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	<title>Giornalettismo &#187; Finmeccanica</title>
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		<title>Arancia Finmeccanica: storia di un&#8217;azienda ad personam</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 10:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato De Sena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[marina grossi]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche i grandi manager tengono famiglia. E Guarguaglini non fa eccezione Quando è lo Stato a decidere chi deve guidare una grossa azienda probabilmente gli incaricati dalle segrete stanze dei ministeri si sentono autorizzati ad approfittare della loro posizione di &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/171367/arancia-finmeccanica-storia-di-unazienda-ad-personam/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Anche i grandi manager tengono famiglia. E Guarguaglini non fa eccezione</strong><span id="more-171367"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://blog.panorama.it/economia/files/2010/06/guarguaglini-large.jpg" alt="" width="350" height="210" />Quando è lo Stato a decidere chi deve guidare una grossa azienda probabilmente gli incaricati dalle segrete stanze dei ministeri si sentono autorizzati ad approfittare della loro posizione di potere per trarne beneficio personale. Quella di Pier Francesco Guarguaglini, dal 2002 presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, il primo gruppo italiano attivo nel settore della difesa e dell&#8217;aeronautica, è la storia di un manager di successo incappato ins piacevoli affarucci che hanno pesantemente intaccato la sua reputazione.</p>
<p><strong>LE OMBRE SUL MANAGER </strong>- Sì, perché a finire nelle maglie della magistratura italiana per aver truffato l&#8217;azienda, ergo il contribuente italiano che ne regge le sorti e la difense dai rischi del fallimento garantendo soldi per ripianare eventuali perdite, sono stati moglie e stretti collaboratori del massimo dirigente. Dalla super commessa (poi annullata) degli Stati Uniti per 23 elicotteri,  compreso quello presidenziale, vinta dalla nostra AgustaWestland, di è passati alle accuse di frode fiscali e false fatturazioni piombate su Marina Grossi, moglie e collega del potentato Guarguaglini. Fu confermato senza sorprese nel 2008, il presidente e ad Guarguaglini alla guida di Finmeccanica. Proprio come senza sorprese era stato confermato tre anni prima, nel 2005, dal Ministero dell&#8217;Economia che possiede il 32% della scoietà. Silvio Berlusconi, neovincitore delle elezioni politiche e rieletto premier aveva già fatto capire che aria tirasse, riconoscendo in pubblico e in privato i meriti dei manager alla guida delle holding pubbliche dei quali avrebbe dovuto rinnovare i vertici. Ma i guai non tarderanno ad arrivare.</p>
<p><strong>LA MOGLIE A SELEX</strong> &#8211; E&#8217; il 2010 quando emergono i comportamenti anomali. La Grossi, amministratore delegato di Selex Sistemi Integrati viene ascoltata in qualità di persona informata dei fatti dai magistrati della Procura di Napoli che indagano su irregolarità compiute nella concessione di appalti per le opere previste in Campania dal Patto per la Sicurezza. In particolare cercano di fare chiarezza sulle gare per la ristrutturazione di alcuni commissariati e caserme a Napoli e Provincia. Su tutte c&#8217;è l&#8217;appalto di 37 milioni di euro per la realizzazione del Cen, il centro di elaborazione dati della polizia che sarebbe dovuto nascere nel parco di Capodimonte. Turbativa d&#8217;asta fu l&#8217;ipotesi di reato. Tra gli indagati c&#8217;erano uomini del ministero degli Interni: il vicecapo vicario della Polizia Nicola Izzo, responsabile per il Viminale della gestione dei fondi del Programma operativo nazionale, e il prefetto Giovanna Iurato, che era stata responsabile della divisione tecnico logistica del ministero.</p>
<p><strong>LA CRICCA DI MOKBEL </strong>- Non era quello l&#8217;unica faccia della medaglia della gestione ad personam dell&#8217;azienda. Oltre alla moglie di Guarguaglini nel ciclone qualche mese più tardi finì anche Lorenzo Cola, consulente Finmeccanica, considerato soggetto di fiducia dell&#8217;azienda, ma soprattutto del presidente Guarguaglini. Col avrebbe partecipato a due riunioni con appartenenti al gruppo criminale di Gennaro Mokbel. Gli incontri furono documentati dai Carabinieri del Ros e confermati da alcuni arrestati, tra i quali l&#8217;ex senatore Nicola Di Girolamo. Lorenzo Cola fu fermato con l&#8217;accusa di aver reinvestito all&#8217;estero i soldi provenienti da operazioni finanziarie create ad hoc per riciclare denaro sporco. Nel mirino degli inquirenti ci sarebbe stato l&#8217;acquisto e la vendita a prezzo maggiorato di società partecipate da Finmeccanica, come nel caso della Digint. La Grossi sarà indagata per corruzione.</p>
<p><strong>ORA </strong>- Le vicende giudiziare degli ultimi giorni sono il colpo del ko sulla reputazione della famiglia. L&#8217;ad della Selex è in rotta con i Guarguaglini, che resistono ai loro posti di comando nonostante l&#8217;accusa di frode fiscale che ha portato ad un provvedimento di custodia cautelare nei confronti del direttore tecnico di Selex Manlio Fiore. Con lui raggiunto dal medesimo provvedimento c&#8217;è guardacaso il commercialista del gruppo Mokbel Iannili, socio di Cola della Digint e accusatore del fedele collaboratore. Lorenzo Borgogni, direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica, ora autosospeso, è indagato per finanziamento illecito, così come l&#8217;ad di Enav Guido Pugliesi. Come a dire: il cerchio si chiude. O Guarguaglini non sapeva nulla?</p>
<p><strong>CONTI IN ROSSO</strong> &#8211; Qualunque sia la risposta, i conti dell&#8217;azienda peggiorano. E&#8217; di pochi giorni il crollo in Borsa del titolo Finmeccanica. E non c&#8217;entra niente congiuntura economica, cambio di governo o spread. A muovere gli scambi sono stati gli ultimi dati aziendali. Finmeccanica ha perso il 20% in un solo giorno perché chiuderà l&#8217;anno in perdita e non distribuirà dividendi. Calano gli ordini, calano i ricavi, aumenta l&#8217;indebitamento, nonostante l&#8217;utile netto di 557 milioni di un anno fa. E si pensa alla cessione di aziende controllate. I numeri del tracollo: il risultato netto al 30 settembre 2011 è negativo per 324 milioni, nel 2010 nello stesso periodo erano stati creati utili per 321 milioni.</p>
<p><strong>COME USCIRNE? </strong>- Il commento amaro del Corriere della Sera di oggi in prima pagina:</p>
<blockquote><p>Le condizioni finanziarie della Finmeccanica sono rese ancora più pesanti dallo stato di cose in cui versano altre parti del gruppo. Da anni le perdite dell’Ansaldo Breda viaggiano al ritmo di un centinaio di milioni l’anno: nonostante questo la presidenza del Consiglio avrebbe voluto far acquistare alla Finmeccanica la Firema, azienda privata produttrice dl componenti ferroviarie. Un tentativo comunque fallito. Orsi vorrebbe cedere l′Ansaldo Breda: impresa però difficile, a patto di non mettere sul piatto anche qualche peno buono, come l′Ansaldo Sts. Poi c’è il caso dell’Alenia aeronautica. Basta dire che è stato necessario accantonare nei bilanci 783 milioni di euro lo seguito a una “conciliazione” con la Boeing, che aveva contestato la qualità di alcune forniture provenienti dagli stabilimenti italiani e destinale a equipaggiare gli aerei civili della casa americana.</p></blockquote>
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		<title>&#8220;Così pagavamo i politici&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 21:51:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Prime confessioni di Lorenzo Cola, ex consulente globale di Finmeccanica già condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione Lorenzo Cola, ex consulente globale di Finmeccanica ed ex braccio destro del presidente Guarguaglini, già condannato a 3 anni e &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/170819/cosi-pagavamo-i-politici/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prime confessioni di Lorenzo Cola, ex consulente globale di Finmeccanica già condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione</strong><br />
