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	<title>Giornalettismo &#187; Tecnologia</title>
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		<title>Le scimmie che se ne vanno alle terme</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 21:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il freddo è un problema per tutti: così questi esemplari di scimmie hanno &#8220;sequestrato&#8221; venerdì una sorgente di acqua calda nel nord della Prefettura di Nagano, in Giappone. Gli animali raggiungevano le terme di mattina, per poi tornare a sera &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/199619/le-scimmie-che-se-ne-vanno-alle-terme/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2012/02/alem7.jpg" alt="" width="104" height="104" />Il freddo è un problema per tutti: così questi esemplari di scimmie hanno &#8220;<a href="http://g1.globo.com/natureza/noticia/2012/02/para-fugir-do-frio-macacos-correm-para-fonte-de-agua-termica-no-japao.html" target="_blank">sequestrato</a>&#8221; venerdì una sorgente di acqua calda nel nord della Prefettura di Nagano, in Giappone. Gli animali raggiungevano le terme di mattina, per poi tornare a sera nella foresta di sera. Proprio come per una day spa.</p>
<p><a href="http://s.glbimg.com/jo/g1/f/original/2012/02/10/macaco1.jpg"><img class="aligncenter" src="http://s.glbimg.com/jo/g1/f/original/2012/02/10/macaco1.jpg" alt="" width="495" height="371" /></a></p>
<p><a href="http://s.glbimg.com/jo/g1/f/original/2012/02/10/macaco2.jpg"><img class="aligncenter" src="http://s.glbimg.com/jo/g1/f/original/2012/02/10/macaco2.jpg" alt="" width="495" height="371" /></a></p>
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		<title>Come sarà il sito porno della Peta?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 21:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maghdi Abo Abia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Preso online un nuovo &#8220;modo&#8221; di sensibilizzare la lotta agli animali L&#8217;annuncio da parte della Peta di riservare un sito con estensione &#8220;.xxx&#8221; è stato accolto con un misto di disprezzo e divertimento. Secondo l&#8217;Huffington Post l&#8217;organizzazione per i diritti &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/199609/come-sara-il-sito-porno-della-peta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Preso online un nuovo &#8220;modo&#8221; di sensibilizzare la lotta agli animali<span id="more-199609"></span><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2012/02/ta.jpg" alt="" width="200" height="200" />L&#8217;annuncio da parte della Peta <a href="http://www.peta.xxx/" target="_blank">di riservare un sito con estensione &#8220;.xxx&#8221;</a> è stato accolto con un misto di disprezzo e divertimento. Secondo l&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.com/2012/02/10/peta-porn-site-raises-eyebrows_n_1268579.html" target="_blank">Huffington Post</a> l&#8217;organizzazione per i diritti degli animali, conosciuta per le sue strategie di marketing intelligenti e aggressive, ha rivelato che il dominio è stato riservato per &#8220;creare un sito pornografico il cui fine è quello di richiamare l&#8217;attenzione sulla situazione degli animali.</p>
<p><strong>IL PROGETTO -</strong> Ovviamente nasce spontanea la curiosità su come si possano associare pornografia e diritti degli animali. Neanche la Peta sapeva come poter unire i due mondi. Lo scorso gennaio la presidente del gruppo Ingrid Newkirk ha svelato che i piani studiati da Peta saranno allo stesso tempo &#8220;eccitanti e scioccanti, ma non nel modo in cui la gente pensa&#8221;. Il 9 febbraio la Peta ha quindi pubblicato qualcosa in questo famoso sito, rivelando una pagina nella quale tutti gli interessati possono iscriversi per ricevere l&#8217;annuncio dell&#8217;inaugurazione ufficiale.  &#8221;Non siamo ancora pronti a rivelare <a href="http://www.peta.xxx/" target="_blank">Peta.xxx</a>, ma vi promettiamo che, quando lo faremo, questa storia si concluderà finalmente nel migliore dei modi&#8221;. Questo il disclaimer. Cosa ci si può aspettare di più, sinceramente?</p>
