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	<title>Giornalettismo &#187; partito comunista</title>
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		<title>Il paese che pratica l&#8217;elettroshock a chi protesta</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 08:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Caldarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Cina anche  chi ha un problema quotidiano e se ne lamenta può essere punito così Wu Chunxia ha passato oltre 4 mesi della sua vita nella struttura riabilitativa psichiatrica di Henan, Xingyang, Cina: non aveva nulla che non andasse, &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/183379/il-paese-che-pratica-lelettroshock-a-chi-protesta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In Cina anche  chi ha un problema quotidiano e se ne lamenta può essere punito così</strong><span id="more-183379"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://i.usatoday.net/news/_photos/2011/12/28/China-using-mental-hospitals-to-quiet-dissent-3JP6569-x-large.jpg" alt="" width="294" height="216" />Wu Chunxia ha passato oltre 4 mesi della sua vita nella struttura riabilitativa psichiatrica di Henan, Xingyang, Cina: non aveva nulla che non andasse, però. Né disturbi comportamentali, né psicopatie, né altro. Molto semplicemente, si era permessa di esprimere alcune perplessità su quelle che lei riteneva &#8220;piccole ingiustizie&#8221; alle autorità del partito Comunista Cinese. Insomma, nemmeno una dissidente, ma semplicemente una cittadina che era andata a protestare per qualcosa: punizione adeguata per lei, giorni e giorni di elettroshock, di agopuntura elettrica, di farmaci che le hanno causato una &#8220;prematura menopausa&#8221;, scrive<a href="http://www.usatoday.com/news/world/story/2011-12-28/china-mental-hospitals/52260592/1?csp=34news&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+usatoday-NewsTopStories+%28News+-+Top+Stories%29"> Usa Today</a>.</p>
<p><strong>DISSENSO E TORTURA &#8211; </strong>Benvenuti nel mondo del dissenso cinese, dove le strutture di cura mentale &#8211; che sembrano quelle precedenti alla legge Basaglia, in cui i malati mentali sono praticamente torturati &#8211; vengono utilizzate dal governo per reprimere le proteste e ogni problematica. Non ufficialmente, è ovvio, ma sono tantissimi gli attivisti pronti a giurare che in segreto, nelle strutture segrete, accadono cose strane ed indicibili. &#8220;C&#8217;è un picco nelle detenzioni fra i questionanti &#8211; la gente ordinaria che si lamenta di problemi locali. Mandarli agli ospedali psichiatrici è un metodo &#8220;veloce, conveniente ed efficace&#8221; per silenziare le critiche&#8221;, afferma  Liu Feiyue del Civil Rights and Livelihood Watch, un attivista per i diritti umani. Evidentemente la questione sta debordando se è vero che l&#8217;assemblea nazionale del Popolo Cinese, il Parlamento insomma, sta per discutere &#8220;la prima normativa organica&#8221; sulla malattia mentale. &#8220;La nuova legge fermerà l&#8217;abuso dell&#8217;ospedalizzazione involontaria e proteggerà in maniera più efficace i diritti dei malati mentali&#8221;, dice Chen Zhu, il ministro della salute. Chen ha evidenziato &#8220;errori procedurali&#8221; per quei casi di trattamento forzoso che sono stati denunciati &#8220;da famiglie e vittime&#8221;, continua Usa Today. Secondo gli esperti, una legge del genere sarebbe una vera e propria &#8220;pietra miliare&#8221; per lo sviluppo della società cinese.</p>
<p><strong>LE STORIE &#8211; </strong>La storia di Xu Wu è sufficientemente esplicativa di come funzionino le cose in Cina. Xu, già guardia giurata, aveva litigato con il suo capo per questioni di salario, &#8220;e si era rivolto alle autorità&#8221;. Per tutta risposta era stato &#8220;incarcerato per quattro anni, sottoposto a trattamenti shock&#8221;, fino a quando in cella non è stato trasmesso un film con Jet Li che scappava di galera. &#8220;Copiando le mosse&#8221; Xu è riuscito ad allentare le sbarre della cella ed è riuscito a scappare &#8220;dall&#8217;ospedale mentale a Wuhan, porto sullo Yangtze&#8221;. Allora ha preso un treno ed è scappato &#8220;600 miglia più a sud&#8221;, dove un test ulteriore ha dimostrato &#8220;che era sano&#8221;. La polizia di Wuhan lo ha raggiunto otto giorni dopo fuori &#8220;dalla stazione televisiva di Guangzhou&#8221; dove aveva descritto la sua vicenda in diretta. Ora è a processo: &#8220;Spero che la nuova legge aiuti gli altri pazienti&#8221;, dice Xu, che grazie all&#8217;attenzione mediatica che ha sollevato è riuscito ad ottenere una regolare vicenda giudiziale. Analoga la storia di Wu Chunxia, di cui abbiamo parlato all&#8217;inizio, che è riuscita a farsi scarcerare &#8220;minacciando a più riprese il suicidio&#8221;, dice Usa Today. &#8220;Le autorità spediscono le persone in manicomio perché il processo è discreto&#8221; e non è affatto una normale vicenda giudiziale: in effetti, a differenza dei tribunali, non c&#8217;è alcun bisogno di prove delle eventuali malefatte. &#8220;Siamo oltre i mille casi dal 2009&#8243;, dice Liu, l&#8217;attivista. Non solo: &#8220;Medici scorretti e amministratori degli ospedali possono giovarsi di incentivi finanziari trasformando gli ospedali in &#8220;prigioni clandestine&#8221;. E&#8217; per questo che c&#8217;è sfiducia nell&#8217;implementazione della nuova normativa: far passare chi non è d&#8217;accordo per pazzo, conviene.</p>
