<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giornalettismo &#187; giulio andreotti</title>
	<atom:link href="http://www.giornalettismo.com/archives/tag/giulio-andreotti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giornalettismo.com</link>
	<description>Riservato a molti eletti</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 22:00:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>L’esperto americano: “Berlusconi un alleato fedele, Craxi tradiva”</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/99767/berlusconi-craxi-wikileaks-luttwag/</link>
		<comments>http://www.giornalettismo.com/archives/99767/berlusconi-craxi-wikileaks-luttwag/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 16:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bettino Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[edward luttwag]]></category>
		<category><![CDATA[giulio andreotti]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
		<category><![CDATA[wikileaks]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=99767</guid>
		<description><![CDATA[Per Edward Luttwag in Italia non ci sono più i &#8220;giochi&#8221; della Prima Repubblica: &#8221;Andreotti faceva il furbo&#8221;. Su Silvio Berlusconi, definito dagli ambasciatori americani presenti in Italia &#8211; fanno sapere le rivelazioni di Wikileaks &#8211; come un leader &#8220;inefficace, vanitoso e incapace&#8220; esprimono &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/99767/berlusconi-craxi-wikileaks-luttwag/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per Edward Luttwag in Italia non ci sono più i &#8220;giochi&#8221; della Prima Repubblica: &#8221;Andreotti faceva il furbo&#8221;.<span id="more-99767"></span></strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/01/craxi-berlusconi_lang.jpg" alt="" width="373" height="283" />Su <strong>Silvio</strong> <strong>Berlusconi</strong>, definito dagli ambasciatori americani presenti in Italia &#8211; fanno sapere le rivelazioni di Wikileaks &#8211; come un leader &#8220;<em>inefficace, vanitoso e incapace</em>&#8220; esprimono un giudizio così pesante anche i vertici istituzionali e militari degli States? Per un esperto come <strong>Edward</strong> <strong>Luttwag</strong>, rinomato saggista statunitense, economista ed esperto di strategia militare, il Premier italiano non correrebbe alcun rischio, la sua sarebbe e resterebbe una buona reputazione. E i suoi comportamenti migliori di quelli garantiti durante la Prima Repubblica da <strong>Giulio</strong> <strong>Andreotti</strong> e <strong>Bettino</strong> <strong>Craxi</strong>.</p>
<p><strong>SILVIO ALLEATO FEDELE</strong> &#8211; &#8220;<em>Berlusconi rappresenta un governo fedele e alleato </em>- ha fatto sapere oggi Luttwag - <em> . Con Berlusconi tutto questo non c&#8217;è piú. I rapporti tra Italia con Libia e Russia non ci fanno piacere, ma possiamo capirli. Gli atteggiamenti che non sono gestibili sono invece i tradimenti come faceva Bettino Craxi</em>&#8220;. Luttwag e&#8217; intervenuto &#8211; dai microfoni di <strong>Cnr</strong> <strong>Media</strong> &#8211; spiegando che i rapporti<strong> Roma-Tripoli</strong> e <strong>Roma-</strong><strong>Mosca</strong> &#8220;<em>sono cose che gli alleati fanno. Basta saperlo e organizzarsi di conseguenza. Gli Stati Uniti hanno i loro interessi, l&#8217;Italia i suoi, è normale. Possiamo non esserne contenti, e infatti non lo siamo, ma non ci sentiamo traditi. Perche&#8217; son cose che l&#8217;Italia fa apertamente. Una volta, invece, c&#8217;erano tanti sorrisi e poi di nascosto gli italiani facevano i furbi. Andreotti faceva il furbo con gli arabi, Craxi tradiva. Oggi questo non succede</em>&#8220;, conclude Luttwak.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giornalettismo.com/archives/99767/berlusconi-craxi-wikileaks-luttwag/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Berlusconi ricattato? &#8220;Lo tengo per le palle, faccio cadere il governo&#8221;</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/86620/berlusconi-ricattato-lo-tengo/</link>