<span id="more-170819"></span><br />
<img class="alignleft" src="http://businessitalia.info/__P_u_b_l_i_c__/ArticoliGallery/%7B1498249304%7D_guarguaglini01g.jpg" alt="" width="210" height="161" />Lorenzo Cola, ex consulente globale di Finmeccanica ed ex braccio destro del presidente Guarguaglini, già condannato a 3 anni e 4 mesi, ha espresso le sue valutazioni in una decina d&#8217;interrogatori, tra Napoli e Roma, sullo stato delle corruzioni in Enav.</p>
<p><strong>LA SUA VERITA&#8217;</strong> &#8211; &#8220;Io sono stato certamente parte del sistema di corruzioni esistente in Enav, per conto di Selex, società gestita da noi di Finmeccanica, ma non ho mai realizzato direttamente provviste, né consegnato denaro ai fini corruttivi: non era il mio ruolo e non ho fatto questo, tranne un episodio&#8221;.&#8221;Sapevo e certamente partecipavo a un sistema che prevedeva la remunerazione&#8221; di esponenti politici e manager, confessa Cola il 24 agosto scorso. E sembra non fosse il solo.</p>
<p><strong>IL RUOLO DELLA GROSSI -</strong> Il consulente, infatti, in più interrogatori sostiene che anche Marina Grossi, ad di Selex e moglie di Guarguaglini, riconfermata oggi, sapeva. &#8220;Il sistema delle sovraffatturazioni &#8211; afferma Cola &#8211; ha origine almeno dal periodo Prudente&#8221;, l&#8217;allora direttore di Alenia, poi diventata Selex. &#8220;E&#8217; continuato successivamente e certamente l&#8217;ing. Grossi ne era al corrente&#8221;. &#8220;L&#8217;ing. Grossi &#8211; aggiunge &#8211; sapeva anche che con le disponibilita&#8217; extracontabili venivano pagati i vertici di Enav per l&#8217;assegnazione dei lavori a Selex&#8221;.</p>
<p><strong>ESSERE COME PRUDENTE -</strong> Cola prosegue: &#8220;Si parlava con l&#8217;ad Grossi del fatto che per lavorare in Enav occorreva pagare tangenti. E&#8217; un sistema che lei ha ereditato e che ha continuato a realizzare. Con me, in particolare, ne ha parlato in un&#8217;occasione specifica, dicendomi che con questi di Enav è molto difficile lavorare, ogni cosa bisogna pagare&#8221;. Io risposi: &#8220;occorre fare come faceva Prudente&#8221;. Peraltro, negli ultimi tre anni la Grossi non poteva davvero lamentarsi, perché ha ricevuto un sacco di lavori per effetto della circostanza che il sistema così costruito pagava tangenti attraverso le sovraffatturazioni&#8221;.</p>
<p><strong>BONFERRONI</strong> &#8211; A differenza della moglie, invece, secondo Cola &#8220;Guarguaglini non aveva contezza di questo sistema illecito&#8221;. Tra i politici e manager &#8220;remunerati dal sistema&#8221;, a detta del &#8220;consulente globale&#8221; , c&#8217;e&#8217; Ilario Floresta, ex deputato di Forza Italia, &#8220;nella sua qualità di componente del Cda di Enav, perche&#8217; le sue determinazioni fossero favorevoli a Finmeccanica-Selex&#8221;. Di Floresta, dice Borgogni ai pm, &#8220;feci assumere la figlia in una delle società del gruppo&#8221;. C&#8217;è poi l&#8217;on. Bonferroni, espressione dell&#8217;Udc, al quale &#8220;agli inizi del 2008&#8243; sarebbero stati dati &#8220;300-350.000 mila euro in contanti&#8221;, provenienti &#8220;da sovrafatturazioni di societa&#8221; che lavoravano con Selex E&#8217; l&#8217;unico episodio in cui Cola avrebbe personalmente consegnato i soldi a Lorenzo Borgogni, che si occupava delle relazioni istituzionali, intese anche come erogazioni di somme di denaro.</p>
<p><strong>SPAZIO ALL&#8217;UDC</strong> &#8211; &#8220;In sintesi &#8211; afferma il consulente di Finmeccanica &#8211; Borgogni mi aveva fatto la richiesta di denaro, io la girai a Iannilli, il commercialista arrestato, che preparò il contante e me lo fece trovare in busta sulla mia autovettura, guidata dal mio autista. Io raggiunsi l&#8217;ufficio di Borgogni, dentro vi trovai due persone, una delle quali mi venne presentata da Borgogni come il Bonferroni, cui venne consegnato il denaro. In seguito ho verificato effettivamente che la persona in questione era Bonferroni&#8221;. Cola aggiunge di non essere in grado di dire se all&#8217;epoca questi fosse membro del Parlamento, ma &#8220;per noi del gruppo, Bonferroni era espressione dell&#8217;Udc. Credo ancora tesserato dell&#8217;Udc e comunque per noi costituiva un riferimento politico preciso&#8221;.</p>
<p><strong>MANUALE CENCELLI </strong>- Riguardo al potere di nominare il Cda di Enav, Cola spiega che questo formalmente spettava al Ministero dell&#8217;Economia, ma &#8220;sul piano sostanziale la nomina era il frutto di una precisa ripartizione politica&#8221;. &#8220;In concreto &#8211; dice l&#8217;ex consulente di Finmeccanica ai pm &#8211; nella prima fase, ossia tra il 2001 e il 2002, vi era un cosiddetto tavolo delle nomine o laboratorio all&#8217;interno della maggioranza, composto da Brancher, Cesa, Gasparri o La Russa e un uomo della Lega &#8211; che cercava di comporre gli equilibri politici ai fini delle nomine, ancorché non sempre le indicazioni derivate da questo luogo politico venivano eseguite&#8221;.- Quanto ai &#8220;riferimenti politici&#8221; dei vari soggetti che si sono succeduti nel tempo al vertice di Enav, aggiunge Cola, &#8220;Pugliesi &#8211; l&#8217;ad finito ai domiciliari &#8211; è stato sempre in quota Udc, originariamente riferibile a Baccini. Devo aggiungere che dentro Finmeccanica il riferimento è Bonferroni, deputato ancora ora confermato nel ruolo di Cda di Finmeccanica Holding&#8221;. Ma &#8220;nell&#8217;ultima tornata di nomine&#8221; per l&#8217;Enav, &#8220;fui messo a conoscenza &#8211; dice in un altro interrogatorio Cola &#8211; che il ministro Matteoli aveva ottenuto un accordo con Tremonti per il quale avrebbe potuto lui decidere le presidenze delle societa&#8221;. Da qui l&#8217;interesse di Pugliesi ad ingraziarsi Matteoli. Cosa che avrebbe fatto, sostiene sempre Cola, attraverso &#8220;l&#8217;operazione Optimatica&#8221;, società che avrebbe poi assunto un parente del ministro.</p>
<p style="text-align: right;">(Agenzie)</p>
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		<title>Debbie Castaneda, la modella di Finmeccanica</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 06:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ferri</dc:creator>
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		<category><![CDATA[debbie castaneda]]></category>
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		<description><![CDATA[La consulenza alla ragazza che si fa licenziare &#8220;solo da Silvio&#8221; fa ancora discutere Una telefonata intercettata un paio di mesi fa, quando l&#8217;ex miss Colombia Debbie Castaneda era una consulente di Finmeccanica. E dice che a cacciarla doveva essere &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/147291/debbie-castaneda-la-modella-di-finmeccanica/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La consulenza alla ragazza che si fa licenziare &#8220;solo da Silvio&#8221; fa ancora discutere</strong></p>
<p><span id="more-147291"></span></p>
<p><a href="http://www.celebrityfaqs.com/model/debbie_castaneda/07.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.celebrityfaqs.com/model/debbie_castaneda/07.jpg" alt="" width="336" height="433" /></a>Una telefonata intercettata un paio di mesi fa, quando l&#8217;ex miss Colombia Debbie Castaneda era una consulente di Finmeccanica. E dice che a cacciarla doveva essere &#8220;lui&#8221;, cioé Silvio Berlusconi, che lì l&#8217;aveva mandata. Antonio Massari sul Fatto ci racconta lo strano caso della consulenza concessa alla splendida modella dal colosso italiano:</p>