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		<title>L&#8217;eterno ritorno del Partito Comunista</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 14:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Caldarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Russia raddoppia i suoi risultati il movimento che attacca poster riesumati dagli anni &#8217;50 Il principale partito di opposizione nella Repubblica Federale Russa di cognome fa Comunista. Sono di oggi i risultati delle elezioni legislative per la Duma, l&#8217;assemblea &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/175293/leterno-ritorno-del-partito-comunista/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In Russia raddoppia i suoi risultati il movimento che attacca poster riesumati dagli anni &#8217;50</strong><span id="more-175293"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sras.org/img/photo/Zyuganov-March.jpg" alt="" width="280" height="197" />Il principale partito di opposizione nella Repubblica Federale Russa di cognome fa Comunista. Sono di oggi i risultati delle elezioni legislative per la Duma, l&#8217;assemblea parlamentare di Mosca che ha visto un tracollo delle percentuali del partito del presidente Dmitri Medvedev, che realizza la staffetta con il suo alter ego Vladimir Putin (o forse è più corretto invertire i ruoli): Russia Unita strappa per un soffio la maggioranza al parlamento che gli consente di governare da solo, ma il conto dei seggi si ferma al 49,5 dei suffragi, il che impedisce la maggioranza assoluta e ogni prospettiva di cambiamento costituzionale. Chiunque sarà il presidente eletto alle elezioni presidenziali del prossimo mese &#8211; con ogni probabilità, appunto Putin &#8211; dovrà governare con una maggioranza di 13 seggi. Il che, rispetto alle percentuali bulgare a cui Russia Unita era abituata, è praticamente un tracollo.</p>
<p><strong>IL PARTITO COMUNISTA RUSSO &#8211; </strong>Si è definito spesso Vladimir Putin e il suo movimento l&#8217;ultimo residuo, di certo nei modi, di un certo universo sovietico, quello del KGB, dei metodi spicci ed antidemocratici: le percentuali da elezioni mono-partito che il popolo russo ha in questi anni riservato al nuovo zar di Mosca hanno indotto a pensare che i russi non avessero mai cambiato le loro abitudini: dal partito Comunista a quello di Putin, non è che cambiasse tantissimo. E invece non è proprio così: perché il Partito Comunista in Russia c&#8217;è ancora, eccome. E&#8217; proprio il movimento Comunista della Federazione Russa il grande vincitore delle consultazioni legislative, arrivando ad un netto raddoppio delle sue percentuali a livello nazionale (dal 10% al 20%) e vincendo in grandi ed importanti città, come Vladivostok, Novosibirsk e in altre zone del paese. Bene anche le altre opposizioni, ma l&#8217;exploit dei comunisti è quello che risulta più netto. Soprattutto per la natura del PCFR, un partito che sembra rimasto al 1980: e a ben vedere non si tratta di apparenze, ma di un&#8217;identità fortemente rivendicata.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://kprf.ru/themes/cv/images/duma_2011_dec.jpg" alt="" width="420" height="230" /></p>
<p style="text-align: left;">Questo è il manifesto con il quale il Partito invita cittadini e militanti al voto: come si vede, è un esperimento di propaganda sovietica discretamente riuscito; colori, personaggi, pose e stile sembrano usciti dalla corrente realista-socialista degli anni &#8217;30.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://kprf.ru/f/styles/large/public/field/image/pinok2_0.jpg" alt="" width="378" height="241" /></p>
<p style="text-align: left;">Questo è il manifesto che celebra la vittoria elettorale: le forze del lavoro dei cittadini russi prendono a calci l&#8217;orso, simbolo del partito di Putin, Russia Unita.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://kprf.ru/f/styles/large/public/field/image/dmitriy_malkin.jpg" alt="" width="362" height="258" /></p>
<p style="text-align: left;">Con questo manifesto il partito invita al corteo previsto per oggi a Mosca che vuole &#8220;difendere il risultato elettorale&#8221; dai traditori della patria. E questo manifesto vuole dimostrare la saldatura fra il Partito e la società russa, unita e all&#8217;unisono.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://kprf.ru/themes/cv/images/komobsh_big.jpg" alt="" width="360" height="180" /></p>