<p><strong>NON SIAMO IN AFGHANISTAN -</strong> Per tutti coloro che ritengano che questo sito rappresenti un&#8217;altra mercificazione del corpo femminile, argomento nel quale la Peta sembra parecchio ferrata, la Newkirk ha risposto che si tratta di un&#8217;accusa &#8220;sconvolgente&#8221;. &#8220;Sono una donna -questa la replica di Ingrid- ho 62 anni. Sono apparsa nella pubblicità di &#8220;I&#8217;d Rather Go Naked&#8221; &#8211; &#8220;Preferisco andare nuda&#8221;- la cosa potrebbe darvi un brivido, ma è vera. Anche alcuni uomini sono apparsi in questa maniera. Facciamo molte cose, ma non tutte finiscono sulla stampa. Provate a chiedere a Taraji Henson. Vi dirà che sono una donna potente. Uso il mio corpo come una dichiarazione politica. Ne ho diritto. Non siamo in Afghanistan. Lasciatemi in pace&#8221;. Con un presidente così si capisce come mai la Peta sia in realtà tanto aggressiva nelle sue campagne.</p>
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		<title>La macchina che twitta</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 20:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maghdi Abo Abia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se anche l&#8217;automobile diventa social Le automobili si stanno riempiendo ogni giorno di più di oggetti tecnologici i quali, se da un lato non aiutano la sicurezza, dall&#8217;altro fanno sentire le persone come fossero a casa loro. Il Wall Street &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/199583/la-macchina-che-twitta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Se anche l&#8217;automobile diventa social<span id="more-199583"></span><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2012/02/ford.jpg" alt="" width="160" height="160" />Le automobili si stanno riempiendo ogni giorno di più di oggetti tecnologici i quali, se da un lato non aiutano la sicurezza, dall&#8217;altro fanno sentire le persone come fossero a casa loro. Il <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203824904577213041944082370.html?mod=wsj_share_tweet" target="_blank">Wall Street Journal</a> ci racconta la storia di un&#8217;automobile in grado di twittare.</p>
<p><strong>IL PROGRESSO -</strong> Negli ultimi anni, grazie anche all&#8217;evoluzione tecnologica, le automobili si sono trasformate da semplici mezzi di locomozione a &#8220;centraline&#8221; connesse 24 ore su 24. Ora in macchina è possibile prenotare un ristorante o anche mandare un semplice tweet, anche se si sta andando a 80 all&#8217;ora. La sicurezza passa in secondo piano, ma sinceramente cosa c&#8217;è meglio del progresso? Basta solamente saperlo gestire. La General Motors è pronta a immettere sul mercato un touch screen di 8 pollici per applicazioni on line e musica che può essere attivato attraverso la voce o lo sterzo.</p>
<p><strong>TUTTO MOLTO BELLO &#8211; </strong>Ford, dal canto suo, permette di ricevere i messaggi Twitter e la musica on line attraverso la tecnologia Sync. Le nuove Mercedes consentiranno di postare su Facebook e cercare con Google. Solo che i guidatori non potranno scrivere quando la macchina è in movimento, ma potranno scegliere con un semplice click alcune frasi pre-registrate. I clienti amano queste novità. Si sentono come a casa. &#8220;Si, distrae, ma mi piace. Mi permette di lavorare mentre sto guidando dimenticandomi del telefono. Posso fare tutto grazie alla voce&#8221;, ha commentato Jamie Kaye Walters, 38 anni.</p>
<p><strong>VOGLIONO UCCIDERCI -</strong> &#8220;E&#8217; impossibile fermare il progresso&#8221;, ha dichiarato Michael Sprague, marketing director per la Kia nel nord america. &#8220;I clienti continuano a guidare con il telefono e tutto ciò che possiamo fare è rendere più sicura possibile la guida non permettendo loro di usare altre periferiche&#8221;. Rob Reynolds, direttore esecutivo di FocusDriven, un gruppo di tutela per tutte le vittime di guidatori distratti e padre di una ragazza morta a 16 anni a causa di un guidatore disattento, ha invece attaccato la posizione delle case: &#8220;stanno facendo di tutto per distrarre i guidatori. E&#8217; c0me se vendessero sigarette con un filtro più grosso. Vogliono ucciderci più lentamente. Riempiendo le macchine di apparecchi elettronici vogliono far nascere la generazione di guidatori più distratta di sempre&#8221;. In effetti una macchina che consente di andare su Twitter mentre si guida non è così sicura.</p>
