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	<title>Giornalettismo &#187; salerno</title>
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		<title>Fiorello: &#8220;Sarkozy, stai sciallo&#8230;rilassati!&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 21:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maghdi Abo Abia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo showman apre il suo spettacolo attaccando scherzosamente il Presidente francese, la Merkel e suggerendo una soluzione alternativa allo stretto di Messina&#8230; &#8220;Sarkozy stai sciallo&#8230;.rilassati&#8221; E&#8217; la battuta che ha fatto Fiorello nella parte iniziale del terzo appuntamento con il suo &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/173009/fiorello-sarkozy-stai-sciallo-rilassati/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo showman apre il suo spettacolo attaccando scherzosamente il Presidente francese, la Merkel e suggerendo una soluzione alternativa allo stretto di Messina&#8230;<span id="more-173009"></span><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/j82zl_ykemE?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/j82zl_ykemE?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&#8220;Sarkozy stai sciallo&#8230;.rilassati&#8221; E&#8217; la battuta che ha fatto Fiorello nella parte iniziale del terzo appuntamento con il suo show in diretta su Raiuno dal teatro 5 di Cinecittà. Una battuta che prendeva spunto dalla crisi economico-finanziaria del Paese e dalle sollecitazioni che vengono d&#8217;oltre confine perché l&#8217;Italia si muova celermente. &#8220;Vorrei dire una cosa &#8211; ha sostenuto scherzosamente Fiorello &#8211; capoccione basta&#8221;.</p>
<p><strong>CE N&#8217;E&#8217; ANCHE PER LA MERKEL &#8211; </strong>Noi siamo italiani, le cose le prendiamo con calma. Lui basta che fa coppietta fissa con quell&#8217;altra &#8211; e qui ha mimato il fondo schiena stretto della cancelliera tedesca Merkel, ritornando cosi&#8217; su una scena proposta nella prima puntata, quella che sembra una professoressa. Che abbiamo oggi? Due ore con la Merkel&#8221;, come a scuola.</p>
<p><strong>I SOLDI ALLA GRECIA? -</strong> &#8220;Ridiamo in faccia a questa crisi&#8230; Lo ha detto Fiorello durante il suo show in diretta su Raiuno, &#8220;Il piu&#8217; grande spettacolo dopo il week-end&#8221;. Fiorello ha voluto cominciare la puntata all&#8217;insegna del più ampio ottimismo e dell&#8217;allegria, dicendo anche &#8220;in Spagna stanno peggio di noi, ma la corrida la fanno con le pecore; in Grecia lo yogurt è scaduto da mesi. E noi abbiamo prestato i soldi alla Grecia&#8230;e quando li rivedi piu&#8217;?&#8221;.</p>
<p><strong>LA SALERNO REGGIO CALABRIA A PAGAMENTO -</strong> Poi ha detto ancora: &#8220;vogliamo parlare della crisi, dei soldi? Allora, facciamo pagare il pedaggio sulla Salerno-Reggio Calabria, pero&#8217; si paga all&#8217;ingresso, e non si sa quando si arriva alla fine. Per il ponte sullo Stretto troppi soldi, meglio avvicinare la Sicilia&#8221;. Poi un riferimento anche alle misure fiscali, ovvero sui beni di lusso: &#8220;hanno parlato di controlli su quelli che hanno i cani di lusso, ma in questo modo si incentiva l&#8217;abbandono dei cani di lusso in autostrada&#8230;</p>
<p><strong>REPLICHE? -</strong> Insomma dobbiamo ridere davanti alla crisi&#8221;. C&#8217;e&#8217; stato anche un siparietto simpatico che ha visto &#8220;vittima&#8221; di Fiorello-vampiro Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction e seduto nei primi posti del teatro. A Del Noce lo showman ha finto di succhiare il sangue dal collo. In sala sono presenti anche il vicedirettore generale della Rai, Giancarlo Leone, i consiglieri Antonio Verro e Rodolfo De Laurentiis, oltre ovviamente al direttore di Raiuno, Mauro Mazza al quale Fiorello ha chiesto &#8220;che farete quando saranno finite le puntate? Mettete qualche replica?&#8221;.</p>
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		<title>Ancora morti sulla Salerno-Reggio Calabria: tutti i numeri di uno scandalo italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 17:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Caldarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[a3]]></category>
		<category><![CDATA[autostrada]]></category>