<p style="text-align: left;">Bastano un paio di esempi per renderci conto di quanto simili siano questi manifesti con quelli storici dell&#8217;Urss.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://win.cartacanta.it/manifesti/urss_manifesti/images/urss%20(186).jpg" alt="" width="205" height="263" /><img class="alignnone" src="http://win.cartacanta.it/manifesti/urss_manifesti/images/urss%20(455).jpg" alt="" width="140" height="216" /><img class="alignnone" src="http://win.cartacanta.it/manifesti/urss_manifesti/images/urss%20(127).jpg" alt="" width="161" height="243" /></p>
<p style="text-align: left;">Questi manifesti, tratti dall&#8217;<a href="http://win.cartacanta.it/manifesti/urss_manifesti/index.html">archivio</a> di Carta Canta, sembrano quelli che il KPCF attacca per le strade della Russia in questi giorni. O, come è ovvio, è più vero il contrario.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>IL LEADER &#8211; </strong>L&#8217;uomo che si cela dietro il più onesto e confessato tentativo di ri-stalinizzazione della Russia si chiama Gennady Zyuganov, ed è l&#8217;unico candidato alla presidenza della Repubblica che si sia alzato per opporsi esplicitamente a Vladimir Putin.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7032/6459509231_ef0feb3016.jpg" alt="" width="202" height="182" /></p>
<p style="text-align: left;">Zyuganov era uno dei capifila della corrente che si oppose a Mikail Gorbacev, alla Perestrojka e alla Glasnost, gli ultimi tentativi di risollevare il partito Comunista &#8211; e la società russa &#8211; ormai irrimediabilmente afflitti da decadenza e destinati alla rovina. Mentre la situazione nella Repubblica Socialista precipita Zyuganov si insedia all&#8217;opposizione quasi reazionaria, chiedendo, mentre sorge la stella di Boris Eltsin, di tornare alla Russia pre-Gorbacev, ovvero in piena epoca sovietica. Mentre l&#8217;Unione Sovietica collassa, lui diventa membro del comitato centrale del PCFR, e di lì a poco primo segretario, non rinunciando mai a pubblicare o altrimenti far notare il collegamento, a suo modo di vedere evidente, fra la diminuzione della qualità della vita in Russia e il crollo del socialismo.</p>
<blockquote><p>La stabilità di Putin e Medvedev è basata su quello che Stalin e le autorità sovietiche hanno creato, perché loro non sono stati in grado di creare un bel niente negli ultimi 10 anni.</p></blockquote>
<p>Questo lo ha <a href="http://www.news.com.au/breaking-news/communists-lay-carnations-for-stalin/story-e6frfku0-1225974765203">scritto </a>Zyuganov in una lettera aperta al presidente Medvedev nel 2008, mentre insieme ai militanti del partito rendeva onore alla statua <img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/2/23/KPRF.svg/358px-KPRF.svg.png" alt="" width="200" height="200" />di Stalin per il suo 131mo compleanno. Proprio oggi, 5 novembre, il partito ricorda l&#8217;anniversario dell&#8217;entrata in vigore della Costituzione Sovietica, praticamente &#8220;un manuale di diritto costituzionale&#8221;: insomma, fra iconografia, falci e martello, bandiere rosse e richiami storici, il PCFR sembra proporsi come erede diretto dell&#8217;era sovietica. Non tutti, però, ne sono convinti.</p>
<p><strong>SOCIALISTA O&#8230;NAZISTA? &#8211; </strong>Secondo alcuni critici, il Partito Comunista più che perseguire una politica socialista, ne perseguirebbe una nazional-socialista, ovvero nazi-fascista. Tutto sta nella marcatissima impronta nazionalista che il Partito Comunista russa adotta in tutte le sue proposte politiche &#8211; come l&#8217;agenda per far uscire la Russia dalla crisi creata dall&#8217;Occidente: secondo l&#8217;analisi della fondazione Gorbacev, &#8220;le derive fascistoidi del PCFR sono talmente evidenti che bisogna essere ciechi per non vederle&#8221;. Zyuganov stesso parla di una nuova Russia che sia la sintesi fra il paese &#8220;rosso&#8221; dell&#8217;era Sovietica e quello &#8220;bianco&#8221; dell&#8217;era Zarista. Il suo primo intento è quello di recuperare il ruolo della Russia &#8220;come grande nazione&#8221;; per il leader socialista non esistono divisioni ideologiche, ma solo differenti livelli di fedeltà alla Russia. Alcuni fanno notare come il movimento di Zyuganov non fosse il solo ad essere emerso dalle ceneri dell&#8217;Unione Sovietica; certo è che il PCFR è stato l&#8217;unico a sopravvivere più che altro per una legittimazione del Cremlino, che per lungo tempo lo avrebbe considerato l&#8217;unica opposizione ufficiale. Sotto accusa anche i legami del leader con la chiesa Ortodossa russa, sempre in nome della pacificazione nazionale. Nella terra dove tutto è confuso, anche i Comunisti non sono più quelli di una volta: nonostante i manifesti.</p>