<blockquote><p>Ma per soli meriti professionali, fa sapere Debbie, ricordando che fu proprio lei, nell’aprile 2009, “a organizzare l’incontro bilaterale tra Silvio Berlusconi e il presidente colombiano Uribe”. Solo affari: nessun rapporto sessuale con il premier. Certo, era delusa per come Finmeccanica l’aveva silurata, con la telefonata ricevuta dal direttore commerciale, Paolo Pozzessere, al quale annuncia che chiamerà direttamente il premier. Ma era la delusione di una professionista, non di un’amante, e ha voluto chiarirlo subito, Debbie Castaneda, davanti ai pm della Procura di Napoli.</p></blockquote>
<p>Il suo racconto inizia dal 2007:</p>
<blockquote><p>“Ho conosciuto il presidente insieme con mio marito, che è molto amico di Adriano Galliani, durante la partita Milan-Udinese del 2007. Poiché collaboravo con l’amba &#8211; sciata colombiana, per intensificare le relazioni commerciali con l’Italia, in quell’occasione mi sono presentata a Berlusconi”. Passa un anno e, secondo la versione di Debbie, qualcosa inizia a muoversi: “Nel 2008 ho presentato al premier il nuovo ambasciatore della Colombia”. Fu quella, la prima occasione in cui l’ex miss Colombia s’interes &#8211; sa a Finmeccanica, Mediaset ed Eni, facendosi tramite per tre progetti. Per Finmeccanica proponeva, come affare, la costruzione della metropolitana di Bogotà. Per Mediaset sponsorizzava la vendita di un canale televisivo colombiano. A Eni, infine, avrebbe voluto proporre la ricerca di petrolio nel suo Paese. Delle tre proposte, una va in porto. Il Fatto Quotidiano ha potuto verificare che, effettivamente, “ambienti governativi” – un modo generico per indicare Berlusconi – segnalarono la Castaneda al presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, che girò il contatto al direttore commerciale, Paolo Pozzessere.</p></blockquote>
<p>Il curriculum della Castaneda era pieno di referenze d’alto livello:</p>
<blockquote><p>Miss Colombia è in grado di esibire ai vertici di Finmeccanica le lettere firmate dall’ambasciatore colombiano Luis Camilo Osorio che, fra l’altro, nel febbraio 2006, la ringrazia per il contatto con Flavio Briatore, che intende premiare con l’onorificenza “Colombia es pasion”. Apprezzamenti anche dall’ambasciatore Sabas Pretelt de la Vega e soprattutto da M. Al Fayed. Il patron di Harrods scrive all’ex presidente della Colombia, Alvaro Uribe, il 18 novembre 2005: dice di aver delegato un suo direttore, Guy Cheston, a lavorare con Debbie per promuovere il brand in Colombia. Convinti da queste referenze – fanno sapere in Finmeccanica – parte la collaborazione con Debbie, che presenta l’ambasciatore colombiano al direttore commerciale Pozzessere, interessato all’affare della metropolitana a Bogotà. La Castaneda, per chiudere il contratto di consulenza da 35 mila euro netti, che viene siglato nel gennaio 2009, utilizza una società austriaca: la D.H. Dexim. “È stato necessario – spiega – perché me lo imponeva la legislazione colombiana”.</p></blockquote>
<p>Nel 2010 il contratto viene stipulato, invece, con una società italiana, la WDC Connection srl:</p>
<blockquote><p>IL PUNTO È CHE Debbie, finché c’era Uribe al governo, in Colombia era in grado di tessere ottime relazioni commerciali. In Finmeccanica ricordano come fu lei, personalmente, a presentare le prove di tiro di un modello di carro armato che il colosso italiano voleva vendere alla Colombia, nel periodo in cui saliva la tensione con il Venezuela di Chavez. Ma al subentro del nuovo premier, Juan Manuel Santos, le credenziali di Debbie precipitano. Miss Colombia dice di aver lavorato parecchio, negli ultimi sei mesi, con il nuovo governo colombiano, e sarebbe in grado di provarlo con la corrispondenza intercorsa tra Santos e Berlusconi, a partire dal novembre 2010, sulla “scia” degli accordi stipulati, in precedenza, con il governo Uribe. Anche per questo, sostiene, quando seppe che la consulenza non sarebbe stata rinnovata, disse che, a metterla fuori da Finmeccanica, doveva essere Berlusconi in persona. Cercò allora di rintracciarlo personalmente. “Non sapevo come giustificare la situazione con il presidente Santos e le altre autorità del mio Paese, visto che, tra l’altro, avevo già organizzato parecchi incontri istituzionali”.</p></blockquote>
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		<title>Finmeccanica, le tangenti e quei pagamenti alla fondazione di D&#8217;Alema e al PD</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 06:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Caldarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva uno stralcio del fascicolo sulle mazzette al colosso di Guarguaglini: un imprenditore parla di soldi trasferiti ai Democratici e ad Italianieuropei. All&#8217;interno del &#8220;sistema&#8221; delle tangenti Finmeccanica, sistema che è a processo davanti ai giudici di Roma nelle persone &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/124313/finmeccanica-le-tangenti-e-quei-pagamenti-alla-fondazione-di-dalema-e-al-pd/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arriva uno stralcio del fascicolo sulle mazzette al colosso di Guarguaglini: un imprenditore parla di soldi trasferiti ai Democratici e ad Italianieuropei.</strong><span id="more-124313"></span></p>
<p>All&#8217;interno del &#8220;sistema&#8221; delle tangenti Finmeccanica, sistema che è a processo davanti ai giudici di Roma nelle persone del leader del colosso di Stato delle armi e della tecnologia, <img class="alignleft" src="http://www.informazioneglobale.com/wp-content/uploads/2010/07/Massimo-dalema.jpg" alt="" width="432" height="288" />Pierfrancesco Guarguaglini, e del superconsulente Lorenzo Cola con accuse di tangenti e fondi neri, spunta il rosso. Il rosso della sinistra, dell&#8217;opposizione di centrosinistra, del Partito Democratico e di Massimo d&#8217;Alema, che con la sua fondazione, Italianieuropei, rischia di rimanerci impigliato. Sono le dichiarazioni di un &#8220;pentito&#8221; che, in inchieste di questo genere, altri non è che un imprenditore, a costituire un vero e proprio rischio per il think tank del &#8220;riformismo europeo&#8221; guidato dall&#8217;ex presidente del Consiglio.</p>
<p><strong>FINMECCANICA ROSSA &#8211; </strong>Pio Piccini, arrestato nell&#8217;ambito del crack di Eutelia, l&#8217;azienda romana che ha lasciato per strada moltissimi lavoratori, è accusato di bancarotta fraudolenta. E, ai pubblici ministeri, racconta una trattativa con Finmeccanica mediata da un amico di D&#8217;Alema coinvolto nel salotto buono della Fondazione Italianieuropei.</p>
<blockquote><p>Si apre un nuovo scenario nell&#8217;inchiesta sull&#8217;affidamento degli appalti da parte delle aziende che fanno capo a Finmeccanica. A rivelare presunti patti illeciti è un imprenditore che sostiene di essersi impegnato a versare soldi al Partito Democratico e alla Fondazione «Italianieuropei» che fa capo a Massimo D&#8217;Alema purché la sua impresa fosse favorita nelle assegnazioni e in particolare nella gestione delle intercettazioni per conto delle Procure. (&#8230;)  Indica come mediatore di questa trattativa Vincenzo Morichini, l&#8217;ex amministratore del consorzio di agenzie Ina-Assitalia di Roma che con l&#8217;esponente del Pd aveva in comproprietà la barca «Ikarus», ora indagato per false fatturazioni. Il suo interrogatorio risale al 15 settembre scorso e dopo le sue dichiarazioni i pubblici ministeri Paolo Ielo e Giuseppe Cascini, hanno delegato accertamenti alla Guardia di Finanza.</p></blockquote>
<p>E&#8217; Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera a raccontarci gli esatti termini della questione. Tutto parte dunque da un piccolo imprenditore interessato, come tanti, ad accedere al salotto buono degli appalti di Stato. Per raggiungere l&#8217;obiettivo, l&#8217;importante era arrivare a Finmeccanica. Pio Piccini segue la strada di sinistra.</p>