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		<title>Fotovoltaico, l&#8217;Europa è una giungla</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 15:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecoenergia]]></category>
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		<description><![CDATA[Le regole cambiano da paese a paese. Poca omogeneità, tanti rischi di business Nell&#8217;Europa del fotovoltaico, Paese che vai usanza che trovi. Un esempio? Installare un impianto residenziale e&#8217; piu&#8217; semplice e veloce in Francia, Grecia, Germania, Olanda e Portogallo, &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/199495/fotovoltaico-leuropa-e-una-giungla/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le regole cambiano da paese a paese. Poca omogeneità, tanti rischi di business</strong></p>
<p><span id="more-199495"></span></p>
<p><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/55/Photovoltaikanlage.jpg/220px-Photovoltaikanlage.jpg"><img class="alignleft" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/55/Photovoltaikanlage.jpg/220px-Photovoltaikanlage.jpg" alt="" width="220" height="294" /></a>Nell&#8217;Europa del <strong>fotovoltaico</strong>, Paese che vai usanza che trovi. Un esempio? Installare un impianto  residenziale e&#8217; piu&#8217; semplice e veloce in Francia, Grecia, Germania,  Olanda e Portogallo, grazie a sistemi di registrazione on-line,  procedure di autorizzazione piu&#8217; snelle e sistemi a &#8216;sportello  unico&#8217; che riducono i tempi di attesa.</p>
<p><strong>I TEMPI DI ATTESA</strong> &#8211; In Spagna, invece, i tempi di  attesa possono raggiungere le 89 settimane per un impianto su tetto  commerciale. Il processo autorizzativo e le procedure di connessione  rappresentano qui quasi la meta&#8217; dei costi di realizzazione di un  progetto e sulla stessa scia si muovono Bulgaria e Regno Unito. A un anno dalla scadenza dei termini per il recepimento della  direttiva Res sulla promozione dell&#8217;uso dell&#8217;energia da fonti  rinnovabili, attraverso la quale l&#8217;Unione Europea mira a raggiungere  il 20% di fonti di energia rinnovabile (Fer) entro il 2020, il  progetto Pv Legal fa il punto sulla situazione negli Stati membri, in  particolare sulla riduzione delle barriere burocratico-amministrative  che rallentano lo sviluppo del settore <strong>fotovoltaico</strong>.</p>
<p><strong>IL REPORT</strong> &#8211; Il report  focalizza l&#8217;attenzione su 12 Paesi, inclusa l&#8217;Italia rappresentata da  Assosolare, l&#8217;associazione nazionale dell&#8217;industria solare  fotovoltaica. Un altro ostacolo allo sviluppo del <strong>fotovoltaico</strong> e&#8217; rappresentato dalle difficolta&#8217; di connessione in rete: lunghe  procedure, regole poco chiare e interpretabili o costi eccessivi sono  alcune delle maggiori barriere evidenziate in quasi tutti i mercati  analizzati dal progetto.</p>
<p><strong>NO DISCRIMINAZIONE </strong>- &#8216;I Paesi europei devono stabilire tempistiche certe e definire  costi di connessione alla rete proporzionati e trasparenti al fine di  evitare situazioni discriminatorie&#8221;, spiega Jorg Mayer di Bsw-Solar,  associazione di categoria tedesca che coordina il progetto. Per  questo, Assosolare ribadisce l&#8217;importanza di una stabilizzazione del  quadro normativo, di una semplificazione delle procedure  autorizzative, dello sviluppo delle infrastrutture di rete, che  saranno possibili &#8220;solo attraverso un riconoscimento politico del  ruolo strategico delle rinnovabili&#8221;.</p>
<p><strong>A FINE FEBBRAIO</strong> &#8211; Il progetto Pv Legal si concludera&#8217; alla fine di febbraio, ma  gia&#8217; da maggio 2012 un nuovo progetto, Pv Grid, dara&#8217; avvio a una  approfondita analisi sulle problematiche inerenti l&#8217;integrazione del  <strong>fotovoltaico</strong> nella rete elettrica. Pv Grid continuera&#8217; il lavoro  iniziato da Pv Legal includendo ulteriori attori quali gli operatori  di rete. Assosolare continuera&#8217; a rappresentare l&#8217;industria di settore italiana anche nel contesto di Pv Grid. [ADNKronos]</p>