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		<description><![CDATA[Ennesimo incidente sulla strada più tristemente famosa d&#8217;Italia. Dopo aver letto la notizia, te lo chiedi subito: come è possibile anche solo pensarla, un&#8217;autostrada a due corsie? Per la serie, cose che solo in Italia, presentiamo la Salerno Reggio Calabria, &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/129540/ancora-morti-sulla-salerno-reggio-calabria-tutti-i-numeri-di-uno-scandalo-italiano/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ennesimo incidente sulla strada più tristemente famosa d&#8217;Italia. </strong><span id="more-129540"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/ndrangheta-a3/ndrangheta-a3/stor_5392273_46500.jpg" alt="" />Dopo aver letto la notizia, te lo chiedi subito: come è possibile anche solo pensarla, un&#8217;autostrada a due corsie? Per la serie, cose che solo in Italia, presentiamo la Salerno Reggio Calabria, ovvero autostrada A3, prudentemente non sotto il controllo della società privata Autostrade ma in competenza statale e dunque Anas, ovvero, secondo il ricorrente stereotipo, a pezzi. L&#8217;ennesima cronaca mortale di un incidente che ha fatto a pezzi un&#8217;intera famiglia, 4 morti e due autovetture accartocciate in un inferno di lamiere.</p>
<p><strong>ANCORA MORTI &#8211; </strong>Solo l&#8217;ultima tacca sul conto di morti per una strada che non perdona.</p>
<blockquote><p>E&#8217; di quattro morti e due feriti il bilancio dell&#8217;incidente stradale avvenuto nel pomeriggio tra gli svincoli di Mileto e Rosarno dell&#8217;autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. Un mezzo pesante, per cause in corso di accertamento, si e&#8217; scontrato frontalmente con un veicolo al km 373. Nell&#8217;impatto hanno perso la vita quattro persone di cui due minori. Sul posto sono intervenuti subito i soccorsi sanitari del 118 con un&#8217;eliambulanza (gravissime le condizioni di una bambina di 8 anni), le squadre di pronto intervento Anas e la Polizia stradale per gli accertamenti della dinamica e per gestire la viabilita&#8217;. L&#8217;incidente si e&#8217; verificato in un tratto a doppio senso di circolazione ed ha provocato il blocco del traffico anche in direzione nord.</p></blockquote>
<p>Tutto proprio a Rosarno, la cittadina salita all&#8217;onore delle cronache per il noto sciopero degli immigrati raccoglitori di arance nella piana di Gioia Tauro. Il consueto panico a seguire, con tutti gli utenti della normale viabilità in coda e in attesa che la situazione si normalizzi. Quattro vite spezzate, una bambina in fin di vita e tutto perché non ci si è ancora decisi a mettere mano al più grande scandalo italiano: quello di un&#8217;arteria di comunicazione inservibile al trasporto quotidiano perché funestata da continue zone soggette a lavori in corso, viabilità straordinaria, strade, appunto, a due corsie che invece di funzionare a senso alternato funzionano a senso doppio. Poi a qualcuno sembra una buona idea sorpassare e questo è ciò che succede.</p>
<p><strong>UN GLORIOSO PASSATO &#8211; </strong>Non serve neanche recuperare qualche statistica per corroborare quello che è un luogo comune: fra Salerno e Reggio si muore, troppo. Basta una veloce rassegna dei casi passati, di alcuni di essi ovviamente, perché fra disservizi continui e ordinaria follia l&#8217;A3 si dimostra ogni giorno di più il serbatoio e la somma dei mali italiani. 12 aprile <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Incidenti-auto-sbanda-su-A3-Salerno-Reggio-Calabria-un-morto_311894895204.html">scorso</a>:</p>
<blockquote><p>L&#8217;Anas comunica che un incidente mortale si e&#8217; verificato al km 12,800 dell&#8217;autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria all&#8217;altezza dello svincolo di Pontecagnano, in carreggiata nord. Un&#8217;auto, per cause ancora da accertare, e&#8217; sbandata e ha finito la sua corsa contro le barriere di protezione. Il conducente del veicolo ha perso la vita. Sul posto si sono recate subito le squadre di pronto intervento Anas, Vigili del fuoco, Polizia stradale e un&#8217;ambulanza del 118 per garantire i primi soccorsi e per gestire la viabilita&#8217;.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200901articoli/40389girata.asp">26 gennaio 2009</a>:</p>
<blockquote><p>È di due morti il bilancio della frana nei pressi dello svincolo autostradale di Rogliano Grimaldi, nel cosentino. Sette persone erano tutte a bordo di un furgone Peugeot che viaggiava in direzione nord quando è stato travolto da un mare di fango.</p></blockquote>
<p>21 settembre 2009, in onda su Telecosenza:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VVNRxmRbKPY?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/VVNRxmRbKPY?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Solo alcuni casi, lo abbiamo detto, per una autostrada dove si muore, oltre che di macchina, di lavoro nei cantieri di ammodernamento, tanto che i sindacati a un certo punto <a href="http://www.fenealuil.it/news/incidenti-mortali-sulla-salerno-reggio-calabria-sciopero-generale">convocarono</a> addirittura uno sciopero generale. I motivi?</p>