<p><strong>L&#8217;INTERMEDIARIO &#8211; </strong>Fine 2007, ecco l&#8217;incontro fra Piccini e Morichini. Il secondo, ben introdotto nella Fondazione di D&#8217;Alema, afferma di poter aiutare Piccini ad interfacciarsi con Guarguaglini. In cambio, chiede soldi per sé e per la Fondazione. «</p>
<blockquote><p>L&#8217;ho conosciuto a Roma a fine 2007, primi 2008 alla Fondazione &#8220;Italianieuropei&#8221; negli incontri istituzionali dove mi avevano invitato. Mi propose un rapporto diretto per poter gestire tutta una serie di rapporti nel mondo romano, principalmente legato a società come Finmeccanica e con la possibilità di estenderli in quelle regioni dove ci fosse stata una guida Pd essendo lui molto vicino al Pd e al Partito Democratico&#8230; La prima cosa che poi mi chiederà sarà di dare un contributo di 15.000 euro alla Fondazione che noi faremo come Omega credo nei primi 2009, fine 2008 come Omega. Cominciamo poi a progettare quelle che sono le attività&#8230; La troverà poi anche in Temis per altri 15.000 nel periodo successivo&#8230; Soldi iscritti a bilancio, ho la ricevuta dell&#8217;associazione&#8230; Cominciammo a discutere del progetto che mi stava a cuore, che era quello della gestione delle prestazioni obbligatorie per la magistratura, le intercettazioni telefoniche&#8230; Mi ha presentato l&#8217;uomo che gestiva la Fondazione, che gli avevo chiesto anche cose su Finmeccanica&#8230; Poi incontro anche un paio di volte il presidente D&#8217;Alema. A questo punto la parte principale su cui iniziamo è proprio il rapporto di Finmeccanica per procedere a una internalizzazione di tutto il sistema delle intercettazioni e io avevo un ruolo specifico, tanto che ci sono varie email che partono prima da Omega e poi da Temis per studiare il progetto. A questo punto lui (Morichini ndr) mi chiede 2.500 euro al mese per la prestazione e un contratto a parte per un percentuale, mi sembra del 5 per cento sull&#8217;eventuale progetto delle intercettazioni nel momento in cui fosse andato a buon fine».</p></blockquote>
<p>Dunque Piccini destina parte dei suoi fondi ad Italianieuropei su richiesta di Morichini, il quale gli presenta questo adempimento come necessario per potersi accaparrare i suoi buoni uffici verso Finmeccanica. In seguito, il mediatore richiede anche un contratto a percentuale: percepirà un certo importo per ogni affare andato a buon fine. Partono dunque gli incontri con Guarguaglini per concordare i termini dell&#8217;accordo che porterà la società di Piccini ai contratti d&#8217;oro con Finmeccanica.</p>
<p><strong>PERCENTUALI &#8211; </strong>In caso di buona riuscita dell&#8217;affare, racconta ancora Piccini, oltre alle donazioni annuali e al contratto di consulenza con Morichini, dovevano essere distribuite a pioggia percentuali alla società del mediatore, la Sdb, e appunto ad Italianieuropei. Una parte dei soldi, invece, sarebbero finite nelle casse del Pd.</p>
<blockquote><p>A quel punto ci attiviamo su Finmeccanica e viene fatto l&#8217;incontro anche col presidente Guarguaglini per presentare quello che avevamo fatto e le potenzialità che potevamo esprimere&#8230; e attorno a ottobre viene fatto un accordo tra Omega Et e Temis, la nuova società, la mia e Selex&#8230; È un accordo quadro che chiaramente gli permette varie way out concordato con l&#8217;amministratore delegato di Selex Semà, Stornelli&#8230; Prima ho visto Guarguaglini e poi siamo andati con Mori-chini anche da Stornelli&#8230; Guarguaglini disse chiaramente che questa cosa la stava seguendo Selex, era incaricato Stornelli di seguire il progetto, ma era da molti anni che lo stava seguendo&#8230; Il discorso delle percentuali prevedeva poi che io le dirottassi sulla sua Sdb e nel caso in cui andassero a buon fine, queste sarebbero servite in parte per coprire Sbd, in parte per coprire Fondazione Italianieuropei e in parte il Partito Democratico»</p></blockquote>
<p>L&#8217;accusa, come si vede, è molto grossa.</p>
<p><strong>SMENTITE E DUBBI &#8211; </strong>Ma da parte di Italianieuropei, interrogata per replica ancora dal Corriere della Sera, arrivano solo secche smentite. Tutto regolare, dicono dagli uffici della fondazione parte del network di think tank della sinistra europea: soldi regolarmente iscritti a bilancio in piena trasparenza. </p>
<blockquote><p>I due versamenti da 15.000 euro sono stati regolarmente registrati, tanto che è stata emessa ricevuta. Sul resto le rivelazioni di questa persona non appaiono fondate su nulla di concreto visto che l’appalto non è stato assegnato e lui stesso dice di non aver versato soldi». Dalla Fondazione «Italianieuropei» rispondono in maniera netta alle dichiarazioni di Pio Piccini. Nessuno —spiegano—«può escludere che si tratti di millanterie dell’imprenditore, nè tantomeno di Vincenzo Morichini », l’uomo che—secondo quanto raccontato nel verbale — avrebbe proposto un patto per orientare le scelte sugli appalti in cambio di soldi. «Saranno i magistrati a valutare la fondatezza di queste affermazioni — si aggiunge — anche tenendo conto che noi non ne sappiamo nulla, perché non siamo stati neanche informati che ci fosse un’indagine su questa vicenda. Siamo comunque pronti a fornire chiarimenti visto che quei due versamenti fanno parte dei contributi che riceviamo dai privati».</p></blockquote>
<p>E però non si può non notare come la smentita di Italianieuropei non modifichi in maniera determinante il quadro della situazione, visto che nessuno ha mai affermato che i vertici della fondazione fossero invischiati nella compravendita degli appalti, ma solo che un uomo molto vicino a quegli ambienti avesse proposto di girare una parte dei proventi proprio alla fondazione. Che quei soldi fossero iscritti a bilancio non modifica la domanda: Italianieuropei, e il PD, sapevano della provenienza se non illecita almeno davvero inopportuna di quei fondi? </p>
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		<title>Sette miliardi di euro: i beni di Gheddafi in Italia che il Raìs non può più toccare</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 06:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ferri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[eni]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
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		<description><![CDATA[Azioni, depositi e fondi nelle banche e nelle imprese, compresa la Juventus: senza quelli il colonnello è molto più povero I beni di Muammar Gheddafi in Italia sono congelati, e il suo computo totale ammonta a sei-sette miliardi di euro. &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/118508/sette-miliardi-di-euro-i-beni-di-gheddafi-in-italia-che-il-rais-non-puo-piu-toccare/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Azioni, depositi e fondi nelle banche e nelle imprese, compresa la Juventus: senza quelli il colonnello è molto più povero</strong></p>
<p><span id="more-118508"></span>I beni di Muammar Gheddafi in Italia sono congelati, e il suo computo totale ammonta a sei-sette miliardi di euro. A fare cifre è il rappresentante italiano all&#8217;Onu, l&#8217;ambasciatore Cesare Ragaglini, e un articolo di Stefania Tamburello sul Corriere ci racconta cosa succede al tesoretto del colonnello:</p>
<blockquote><p>La sanzione del congelamento è scattata subito e forse la cifra data dall&#8217;ambasciatore all&#8217;Onu potrebbe risultare alla fine delle verifiche sui beni della famiglia del Raìs anche sottovalutata. Innanzitutto, e si tratterebbe di un valore attorno ai 2 miliardi di euro, sono stati bloccati azioni, depositi e fondi in Unicredit, dove la Central Bank of Lybia e il fondo sovrano Lybian Investment Authority posseggono assieme circa il 7,5% del capitale. I titoli e gli altri asset congelati sarebbero detenuti in Lussemburgo, Usa e in parte minore in Italia.</p></blockquote>
