<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giornalettismo &#187; mafia gela sindaco giudice</title>
	<atom:link href="http://www.giornalettismo.com/archives/tag/mafia-gela-sindaco-giudice/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giornalettismo.com</link>
	<description>Riservato a molti eletti</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 23:01:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Quando la Mafia fa la voce grossa</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/48157/quando-mafia-voce-grossa/</link>
		<comments>http://www.giornalettismo.com/archives/48157/quando-mafia-voce-grossa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 10:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Igor Jan Occelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[condanna a morte]]></category>
		<category><![CDATA[mafia gela sindaco giudice]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=48157</guid>
		<description><![CDATA[Anche da dietro le sbarre di un carcere. Uomini minacciati e coraggiosi, salvati dalle parole di un pentito e dalla tempestività di chi lo ha ascoltato L’uomo si gira, con lo sguardo cerca di correre oltre quella finestra che lo &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/48157/quando-mafia-voce-grossa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Anche da dietro le sbarre di un carcere. Uomini minacciati e coraggiosi, salvati dalle parole di un pentito e dalla tempestività di chi lo ha ascoltato</strong><span id="more-48157"></span></p>
<p>L’uomo si gira, con lo sguardo cerca di correre oltre quella finestra che lo separa dal resto del mondo, si volta ancora e si siede. Sa quello che sta per scrivere, le conseguenze che avrà. La decisione è stata presa, altro sangue si dovrà versare. Affinché tutto abbia fine. Affinché le cose si aggiustino.  Il foglio vergato viene chiuso e nascosto nelle mutande. Da lì, poi, entra dentro un pacchetto di fazzoletti di carta e prosegue la sua strada fuori le mura. Tutto è stato tracciato, adesso bisogna solo saper aspettare. E anche questo <a href="http://www2.melitoonline.it/wp-content/uploads/2009/04/mafia.jpg"><img class="alignleft" src="http://www2.melitoonline.it/wp-content/uploads/2009/04/mafia.jpg" alt="" width="290" height="283" /></a>non è un problema: lì, dove il tempo è fermo, uno l’arte della pazienza deve impararla per forza.</p>
<p><strong>COLPIRE UN GIUDICE -</strong> Fuori il foglio arriva a destinazione. In pochi si <strong>riuniscono</strong>. Parlano, discutono, studiano i dettagli, fino a decidere una data: il 22 gennaio. Quello sarà il giorno. Il bersaglio ancora non è chiaro, ma il messaggio in un modo o nell’altro arriverà a destinazione.  Dall’altra parte anche le acque si agitano. Si capisce che qualcosa è in movimento. Del foglio non si sa nulla, ma che si cerca di fare qualcosa è palese. Le notizie faticano ad arrivare, all’inizio sono tanti frammenti diversi, tante frasi spezzate captate da orecchie in grado di riferirle. Poi le frasi iniziano ad avere un senso e la loro unione dà vita a un nome: <strong>Giovambattista Tona</strong>. Il giudice<strong> Giovambattista  Tona</strong>.  <strong>Tona </strong>è giovane, ha 39 anni, ma di esperienza ne ha maturata già tanta. E non perché  sono ormai 14 anni che è entrato in magistratura, ma perché  sono anni che dalla procura di <strong>Caltanissetta </strong>segue le gesta del clan di <strong>Gela</strong>. Anni che le sue decisioni vengono seguite da più parti. E al clan varie cose non sono andate giù: la decisione di permettere alla <strong>Confindustria </strong>locale di costituirsi parte civile in un processo contro il racket e il suo impegno profuso nel processo <strong>Genesis</strong>. Non è facile colpire un giudice e infatti scoprono che per lui è stata preparata una vendetta trasversale: a morire sarà sua cugina. La corsa contro il tempo parte. E il colpo di scena è dietro l’angolo.</p>
<p><strong>SVENTATI </strong>- Andando avanti quello che si scopre è ben altro. Nel mirino non c’è solo <strong>Tona</strong>. Nel mirino del clan di <strong>Gela </strong>c’è anche <strong>Rosario Crocett</strong>a, l’ex sindaco della cittadina. Stavolta l’informazione è di prima mano. Arriva da<strong> Crocifisso Smorta</strong>, uno dei fedelissimi fratelli <strong>Emmanuello, Andrea e Davide</strong>: i boss del clan. Ormai per <strong>Smorta </strong>quella fatta fino a ottobre è vita passata: adesso è un collaboratore di giustizia. E in questo suo nuovo ruolo <a href="http://www.lariaeditutti.org/merlino/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/mafia2.jpg"><img class="alignright" src="http://www.lariaeditutti.org/merlino/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/mafia2.jpg" alt="" width="215" height="232" /></a>racconta ciò che sa. <em>«Dopo il giudice Tona</em>», ha avvertito, <em>«il clan di Gela ha il chiodo fisso dell’ex sindaco Rosario Crocetta. Pure lui continua a essere nel mirino</em>». Le colpe dell’ex sindaco sono tante e diverse.  <strong>Crocetta </strong>negli anni in cui era primo cittadino non si era limitato a lottare contro il racket e a introdurre la legalità negli appalti delle opere pubbliche. No, aveva fatto ben altro: aveva licenziato la moglie di <strong>Daniele Emmanuello</strong> da dipendente del <strong>Comune </strong>e aveva respinto la domanda per le case popolari presentata dai genitori. Per questo era diventato un bersaglio. Per questo il clan aveva già tentato di farlo fuori: una volta nel 2003, quando aveva assoldato un killer lituano, e nel 2006. Poi la fine del boss, morto durante la cattura, e l’ascesa dei fratelli. Ma la vendetta era rimasta la stessa: restava solo da compiere. Ed era tutta questione di giorni.  Ma dall’altra parte hanno fatto in tempo a reagire. Hanno catturato i fedelissimi del clan che avrebbero dovuto realizzare gli attentati ieri. Così i due, <strong>Tona e Crocetta</strong>, oggi possono continuare a lottare contro il loro nemico: una volta tanto, la storia ha un lieto fine.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giornalettismo.com/archives/48157/quando-mafia-voce-grossa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