<p><strong>LA MAFIA &#8211; </strong>I più vari. Incuria, infrastrutture insufficienti, cantieri continui. &#8220;Autostrada in ammodernamento&#8221;, la definisce Wikipedia che parla di autostrade in Italia, e sarebbe più corretto dire che è un ammodernamento senza inizio e senza fine. Chi la scorre da Salerno a Reggio non trova altro che cantieri, aree in manutenzioni, transennate, gallerie con materiale da costruzione accatastato. L&#8217;Europa continua ad inviare fondi strutturali per la manutenzione della bretella, e l&#8217;unico risultato per ora noto è che la Calabria è la prima regione in Europa responsabile proprio delle truffe ai fondi strutturali. E poi c&#8217;è la mafia.</p>
<blockquote><p>Dal 1997, sono perennemente in corso lavori di ammodernamento ed ampliamento della struttura, sostenuti da finanziamenti pubblici nazionali ed europei interminabili, con continui incrementi delle previsioni di spesa e relativi aggiornamenti dei bandi di gara.<br />
Un affare senza fine di cui non poteva non occuparsi oltre alla ‘ndrangheta anche la magistratura.<br />
La prima inchiesta, denominata “Tamburo” e coordinata dalla D.D.A. di Catanzaro, nel 2002 portava all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 40 indagati, tra i quali imprenditori, capimafia, semplici picciotti e funzionari dell’Anas. Con la stessa ordinanza venivano sequestrate diverse imprese attive nei lavori di movimento terra, nella fornitura di materiali edili e stradali e nel nolo a caldo di macchine.<br />
La seconda, più recente, denominata “Arca” e coordinata dalla D.D.A. di Reggio Calabria ha portato all’emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 indagati. In questo caso, oltre al sequestro di diverse imprese impegnate nei subappalti, tra gli arrestati, assieme ai capimafia e ai titolari di imprese, compare anche un sindacalista della Fillea – Cgil.</p></blockquote>
<p>Questo è solo uno <a href="http://www.almcalabria.it/calabriaradicale/a3/documenti/commissione-antimafia-relazione-al-parlamento-2008-il-capitolo-dedicato-alla-salerno-reggio-calabria/">stralcio </a>della relazione che commissione parlamentare antimafia ha rilasciato alle Camere nel 2008. Dunque come si legge, far morire la gente fra Salerno e Reggio è un business: c&#8217;è qualcuno che ha tutto l&#8217;interesse a non risolvere i problemi della tratta autostradale, così che sempre più fondi affluiscano per la sua messa a punto. E nessuno, pare, sembra prendersi in carico l&#8217;interesse dei cittadini ad arrivare a Reggio Calabria incolumi.</p>
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		<title>Operazione San Marzano: via i pomodori falsi dalla Campania</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 15:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Scialò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache locali]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;operazione dei carabinieri del Nucleo antifrodi (Nac) è stata condotta questa mattina nel corso di controlli straordinari in aziende agricole ed esercizi commerciali della Provincia di Salerno. “Operazione San Marzano”, quale nome più adatto – parafrasando un noto film di &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/102897/operazione-san-marzano-pomodori/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;operazione dei carabinieri del Nucleo antifrodi (Nac) è stata condotta questa mattina nel corso di controlli straordinari in aziende agricole ed esercizi commerciali della Provincia di Salerno.</strong></p>
<p><span id="more-102897"></span><a href="http://www.gardenexpress.com.au/images/P/Tomato_San_Marzano-01.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.gardenexpress.com.au/images/P/Tomato_San_Marzano-01.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a>“<strong>Operazione San Marzano”</strong>, quale nome più adatto – parafrasando un noto film di Dino Risi del 1966, &#8220;Operazione San Gennaro&#8221;– per l’operazione condotta stamattina dai carabinieri del <strong>Nucleo Antifrodi in Provincia di Salerno</strong>. Le forze dell’ordine <strong>hanno</strong> <strong>sequestrato</strong> <strong>quintali</strong> di barattoli di pomodori con etichetta adulterata.</p>
<p><strong>IL MAXI-SEQUETRO</strong> &#8211; I carabinieri hanno sequestrato in totale un quantitativo pari a <strong>1.376 quintali di pomodoro falso San Marzano</strong>, per un valore commerciale di circa<strong> 60.000 euro</strong>. In particolare, presso un deposito conserviero di <strong>Scafati</strong> sono stati sequestrati <strong>14.000 barattoli </strong>di pomodori pelati con un&#8217;etichetta che recava la dicitura &#8216;confezionato nella <strong>regione del San Marzano</strong>&#8216;, in realtà provenienti da <strong>Puglia e Calabria</strong>. L&#8217;etichetta evocava così il marchio protetto &#8216;pomodoro San Marzano dell&#8217;Agro Sarnese-Nocerino&#8217;, in <strong>violazione</strong> alle normative in materia di denominazione di origine dei prodotti.<br />