<p>Fermati anche i fondi sottoposti ad amministrazione controllata da Bankitalia:</p>
<blockquote><p>Si aggirerebbero poi attorno a 2,4 miliardi di euro, i fondi della Banca centrale libica su cui si è abbattuto lo strale dell&#8217;asset freeze dell&#8217;Onu mentre un altro gruppo di beni bloccati riguardano un fondo Ubae e la stessa quota di capitale (49,93%) della banca a capitale misto italo arabo posseduta dalla Lybian Foreign Bank e sottoposta ad amministrazione straordinaria dalla Banca d&#8217;Italia qualche giorno fà. Ubae è nata nel 1972 per regolare i rapporti commerciali tra Roma e Tripoli: nel suo azionariato accanto alla maggioranza detenuta dalla banca libica figurano diversi soci italiani quali Unicredit, Mps, Eni, Telecom e Intesa Sanpaolo. A questi beni si aggiunge la quota libica nella Juventus, pari al 7,5% in mano sempre alla Lybian Foreign Bank. Infine, a quel che si è appreso, sarebbe stata congelato anche un cospicuo ammontare in contanti.</p></blockquote>
<p>L&#8217;operazione, comunque, continua ed è anzi destinata ad inasprirsi la prossima settimana. La lente potrebbe arrivare alla rete di attività della Tamoil, la multinazionale che estrae in Libia:</p>
<blockquote><p>Tra gli investimenti del Raìs e delle società di Stato libiche in Italia ci sono poi il 2,01% in Finmeccanica detenuto dal Lia e meno dell&#8217;2% dell&#8217;Eni. Infine ci sono la partecipazione in Olcese e quella, pari al 14,8%, di Lybian Post in Retelit, operatore Tlc specializzato nella fornitura di servizi a banda larga a enti e aziende. Ma al di là dei singoli interessi in banche e società italiane la Libia si colloca al quinto posto nella graduatoria dei Paesi fornitori dell&#8217;Italia, con il 4,5 % sul totale delle nostre importazioni, mentre il nostro Paese rappresenta il primo esportatore, che ricopre circa il 17,5% delle importazioni libiche, con un interscambio complessivo stimato nel 2010 di circa 12 miliardi di euro. La Libia risulta essere il primo fornitore di greggio e il terzo fornitore di gas per l&#8217;Italia. Il nostro è il terzo Paese investitore tra quelli europei (escludendo il petrolio) e il quinto a livello mondiale. L&#8217;importanza che il mercato libico riveste per il nostro Paese è dimostrata anche dalla presenza stabile in Libia di oltre zoo imprese italiane.</p></blockquote>
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		<title>Anonymous attacca il sito di Finmeccanica</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 20:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[anonymous]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Colpevole per i rapporti economici con la Libia&#8221;: questa la sentenza degli anonimi hacker. Attualmente finmeccanica.it risulta irraggiungibile Il network di Anonimi Hacker pro Wikileaks che sta seminando il panico nel web ha oggi compiuto la sua ultima vittima: si &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/116268/anonymous-attacca-il-sito-di-finmeccanica/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Colpevole per i rapporti economici con la Libia&#8221;: questa la sentenza degli anonimi hacker. Attualmente finmeccanica.it risulta irraggiungibile</strong><span id="more-116268"></span></p>
<p>Il network di Anonimi Hacker pro Wikileaks che sta seminando il panico nel web ha oggi <img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/_93tes8IBRI0/TQDgNrWd0tI/AAAAAAAABoI/xqEF4bA9Mh8/s640/ANONYMOUS.jpg" alt="" width="218" height="256" />compiuto la sua ultima vittima: si tratta del sito di Finmeccanica, sotto attacco in queste ore e attualmente irraggiungibile, finito nel mirino per via dei suoi rapporti economici con la Libia.</p>
<p><strong>RIVENDICAZIONE -</strong> Anonymous &#8211; si legge in un comunicato &#8211; giudica inammissibili gli stretti rapporti economici/politici e di &#8216;cooperazione&#8217; nel contrasto all&#8217; immigrazione clandestina intercorsi fra il governo italiano e quello libico, resosi responsabile, nella figura del Colonnello Muammar Gheddafi e dei suoi collaboratori, di una repressione senza precedenti contro le forze di opposizione e i pacifici manifestanti nel suo Paese&#8217;.<br />
Il &#8216;target&#8217; Finmeccanica e&#8217; stato scelto, prosegue il gruppo, perche&#8217; &#8216;il governo italiano, tramite aziende private e a partecipazione pubblica operanti in Italia&#8217;, ha &#8216;esportato in Libia ingenti quantità di armamenti leggeri/pesanti e mezzi d&#8217;assalto che ora vengono impiegati contro civili inermi e in attivita&#8217; contrarie al rispetto dei diritti umani e della liberta&#8217; di parola, in palese violazione delle regolamentazioni internazionali sul commercio d&#8217;armi&#8217;<br />
<strong><br />
PRECEDENTI -</strong> Finmeccanica non è l&#8217;unica vittima celebre degli anonimi: già il sito del Governo e quello di Mediaset hanno subito gli attacchi Ddos del network nei giorni scorsi, nell&#8217;ambito della cosiddetta Operation:Italy.</p>
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		<title>Così i patti di Silvio con Gheddafi ci stanno facendo perdere milioni di euro</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 12:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Caldarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[eni]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei mercenari picchiati dalla folla inferocita veste con lo stemma dell&#8217;Eni. Se non peggio, la palese dimostrazione che gli interessi economici italiani sono davvero dilaganti in Libia. Il Corriere della Sera pubblica, stamani, un video rintracciato in esclusiva su &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/114801/cosi-i-patti-di-silvio-con-gheddafi-ci-stanno-facendo-perdere-milioni-di-euro/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Uno dei mercenari picchiati dalla folla inferocita veste con lo stemma dell&#8217;Eni. Se non peggio, la palese dimostrazione che gli interessi economici italiani sono davvero dilaganti in Libia. </strong><span id="more-114801"></span></p>
<p>Il Corriere della Sera <a href="http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_20/mercenario_bengasi_spari_8376920a-3d22-11e0-b1ac-bc0b2e3568ae.shtml">pubblica</a>, stamani, un video rintracciato in esclusiva su Youtube. <img class="alignright" src="http://www.libero-news.it/resizer.jsp?img=upload/cut1269699584222.jpg&amp;w=475&amp;h=280&amp;maximize=true" alt="" width="187" height="110" />Un mercenario, uno dei tanti, che il regime di <strong>Muhammar Gheddafi</strong> ha arruolato per sparare sulla folla inerme viene linciato dai libici inferociti, dopo avergli fatto ammettere che sì, effettivamente, il regime lo paga per sparare sui civili.</p>
<p><strong>ENI BRAND &#8211; </strong>Fra le proteste di chi cerca di fermare la rabbia, la violenza ha la meglio.</p>
<p style="text-align: center;"><object id="polyshowEmbed" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="380" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="polyshowEmbed" /><param name="align" value="middle" /><param name="flashvars" value="configId=4&amp;configUrl=../content/conf/CorrierePolymediaShow_embedded_640.xml&amp;autostart=false&amp;configAdvLabel=embed&amp;configNielsenLabel=embed&amp;videoId=f20aa6a8-3d1c-11e0-b1ac-bc0b2e3568ae&amp;videoUrl=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/content/video/rss/video_f20aa6a8-3d1c-11e0-b1ac-bc0b2e3568ae.rss&amp;logo=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/img/logocorriere.png&amp;channelName=DAL MONDO&amp;advChannel=Dal Mondo&amp;nielsenChannel=Dal Mondo&amp;videoChannelLabel=Dal Mondo&amp;advTemplateUrl=http://video.corriere.it/widget/content/adv/advtemplate_108.xml&amp;newsPaper=corriere&amp;clickUrl=http://video.corriere.it/" /><param name="src" value="http://static2.video.corriereobjects.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed id="polyshowEmbed" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="380" src="http://static2.video.corriereobjects.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf" quality="high" allowfullscreen="true" wmode="transparent" flashvars="configId=4&amp;configUrl=../content/conf/CorrierePolymediaShow_embedded_640.xml&amp;autostart=false&amp;configAdvLabel=embed&amp;configNielsenLabel=embed&amp;videoId=f20aa6a8-3d1c-11e0-b1ac-bc0b2e3568ae&amp;videoUrl=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/content/video/rss/video_f20aa6a8-3d1c-11e0-b1ac-bc0b2e3568ae.rss&amp;logo=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/img/logocorriere.png&amp;channelName=DAL MONDO&amp;advChannel=Dal Mondo&amp;nielsenChannel=Dal Mondo&amp;videoChannelLabel=Dal Mondo&amp;advTemplateUrl=http://video.corriere.it/widget/content/adv/advtemplate_108.xml&amp;newsPaper=corriere&amp;clickUrl=http://video.corriere.it/" align="middle" name="polyshowEmbed"></embed></object></p>