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		<title>Penati come Greganti? Sul Pd l&#8217;ombra del Compagno G.</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 12:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Caldarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non mi sono arricchito&#8221;, ha detto l&#8217;ex segretario politico di Pierluigi Bersani. Una frase già nota Che cosa sta succedendo al Partito Democratico? E soprattutto, cosa succederà? Fra voci di una questione morale impellente che emergerebbe dai comportamenti di Filippo &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/143181/penati-come-greganti-sul-pd-lombra-del-compagno-g/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Non mi sono arricchito&#8221;, ha detto l&#8217;ex segretario politico di Pierluigi Bersani. Una frase già nota </strong><span id="more-143181"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.claudiocaprara.it/blogs/bloggerarchimg/claudiocaprara/archivio/Primo%20Greganti.jpg" alt="" width="150" height="180" />Che cosa sta succedendo al Partito Democratico? E soprattutto, cosa succederà? Fra voci di una questione morale impellente che emergerebbe  dai comportamenti di Filippo Penati, uomo forte del Partito Democratico lombardo e già segretario politico personale di Pierluigi Bersani, l&#8217;opposizione più rappresentativa del paese è in preda alle convulsioni interne e agli attacchi esterni. Basti pensare all&#8217;intervista di Giuliano Pisapia oggi su Repubblica, non tenero nel criticare il partito che lo sostiene in giunta a Milano: &#8220;La questione morale nel PD esiste&#8221;.</p>
<p><strong>IL GIORNALE ATTACCA &#8211; </strong>Ma non è dalle voci alleate che il PD si deve guardare. Piuttosto, oggi, dalle insinuazioni della stampa avversaria. E&#8217; Vittorio Feltri, oggi, a scrivere una domanda che, effettivamente, sta in piedi.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm7.static.flickr.com/6206/6098646527_57ddcaeab5.jpg" alt="" width="500" height="362" /></p>
<p>&#8220;In una lettera, l&#8217;ex braccio destro del leader PD avvisa i compagni: &#8220;Io non mi sono arricchito&#8221;. Ma se le tangenti non sono andate a lui, a chi sono finite? E i pm indagano ancora per corruzione&#8221;, scrive nell&#8217;editoriale d&#8217;apertura, Vittorio Feltri. E vediamo la lettera di Penati al Partito Democratico provinciale di Milano, <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/11_agosto_30/penati-lettera-vertici-pd-non-mi-sono-arricchito-1901398049298.shtml">pubblicata </a>dal Corriere della Sera.</p>
<blockquote><p>«Sono grato alla politica che ha ripagato il mio impegno, consentendomi di raggiungere successi personali anche importanti. Con la politica, però, non mi sono arricchito &#8211; scrive ancora Penati -. Non ho mai inteso il mio impegno politico come il mezzo per arricchirmi. Così è stato per tutta la mia vita». «Non ho avuto in passato, e non ho oggi, conti all&#8217;estero o tesori nascosti. Non ho preso denaro da imprenditori &#8211; conclude Penati &#8211; e non sono mai stato il tramite dei finanziamenti illegali ai partiti a cui sono stato iscritto. Ciò che possiedo è il frutto del lascito di mio padre, morto 12 anni fa, e del mio lavoro».</p></blockquote>
<p>In effetti dunque Penati scrive di non essersi arricchito. Feltri commenta così.</p>
<blockquote><p>&#8220;Non mi sono arricchito&#8221; La frase, non certo buttata a caso, nel linguaggio politico potrebbe avere un gnificato molto importante, ovviamente tutto da il re. Infatti, se è vero, come affermano gli inquirenti, che Penati ha incassato tangenti per molti milioni di curo, ma che non un soldo, a suo dire, sarebbe entrato nelle proprie tasche, bisognerà accertare chi sia stato il destinatario del malloppo. Se risultasse che le tangenti sono servite a finanziare il Pd, la questione si complicherebbe. Viene in mente Primo Greganti il quale, ai tempi di Mani pulite, si addossò ogni responsabilità affermando che dei suoi traffici il Pci non eraa conoscenza. Presto per dire se tra questo episodio e quello di Penativi sia un`effettiva analogia. Si vedrà.</p></blockquote>
<p>Primo Greganti. Un nome che fa venire gli incubi a qualsiasi esponente, militante dei partiti di sinistra o comunque derivanti dal Partito Comunista Italiano, di cui Greganti &#8211; definito, non a caso, il Compagno G, faceva parte.</p>