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		<title>La Marijuana fa male alla guida</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/199435/la-marijuana-fa-male-alla-guida/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo studio sull&#8217;influenza della cannabis sui rischi al volanteSi sapeva già, ma adesso arriva la conferma dal primo studio mirato sull&#8217;uso di cannabis e  guida. LA RICERCA -Il British Medical Jurnal ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/199435/la-marijuana-fa-male-alla-guida/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il primo studio sull&#8217;influenza della cannabis sui rischi al volante<span id="more-199435"></span></strong><a href="http://www.creafarma.ch/pics-piante/cannabis-plante.gif"><img class="alignleft" src="http://www.creafarma.ch/pics-piante/cannabis-plante.gif" alt="" width="229" height="276" /></a>Si sapeva già, ma adesso arriva la conferma dal primo studio mirato sull&#8217;uso di cannabis e  guida.</p>
<p><strong>LA RICERCA -</strong>Il British Medical Jurnal ha pubblicato i risultati di <a href="http://abcnews.go.com/blogs/health/2012/02/09/pot-smoking-raises-risk-of-fatal-car-crashes/">una ricerca</a> condotta con tutti i crismi secondo la quale fumare marijuana raddoppia il rischio di gravi incidenti se poi ci si pone alla guida. Niente che non fosse già stato rilevato dall&#8217;esperienza, ma pare non fossero mai state fatte ricerche mirate sull&#8217;uso della marijuana alla guida in particolare. E niente che possa influenzare le politiche nei confronti di questa sostanza psicoattiva, visto che anche gli antiproibizionisti sono del tutto contrari al permettere la guida a chi abbia assunto la sostanza.</p>
<p><strong>BANALITA&#8217; &#8211; </strong>Che comunque anche dai risultati ci questo studio emerge come meno pericolosa di altre, in particolare dell&#8217;alcol, responsabili ogni anno di vere e proprie stragi sulle strade. La ricerca canadese ha comportato la revisione di nove studi su un totale di circa 50.000 persone entro tre ore dall&#8217;assunzione, rivelando che il rischio è ancora più alto nelle persone al di sotto dei 35 anni. Ma in questo caso non si tratta di maggiore inclinazione agli incidenti indotta dalla canapa, ma dalla ben nota pericolosità superiore alla media dei giovani maschi al volante.</p>
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		<title>Anonymous dichiara guerra ad Israele</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Caldarelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[anonymous]]></category>
		<category><![CDATA[crimini contro l'umanità]]></category>
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		<category><![CDATA[israele]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Commettete crimini contro l&#8217;umanità, vi distruggeremo in tre fasi&#8221;, dice il collettivo di attivismo online Un video di Anonymous, finito su Youtube solo ieri, ha dichiarato ufficialmente l&#8217;intento del collettivo di attivisti digitali: la guerra contro il governo e lo &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/199361/anonymous-dichiara-guerra-ad-israele/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Commettete crimini contro l&#8217;umanità, vi distruggeremo in tre fasi&#8221;, dice il collettivo di attivismo online </strong><span id="more-199361"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/_Nvqzpq9ZfEg/TQovE3STTfI/AAAAAAAAFjM/ABjw5tMkOaY/s1600/anonymous.jpg" alt="" width="138" height="220" />Un video di Anonymous, finito su Youtube solo ieri, ha dichiarato ufficialmente l&#8217;intento del collettivo di attivisti digitali: la guerra contro il governo e lo stato di Israele è ufficialmente aperta. Lo stato della stella di Davide, dicono gli attivisti digitali, è accusato di essere responsabile addirittura di &#8220;crimini contro l&#8217;umanità&#8221;, di essere antidemocratico, uno stato di polizia e di funzionare quasi esclusivamente grazie ad azioni di propaganda mondiale ad ampissimo spettro, nonché di bollare ogni critica come &#8220;antisemita&#8221; senza mai entrare nel merito.</p>
