Tag Archives: globalizzazione
Dall’Egitto a Wall Street: la protesta che cambia il mondo
Le rivolte, dopo la primavera araba e gli indignados europei, arrivano negli Stati Uniti
Saluti da Bruxelles
Nella capitale del Belgio, mentre s’aspetta la metro , s’ascoltano solo canzoni in inglese, italiano o spagnolo. L’azienda dei trasporti pubblici è stata costretta a sospendere quelle in lingua francese, per le proteste di molti fiamminghi, che pretendevano il bilinguismo … Continue reading
Cina, il nuovo “Asso piglia tutto” globale
Approfittando dei vari conflitti bellici ed economici mondiali, Pechino sta accrescendo enormemente la sua influenza geopolitica sull’intero pianeta che la porterà, entro breve, a diventare la prima superpotenza.
Le ragioni dell’immigrazione senza freni
Quando si parla di immigrazione finisce sempre che i liberali si dimenticano di essere liberali e utilizzano categorie come quella delle masse e ragionano in termini materialisti e meccanicisti e che gli economisti si dimenticano del mercato e si mettono … Continue reading
Il G20 visto dal Burkina Faso
A Banfora, nel Burkina Faso, continuiamo a seguire con il cuore in gola lo svolgersi della crisi che ha colpito i mercati finanziari e che ora si estende anche all’economia reale. Nessuno ha chiuso occhio in questi giorni durante lo … Continue reading
La ricetta della produttività
L’Europa non riesce a tenere il passo dell’economia americana. E l’Italia perde colpi, da oltre 10 anni. E’ la crisi della produttività, di cui molti parlano. L’Unione Europea a questo obiettivo ha destinato ingenti risorse di tutti i cittadini. Ma … Continue reading
Tremonti, un no global per amico
E’ tornato. Più bello e soprattutto più superbo che pria, di nuovo Ministro dell’Economia e anche scrittore. La prima esperienza non è stata un granché, e chi se lo dimentica?
Quando la giornata non è mai particolare
Due nomi, due provenienze, due vite diverse. Eppure hanno in comune l’unica cosa che conta, almeno oggi: il lavoro. Anche se, a dire il vero, definirlo tale sembra quasi un insulto. A loro.