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		<title>La Cina censura il cartone animato che critica il regime</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 17:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Scialò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 3 febbraio in Cina inizierà “l’anno del coniglio”, che si concluderà il 22 gennaio dell’anno prossimo. Secondo la tradizionale astrologia cinese, il Coniglio è quieto, riservato, retrospettivo, meditabondo e fortunato. Dunque anche l’anno dovrebbe trascorrere in quel modo, ovvero &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/111727/la-cina-censura-il-cartoni-animato-che-critica-il-regime/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 3 febbraio in <strong>Cina</strong> inizierà “l’anno del coniglio”, che si concluderà il 22 gennaio dell’anno prossimo. Secondo la tradizionale astrologia cinese, il Coniglio è quieto, riservato, retrospettivo, meditabondo e fortunato. Dunque anche l’anno dovrebbe trascorrere in quel modo, ovvero tranquillo e anche isolazionista dal punto di vista diplomatico. Ma qualcuno, firmandosi con lo pseudonimo di &#8220;<strong>Xiao Hong</strong>&#8220;, ha ben pensato di sfruttare la figura del coniglio per <a href="http://www.rue89.com/chinatown/2011/01/30/la-censure-chinoise-chasse-les-lapins-en-colere-du-web-187272">descrivere il popolo cinese</a>; un popolo assoggettato a delle tigri. Il tutto in un cartone animato che sta già facendo il giro del Mondo, essendo stato pubblicato su <strong>Youtube</strong>, e dunque già preda sfuggente della censura del regime cinese.</p>
<p style="text-align: center">
<p><strong>TRE SONO GLI SCANDALI RIPORTATI NEL CARTOON</strong> – Nel video, pur non comprendendo la lingua cinese, è facile individuare tre notizie scandalose provenienti dalla Cina:</p>
<p>- Lo scandalo della melanina nel latte, che ha ucciso centinaia di bambini, infettandone migliaia.</p>
<p>- L’espropriazione violenta di case e appartamenti da parte di promotori immobiliari senza scrupoli e dei relativi quadri locali del partito comunista. La quale ha anche comportato proteste sotto forma di vere immolazioni, di cui il Mondo non è potuto venire a conoscenza.</p>
<p>- Il caso di <strong>Li Gang</strong>, ispirato al caso di un figlio di un leader locale del partito, Li Gang appunto, reo di aver fatto il nome del padre per eludere le proprie responsabilità in un grave incidente stradale. Insomma, il classico caso del “lei non sa chi sono io”. Il popolo di conigli è come detto comandato da tigri, e il quartier generale del partito &#8220;casa delle tigri&#8221; ha due slogan: &#8220;Servire il popolo di conigli&#8221;, ossia un abuso di un vecchio slogan maoista, e &#8220;Per una foresta armonica&#8221;, lo slogan preferito di <strong>Hu Jintao</strong> &#8220;società armoniosa&#8221;.</p>
<p><strong>UN POPOLO FRUSTRATO, MA CHE HA ANCHE VOGLIA DI RISCATTO </strong>- Questo piccolo film si conclude con un messaggio inquietante. Si noterà infatti il cambiamento di tono musicale verso la fine, quando si lascia il posto a canzoni soft rock molto più ficcanti. Appare poi una scritta: &#8220;non spingere fino all&#8217;insopportabile&#8221;, un modo per dire: &#8220;Il coniglio è un animale simpatico, ma se si arrabbia, può mordere&#8221;.<br />
E per sottolineare l&#8217;ironia, il video si conclude anche con una registrazione vocale della televisione di Stato <strong>CCTV</strong>. La quale ogni anno in occasione del Capodanno cinese, lancia un messaggio quasi retorico: &#8220;Compagni, amici: felice anno nuovo!”. D’altronde, i cinesi hanno tutti i motivi per essere arrabbiati col regime che ha avviato negli ultimi vent’anni un capitalismo selvaggio, irrispettoso dei diritti umani e ambientali. In particolare tre sono i provvedimenti che stanno frustrando il popolo cinese:<br />
-La speculazione immobiliare che sta colpendo i giovani in cerca di un appartamento e gli anziani che sono cacciati dalle loro case.<br />
-L&#8217;inflazione, che sta facendo lievitare il prezzo anche dei prodotti alimentari.<br />
-La corruzione di gran parte del <strong>Partito comunista cinese</strong>.<br />
Che anche in Cina cominci a soffiare quel vento di cambiamento che sta scuotendo i popoli maghrebini?</p>
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		<title>Qualcuno era comunista</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 09:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Nullo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[classe dirigente]]></category>
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		<category><![CDATA[Occhetto]]></category>
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		<description><![CDATA[Visto che il PD marcia al passo del gambero, tanto vale prendersi un po’ di tempo per dare una ripassata a come iniziò una rivoluzione più annunciata che fatta e a come fu condotta da una classe dirigente un po’ &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/46068/qualcuno-era-comunista/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Visto che il PD marcia al passo del gambero, tanto vale prendersi un po’ di tempo per dare una ripassata a come iniziò una rivoluzione più annunciata che fatta e a come fu condotta da una classe dirigente un po’ troppo sopravvalutata. <span id="more-46068"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://ryangeigerblog.com/wp-content/uploads/39.