Stesso tipo di violazione è stata riscontrata nel controllo eseguito con l&#8217;Agenzia delle Dogane al porto di Napoli, dove sono stati bloccati <strong>cinque containers</strong> diretti negli <strong>Stati Uniti</strong>. Dentro c&#8217;erano <strong>26.460 barattoli</strong> di pomodori pelati di un&#8217;industria conserviera di <strong>Eboli</strong>, ma provenienti anche qui da <strong>Puglia e Calabria</strong>. Ancora una volta l&#8217;etichetta richiamava il marchio &#8216;pomodoro San Marzano dell&#8217;Agro Sarnese-Nocerino&#8217;.</p>
<p><strong>FAVOREGGIAMENTO ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA</strong> &#8211; Nel corso dei controlli il titolare di un&#8217;<strong>azienda zootecnica</strong> dell&#8217;agro nocerino-sarnese è stato<strong> denunciato</strong> per aver favorito la permanenza in Italia di due <strong>immigrati clandestini</strong>.</p>
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		<title>Il De Luca che non piace alla sinistra</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 10:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato De Sena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<category><![CDATA[salerno]]></category>
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		<category><![CDATA[Vincenzo De Luca]]></category>

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		<description><![CDATA[Le posizioni del candidato del centrosinistra in Campania, in materia di giustizia, immigrazione e welfare, sono notoriamente mal digerite da buona parte del suo elettorato. Un apposito canale di YouTube mette l’accento sulle questioni che a sinistra generano maggior malessere &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/51027/luca-piace-sinistra/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le posizioni del candidato del centrosinistra in Campania, in materia di giustizia, immigrazione e welfare, sono notoriamente mal digerite da buona parte del suo elettorato. Un apposito canale di YouTube mette l’accento sulle questioni che a sinistra generano maggior malessere</strong><span id="more-51027"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://img534.imageshack.us/img534/5029/dsc7519.jpg" alt="" width="266" height="218" />C’è un <strong>Vincenzo De Luca</strong> che, tra il suo elettorato di riferimento, fatica a diventare simpatico. E’ il <strong>De Luca</strong> sindaco sceriffo e intransigente nei confronti degli immigrati e che in materia di sicurezza ha idee che, secondo la comune accezione, sono tutt’altro che di sinistra. E sul web qualcuno ha pensato di provare a mettere il dito in quella piaga rappresentata dal malessere che una parte della sinistra nutre. Si chiama <a href="http://www.youtube.com/user/5cucco5" target="_blank">5cucco5</a> l’utente di <strong>YouTube</strong> che da soli 5 giorni ha creato un canale anti-De Luca e ha incominciato a pubblicare solo ed esclusivamente video fastidiosi per la platea che sostiene l’accoglienza, l’integrazione e la tolleranza degli immigrati, che apprezza il reddito di cittadinanza e non ne vuol sentire parlare di critiche alla magistratura. <em>5cucco5</em> non è certamente uno sfegatato del centrodestra, anzi, presumiamo che non si sia mai minimamente identificato in quello schieramento, visto che tra i suoi video preferiti la fanno da padrone  immagini del tipo: <em>“Berlusconi: lo stalliere Mangano non fu un eroe”</em>, <em>“Berlusconi difende Dell’Utri e Mangano”</em>, e via discorrendo con contestazioni ricevute dal Premier e le gaffe tra le più clamorose della sua quindicinale esperienza politica.</p>
<p><strong>PADRE ZANOTELLI IRRESPONSABILE –</strong> La rassegna parte con la contestazione del candidato del centrosinistra a <strong>Padre Alessandro Zanotelli</strong>, il missionario diventato un punto di riferimento del movimento no global e della <strong>Rete Lilliput</strong>, un personaggio che della solidarietà, della non violenza e della giustizia sociale ha fatto la sua ragione di vita. <em>“Mi è capitato di sentire una dichiarazione di tale Padre Zanotelli</em> – spiega il sindaco di Salerno &#8211; <em>che sembra più un attore su un set cinematografico che un prete. Parlava di questioni tecniche con una irresponsabilità che avrebbe meritato veramente una denuncia all’autorità giudiziaria. E’ come se qualcuno dicesse pubblicamente: “Guardate, che se bevete l’acqua prendete il tumore”. Siamo a questi livelli. Questo signore parlava di impianti di trattamento di rifiuti citando tumori, deformazioni per i bambini, ma cose dell’altro mondo, di una tale idiozia e di una tale irresponsabilità che noi stiamo pensando veramente di procedere ad una denuncia per procurato allarme</em>”. Parla di <em>“buffonate”</em> De Luca, <em>“pulcinellismo”</em>, inutili e dannosi <em>“allarmismi”</em>, di <em>“deformazioni dell’informazione”</em>. E chiede: <em>“Ma le pare che possa andare a parlare di tecnologie Padre Zanotelli?”</em>. Poi la sentenza: <em>“Ma faccia gli esercizi spirituali, vada ad insegnare il catechismo, vada a girare per il mondo”</em>. A sinistra non gradiranno molto.