<p><strong>PRONTI ALLA GUERRA &#8211; </strong>&#8220;Non avete più legittimazione ad esistere nella vostra forma attuale&#8221;, dice Anonymous. La guerra parte dal video rilanciato da<a href="http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/anonymous-hacker-group-threatens-reign-of-terror-against-israel-1.412118" target="_blank"> Ha&#8217;aretz.</a></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nrJ551FFWp0?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/nrJ551FFWp0?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&#8220;Attraverso lo sviamento dei media e la corruzione politica, avete dalla vostra le simpatie di molti. Vi dite democratici, ma questo è molto lontano dalla verità. L&#8217;unico vostro obiettivo&#8221;, scrive Anonymous, &#8220;è migliorare le vite di una ristretta elite, travolgendo senza preoccupazione alcuna la libertà delle masse. Noi vediamo attraverso la vostra propaganda che circola nei media mainstream&#8221;, assicura però Anonymous.</p>
<p><strong>LE ACCUSE &#8211; </strong>Nulla sarà lasciato impunito. &#8220;Il vostro bigottismo sionista ha distrutto e ucciso molte persone. Mentre il mondo piange, voi ridete pensando al vostro prossimo attacco. Tutto ciò viene fatto sotto una finta pace, ma finché il vostro regime esiste la pace sarà sempre ostacolata. Definite tutti quelli che rifiutano di soggiacere alle vostre domande superstiziose come antisemiti, e avete preso provvedimenti per assicurare un olocausto nucleare. Siete indegni di esistere nella vostra attuale forma, e subirete dunque l&#8217;ira di Anonymous&#8221;, scrive il collettivo. Tre i passi per sferrare un colpo mortale allo stato del popolo di Dio: &#8220;Il primo passo inizierà dopo il rilascio di questo video e consisterà nella vostra rimozione sistematica da internet. Il secondo passo sarà più tardi rivelato, ed è già in progettazione. E per quanto riguarda il terzo passo, lo penseremo come un regalo di Anonymous a voi recapitato. Non ci fermeremo fino a che lo stato di polizia non diventerà uno stato libero&#8221;, dice Anonymous, che si firma poi come di consueto: &#8220;Siamo Anonymous, siamo legione, non perdoniamo, non dimentichiamo: governo di Israele, preparati al peggio&#8221;.</p>
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		<title>Se Google finisce nello stereo di casa</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Caldarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il gigante dei motori di ricerca punta ad ideare e vendere anche un sistema per l&#8217;intrattenimento domestico E&#8217; il nuovo fronte della guerra fra Google ed Apple: il motore di ricerca più importante e utilizzato del mondo si prepara a &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/199341/se-google-finisce-nello-stereo-di-casa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il gigante dei motori di ricerca punta ad ideare e vendere anche un sistema per l&#8217;intrattenimento domestico </strong><span id="more-199341"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.iol.co.za/polopoly_fs/iol-pic-feb9-google-logo-1.1230306!/image/1219166340.jpg_gen/derivatives/box_300/1219166340.jpg" alt="" width="300" height="225" />E&#8217; il nuovo fronte della guerra fra Google ed Apple: il motore di ricerca più importante e utilizzato del mondo si prepara a scendere in campo anche sul fronte hardware, e non solo nel comparto della telefonia mobile in cui, con il sistema Android, ha dimostrato di poter essere un vero concorrente ai prodotti di Apple, come gli iPhone. Una voce attendibile raccolta e rilanciata dal Wall Street Journal parla di progetti in avanzato stato di sviluppo per un sistema di intrattenimento domestico: insomma, Google vuole sbarcare sulle mensole di casa nostra.</p>
<p><strong>ANCORA GOOGLE &#8211; </strong>Secondo il <a href="http://www.nypost.com/p/news/business/google_to_develop_home_entertainment_bcCBe2koZIWvCeaGHFXV0H" target="_blank">New York Post</a>, che rilancia l&#8217;articolo del Journal, in sviluppo ci sarebbe &#8220;un sistema di intrattenimento domestico che diffonde la musica senza fili in tutta la casa e sarebbe distribuito proprio con il marchio della compagnia&#8221;, secondo &#8220;persone informate sui piani della società&#8221;. La scelta segnalerebbe &#8220;il primo vero sforzo della compagnia per proporre dispositivi elettronici di consumo a marchio Google&#8221;, virando dunque dalla fetta di mercato finora scelta, ovvero &#8220;lo sviluppo di Android in grado di far girare dispositivi come smartphone e tablets, che permette ad altre compagnie di costruire e utilizzare gli hardware che per utilizzarlo&#8221;. Grazie agli sforzi del team di Android, tutto un ulteriore segmento di mercato si aprirebbe per Google, dato che il sistema operativo sarà lo scheletro del dispositivo in progetto che &#8220;potrà proporre altri media digitali oltre alla musica e sarà svelato alla fine di quest&#8217;anno&#8221;, dicono le persone a conoscenza dei progetti nelle segrete stanze di Google.</p>
