Rubriche : Giornalettismo

decide di regalarsi una settimana di vacanza a carico dei contribuenti

telefona a un generale dell’aeronautica gli intima di far bombardare la sede del CSM

sta meditando di licenziare almeno 5 delle 20 persone che aveva assunto per gestire la sua fan page su Facebook

ordina all’autista del furgone carico di coca e minorenni slave di entrare dall’ingresso secondario perché di questi tempi non si sa mai

La bellezza e l’inferno, eh. Che vuoi di più da un titolo. C’è tutto. Roby Saviano pensa sempre a tutte le fasce di lettori, di possibili acquirenti. A chi sta fuori e chi sta dentro. Chi si gode o chi si fa bellezza, chi ci è o ci fa Inferno. E’ fatto così. Lui. Previdente. Il successo d’altronde lo ha cambiato. Lo ha reso vittima di invidie, maldicenze, scostumatezze. Quindi non ha avuto e non ha più scelta. Deve pensare a tutto e coprire tutto l’arco possibile di opzioni. Non può attendere. La scorta non basta. L’assicurazione sulla vita non basta. Egli tutto ha perso e tutto ha appeso a un filo. Aver avuto successo una volta non basta. Averlo una seconda potrebbe non bastare o fare peggio, visto la prima. E allora Roberto sai che fa. Si sposa. Bellezza ? Inferno ? Che importa. Una sistemazione.

Ahahahahaaha. Scusate. Ahahahahahahaaha. Scusate eh. E’ che a me Lucio Iacono, il responsabile area Sud per la raccolta degli autografi a favore della candidatura di Adinolfi alla segreteria Pd, mi fa sempre quest’effetto. Iacono ? Cercatelo su Google quando vi sentite tristi o fuori posto. Uno passato dal comunismo ad Adinolfi. Dal comunismo più duro e vegeto alla generazione ormai invecchiata che fa ideologia del salto generazionale. Fuori tempo massimo. Uno che quando lo vidi alla Festa della Mezzaluna della mia amica Dacia Valent mi fece un’impressione. Rivoluzionario, puro e non slavato e sporco che ti sentivi tetano. Sembrava così di sinistra, coi calzari aperti e la mezza barba unta, così nero che al confronto Dacia era Michael Jackson. Di linguaggio truculento, è il Karletto Marx di Red Tv, la bomba verbale sotto il culo dei potenti del Pd. Di più, il Bombacci.

Mourinho ha l’amante in Italia. S’è scritto. Pagato uno a dieci, ha inteso riequilibrare il rapporto con il paese che l’ospita. Sembra uno ma (sta scritto che) ne vale dieci. C’è il toto altra al riguardo. C’è chi dice Canalis. Sarda, interista, ex di Vieri e di altri calciatori. Una del giro. Che sa già come si fa. Abituata ai ritmi della Serie A. ai ritiri. Alle mogli dei calciatori. Alle amanti dei calciatori. Alle battute della gente del calcio, alle lamentele, agli stessi discorsi. L’altra papabile a Miss in Mourinho è la Parietti. Torinista, per giunta. Quindi di calcio, molto meno. Per tutto il resto del Mou world, però. Donna di spettacolo. Non giovanissima ma intraprendente. Dalla lingua lunga. Abituata a ritmi, battute, lamentele, agli stessi discorsi. Un vantaggio c’è. Ai ritiri, un po’ meno.

Facciamo le valige dal SudAfrika. Mandela è vivo, Michael Jackson no. A cinquant’anni appena e con un colpo al cuore. Ma come, lui magro allenato che ha fatto sempre movimento sport, che ballava cantava danzava si muoveva, che pure per muovere il collo con tutti quei destra sinistra bruciava duecento kgcalorie muore di un colpo al cuore e noi tre bisonti, che l’ultimo esercizio fisico l’abbiamo fatto sollevando il foglio con su scritto il conto (loro, io manco quello). Guardaci qui, liberi, vivi, che ancora commentiamo la cronaca giusto per non mangiare e basta che tanto si sta zitti mica solo con la bocca piena. Galeazzi chiosa, a Michael Jackson benché dicano bene gli ha detto sempre male. E’ morto da bianco proprio mentre i neri si so’presi la libertà per stare tra i diamanti. Tra le trombette, l’unico trombato.

di Emanuele Diliberto

di Emanuele Diliberto

di Emanuele Diliberto

di Emanuele Diliberto

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