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/R6VLOoKVJzI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/R6VLOoKVJzI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>TOLLERANZA ZERO -</strong> Nei video, finora visionati da poche centinaia di internauti, c’è spazio anche per la questione immigrazione. Le parole di <strong>De Luca</strong> somigliano a quelle di una camicia verde di <strong>Bossi </strong>o giù di lì: <em>“Quando nei miei quartieri avevo l’occupazione fisica da parte di romeni, polacchi, ucraini, cercavamo di difenderci. Quando abbiamo verificato che c’erano gli albanesi coi coltelli in mano e abbiamo dotato gli agenti di polizia municipale di sfollagente si è parlato di fascismo, di autorità”</em>. Poi le immagini di una contestazione ai clandestini per le strade della città. <em>“Non ho mai sentito un discorso sulla sicurezza che partisse da uno stato d’animo dei cittadini italiani, partiamo sempre dallo stato d’animo del rumeno e del polacco. Tutto il rispetto. Vorrei partire più dai pensionati che vogliono stare in pace nelle nostre piazze e nei nostri quartieri”</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cDzDrZ_vKyY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/cDzDrZ_vKyY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong><img class="alignright" src="http://img534.imageshack.us/img534/3750/dsc7410.jpg" alt="" width="320" height="213" />LA PAURA DELLA MAGISTRATURA -</strong> Poi si passa ai problemi della giustizia. Spiega il candidato <strong>Pd</strong>: <em>“Abbiamo l’Italia che è paralizzata per due ragioni. Una è la palude burocratica, l’altra è la paura della firma. Non c’è nessun funzionario pubblico che si assuma la responsabilità quando c’è un potere discrezionale da esercitare perché ha paura dell’intervento della magistratura. Questa è la verità, questa situazione va spezzata. Io sono per l’autonomia piena della magistratura, ma sono perché la magistratura non mi rompa le scatole quando decido di fare una variante urbanistica nel consiglio comunale della mia città. O abbiamo il coraggio di raccontarci le cose vere o continuiamo a raccontarci palle”</em>. Dalle sue parti, anche su questo, molti non gradiranno.</p>
<p><strong>IL PD E LA GIUSTIZIA -</strong> Ma il sindaco ci prova lo stesso, a sensibilizzare i democratici e a rompere il tabù della magistratura intoccabile: <em>“Ma come si fa a non capire che oggi il tema del rapporto tra pubblica amministrazione e giustizia è diventato un tema decisivo per non paralizzare l’Italia? Noi abbiamo avuto l’esempio di esperienze drammatiche: il rettore dell’Università di Salerno, Roberto Racinaro, si è fatto due mesi di carcere per niente. Dopo sette anni di processo è stato prosciolto da tutto, come era evidente. Un partito che non parta dal rispetto per la libertà del cittadino come un valore sacro è un partito che non ha niente da dire. E’ a partire da questo che noi difendiamo l’autonomia della magistratura, altrimenti arriveremo al controllo politico della magistratura. Non c’è un solo funzionario pubblico che dovendo mettere una firma la metta assumendosi una responsabilità personale. Il Partito Democratico se vuole parlare all’Italia vera deve dire queste cose”</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fxaEVu8ak-E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/fxaEVu8ak-E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>NO AL REDDITO DI CITTADINANZA -</strong> Infine, le critiche ad un provvedimento che più di sinistra non si può, approvato dal consiglio regionale campano durante la gestione <strong>Bassolino</strong>: il reddito di cittadinanza. <em>“Abbiamo fatto un’esperienza in Campania che è un disastro</em> – afferma De Luca -  <em>Non la dobbiamo fare più: il reddito di cittadinanza. Sapete a che è servito? A dare lo stipendio ad una parte della manovalanza dei camorristi. Gli facevano i certificati falsi! Ma quale solidarietà? Dobbiamo cominciare ad avere il coraggio di dire che oggi la situazione è pesante e che o eliminiamo il parassitismo, o eliminiamo le cose superflue, o saremo costretti a rinunciare alle cose necessarie. E dobbiamo anche dire che essere riformisti non vuol dire dare il pane a tutti quanti: ogni essere umano deve cominciare a rimboccarsi le maniche e ad essere padrone della propria vita”</em>. Frasi già sentite. Da altre parti.