Tifosi della Juve ? Come quelli del Napoli. Vedono lo stesso film. Un fantasma all’opera.
Il Pd appoggia Morgan, il Buscetta dei drogati, il Peter Pan dei tengo famiglia, nella classica rivincita delle merde pestate chiamata diamogli la seconda occasione. Hai visto mai porti fortuna (o lo calpestino ancora). E non ci sono dubbi al proposito. I principali vertici di quel partito si sono schierati apertamente, da Bersani a Vasco Rossi. E non lo fanno certo per accattonare voti per la Bonino: sono politici accorti e navigati loro. Lo sanno che Sanremo non insiste per il Lazio. E allora perché. No, perché è contronatura. Il Pd nasce dagli ex comunisti i quali hanno sempre voluto governare e non fottersi con le proprie fumisterie. E da quella parte di mondo cattolico, quella che parlava manco con Dio potendo perché pure a quello gli trovavano difetti. E allora ? E allora non si spiega, se ne prende atto, felicitazioni. Tra Pd e crack è stato amore a prima vista.
E poi dice che uno fa lega con la gente con le palle nei calzoni e non nel blasone. Prendete l’affare del Capitano d’Inghilterra, Terry. Il suo con la moglie che s’è portata via i figli, venti milioni e la fascia di capitano di certo non s’ingrossa più. Però ce n’è di nobiltà. Al capitano decaduto ha telefonato Sir Baldini. La delicatezza, l’albagia del vero aristocratico che non ti disturba a casa tua a Londra mentre stai da solo come un cane. E’ nobile vero lui: accompagna la nazionale inglese mettendo le distanze. Ve la immaginate la telefonata no. E dobbiamo fare un discorso serio John, e tu gliel’hai detto a Briggie che con Vanessa tu ci hai leticato da piccino ? Forse se ti comporti bene, quando farò il ribaltone e butterò tutti sotto al letto, io ti salverò se tu gliel’hai detto a Vanessa che si guardasse bene dal fare il mio nome che io a lei non l’ho mai nominata.
Alessandro Moggi è una persona perbene. Questo non lo trovate scritto da nessuna parte. Dovreste. Alessandro Moggi è un giovane uomo che attraversa ribelle l’Italia di ieri, oggi e domani. Basta ascoltarlo le (rare) volte in cui parla. Lo fa in modo strambo, straniero, in Italia praticamente illegale. Snocciola fatti. Espone concetti. Date. Numeri. Con tutta l’incoscienza possibile degli uomini onesti. Cioè la memoria. Da noi non funziona così, da noi la realtà è un racconto. Una evocazione. E’ spavento a fine di lucro. Quando senti gli altri scrivere o parlare di Ale Moggi, sembra una seduta spiritica per i turisti del castello. Alessandro Moggi non c’entra niente con il sistema italiano e per questo è stato sospeso. Ieri gli han ridotto la sospensione da quattro a due anni. All’uomo (che mette) nero(su bianco) han permesso di tornare prima. E uno dovrebbe pure spaventarsi.














