4 giugno 2010 Ecco i numeri “veri” del provvedimento varato dal governo. Oltre ai pesanti tagli agli Enti locali, alla scuola e alla sanità, almeno il 40% è preventivato da maggiori entrate. Ma molti appaiono “tagli di carta, di dubbia praticabilità”. CONTINUA
4 giugno 2010 Il decreto legge sulla correzione dei conti pubblici è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e si può finalmente valutare se è quello che serve all’Italia, dal punto di vista del rigore e dello sviluppo. Purtroppo, le perplessità iniziali, si confermano. CONTINUA
31 maggio 2010 Negli ultimi anni i governi del premier hanno contribuito ad aumentarla di 244 miliardi: da 542 a 786, con un incremento del 45%. E oggi lui vuole tagliarla. Anche il centrosinistra colpevole. CONTINUA
25 maggio 2010 E’ un pezzo importante del Paese, dove si produce ricchezza e lo stato sociale è più forte. Un modello esemplare, ma che mostra più di una crepa economica e sociale. Ma, distratti dal dualismo nord-sud, se ne parla poco o CONTINUA
19 maggio 2010 Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione dell’Ecofin a Bruxelles ha voluto rassicurare il popolo italiano. “Non aumenteremo le tasse e non ci saranno interventi sui più deboli. Non metteremo le mani in tasca CONTINUA
18 maggio 2010 La tempesta perfetta che parte dalla crisi subprime di metà 2008 e che continua ad infettare l’economia ed i mercati con le sue attuali escrescenze sui debiti sovrani, miete le sue vittime. Ma anziché colpire chi della crisi porta le CONTINUA
11 maggio 2010 Il ministro dell’Economia pubblica la Ruef, prima dell’esplodere del caso euro. Disegnando un quadro non troppo roseo. Nonostante, andando a leggere bene, non perda l’abitudine di gonfiare le entrate e sgonfiare le spese CONTINUA
15 aprile 2010 Sfogliando i quotidiani di oggi l’occhio cade sull’inaugurazione del Salone del Mobile alla Fiera di Milano, con la presenza di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, che da quella sede ha lanciato un accorato appello al governo per la salvezza del CONTINUA
9 aprile 2010 La rivolta dal basso, partita dai sindaci del nord est e seguita dalla manifestazione di ieri dei 400 sindaci lombardi, potrebbe essere lo spartiacque di questa legislatura, mentre a Roma tutti, a partire dalla Lega nord, chiacchierano a vanvera di CONTINUA
17 febbraio 2010 L’Italia, dopo un anno orribile, si appresta a vivere altri 12 mesi di passione sul versante delle performance economiche e della tenuta dei conti pubblici. Per colpa di 20 mesi di inazione. E il futuro è a rischio. Una nostra CONTINUA
12 febbraio 2010 Il ministro dell’economia sembra inarrestabile. In Italia tutti lo lodano, nonostante le idee discutibili e le scelte sbagliate. Ma ecco che dagli Usa, un gruppo di economisti scrive un libro che ne smonta le tesi e le vanterie CONTINUA
7 febbraio 2010 Il presidente del consiglio ha detto che il suo governo ha abbassato le imposte. Peccato che leggendo i documenti di finanza pubblica le cifre ufficiali dicano l’esatto contrario CONTINUA
2 febbraio 2010 Il ministro dell’Economia ha presentato al Consiglio dei ministri l’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche e il nuovo quadro di finanza pubblica. Un documento che conferma che Giulio non sarà un economista, ma di certo è un mago. Delle tre carte CONTINUA
22 gennaio 2010 Per l’Istat tra il 2000 e il 2008 è aumentata. Eppure, sempre per lo stesso istituto nazionale di statistica, siamo solo dodicesimi in Europa per il pro capite. Ecco come i numeri e il buon senso smentiscono il buon governo CONTINUA
14 gennaio 2010 Secondo l’ultimo supplemento al bollettino statistico di Bankitalia il debito pubblico in Italia nel mese di novembre è sceso a 1.783,8 miliardi di euro, dopo aver toccato il record di 1.801,7 miliardi nel mese di ottobre. Non c’è molto da CONTINUA
16 dicembre 2009 La crisi finanziaria ha cambiato la geografia del debito pubblico: l’Italia, da sempre leader europeo, si è vista raggiunta e superata da molti paesi. Ed anche gli Usa non scherzano. Perché il debito pubblico non sempre serve, ma quasi mai CONTINUA