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jKMY9A39up8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/jKMY9A39up8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>(Ha collaborato Alessio Bernardi)</em></p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, un&#8217;emergenza nazionale</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 14:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Salvato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[I giovani dell’università di Salerno ne hanno discusso con professori ed esperti. Ci hanno invitato e noi siamo andati ad ascoltarli. L’appuntamento era per le ore 10, di mercoledì scorso 2 dicembre, presso l&#8217;aula dei Consigli di Facoltà di Scienze &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/43714/all%e2%80%99universita-si-parla-di-sicurezza-sul-lavoro/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I giovani dell’università di Salerno ne hanno discusso con professori ed esperti. Ci hanno invitato e noi siamo andati ad ascoltarli.<span id="more-43714"></span><br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.salernomagazine.it/public/uploads/2009/09/unisa.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.salernomagazine.it/public/uploads/2009/09/unisa.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a>L’appuntamento era per le ore 10, di mercoledì scorso 2 dicembre, presso l&#8217;aula dei Consigli di Facoltà di <strong>Scienze </strong><strong>Politiche </strong>dell<strong>&#8216;Università degli Studi di Salerno</strong>. Il tema, peraltro, è uno di quelli molto impegnativi e, soprattutto, di stringente attualità: &#8220;<em>La sicurezza sul lavoro</em>&#8220;. Basti pensare come solo negli ultimi 5 anni i morti sul lavoro in <strong>Italia </strong>sono stati 7mila, quasi 200mila, invece, le invalidità permanenti in un quadro complessivo di oltre 5 milioni di infortuni. Il rapporto nazionale  redatto dall’<strong>Inail</strong> inerente agli infortuni ed alle morti sul luogo di lavoro è del resto eloquente: 1.120 incidenti mortali per 874.940 infortuni denunciati. Gli studenti dell’università salernitana, così come ci ha ricordato la giovane <strong>Rosalia </strong><strong>Lamberti</strong>, dell’associazione <strong>Sui Generis </strong>che ha organizzato il convegno, hanno deciso di ascoltare docenti, esperti della materia e sindacalisti per conoscere una realtà apparentemente lontana ma che, più o meno direttamente, può riguardarli da vicino nel loro prossimo futuro lavorativo. Al dibattito sono intervenuti il Prof. Paolo <strong>Greco</strong>, docente di Diritto del lavoro nella Facoltà di <strong>Scienze </strong><strong>Politiche</strong>, il prof. <strong>Maria</strong><strong> Josè Vaccaro</strong>, docente di <strong>Diritto del lavoro </strong>della Facoltà di <strong>Giurisprudenza</strong>, l’ing. <strong>Antonio Lombardi</strong>, presidente dell&#8217;<strong>Ance</strong> di <strong>Salerno</strong>, l’ing. <strong>Catello Lamberti</strong>, responsabile del lavoro, il dott. <strong>Carlo Ceresoli</strong>, rappresentante sicurezza del lavoro del comune di <strong>Salerno</strong>.</p>
<p><strong>IPSE DIXIT &#8211; </strong>Il tema, pertanto, è stato affrontato sotto vari aspetti: dal punto di vista giuridico, dapprima attraverso l&#8217;intervento della prof.<strong> Vaccaro</strong>, che ha illustrato le modifiche apportate al <strong>Testo Unico </strong>sulla sicurezza del lavoro al<strong> D. Lgs n° 626/1994</strong>; successivamente dal Prof. <strong>Greco</strong>, che ha trattato il problema della cultura della sicurezza sul lavoro. E’ emerso, tra l’altro, citando sempre l’ultimo rapporto <strong>Inail</strong>, che oltre il 61% degli infortuni è concentrato nel <strong>Nord </strong>industrializzato: in particolare <strong>Lombardia </strong>(150mila casi), <strong>Emilia Romagna</strong> (124mila casi) e <strong>Veneto</strong> (104mila casi) assommano oltre il 43% del denunciato nel <strong>Paese. </strong>L’<strong>Umbria</strong> si conferma al primo posto per indice di frequenza infortunistica, seguita da <strong>Emilia Romagna</strong> e<strong> Friuli Venezia Giulia</strong>. Gli infortuni occorsi a lavoratori stranieri sono stati 143mila (+2% rispetto all’anno precedente); i lavoratori stranieri hanno un’incidenza infortunistica più elevata rispetto a quella degli italiani (44 infortuni denunciati ogni 1.000 occupati, contro 39). I settori più rischiosi sono la lavorazione dei metalli, l’agricoltura, la lavorazione dei materiali per l’edilizia, la lavorazione del legno, le costruzioni, l’estrazione di minerali. In edilizia, in particolare, la causa maggiore d’incidenti è causata dalla caduta dall’alto. E’ stato quindi il turno del presidente dell&#8217;<strong>Ance</strong>,<strong> Antonio Lombardi</strong>, che ha esemplificato la figura del responsabile sociale del lavoro ed ha evidenziato il punto di vista degli imprenditori edili sulla materia. E&#8217; seguito poi l&#8217;intervento dell&#8217;ing. <strong>Lamberti</strong>, in quanto responsabile della sicurezza de lavoro, che ha esposto il tema dal punto di vista tecnico, esemplificando, inoltre, le responsabilità sia del datore di lavoro sia del lavoratore. Il punto cruciale rimane senza dubbio quello educativo, con una più solida cultura della sicurezza molti incidenti potrebbero essere evitati a cominciare dal mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza personali più elementari. E’spesso, quindi, una questione culturale. E su questo punto il ruolo della scuola e della stessa università può essere fondamentale. Successivamente il dott.