-The-fall-of-the-Berlin-Wall-1989.jpg"><img class="alignleft" src="http://ryangeigerblog.com/wp-content/uploads/39.-The-fall-of-the-Berlin-Wall-1989.jpg" alt="" width="262" height="180" /></a></strong>Nel novembre del 1989 Achille Occhetto, segretario del PCI, colse al balzo l&#8217;occasione fornitagli dalla caduta del muro di Berlino per provare a rivoluzionare il proprio partito. Questa storia, raccontata da <a href="http://www.lucatelese.it/" target="_blank">Luca Telese</a> in <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788820046095/telese-luca/qualcuno-era-comunista-dalla.html" target="_blank">Qualcuno era comunista</a></em> (Sperling &amp; Kupfer 2009, 22€), si concluse, dopo quindici mesi e due congressi, con la scissione del vecchio PCI in PDS e Rifondazione. Il libro è appassionante nonostante una certa approssimazione; manca pressoché di analisi politica, ma rimane sempre interessante. Celebra, in maniera <strong>spesso nostalgica</strong>, la scomparsa di quel mondo così ricco; ma sembra, alle volte, che ad estinguersi non sia solo il più grande partito comunista d&#8217;occidente, ma la politica stessa. L&#8217;impressione è che Telese sia tentato di anticipare la fine della Prima Repubblica da Tangentopoli alla <strong>Svolta</strong>. La tesi di fondo è  che il pasticcio della Svolta spieghi i ripetuti fallimenti della sinistra di questi ultimi vent&#8217;anni. E che un processo che doveva salvaguardare, perlomeno elettoralmente, la tradizione del comunismo italiano abbia finito invece per celebrarne &#8211; fors&#8217;anche troppo in fretta &#8211; le <strong>esequie</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MAMMA, HO PERSO IL TRENO</strong> &#8211; Non è possibile dare una valutazione politica della Svolta di Occhetto prescindendo da <strong>Tangentopoli</strong>, che è del tutto assente dal racconto di Telese. Sacrificare, perlomeno nei simboli, la propria identità comunista doveva servire a raggiungere finalmente il <strong>governo del paese</strong>, probabilmente attraverso una difficile intesa con i Socialisti. Tangentopoli impedì nei fatti, al di là delle intenzioni, questa evoluzione. Il governo del paese &#8211; la via democratica agli ideali egualitari – valeva molte delle rinunce della Svolta, compagni fuoriusciti per dar vita a Rifondazione compresi. Diverso il discorso su quella <strong>classe dirigente</strong> rimasta, ad oggi, pressoché invariata: qui il libro ci riconsegna i giovani <strong>D&#8217;Alema</strong>, <strong>Veltroni</strong>, e <strong>Fassino</strong> all&#8217;opera per distruggere il comunismo italiano. Ci riusciranno -<a href="http://img231.imageshack.us/img231/1276/veltroniocchettopci512x.jpg"><img class="alignright" src="http://img231.imageshack.us/img231/1276/veltroniocchettopci512x.jpg" alt="" width="264" height="201" /></a> eccome – e ne avranno vantaggi personali. Saranno segretari di partito, D&#8217;Alema sarà anche il primo (e, possiamo dirlo con certezza, ultimo) Presidente del Consiglio comunista del paese. Eppure l&#8217;impressione è che quei meccanismi strategici di sfiancamento dell&#8217;avversario – vedi D&#8217;Alema con Occhetto – apparentemente così <strong>astuti ed efficaci</strong>, abbiano guadagnato a quella classe dirigente solo le briciole di ciò che avrebbe potuto essere. Di lì ad un paio d&#8217;anni Tangentopoli avrebbe materializzato i sogni più reconditi di ogni leader comunista, cancellando DC e PSI; eppure quei dirigenti, questi dirigenti, non riuscirono a guadagnarsi il governo del paese neppure in assenza di avversari. Così inetti da permettere a Berlusconi di costruire, dal niente ed in pochi mesi, una sembianza di partito che li supererà agevolmente alle politiche del 1994.</p>
<p><strong>L’ENIGMISTA</strong> &#8211; Qui vale la pena di fare un ragionamento più dettagliato sulla <strong>strategia di D&#8217;Alema</strong>: il libro di Telese ce lo racconta, nei dettagli forniti soprattutto da Velardi, all&#8217;opera neanche troppo velatamente per <strong>sfiancare</strong> la leadership di Occhetto. D&#8217;Alema, per tutto il percorso costituente, è formalmente dalla parte di Occhetto, sostenitore della mozione del SI, pur riuscendo a ritagliarsi uno spazio politico tutto suo, quello della “dura necessità” del cambiamento. Eppure sono proprio gli uomini di D&#8217;Alema, in combutta con le altre mozioni, a far <strong>mancare la maggioranza</strong> per la rielezione di Occhetto segretario, l&#8217;ultimo giorno del secondo congresso, a Svolta apparentemente conclusa. A quel punto D&#8217;Alema, consapevole di aver “ucciso” politicamente Occhetto (“È morto, è morto!” grida mentre torna dal congresso di Rimini verso Roma), considera nel suo interesse che sia però lo stesso Occhetto a continuare a portare ancora per un po&#8217; il peso di un <strong>partito appena nato</strong> da un parto così travagliato. Non