<p><strong>MUSICA IN WIRELESS &#8211; </strong>Avrà un ruolo nel nuovo progetto di Google l&#8217;acquisto del gigante della tecnologia Motorola: il che &#8220;mostra quanto serio sia l&#8217;intento del player di Internet di controllare sia il segmento software che quello hardware, proprio come la Apple&#8221;. Parliamo dunque di un sistema stereo equipaggiato con Android, &#8220;che permetterebbe alle persone di scaricare media digitali come la musica e diffonderli da casse&#8221; prodotte, manco a dirlo, sempre da Google, &#8221; o altri dispositivi connessi in wireless nelle case&#8221;, affermano le fonti del WSJ. Si potrebbe far funzionare questo nuovo media &#8220;con uno smartphone o un tablet&#8221;, continuano gli interni a Google interrogati dal Journal: un portavoce ufficiale di Google, per contro, ha rifiutato di esprimere qualsiasi commento.</p>
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		<title>Un farmaco per curare l&#8217;Alzheimer?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 08:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Caldarelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Studi dimostrano che un medicinale per i tumori alla pelle già in commercio aiuterebbe il trattamento della malattia degenerativa &#8220;L&#8217;Alzheimer è associato&#8221;, ricorda il Wall Street Journal, &#8220;con l&#8217;accumulazione di frammenti di proteine chiamati betamiloidi nel cervello. Una nuova ricerca &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/199327/un-farmaco-per-curare-lalzheimer/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Studi dimostrano che un medicinale per i tumori alla pelle già in commercio aiuterebbe il trattamento della malattia degenerativa </strong><span id="more-199327"></span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.tuttasalute.net/wp-content/uploads/2011/10/alzheimer.jpg" alt="" width="173" height="230" />&#8220;L&#8217;Alzheimer è associato&#8221;, ricorda il <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204642604577213113324707968.html" target="_blank">Wall Street Journal</a>, &#8220;con l&#8217;accumulazione di frammenti di proteine chiamati betamiloidi nel cervello. Una nuova ricerca ha individuato un farmaco già esistente che cura i tumori alla pelle, chiamato bexarotene, che ripulisce la proteina nel cervello di topi malati entro pochi giorni&#8221;. Ecco la notizia che potrebbe rivoluzionare le terapie , o sicuramente far fare un passo in avanti alla ricerca contro una delle malattie cerebrali più dure e difficili da curare, appunto il morbo di Alzheimer.</p>
<p><strong>QUESTIONE DI PROTEINE &#8211; </strong>All&#8217;Università di Pittsburgh si sentono abbastanza fiduciosi: la nuova scoperta potrebbe davvero condurre a qualcosa di importante. &#8220;Il bexarotene è sicuro, e riesce ad aggredire i tumori alla pelle; potremmo provarlo sui pazienti affetti da Alzheimer, potrebbe valerne la pena&#8221;, dice il neuroscienziato Rada Koldamova, parte dello studio che sarà pubblicato su Science. Per capire se questo farmaco possa avere un ruolo nella cura delle malattie al cervello però, ovviamente, bisognerà fare il salto di sperimentazione, dai topi agli esseri umani. &#8220;I test sugli animali spesso non hanno lo stesso riscontro sugli uomini&#8221;, scrive il WSJ. &#8220;Ogni persona produce betamiloidi, ma mentre un cervello sano può rimuoverne i frammenti, il cervello di una persona con l&#8217;Alzheimer non sa farlo&#8221;; l&#8217;intasamento che ne consegue &#8220;è ritenuto essere la causa dell&#8217;apprendimento rallentato e delle difficoltà nelle funzioni mnemoniche&#8221;. La nuova ricerca, scrive il giornale economico-finanziario, punta ad avere un approccio &#8220;integralmente differente&#8221; nell&#8217;affrontare questo problema: &#8220;Vogliamo aiutare Madre Natura a fare quel che di solito fa&#8221;, dice Gary Landreth, uno dei coautori dello studio: &#8220;Dobbiamo aiutarla a rimuovere i frammenti di amiloidi dal cervello.</p>