		<comments>http://www.giornalettismo.com/archives/86620/berlusconi-ricattato-lo-tengo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 07:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ferri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[arcangelo martino]]></category>
		<category><![CDATA[ernesto sica]]></category>
		<category><![CDATA[giulio andreotti]]></category>
		<category><![CDATA[ricatto]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=86620</guid>
		<description><![CDATA[Ernesto Sica, ex assessore campano che lavorava sul dossier Caldoro, così si sarebbe espresso nei confronti di Arcangelo Martino, indagato per la P3. Il Fatto Quotidiano, in un articolo a firma Rita di Giovacchino, rivela una serie di particolari inquietanti &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/86620/berlusconi-ricattato-lo-tengo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ernesto Sica, ex assessore campano che lavorava sul dossier Caldoro, così si sarebbe espresso nei confronti di Arcangelo Martino, indagato per la P3. </strong><span id="more-86620"></span></p>
<p><strong><a href="http://farm5.static.flickr.com/4083/5003857877_2af5229826.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm5.static.flickr.com/4083/5003857877_2af5229826.jpg" alt="" width="399" height="500" /></a>Il Fatto Quotidiano</strong>, in un articolo a firma <strong>Rita di Giovacchino</strong>, rivela una serie di particolari inquietanti sull&#8217;inchiesta P3, tutti tratti dagli interrogatori di <strong>Arcangelo Martino</strong>, uno dei tre indagati per associazione segreta che ha deciso di collaborare con i magistrati e per questo è stato scarcerato, e il ruolo di Ernesto <strong>Sica</strong>, poi diventato assessore in <strong>Campania</strong>.</p>
<p><strong>I VERBALI</strong> &#8211; Scrive il <strong>Fatto</strong>: &#8220;Molto più importante del tentativo di distruggere <strong>Caldoro</strong>, è il fine che <strong>Sica</strong>, allora sindaco di <strong>Pontecagnano</strong>, perseguiva. E cioè prendere egli stesso il suo posto, visto che Berlusconi gli doveva un grande favore. “Lo tengo per le palle”, dice a <strong>Martino </strong>dopo avergli raccontato tutti i retroscena della compravendita di senatori che avevano portato alla caduta del governo <strong>Prodi</strong>. Un’operazione costata “milioni di euro”, messi a disposizione da un imprenditore campano. “Un amico mio, c’ho i pezzi di carta, tutti bonifici, se non mi nomina lo rovino, faccio cadere il governo&#8230;”. L’avvocato <strong>Ghedini </strong>e Paolo <strong>Bonaiuti</strong>, intuendo la sua pericolosità, lo avevano allontanato da <strong>Palazzo Grazioli</strong> dove aveva preso l’abitudine di dormire. Dice <strong>Sica </strong>a <strong>Martino</strong>: “Erano gelosi, perché io potevo comprare i senatori”. Dietro l’oscura storia del dossier <strong>Caldoro</strong>, ce n’è dunque un’altra ancora più oscura. <strong>Dell’Utri</strong>, informato da Martino, convoca tutti all’hotel <strong>Eden</strong>. “Bisogna dargli qualcosa”. E Sica divenne assessore in <strong>Campania</strong>. Proprio nella giunta di <strong>Caldoro</strong>, l’uomo che voleva distruggere. Il quale secondo <strong>Martino </strong>sapeva tutto&#8221;.</p>
<p><strong>BERLUSCONI RICATTATO?</strong> &#8211; I particolari che rivela <strong>Martino </strong>sono imbarazzanti, ma c&#8217;è da dire che fino a prova contraria rappresentano le confidenze di <strong>Sica</strong>. Il quale può aver avuto tutto l&#8217;interesse a &#8216;esagerare&#8217; il proprio ruolo e la propria importanza soprattutto per quanto riguarda <strong>Berlusconi</strong>. In ogni caso, il verbale di <strong>Martino</strong>, letteralmente, chiama in causa anche <strong>Giulio</strong> <strong>Andreotti</strong>, e parla di milioni di euro pagati per far cadere <strong>Prodi</strong>.</p>
<blockquote><p><strong>CAPALDO</strong>: chi glielo doveva?<br />
<strong>MARTINO </strong>: Berlusconi (&#8230;) perché lui diceva di avere “Berlusconi per le palle.<br />
<strong>CAPALDO</strong>: E perché ce lo avrebbe avuto per le palle?<br />