era quello il momento migliore per diventare segretario, e allora D&#8217;Alema aspetta, nonostante l&#8217;offerta gli arrivi dai grandi vecchi del partito. Da un certo punto di vista, il ragionamento di D&#8217;Alema fila: quello è un momento così difficile per il nuovo PDS da consumare chiunque ne sia alla guida. Che se la riveda Occhetto. Attendere ha due vantaggi: Occhetto si autodistruggerà, ed io arriverò alla segreteria quando il partito sarà <strong>più governabile</strong>. E che fosse ingovernabile all&#8217;inizio del &#8217;91 lo conferma appunto il mancato quorum per l&#8217;elezione del segretario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUEL CHE RESTA …</strong> &#8211; Ma quando D&#8217;Alema arriverà finalmente alla segreteria nel 1994 sarà <strong>troppo tardi</strong>: il paese e&#8217; stato appena inondato dalla forza politica più dirompente del dopoguerra, che dominerà il dibattito politico per almeno altri vent&#8217;anni: Silvio Berlusconi. Così che D&#8217;Alema dovrà accontentarsi, appunto, delle <strong>briciole:</strong> un anno e mezzo da Presidente del Consiglio alla guida di una coalizione fragile e immobile. Poca roba se si considera che in quel 1991 stava per scomparire il resto della politica italiana. Una classe dirigente appena sufficiente avrebbe raccolto quel che il fato, magistralmente, offriva loro, e avrebbe governato il paese per una generazione. Una classe dirigente appena sufficiente: non <em>quella</em> classe dirigente. Non <em>questa</em> classe dirigente.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><em>Ringrazio <span style="color: #3366ff;"><a href="http://arte-fatti.tumblr.com/" target="_blank">Fran</a></span> per avermi consigliato il libro, e per avermi poi rivelato un dettaglio importante (di cui nel libro non c’è traccia): Luca Telese è il genero di Enrico Berlinguer, essendo sposato con la figlia più piccola, Laura.</em></h5>
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		<title>Arrivederci, uoltèr, ciao</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 14:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pino Nicotri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve ma esaustiva ronistoria delle eroiche gesta dell&#8217;ex segretario del PD dagli albori ai giorni nostri L&#8217;unica cosa certa è che è lui il massimo responsabile del dilagare di Berlusconi. Per il resto, non sappiamo se Uòlter se ne andrà &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/19438/arrivederci-uolter-ciao/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Breve ma esaustiva ronistoria delle eroiche gesta dell&#8217;ex segretario del PD dagli albori ai giorni nostri</strong><span id="more-19438"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unica cosa certa è che  è lui il massimo responsabile del dilagare di <strong>Berlusconi</strong>. Per il resto,  non sappiamo se <strong>Uòlter </strong>se ne andrà sdegnatissimo in <strong>Africa </strong>o nell&#8217;appartamentino  comprato a <a href="http://www.corriere.it/politica/08_settembre_15/veltroni_compra_casa_a_new_york_2cff204c-82ec-11dd-a6c8-00144f02aabc.shtml " target="_blank"><strong>New York</strong></a>, lui che fin da giovane si sentiva  americano anche se ha fatto carriera nel partito antiamericano, cioè  in quello <strong>filosovietico</strong>. Non sappiamo se si consolerà con la <strong>nutella</strong>,  con la quale si è vantato di essere cresciuto, tenendone sempre un  barattolo anche <a href="http://www.paolomaccioni.it/wp/wp-content/uploads/2008/03/valvio_veltrusconi1.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.paolomaccioni.it/wp/wp-content/uploads/2008/03/valvio_veltrusconi1.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a>sulla sua scrivania di <strong>giornalista</strong>, oppure con qualche  film, lui che ha ripiegato su un diploma all&#8217;istituto di cinematografia  di <strong>Roma </strong>dopo l&#8217;esordio rovinoso al liceo. <strong>Uòlter </strong>se ne va, ma a quanto  pare non prima di avere sistemato un suo molto fido uomo nella <strong>Rai</strong>.  Sistemazione avvenuta non tanto perché <strong>Uòlter </strong>è figlio di un dirigente  <strong>Rai </strong>e in quell&#8217;ambiente c&#8217;è cresciuto, ma soprattutto perché la <strong> Rai</strong>, intesa come potere televisivo, salotto per i politici e sottogoverno,  è sempre stata la dannazione di questo ragazzo pentato vecchio senza  mai passare per la maturità <strong>politica </strong>nonostante sia pentato consigliere  comunale, a <strong>Roma</strong>, a soli 21 anni, deputato a 32, direttore de l<em><strong>&#8216;Unità</strong></em> a 37 e senza essere ancora giornalista professionista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TV E PARTECIPAZIONE  -</strong> La <strong>Rai </strong>intesa  come vetrina e potere televisivo è stata ed è tuttora la dannazione  di <strong>Uòlter </strong>e il veleno dell&#8217;intera sinistra, non a caso pronta a massacrare <strong> Internet </strong>né più e né meno come <strong>Berlusconi</strong>. Una droga che ha reso  <strong>Uòlter </strong>talmente dipendente da farlo pentare il maggior responsabile  dell&#8217;esistenza del fenomeno <strong>Berlusconi </strong>e annessa berlusconizzazione  del <strong>Bel Paese.