<p><strong>RISULTATI SENZA PRECEDENTI &#8211; </strong>Gli scienziati sanno da tempo che una proteina chiamata ApoE &#8220;funziona come una sorta di servizio di nettezza urbana, che aiuta a degradare le proteine betamiloidi&#8221;; allora, si è detto lo scienziato, se &#8220;riuscissimo a far produrre al cervello più ApoE, questa proteina avrebbe un effetto aumentato. Allora ha messo gli occhi sul bexarotene, un farmaco per via orale &#8220;dai noti effetti su di un&#8217;altra proteina nota per attivare il gene dell&#8217;ApoE&#8221;. Già nel 2009, il dotto Landreth ha chiesto ad alcuni specializzandi di somministrare il farmaco ai topi con l&#8217;Alzheimer. &#8220;Tre giorni dopo&#8221;, dice il Wall Street Journal, &#8220;le placche di amiloidi nel cervello erano in massima parte scomparse&#8221;. &#8220;E&#8217; una cosa senza precedenti&#8221;, ha commentato il dottor Lambreth: &#8220;Nello studio su Science, si riportano i risultati di test fatti con oltre 100 topi. Quando il farmaco è stato somministrato ai topi con sintomi di Alzheimer, ha velocemente migliorato le loro funzioni cognitive, sociali ed olfattive&#8221;. Il bexarotene su cui si basa lo studio è commercializzato in Usa col nome di Targretin, ma i brevetti sul farmaco &#8220;scadranno quest&#8217;anno&#8221;, e questo, fa notare il WSJ, è un problema per queste nuove ricerche, perché nessuno potrebbe avere interesse a puntare sulla nuova pillola come farmaco anti-Alzheimer.</p>
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		<title>I 3500 pazienti come Eluana Englaro</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/199259/i-3500-pazienti-come-eluana-englaro/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 07:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dipocheparole</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo stato vegetativo permanente e l&#8217;impossibile assistenza Sono 3500, dice Margherita De Bac sul Corriere della Sera, i pazienti in stato vegetativo permanente di cui 3 su 10 nutriti in modo artificiale. Quasi tutti assistiti da donne, secondo il grafico &#8230; <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/199259/i-3500-pazienti-come-eluana-englaro/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo stato vegetativo permanente e l&#8217;impossibile assistenza</strong></p>
<p><span id="more-199259"></span></p>
<p>Sono 3500, dice Margherita De Bac sul Corriere della Sera, i pazienti in stato vegetativo permanente di cui 3 su 10 nutriti in modo artificiale. Quasi tutti assistiti da donne, secondo il grafico pubblicato da via Solferino:</p>
<p><a href="http://farm8.staticflickr.com/7141/6850389531_6381929da8_z.jpg"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7141/6850389531_6381929da8_z.jpg" alt="" width="640" height="404" /></a></p>
<p>Le storie raccontate nell&#8217;articolo sono toccanti:</p>
<blockquote><p>Trentotto anni. Da 38 anni chiuso in un sonno profondo e irreversibile. Accudito in casa dalla mamma in un paesino della Calabria. Triste primato italiano e forse mondiale. Un uomo che dopo un incidente avvenuto nell’infanzia non ha più recuperato contatti e percezione dell’ambiente. È lì, come tanti altri, curato dall’amore materno. Come lo è stata Eluana Englaro, morta il 9 febbraio di tre anni fa. Dalla sua storia lo stimolo a istituire, non senza polemiche, una Giornata nazionale di riflessione. «Ci siamo stupiti anche noi di trovare un caso così antico»: non nasconde la sorpresa di ricercatrice Matilde Leonardi, neurologa dell’Istituto Besta, coordinatrice di un progetto avviato due anni fa dal ministero della Salute per scoprire il pianeta delle persone in stato vegetativo e di minima coscienza, due fasi dei disturbi successivi al coma.</p></blockquote>
<p>C&#8217;è dibattito intorno alle definizione:</p>