<strong> Ceresoli</strong>, come rappresentante sicurezza del lavoro del comune di<strong> Salerno</strong>, ha esposto il problema da un punto di vista prettamente sindacale.<a style="text-decoration: none;" href="http://photos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs272.snc1/9917_171624183351_171614328351_3668141_4599327_n.jpg"><img class="alignright" src="http://photos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs272.snc1/9917_171624183351_171614328351_3668141_4599327_n.jpg" alt="" width="338" height="483" /></a></p>
<p><strong>LA NOTTE BIANCA </strong>-Durante la manifestazione è stato inoltre proiettato il cortometraggio &#8220;La notte bianca&#8221; del regista salernitano <strong>Paolo </strong><strong>Battista</strong>. Il film, dalla durata di un quarto d’ora circa, è stato girato a <strong>Salerno</strong>, nel complesso di <strong>Santa Sofia</strong>, e presso le <strong>Fonderie Pisano</strong>, da una troupe composta da giovani salernitano. Il cortometraggio che ha conquistato tra l’altro diversi riconoscimenti, si sviluppa come una sorta di “<em>horror</em>”, che racconta la storia di <strong>Sergio Sgrigna</strong>, interpretato da <strong>Antonello De Rosa</strong>, un ispettore del lavoro che ha a che fare con un caso piuttosto particolare: i morti sul lavoro risorgono, tornano dalle loro famiglie, e rivogliono il loro posto di lavoro. In conclusione, al termine di questo interessante convegno, ci sentiamo di fare noi stessi un invito alla riflessione e ricordare come ogni giorno in <strong>Italia </strong>quasi quattro persone muoiono sul posto di lavoro. Il fenomeno è ormai una vera e propria emergenza, a cui si deve rispondere con controlli, verifiche e politiche di tutela soprattutto verso gli occupati più deboli: quelli precari, quelli più inesperti. La stessa <strong>Rosalia Lamberti </strong>chiosa al termine del convegno, dicendoci: “<em>I giovani sono il futuro, e sulla base di questo è stato fornito a noi studenti la possibilità di avvicinarsi ad un argomento davvero complesso quale può essere la sicurezza sul lavoro. Alla fine abbiamo deciso di fare un minuto di silenzio; un pensiero dedicato innanzitutto a quelle tante famiglie che non hanno visto tornare a casa un loro caro. Noi non abbiamo voluto solo dati giuridici, tecnici o pratici, ma soprattutto spunti di riflessione che hanno permesso di capire un po&#8217; di più di un problema che, forse, tocca ognuno di noi</em>”.</p>
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		<title>Repubblica, arriva il cambio di direzione?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 08:22:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pino Nicotri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegnati, stampa!]]></category>
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		<description><![CDATA[Fino a ieri il rullo di tamburi annunciava per il timone della un po&#8217; ammaccata corazzata &#8220;la Repubblica&#8221; la partenza di Ezio Mauro e l&#8217;arrivo al suo posto di Giulio Anselmi, attuale direttore de &#8220;La Stampa&#8220;, quotidiano diventato sotto la &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/14785/repubblica-arriva-il-cambio-di-direzione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Fino a ieri il rullo di tamburi annunciava per il timone della un po&#8217; ammaccata corazzata &#8220;<em>la Repubblica</em>&#8221; la partenza di <strong>Ezio Mauro</strong> e l&#8217;arrivo al suo posto di <strong>Giulio Anselmi</strong>, attuale direttore de &#8220;<em>La Stampa</em>&#8220;, quotidiano diventato sotto la sua direzione più interessante di prima. Una bella soddisfazione per il 64enne ex condirettore del <strong>Corriere della Sera</strong> mettersi a fare concorrenza diretta e in grande stile all&#8217;attuale direttore di ormai lungo corso della corazzata di via <strong>Solferino</strong>, <a href="http://data.tumblr.com/SqHZoTWKZioqmn4rQEKn37zBo1_500.jpg"><img class="alignleft" src="http://data.tumblr.com/SqHZoTWKZioqmn4rQEKn37zBo1_500.jpg" alt="" width="369" height="560" /></a>quel <strong>Paolo Mieli </strong>tanto gentile quanto deciso a non farsi pestare i piedi né fare ombra da manovratori di <strong>Palazzo</strong>. Quando <strong>Anselmi </strong>dichiarò pubblicamente di sentirsi &#8220;<em>ingessato</em>&#8221; da <strong>Mieli</strong>, all&#8217;epoca della sua prima direzione del giornale, questi gli rispose rilasciando un&#8217;altra dichiarazione che suonava più o meno così: &#8220;<em>Se qualcuno si sente non pienamente utilizzato, può sempre cambiare testata. In Italia esiste