<strong>MARTINO</strong>: (&#8230;) perché era stato protagonista di avere fatto cadere il governo Prodi, attraverso la sua azione e attraverso un imprenditore di grande livello, un imprenditore che tratta l’attività dei centri commerciali e dei supermercati. Il nome non l’ha mai fatto.<br />
<strong>CAPALDO</strong>: E le ha detto quanti soldi aveva tirato fuori?<br />
<strong>MARTINO</strong>: Molti.<br />
<strong>CAPALDO</strong>: &#8211; Molti che significa?<br />
<strong>MARTINO</strong>: Non quantificò, dice: &#8220;molti soldi, io sto fuori da milioni di euro&#8221; insomma e così via, allora piglia e mi disse che questa cosa era servita per fare , questa operazione, per far cadere Prodi e per far cadere Prodi alla fine mi fece il nome di un paio di senatori che quelli non li posso scordare: uno di questi è Andreotti (&#8230;) poi mi parlava di un certo Scalera.<br />
<strong>CAPALDO</strong>: – Ma nel senso che avrebbe dato lui dei soldi a Andreotti?<br />
<strong>MARTINO</strong>: Che loro avevano portato Andreotti sulla posizione di fare cadere Prodi, perché avrebbero provveduto attraverso iniziative finanziarie, questo: &#8220;io ho le cose, ho le carte, ho le prove, ho le prove dei pagamenti fatti, delle cose fatte, queste sono cose che non possiamo&#8221;(&#8230;)</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giornalettismo.com/archives/86620/berlusconi-ricattato-lo-tengo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il divo&#8221;  è una cagata pazzesca</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/856/il-divo-e-una-cagata-pazzesca/</link>
		<comments>http://www.giornalettismo.com/archives/856/il-divo-e-una-cagata-pazzesca/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 09:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gregorj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[aldo moro]]></category>
		<category><![CDATA[anno zero]]></category>
		<category><![CDATA[cannes]]></category>
		<category><![CDATA[ciarrapico]]></category>
		<category><![CDATA[claudio martelli]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[giulio andreotti]]></category>
		<category><![CDATA[il divo]]></category>
		<category><![CDATA[lima]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Mieli]]></category>
		<category><![CDATA[Pomicino]]></category>
		<category><![CDATA[santoro]]></category>
		<category><![CDATA[sorrentino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=856</guid>
		<description><![CDATA[Una recensione un po&#8217; così sul film di Sorrentino dedicato ad Andreotti. Che diventa, senza volerlo, anche un discorso sulla complessità del potere e su come si combatte la mafia Il titolo è messo lì per attirare il lettore, sia &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/856/il-divo-e-una-cagata-pazzesca/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una recensione un po&#8217; così sul film di Sorrentino dedicato ad Andreotti. Che diventa, senza volerlo, anche un discorso sulla complessità del potere e su come si combatte la mafia</strong><span id="more-856"></span></p>
<p align="justify">Il titolo è messo lì per attirare il lettore, sia chiaro. Il film di<strong> Paolo Sorrentino<em> &#8220;Il Divo&#8221; </em></strong>è bello. Deve esserlo, perché a <strong>Cannes </strong>non sbagliano mai. E tutte le <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49512" target="_blank">recensioni</a> &#8211; tranne quella ovviamente biliosa di <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=I8TM2" target="_blank"><strong>Paolo Cirino Pomicino</strong></a> &#8211; lo dicono (e c&#8217;è anche chi &#8211; ossessionato dai suoi personali fantasmi &#8211; ci vede l&#8217;esatto contrario <a href="http://www.camilloblog.it/archivio/2008/05/29/il-talento-sprecato-di-mr-sorrentino/" target="_blank">di quello che c&#8217;è</a> ). Poi, se volete leggerne una davvero intelligente, andate <a href="http://www.laprivatarepubblica.com/konvergent-kulture/widescreen/il-divo/" target="_blank">qui</a>. Eppure a me non è piaciuto. Perché, se ha un intento <strong>storico-biografico</strong>, il film lo fallisce perché sono troppe le