<p>Il problema, però, è un altro. Il problema è che il mercenario porta sulla maglietta un simbolo a noi molto noto: il cane a sei zampe, marchio dell&#8217;Eni.</p>
<p><strong>GRANDI IMPRESE &#8211; </strong>Ovviamente nessuno sta sostenendo che l&#8217;azienda petrolifera italiana sia diventata un centro di addestramento paramilitare che fornisce truppe irregolari al regime di Gheddafi. Anche se, quanto a criminalità industriale, le aziende italiane in giro per il mondo non mancano mai di dimostrarsi abili e spregiudicate almeno quanto le loro consorelle americane e straniere in genere. Fatto sta che l&#8217;Italia, a livello economico ed industriale, grazie ai vari trattati di amicizia italo-libici degli ultimi anni, ha investito tantissimo nella grande Jamahria del colonnello Muhammar Gheddafi. Colossi dell&#8217;industria di stato come Eni, Enel e Finmeccanica hanno commesse milionarie nel paese africano: e l&#8217;effetto collaterale dell&#8217;appoggiare politicamente uno stato governato da quello che per l&#8217;intera comunità internazionale è un dittatore è che quando una rivolta prova ad abbattere il regime, chi ha investito nel paese è il primo a soffrirne.</p>
<p><strong>CROLLI IN BORSA &#8211; </strong>Giornata nera per le aziende italiane con interessi in Libia sulla <img class="alignright" src="http://www.piazzaffari.info/wp-content/uploads/2010/12/20090203_c1_eni.jpg" alt="" width="228" height="150" />piazza di Milano. Tutti i titoli interessati sono in caduta libera.</p>
<blockquote><p>Non si arresta l&#8217;ondata di vendite che colpisce dall&#8217;apertura Eni e Impregilo in Piazza Affari a seguito delle proteste in Libia. Il titolo del Cane a Sei Zampe cede poco dopo le 13.00 il 5% a 17,45 euro, mentre il gruppo delle costruzioni lascia sul campo il 5,52% a 2,32 euro. Leggermente piu&#8217; cauta la situazione di Ansaldo Sts (-3,24% a 10,45 euro), mentre Finmeccanica perde l&#8217;1,21% a 9,37 euro, ossia meno dell&#8217;indice Ftse Mib, che lascia sul campo il 2%</p></blockquote>
<p>I soloni dell&#8217;economia di libero mercato dovrebbero sapere che mandare le imprese del paese in avanscoperta in un paese politicamente instabile è un rischio non indifferente per i capitali mobilitati in questo modo.</p>
<p><strong>COPERTURA POLITICA &#8211; </strong>Così il governo italiano <a href="http://www.governoberlusconi.it/dettaglio/270/il-trattato-italia-libia">parlava </a>del lato economico dell&#8217;amicizia italo-libica.</p>
<blockquote><p>Il trattato normalizza i rapporti con un Paese vicino con il quale abbiamo un partenariato economico molto forte e che è per noi strategico. Il Trattato consolida il quadro delle relazioni economiche non solo per l&#8217;immensa portata del partenariato energetico, che costituisce uno dei pilastri della diversificazione del nostro approvvigionamento, e potrà ulteriormente svilupparsi per l&#8217;estensione delle ricerche dell&#8217;ENI, ma ha anche una grande rilevanza per le opportunità che saranno offerte alle nostre imprese.</p></blockquote>
<p>E gli investimenti delle compagnie italiane al di là del mediterraneo &#8211; che, con la rivolta contro Gheddafi, stanno andando in fumo &#8211; sono davvero non pochi spiccioli.</p>
<blockquote><p>«Il tema della Libia per me torna all’Eni quasi storicamente — spiega l’amministratore delegato del cane a sei zampe, che martedì ha firmato con la compagnia di Stato Noc un maxiaccordo strategico da 28 miliardi di dollari per consolidare la presenza del gruppo italiano — . Si tratta del secondo paese, dopo l’Egitto, nel processo di espansione dell’Eni avviato da Enrico Mattei. Le nostre strategie si ispirano spesso ai suoi insegnamenti e ai suoi principi. Ogni volta mi ripeto che il petrolio non è nostro, ma dei paesi che lo producono. Quindi per realizzare intese proficue bisogna essere in sintonia con gli interessi e le finalità degli Stati dove operiamo, oltre che naturalmente con quelli dei nostri azionisti. Così l’Eni continua ad avere un approccio un po’ &#8220;terzomondista&#8221; che si rifà alla lezione di Mattei»”</p></blockquote>
<p><strong>PERDITE MILIONARIE &#8211; </strong>Questo <a href="http://www.eventi-eni.it/media/eni_scaroni_mattei_e_laccordo.php">era </a>Paolo Scaroni, a capo dell&#8217;Eni.</p>
<blockquote><p>L&#8217;asse del governo Berlusconi con la Libia porta i suoi frutti. Il gruppo petrolifero italiano Eni, nel prossimo decennio, investirà nel Paese africano &#8220;quasi 20 miliardi di dollari&#8221;. Lo ha detto Paolo Scaroni, amministratore delegato dell&#8217;Eni, nel corso del suo intervento a un convegno sull&#8217;energia organizzato nell&#8217;ambito del Forum Euromed 2010</p></blockquote>
<p>E questo <a href="http://www.libero-news.it/news/451347/Eni_investe____miliardi_di_dollari_in_Libia.html">era </a>Libero, non certo anti-governativo come approccio. Non <a href="http://www.finmeccanica.it/IT/Common/files/Corporate/Comunicati_stampa/2010/Agosto/ComFin_Libia_12_08_10_ITA.pdf">diversamente</a>, <img class="alignleft" src="http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2008/11/in-finmeccanica-crescono-soprattutto-le-aziende-liguri.jpg" alt="" width="320" height="218" />Finmeccanica.</p>
<blockquote><p>Finmeccanica, attraverso il Consorzio costituito da Ansaldo STS e SELEX Communications ha firmato con Zarubezhstroytechnology, società controllata dalle Ferrovie Russe JSC RZD, un contratto del valore complessivo di 247 milioni di euro circa per realizzare sulla tratta da Sirth a Benghazi, in Libia, le tecnologie di segnalamento, automazione, telecomunicazioni, alimentazione, security e bigliettazione. Le quote di competenza sono rispettivamente di circa 202 milioni di euro per Ansaldo STS, in qualità di leader del Consorzio con l’81,8%, e di circa 45 milioni di euro per SELEX Communications. La gara, assegnata a seguito di una serrata competizione internazionale, è stata indetta dalle Ferrovie Russe in qualità di Main Contractor responsabile nei confronti delle Ferrovie Libiche per tutte le opere di realizzazione della linea Sirth-Benghazi (opere civili, armamento e tecnologie), lunga 550 chilometri. La durata delle attività prevista per Ansaldo STS e SELEX Communications è di circa tre anni.</p></blockquote>
<p>Insomma &#8211; e sono solo un paio di fonti che risultano da una veloce ricerca sul web: per chi volesse approfondire, c&#8217;è un monte di materiale &#8211; ai libici noi abbiamo dato nostri soldi e, insieme con le aziende russe dell&#8217;amico Putin, abbiamo promesso di costruire ferrovie ed infrastrutture con i soldi loro. Tutte occasioni imprenditoriali ed industriali che una politica estera fallimentare ora mette a serio rischio. E tutto questo ben avendo presente che, visto che si tratta di aziende e colossi di stato, i soldi sono sempre anche quelli del contribuente: investiti male e pure sprecati.</p>