infatti l&#8217;istituto delle dimissioni</em>&#8220;. Intelligenti pauca. Una bella soddisfazione per <strong>Anselmi </strong>le indiscrezioni sull&#8217;imminente trasloco da <strong>Torino </strong>a <strong>Roma</strong>, ma un toccarsi le palle da parte dei giornalisti di Repubblica (le donne toccano ferro) . Vari colleghi ricordano infatti di avere letto da qualche parte come il loro editore, <strong>l&#8217;Ingegnere </strong>per antonomasia, avesse definito a suo tempo affettuosamente soprannominato il quasi divino <strong>Giulio </strong><em>&#8220;the silent killer&#8221;</em>, per la sua soave capacità di diminuire il numero dei giornalisti nelle testate dove veniva catapultato come direttore. E dove quasi nessuno ricorda di averlo mai visto sorridere, cosa che invece gioverebbe assai alle sue guance, tanto immobili da diventare non tanto marmoree quanto un po&#8217; cascanti, adatte all&#8217;aria sorniona da felpato cagnone da salotto.</p>
<p style="text-align: justify; ">A <strong>Repubblica </strong>però hanno smesso di colpo di fare gli scongiuri. Ora infatti i tamburi annunciano l&#8217;arrivo di <strong>Federico Rampini </strong>in divisa di direttore-pensatore e <strong>Mario Calabresi</strong> in divisa di condirettore-realizzatore, insomma una specie di <strong>Fontana </strong>del <strong>Corsera</strong>. La soddisfazione a <strong>Repubblica </strong>è doppia, e si diramerà a <strong>L&#8217;espresso </strong>e nel resto del gruppo: la dipartita dell&#8217;ombra di Anselmi e l&#8217;arrivo di una accoppiata tutta interna alla casa e alla ditta, molto nel cuore di <strong>Carlo De Benedetti</strong>, vengono interpretati come un segno del fatto che <strong>l&#8217;Ingegnere </strong>non intende cedere il passo. Non intende cioè disinteressarsi del suo impero di carta, se non di sinistra, e magari cederlo a <strong>Murdoch </strong>o al miglior offerente come invece in molti giurano non veda l&#8217;ora di fare suo figlio <strong>Rodolfo</strong>. Il quale ha capito anche lui che la lunga partita editoriale-politica-finanziaria, o se si preferisce finanziaria-politica-editoriale, con Berlusconi è ormai bella che persa. Era iniziata long time ago con <strong>l&#8217;Ingegnere </strong>che &#8220;<em>compra un terzo del Belgio</em>&#8220;, molto infelice titolo cortigiano di <strong>Repubblica</strong>, era esplosa con la &#8220;<em>guerra di Segrate</em>&#8221; e ora finisce con l&#8217;arrivo forse di <strong>Rampini </strong>e <strong>Calabresi </strong>alla Repubblica intesa come giornale e di <strong>Berlusconi </strong>alla <strong>Repubblica </strong>intesa come <strong>Quirinale</strong>. E&#8217; l&#8217;Italia, bellezza!</p>
<p style="text-align: center; ">***</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Stampa Rassegnata </strong><a href="http://stamparassegnata.splinder.com/post/19559300/D'Alema+e+Israele,+come+dargli" target="_blank">non dà torto </a>a <strong>D&#8217;Alema </strong>riguardo il <strong>Corriere</strong>? <em>&#8220;Leggerlo su questi temi dà sempre quel lieve imbarazzo che ti coglie quando capisci che ti stanno fregando e non capisci perché. Non sono solo i commenti, magari fossero soltanto quelli. E&#8217; l&#8217;impostazione complessiva. Il punto di vista. Le interviste a israeliani ed ebrei nostrani. La scomparsa dei palestinesi. Di quelli morti, perché le foto non vengono pubblicate, con la scusa (altre volte non usata) di non stampare immagine macabre. E di quelli vivi, che vengono ignorati. E&#8217; il modo migliore per far sparire le ragioni, e anche i torti. Non parlarne, non mostrarli. Nelle pagine del Corriere, ma anche in quelle di molti altri quotidiani, compresa talvolta Repubblica, non si sente l&#8217;odore acre della morte. Non si vedono le mosche ronzare intorno ai cadaveri putrefatti. E&#8217; tutto sterilizzato, inquadrato in un ragionamento di pro e contro, di trattative e dialogo, di concessioni e riconoscimenti, di obiettivi e infrastrutture. E&#8217; tutto un bel gioco di parole, una girandola di opinioni. Quando il commento diventa prevalente, il fatto sparisce. Restano i morti, ma sono solo una statistica</em>&#8220;. Come dar torto a <strong>Stampa Rassegnata</strong>?</p>
<p style="text-align: center; ">***</p>
<p style="text-align: justify; ">Interessante anche <a href="http://toghe.blogspot.com/2009/01/il-csm-da-garante-carnefice.html" target="_blank">questo post</a> pubblicato su <strong>Uguale per tutti</strong> ; il titolo dice molto: &#8220;Il Csm da garante a carnefice dell&#8217;indipendenza dei magistrati&#8221;. E, a proposito delle vicende di Catanzaro e Salerno, si scrive: &#8220;L&#8217;autorità amministrativa, infatti, (il C.S.M., appunto) condiziona il corso di un procedimento penale, arbitrandosi contro la legge di valutarne negativamente il merito&#8221;.</p>
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