lacune, troppe le rappresentazioni affrettate di <img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.kataweb.it/cinema/rendercmsfield.jsp?field_name=Image&amp;id=346412" alt="" width="269" height="420" />fatti ben più ricchi di sfaccettature, troppi quelli mancanti. Se invece &#8211; come è più <strong>logico </strong>che sia, visto che il media scelto non sembra quello più adatto alla rappresentazione quanto possibile oggettiva &#8211; l&#8217;intento è quello <strong>rappresentativo</strong>, vedendo in <strong>Andreotti </strong>stesso una metafora &#8211; LA metafora &#8211; del <strong>Potere</strong>, allora ci siamo ancora meno. Perché allora, invece di perdersi in estetiche arzigogolate, il regista avrebbe dovuto sviluppare e spiegare allo spettatore il concetto contenuto nella scena dell&#8217;intervista ad <strong>Andreotti </strong>di <strong>Eugenio Scalfari.</strong></p>
<p align="justify"><em><strong>LA REALTA&#8217; E&#8217;&#8230;COMPLICAZIONE -</strong></em> Dove l&#8217;allora direttore di <strong>Repubblica </strong>enumera i vari fatti in cui &#8220;<em>il gobbo è stato implicato</em>&#8220;, e lui gli risponde spiegandogli che &#8220;la realtà è più complessa di quello che sembra&#8221;, e subito dopo ricordandogli che è stato proprio <strong>Andreotti</strong>, tramite la mediazione decisiva dell&#8217;oggi vituperato <strong>Giuseppe Ciarrapico</strong>, a garantire la più completa libertà editoriale al suo giornale. <em>&#8220;E&#8217; ma è più complicata di così&#8221;,</em> dice <strong>Scalfari</strong>. E <strong>Andreotti </strong>ribatte:<em> &#8220;Vedo che c&#8217;è arrivato da solo: la realtà è più complicata&#8221;</em>. Il <strong>Ciarra</strong>, infatti, fu mediatore dell&#8217;affare che portò a scorporare i quotidiani oggi facenti parte del gruppo <strong>Espresso </strong>dalla <strong>Mondadori </strong>allora acquisita &#8211; con metodi che conosciamo &#8211; da <strong>Berlusconi</strong>. Ecco quindi che in quell&#8217;episodio l&#8217;orribile <strong>Belzebù </strong>si era comportato da cittadino preoccupato per la libertà di stampa, contravvenendo alla cupa rappresentazione che <strong>Scalfari </strong>ne aveva dato. Certo, a quel punto <strong>Scalfari </strong>stesso avrebbe potuto rispondere che <strong>Andreotti </strong>l&#8217;aveva fatto per non lasciare troppo potere nelle mani di <strong>Craxi</strong>, non certo per contribuire alla bellezza del mondo. E lì il sette volte presidente del <strong>Consiglio </strong>avrebbe potuto lanciare la stoccata decisiva, dicendo: <em>&#8220;Certo. E infatti a volte perseguendo obiettivi egoistici si finisce per contribuire al bene collettivo. Questa cosa l&#8217;ha già detta qualcuno, non c&#8217;è bisogno che corri a scriverci un libro, <strong>Eugenio</strong>. Però riflettici. Questo ti darà l&#8217;idea di quanto è complessa quella realtà che tu vuoi tagliare con l&#8217;accetta&#8221;.</em><img class="alignright" style="float: right;" src="http://farm1.static.flickr.com/53/136397382_d7c748a119.jpg" alt="" width="254" height="239" /></p>
<p align="justify"><strong><em>UN INTERESSE COMUNE &#8211; </em></strong>Un po&#8217; quello che <strong>Paolo Mieli</strong> ha cercato di esprimere durante <strong>Anno Zero</strong>, quando ha ricordato che <strong>Giovanni Falcone</strong> si era appena trasferito a <strong>Roma </strong>alle dipendenze di <strong>Claudio Martelli</strong>, allora ministro proprio di <strong>Andreotti</strong>. Si era venduto, <strong>Falcone</strong>? Oppure aveva compreso <em>&#8220;la complessità del potere&#8221;,</em> e capito qualcosa di più al momento di accettare quell&#8217;incarico? Era venuto a combattere la battaglia più difficile, quella con gli equilibri politici. Che ad esempio rendevano opportuno, per un ministro, non sedere di fianco al suo capo di gabinetto durante una trasmissione televisiva (per non dare un segnale troppo &#8220;<em>forte</em>&#8220;, fa ridere ma è così) &#8220;<em>contro la mafia</em>&#8220;. E&#8217; vero, il <strong>Potere </strong>è complesso. <strong>Andreotti </strong>ha fatto il salto di qualità