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		<title>Le elezioni si avvicinano: ecco le nomine di Giulio in Enel, Eni e Finmeccanica</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 09:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ferri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
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		<category><![CDATA[giulio tremonti]]></category>
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		<description><![CDATA[Tremonti anticipa la riunione per decidere i posti negli enti pubblici. Si sente aria di elezioni. E Giulio Tremonti, scrive Libero in un articolo a firma di Elisa Calessi, si cautela. Visto che i risultati potrebbero essere una sorpresa, meglio &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/111963/le-elezioni-si-avvicinano-ecco-le-nomine-in-enel-eni-e-finmeccanica/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tremonti anticipa la riunione per decidere i posti negli enti pubblici. </strong><span id="more-111963"></span></p>
<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4128/5142602799_fb8397d1e7.jpg"><img class="alignleft" src="http://farm5.static.flickr.com/4128/5142602799_fb8397d1e7.jpg" alt="" width="266" height="500" /></a>Si sente aria di elezioni. E Giulio Tremonti, scrive Libero in un articolo a firma di Elisa Calessi, si cautela. Visto che i risultati potrebbero essere una sorpresa, meglio scatenare il valzer delle nomine pubbliche prima delle urne. Ecco il dettaglio:</p>
<blockquote><p>Fulvio Conti, oggi amministratore delegato di Enel, potrebbe passare all’Eni, al posto di Paolo Scaroni che potrebbe succedere a Pier Francesco Guarguaglini, numero uno di Finmeccanica e protetto di Gianni Letta. Candidato alla stessa poltrona, però, è anche Flavio Cattaneo, ex direttore generale della Rai e ora ad di Terna, altro colosso controllato dal Tesoro in scadenza. C’è poi il jolly Alessandro Profumo, spinto da alcuni settori del PdL. Quanto alle Poste, è quasi sicuro l’av vicendamento alla presidenza: al posto di Giovanni Ialongo, mariniano di ferro, dovrebbe andare Roberto Colombo, ora presidente di Poste Energia. Resta da vedere, invece, se Massimo Sarmi, attuale ad di Poste, voluto a suo tempo da Fini, ma ora vicino a Tremonti, verrà confermato. Se non fosse così, al suo posto potrebbe andare Massimo Ponzellini, oggi numero uno di Bpm.</p></blockquote>
<p>Strano che ci sia il dubbio su Sarmi, finiano, e non quello su Cattaneo, altrettanto finiano e acquirente della pubblicità su Farefuturo e le altre realtà web della galassia di Futuro e Libertà dell&#8217;Italia. In ogni caso, ora tocca a Berlusconi:</p>
<blockquote><p>Pare che Tremonti abbia parlato con Silvio Berlusconi dell’opportunità di anticipare la fatidica riunione. Il premier si è detto d’accor &#8211; do: nel dubbio, meglio anticipare. Ma se per il premier è un dubbio, per il Superministro è qualcosa di più, vociferano i maligni. Proprio la scelta di anticipare la riunione propedeutica alle nomine è stata letta,nell’entourage del premier e non solo, come la prova che «Giulio vuole andare alle elezioni». Di sicuro, sostiene un uomo vicinissimo al Cavaliere, «è un segnale acuto che si va in quella direzione». O che, perlomeno, ci va Tremonti. Insieme a Umberto Bossi. «La Lega», dice ancora il nostro uomo, «vuole andare al voto per incassare e poi portare a Palazzo Chigi Tremonti». Non a caso, si fa notare, l’economista di Sondrio non ha detto una parola sul caso Ruby. «Perché è quello che più di tutti vuole andare a votare». Se, infatti, come molti sondaggisti prevedono, il voto producesse un Parlamento bloccato, con PdL e Lega che vincono ma solo alla Camera, l’unica exit strategy sarebbe un governo Tremonti.</p></blockquote>
<p>Edit/ Da <strong>Terna </strong>riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>Gentile Direttore,<br />
sono costretto a fare alcune precisazioni in relazione all’articolo “Le elezioni si avvicinano: ecco le nomine di Giulio in Enel, Eni e Finmeccanica”:<br />
1. Terna non ha mai acquistato pubblicità su Farefuturo né su altre realtà web della galassia di Futuro e Libertà; inoltre, non finanzia alcuna fondazione con riferimenti politici, né potrebbe farlo, oggi e in futuro, per divieto espresso del proprio Codice Etico;<br />
2. il Dr. Cattaneo non è “finiano” e non ha alcuna tessera di partito.<br />
Se chi ha scritto l’articolo ci avesse contattato &#8211; buona regola che dovrebbe essere seguita sempre quando si vuol fare informazione &#8211; avrebbe potuto tranquillamente apprendere la realtà dei fatti prima di scrivere, tanto più che sugli stessi argomenti abbiamo già replicato a suo tempo ad un importante quotidiano. Resto a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e la ringrazio per l’ospitalità.</p>
<p>Cordialmente,<br />
Luca Del Pozzo, Responsabile Ufficio Stampa Terna SpA</p>
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		<title>Finmeccanica, il manager ammette: &#8220;Tangenti ai politici&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 06:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gregorj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo cola]]></category>
		<category><![CDATA[marina grossi]]></category>
		<category><![CDATA[pier francesco guarguaglini]]></category>

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		<description><![CDATA[Lorenzo Cola patteggia la pena e parla di fatture false e gonfiate a beneficio di politici e esponenti del gruppo Patteggia la pena a tre anni e quattro mesi e accetta la confisca di quattro milioni di euro: Lorenzo Cola, &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/108978/finmeccanica-il-manager-ammette-tangenti-ai-politici/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lorenzo Cola patteggia la pena e parla di fatture false e gonfiate a beneficio di politici e esponenti del gruppo</strong><span id="more-108978"></span></p>
<p>Patteggia la pena a tre anni e quattro mesi e accetta la confisca di quattro milioni di euro: <strong>Lorenzo Cola</strong>, il consulente <strong>Finmeccanica</strong>, ammette le sue responsabilità nella prima delle faccende in cui è implicato, il riciclaggio, a proposito della società Digint. E ora nell’inchiesta sulle commesse gestite dalle società che fanno capo alla holding specializzata in armamenti e sistemi di difesa si apre il capitolo più spinoso, quello della destinazione delle tangenti. Perché è stato lo stesso Cola a confermare come una parte dei soldi ottenuti grazie alla fatture false o comunque gonfiate sia finito ad alcuni manager, ma soprattutto ai politici e gli accertamenti disposti dai pubblici ministeri si concentrano sull’identità di questi beneficiari, visto che il consulente ha dichiarato di non essere in grado di fornire dettagli.</p>
<p><strong>IL GIRO DEI SOLDI</strong> &#8211; Cola ha spiegato agli inquirenti il suo ruolo nel gruppo Finmeccanica, compresi i contatti con il presidente <strong>Pier Francesco Guarguaglini </strong>e la moglie <strong>Marina Grossi</strong>, ad di Selex (sempre azienda del gruppo pubblico). Nell&#8217;articolo firmato da Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera viene messo in luce il meccanismo delle tangenti:</p>
<blockquote><p>Cola è accusato di aver riciclato 8 milioni e 300 mila euro serviti ad acquistare le quote della società Digint cheMokbel sperava di utilizzare per ottenere appalti nel settoremilitare e poi rivendere ad un prezzo «di gran lunga maggiorato ». Quella di Lorenzo Borgogni, responsabile delle relazioni esterne della holding, è una figura chiave dell’inchiesta. Il filone di indagine che riguarda gli appalti di Enav, l’ente di assistenza al volo, affidati a Selex lo vede tra gli indagati insieme ai manager delle due società e a numerosi imprenditori privati che si sono aggiudicati i subappalti. Nonostante il suo ruolo in Finmeccanica ilmanager avrebbe infatti ottenuto alcuni lavori con società private riconducibili direttamente a lui o comunque a persone di sua fiducia.</p>