<blockquote><p>«Non parliamo di morti viventi, ma di vivi» chiarisce Adriano Pessina, docente di bioetica alla Cattolica. I dati scientifici sono stati presentati ieri dalministro della Salute Renato Balduzzi, impegnato nell’ambito dei limiti di bilancio «a dare la priorità ai più fragili, ai non autosufficienti che non saranno abbandonati ». Un appuntamento disertato da 36 associazioni che rappresentano i familiari dei malati: «Chi siamo, quanti siamo e dove siamo, noi lo sappiamo bene da tempo — è scritto in un loro comunicato —. Quello che avremmo voluto sapere è cosa fare per il futuro. Visto che si annunciano anche numerose novità scientifiche». «È necessario sostenere le famiglie — dice Paolo Maria Rossini, neurologo della Cattolica di Roma e collaboratore del San Raffaele di Cassino—e approfondire la ricerca perché in queste persone il cervello percepisce e si esprime in modo diverso: dobbiamo riuscire a decodificare questi input per capire così i primi segnali di un possibile risveglio. Ma in Italia assistenza e ricerca sono all’avanguardia ».</p></blockquote>
<p>Quella di ieri è solo la prima tappa di un percorso di mappatura avviato dall’ex sottosegretario Eugenia Roccella con l’obiettivo di scoprire come sopravvivono malati e famiglie:</p>
<blockquote><p>E indagare su come, a parità di patologia, può cambiare il «benessere». La condizione di questimalati è rivelata da diverse sfumature che non dipendono solo dalla severità dei sintomi e dalle «capacità residue», ma soprattutto dai fattori esterni: ore di assistenza, alimentazione, coinvolgimento e atteggiamento culturale degli operatori socio sanitari. Ecco perché il progetto parla di «Funzionamento e disabilità». Non esistono studi così dettagliati al mondo, i risultati saranno pubblicati e approfonditi. Di certo c’è che in stato vegetativo oggi ci siano almeno 3 mila- 3.500 persone. Intorno alle quali si sviluppano comportamenti diversi. La maggior parte delle donne riportano a casa il compagno, gli uomini quasi mai. Tutti i genitori riportano a casa i figli.</p></blockquote>
<p>Ma sono pochissimi i figli che accolgono con sé il genitore:</p>
<blockquote><p>Preferiscono lasciarlo in istituto. Si pensava che in linea con la letteratura internazionale la sopravvivenza media fosse 15 anni. Invece sono stati contati molti casi in cui questa è superiore a 20 anni. La raccolta dei dati abbraccia il periodo marzo 2009-marzo 2010: un campione di 602 pazienti (566 adulti e 36 bambini) in 78 centri italiani, oltre 75 associazioni. Il 30% dei pazienti vengono alimentati e idratati anche in modo artificiale, quasi tutti (98%) sono in grado di respirare autonomamente, eppure vengono aiutati dal ventilatore automatico, mediamente prendono 4 farmaci al giorno. Secondo lo studio «tutte le persone con disordini della coscienza hanno grave disabilità, basso livello di funzionamento e altissimo bisogno di facilitazioni ambientali». Significa che dovrebbero essere assistite meglio.</p></blockquote>
<p>Poi l’analisi dei familiari:</p>
<blockquote><p>Età media 52 anni, 8 su 10 donne, la metà lavorano, oltre la metà dedicano tre ore al giorno all’assistenza, con notevoli ripercussioni sulla vita relazionale: niente amici e hobby, unico svago il cinema. In generale i parenti più stretti mantengono un livello d’ansia molto alto, che il tempo non riesce a stemperare. E sono molti di più di quanti si prevedesse i malati curati a casa e senza il sostegno di cure domiciliari. Cittadini dimenticati che le segnalazioni di medici di famiglia e piccoli istituti di suore coinvolti nella ricerca ci hanno in un certo senso «restituito».</p></blockquote>
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		<item>
		<title>Il meteo del week end e il blizzard</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 07:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotogallery]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Corriere della Sera pubblica due infografiche con il meteo del week end e la spiegazione sul blizzard, la tempesta di neve.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Corriere della Sera pubblica due infografiche con il meteo del week end e la spiegazione sul blizzard, la tempesta di neve.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 449px"><a href="http://farm8.staticflickr.com/7059/6850354899_1d5565294d_o.jpg"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7059/6850354899_1d5565294d_o.jpg" alt="" width="439" height="365" /></a><p class="wp-caption-text">click per ingrandire l&#39;immagine</p></div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://farm8.staticflickr.com/7033/6850362601_9f4ddb517d_o.jpg"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7033/6850362601_9f4ddb517d_o.jpg" alt="" width="590" height="281" /></a></p>
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