</strong> Vediamo un po&#8217; come sono andate le cose, a parte le  chiacchiere, le leccate di culo o i calci in testa al leone morente.  Fermo restando il fatto che <strong>Uòlter </strong>pur aspirando all&#8217;esilio africano  non è mai stato un leone.Il 12 settembre 1986, a <strong>Milano</strong>,  al<strong> Festival nazionale de &#8220;l&#8217;Unità&#8221;</strong>, si svolge un dibattito cui  partecipano<strong> Veltroni, Silvio Berlusconi,</strong> il presidente della <strong>Rai Sergio  Zavoli </strong>e l&#8217;editore<strong> Mario Formenton</strong> della <strong>Mondadori</strong>. Il 31enne dirigente  comunista <strong>Veltroni </strong>più che buonista è già lirico:<em> &#8220;Io voglio dire  qui, e Berlusconi sa che questa è la mia opinione, che non abbia giovato  al gruppo imprenditoriale della Fininvest l&#8217;eccessivo padrinato politico  e l&#8217;eccessiva copertura politica che ha questo gruppo è stato dato  da uno e da uno solo partito&#8221;</em>, vale a dire dal <strong>Partito socialista  italiano,</strong> segretario<strong> Bettino Craxi</strong>. E <strong>Berlusconi </strong>risponde così:<em> &#8220;Mi  fa caldo al cuore l&#8217;idea che il Partito comunista, da tempo ormai,  si apra alla considerazione di queste realtà con tanto senso concreto,  con tanto senso pragmatico&#8230;.&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>THE STORY SO FAR -</strong> Il 4 febbraio dell&#8217;anno prima,  1985, nel dibattito al <strong>Senato </strong>- presieduto da <strong>Francesco Cossiga</strong> &#8211;  per la conversione in legge del secondo decreto <strong>Craxi </strong>deciso per legalizzare  l&#8217;illegalità delle tv berlusconiane prese di mira dai pretori, il  senatore <strong>Nicola Lipari </strong>interviene e dice cose profetiche: <em>&#8221; L&#8217;efficacia e l&#8217;incidenza  della televisione è stata decisiva, nel bene e nel male, nell&#8217;evoluzione  della cultura e del costume del nostro Paese. La televisione ci ha dato  una unificazione della lingua che per decenni la scuola non è riuscita  a ottenere, ma ci ha dato anche, specie dal momento in cui il sistema  è stato lasciato all&#8217;arbitraria occupazione dei privati, un logoramento  del costume morale, una diffusa deresponsabilizzazione, una facile cultura  del consumo e del <a href="http://www.i-italy.org/files/imagecache/600x/files/still_photos/Ventrusconi_1207186927.jpg"><img class="alignright" src="http://www.i-italy.org/files/imagecache/600x/files/still_photos/Ventrusconi_1207186927.jpg" alt="" width="292" height="450" /></a>benessere. Ci chiediamo: se 30 anni di  televisione, almeno formalmente pubblica, ci hanno dato tanto, cosa  ci daranno anche solo 10 anni di un sistema misto, in cui tutto alla  fine sarà affidato alla logica della pubblicità e del mercato?&#8221;. </em>La risposta al preoccupato  interrogativo di Lipari l&#8217;abbiamo sotto gli occhi da tempo. Ma vediamo  ancora cosa dice <strong>Lipari </strong>proseguendo:<em> &#8220;Perché di questo si tratta:  di creare non un sistema di &#8220;gestione&#8221; misto, ma un sistema in cui  &#8220;i contenuti&#8221; del messaggio televisivo rischiano di essere sempre  più mercificati. Cosa diremmo di uno Stato che affidasse la scuola,  non solo nella gestione dei contenuti, alla logica del mercato? E la  televisione è ben più efficace della scuola!&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IERI, OGGI, DOMANI &#8211; Lipari </strong>non poteva neppure lontanamente  immaginarlo, ma lo <strong>Stato </strong>italiano è riuscito non solo a disfarsi di  buona parte della scuola pubblica, lasciandola   ai privati,  cioè alla <strong>Chiesa </strong>sempre più eversivo non solo dei Ruini prima e dei <strong> Bertone </strong>adesso, è riuscito perfino a fare di molto peggio nella sanità  pubblica, come dimostrano gli scandali a ripetizione, sempre più feroci,  che affliggono soprattutto la sanità lombarda, il cui equivalente berlusconiano  si chiama<strong> Roberto Formigoni</strong>. Se il <strong>Cavaliere </strong>è assiso sul trono e sui  danari di <strong>Mediaset</strong>, il <strong>Governatore </strong>è assiso sul trono dell&#8217;immenso  fiume di denaro pubblico dato dalla<strong> Regione Lombardia</strong> a<strong> Comunione e  Liberazione </strong>e annessa<strong> Compagnia delle Opere,</strong> sempre più scatenate nel  mondo delle cliniche private e annessi e connessi.</p>
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