<p>E il sospetto è che possa aver poi rappresentato uno degli «snodi» cruciali nella spartizione delle tangenti. Un ruolo simile a quello contestato ai vertici dell’Enav e in particolare all’amministratore delegato Guido Pugliesi che ha già negato di avermai distribuito mazzette. Una posizione di chiusura, come quella dell’ingegner Grossi che si è presentata in procura una decina di giorni per negare con decisione l’esistenza di una contabilità parallela della sua azienda servita — questo dice l’accusa — a costituire &#8220;fondi neri&#8221; di fatto trasformati nelle provviste per il pagamento di queste tangenti.</p></blockquote>
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		<title>&#8220;Così funzionava il sistema delle tangenti Finmeccanica&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 07:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Caldarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Interni]]></category>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il consulente Lorenzo Cola vuota il sacco davanti ai magistrati. Marina Grossi, la moglie dell&#8217;Ad di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini e a sua volta amministratrice di una società controllata dal colosso delle armi di stato, la Selex? &#8220;Non poteva davvero lamentarsi &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/104950/cosi-funzionava-il-sistema-delle-tangenti-finmeccanica/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il consulente Lorenzo Cola vuota il sacco davanti ai magistrati. </strong><span id="more-104950"></span></p>
<p><strong>Marina Grossi</strong>, la moglie dell&#8217;Ad di Finmeccanica <strong>Pierfrancesco Guarguaglini</strong> e a sua volta amministratrice di una società controllata dal colosso delle armi di stato, la <strong>Selex</strong>? &#8220;Non poteva davvero lamentarsi perché ha ricevuto un sacco di lavori per effetto della circostanza che il sistema costruito pagava tangenti attraverso le sovrafatturazioni&#8221;: a parlare è<strong> Lorenzo Cola</strong>, che del gruppo <img class="alignleft" src="http://www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2010/11/finmeccanica-380x285.jpg" alt="" width="380" height="285" />statale dell&#8217;alta tecnologia è stato consulente e parte organica di quel sistema che, attraverso<strong> appalti pilotati</strong>, faceva arrivare i soldi in tasca a chi dovevano <strong>arrivare</strong>. E&#8217; stato &#8220;arrestato a luglio per riciclaggio e ora accusato anche di frode fiscale e corruzione aggravata&#8221;.</p>
<p><strong>FINMECCANICA STYLE &#8211; </strong>A riportare i verbali del processo Finmeccanica è il <strong>Corriere della Sera</strong>, che mette al lavoro la puntualissima<strong> Fiorenza Sarzanini</strong>. Cola, &#8220;dopo aver consegnato due memoriali ha deciso di collaborare con i magistrati e nell&#8217;interrogatorio rivela il sistema corruttivo che avrebbe consentito alla Selex &#8212; società controllata da Finmeccanica e amministrata dall&#8217;ingegner Marina Grossi, moglie del presidente della holding Pierfrancesco Guarguaglini — di ottenere appalti dall&#8217;Enav, l&#8217;ente di assistenza al volo&#8221;. In Finmeccanica dunque, secondo i racconti di Lorenzo Cola, operava una vera e propria pratica da <strong>Tangentopoli</strong> vecchia scuola, un &#8220;meccanismo che, attraverso fatture false o maggiorate, creava plusvalenze utilirrate poi, secondo l&#8217;accusa, per pagare «mazzette» a manager e politici&#8221;. E ora, sono i vertici del gruppo ad essere messi sotto attenzione dalle <strong>forze dell&#8217;ordine</strong>.</p>
<blockquote><p>Nelle scorse settimane, nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine sui «fondi neri» che sarebbero stati creati dal colosso specializzato in sistemi di Difesa e dalle aziende partecipate, i magistrati avevano ordinato perquisizioni nelle case e negli uffici della stessa Grossi, del presidente di Enav Luigi Martini, dell&#8217;amministratore delegato Guido Pugliesi, del responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni e di numerosi amministratori delle società che avevano ottenuto i lavori.</p></blockquote>
<p>Tali accuse, e tali dinamiche, sono <strong>confermate </strong>in questi giorni dalle parole di Cola, che si sta rivelando praticamente il &#8220;collaboratore di giustizia&#8221; dei reati <strong>finanziari</strong>, coadiuvato dal commercialista &#8220;Marco Iannilli, anche lui finito in carcere per le stesse accuse e scarcerato ieri&#8221;. Il sistema? E&#8217; presto spiegato: l&#8217;appalto-madre veniva <strong>gonfiato </strong>ed assegnato ad una società amica che doveva <strong>restituire</strong> la plusvalenza, ovvero la maggiorazione, ai vertici di Finmeccanica addirittura in <strong>contanti</strong>. Parole dello stessoCola.</p>
<blockquote><p>Le aziende che lavoravano dovevano pagare, nel senso che dovevano retrocedere delle somme che in precedenza venivano corrisposte come plusvalenza. -In pratica, previo accordo con l&#8217;azienda cui veniva affidato l&#8217;appalto, veniva pagata dal-l&#8217;Alenia una somma superiore a quella realmente dovuta e veniva poi retrocessa in nero, con pagamento in contanti, la somma pagata di più. Sono venuto a conoscenza, per avermelo detto all&#8217;epoca Prudente, che una delle aziende che avevano effettuato questo pagamento in nero era la Seit o Xeit che aveva un grosso appalto con il cliente tramite il ministero dei Trasporti e che aveva retrocesso in contanti a Prudente la somma in più pagata con l&#8217;appalto. La Datamax era una società cliente dello studio Iannilli che restituiva in nero i soldi ad Alenia e in particolare a Prudente e all&#8217;altra persona che lavorava con Prudente, mi pare si chiamasse Nobili</p></blockquote>
<p><strong>&#8220;VANTAVO UN CREDITO &#8211; </strong>Non risparmia i dettagli, Lorenzo Cola.</p>
<blockquote><p>Io ho fatto ottenere, diversificando l&#8217;attività dell&#8217;azienda delle nuove commesse per cui sono stato poi pagato in nero dall&#8217;azienda medesima che grazie a me era riuscito a ottenere quelle nuove commesse. Io ero riuscito a far ottenere quelle commesse in quanto evidentemente per la mia opera vantavo dei &#8220;crediti&#8221; nella società che concedeva l&#8217;appalto per cui avevo chiesto di far lavorare quell&#8217;azienda e poiché avevo fatto realizzare grossi affari alla &#8220;società madre&#8221; non potevano rifiutarmi tale &#8220;cortesia&#8221; e cioè di affidare l&#8217;appalto all&#8217;azienda da me.segnalata Evidentemente quando mi riferisco alla &#8220;società madre&#8221; intendo Finmeccanica e la società del gruppo che dava gli appalti su mia indicazione a Easy era Selex sistemi integrati, ex Alenia. Voglio riferire in relazione a operazioni recenti che hanno riguardato Enav e Selex sistemi integrati. Io so, per avermelo detto loro, che lannùli, per quanto riguarda la società Arc Trade, e Di Lernia, per quanto riguarda la società Print Sistem, avevano avuto richieste di denaro da parte di soggetti di Enav, rispettivamente da tale Flo-resta (l&#8217;ex consigliere di amministrazione Ilario Floresta, anche lui già indagato, ndr) e dall&#8217;amministratore Pugliesi per poter lavorare con Selex negli appalti Enav. Iannilli e Di Lernia mi hanno detto che successivamente all&#8217;ottenimento da Selex dei subappalti in ordine ad appalti ricevuti da Enav, hanno pagato delle somme di denaro rispettivamente a Floresta e a Pugliesi. In sostanza succedeva che Selex per ottenere gli appalti da Enav pagava i soggetti di Enav per tramite di lannilli e Di Lernia, che a loro volta riconoscevano a me un compenso in ragione del fatturato da loro raggiunto grazie a me che avevo introdotto tale società in Selex</p></blockquote>
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