nel 1967, quando <strong>Lima </strong>è entrato nella sua corrente. <strong>Lima</strong>, diretto collegamento ai <strong>Salvo </strong>e a <strong>Bontate</strong>, che poi persero la guerra di mafia nei primi anni <strong>Ottanta </strong>a favore dei <strong>Corleonesi</strong>. I quali volevano non un patto di non belligeranza o di collaborazione proficua a seconda dei casi, con la politica. Ma pretendevano di comandarla. Le leggi speciali contro la mafia varate da <strong>Andreotti </strong>arrivano dopo quella data, non prima. L&#8217;omicidio <strong>Lima </strong>addirittura molto tempo dopo. Il <strong>Gobbo </strong>storicamente, giudizialmente colluso con la mafia?<em> &#8220;Referente romano&#8221; </em>del potere siculo? Oppure rappresentante di quel patto non scritto, non detto, mai palesato che voleva due poteri legati insieme da un obiettivo comune (l&#8217;<strong>anticomunismo</strong>)?</p>
<p align="justify"><em><strong>LE BESTIE &#8211; </strong></em>Ha detto bene <strong>Santoro </strong><span style="color: #000000;">qualche settimana fa</span> nella trasmissione dedicata al film. Il problema di quell&#8217;<strong>Italia </strong>era che un solo potere (quello democristiano, o della maggioranza che l&#8217;ha governata) era <img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.onlineweblibrary.com/news/mafia1.jpg" alt="" width="247" height="367" />&#8220;<em>condannato</em>&#8221; a stare lì, senza possibilità di alternanza. Per motivi strategici. <em>Sic stantibus rebus</em>, era d&#8217;obbligo che a un certo punto cominciasse a stringere legami sempre più netti, quasi a fondersi con il nemico del suo nemico. Anzi, forse l&#8217;han fatto dall&#8217;inizio. Piano piano le due bestie sono diventate sempre più affamate: la <strong>mafia</strong>, di soldi pubblici su cui mettere le mani, e la <strong>politica </strong>di consenso da capitalizzare. Tutto questo ha portato all&#8217;orrido grumo di oggi, che vede ampiamente compromessa non una sola, ma &#8211; facendo i dovuti distinguo &#8211; ambedue le parti politiche odierne. Giuridicamente si possono enumerare i reati, storicamente si può fare il conto delle responsabilità e la morale a un sacco di gente con orecchie foderate di saporitissimo prosciutto. Forse, però, l&#8217;unica risposta intelligente è contenuta nel libro &#8220;<em>I complici&#8221;</em>, di <strong>Lirio Abbate</strong> e <strong>Peter Gomez:</strong> <em>&#8220;La mafia raccoglie il pizzo dal 70% delle attività commericiali in Sicilia, il fatturato tocca il 9,5% del Pil (120 miliardi di euro, ndr), senza lo zavorramento mafioso le regioni del Mezzogiorno sarebbero sviluppate come quelle del Nord. Nella più moderna clinica dell&#8217;isola, di proprietà di un presunto prestanome di Provenzano, la Regione versava per ogni ciclo di terapia antitumorale 136mila euro; dopo i sequestri della magistratura, lo stesso ciclo costa 8mila euro. E allora diventa chiaro che Cosa Nostra non conviene, che gli amministratori pubblici collusi o distratti vanno emarginati non per moralismo, ma per semplice calcolo economico&#8221;</em>. Già, la via economica all&#8217;antimafia. Perché nessuno ci ha mai provato?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giornalettismo.com/archives/856/il-divo-e-una-cagata-pazzesca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Diderot #34</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/728/diderot-34/</link>
		<comments>http://www.giornalettismo.com/archives/728/diderot-34/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 07:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diderot</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vignetta]]></category>
		<category><![CDATA[giulio andreotti]]></category>
		<category><![CDATA[il divo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=728</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2249/2510974074_b6326aa3d9_o.jpg" alt="" width="163" height="167" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giornalettismo.com/archives/728/diderot-34/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

