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Silvio Muccino, Gabriele Muccino e la storia di Carla Vangelista

La notizia è sulla Stampa di oggi: Gabriele Muccino, il regista, accusa Carla Vangelista, amica del fratello Silvio, di “plagiarlo”. Lo fa con un lunghissimo post su Facebook:

Film District And Chrysler With The Cinema Society Premiere Of "Playing For Keeps" - Arrivals

In pochissimi sanno di chi stia per andare a parlare. Ma poco importa. Si tratta di una ex adattatrice dialoghi, improvvisata scrittrice di discutibile talento che ha sequestrato e rovinato il talento e (opinione personale) la vita di un promettentissimo ragazzo e attore dall’altrettanto promettente futuro a cui ero (sono ancora) profondamente legato nonostante non lo veda ne lo senta troppi anni. E certo non per mia scelta. Anzi. Ma tornando alla signora scrittrice in questione, lei e il giovane ragazzo, che l’ha seguita immolandosi per lei come un kamikaze, si sono fatti, (ignoro le dinamiche specifiche che anzi mi spaventano o forse inorridiscono), letteralmente terra bruciata intorno, con tutti e dico letteralmente tutti. Basta chiedere in giro nell’ambiente del cinema romano e chiunque confermerà con tristezza questa realtà. Chiunque saprà di chi parlo. La signora in questione mi ha querelato per averla definita scrittrice senza talento. Se fosse una vera artista saprebbe che questa è la vita degli artisti: venir criticati. Tchaikovsky si ammalò di tubercolosi perché alla prima del suo capolavoro, Il Gabbiano, fu fischiato unanimamente dal pubblico e per la delusione uscì senza cappotto dal teatro, mi pare di Pietroburgo, e con quelle temperature, senza cappotto, quei fischi lo segnarono per sempre. Tutti gli artisti vengono criticati. Giorni fa, ancora prima di venir convocato dai carabinieri per questa risibile vicenda, ho postato su questa pagina critiche atroci, impietose, ricevute da Kubrick, Coppola, Leone o scambiate dai più alti maestri del cinema che si sono offesi in qualunque modo reciprocamente. Ma loro, grandi, grandi davvero, non si sarebbero mai querelati! Loro erano artisti puri e sapevano di esserlo. Una querela penale per motivi così ridicoli fa male solo a chi la conduce, a chi la escogita senza alcun senso del limite, per vendicarsi di quell’arte che evidentemente proprio così dimostra di non avere. Se io dovessi querelare tutti i critici, i bloggers ecc che hanno scritto cose terribili (forse a ragione qualche volta, chissà), su di me, sul mio talento, o altro, sarei solo un patetico pagliaccio infantile e certamente prova vivente della mia assoluta mancanza di rispetto nei confronti dell’arte. Lo dico per te, Signora Carla. La mia opinione resterà la stessa nei tuoi confronti ma la tua reazione in una sede penale, scomodare un PM per il tuo ego ferito, è cosa meschina e rideranno di te ancora di più appena volterai le spalle…la giustizia in Italia ha ben altro di cui occuparsi. Il tuo è un comportamento piccolo, mediocre, o forse semplicemente il riflesso limpido di chi sei. Evitati questa ulteriore squallida figura. Lo dico non per te, ma per non trascinare con te quel ragazzo a cui tengo ancora moltissimo e che ti segue da anni senza più sapere dove sia finito e come.

Subito dopo arriva un secondo post:

Dedicato a Carla Evangelista e alle sue querele. Che impari dai grandi e dagli artisti e da questo mestiere fatto di impulsi, di passioni, di amori, di gelosie, di tragiche insicurezze ed euforie, inebrianti accoglienze e tonfi per poi tuffarsi di nuovo in oceani bui alla ricerca di qualcosa di urgente da raccontare. A tutti gli artisti, che sanno perfettamente di cosa parlo. Perchè alla fine ci ricordiamo solo di quelli che ci hanno lasciato davvero qualcosa.

E poi un terzo:

Ok, concludendo la vicenda che ho portato su questa mia pagina dal momento che una querela esposta contro di me, l’avrebbe portata comunque all’attenzione della stampa, sono curioso di vedere il loro prossimo film! Gli artisti si misurano con le loro opere. E per definizione raccolgono da sempre giudizio e critica. Spero non esporranno querela a Curzio Maltese o Porro. Chiudo qui questa dolorosa parentesi che mi auguro la Signora C. abbia il buon senso di non riaprire in un’aula di un tribunale con l’avallo silente di mio fratello che renderebbe tutto esponenzialmente più sgradevole. Ho detto tutto, anzi ho detto certamente troppo. Ho amato e amo mio fratello come il giorno in cui lo vidi nascere e come amo i miei figli, anche se per sua assoluta richiesta, senza ci sia stata mai una lite, un diverbio, nulla, ha interrotto i rapporti con chiunque amico avesse un tempo, con qualunque familiare e persona di mia conoscenza. Non lo vedo da 8 anni. Domani sarà un altro giorno. Il vento porterà aria nuova e io giocherò con mia figlia. Amatevi. E’ la cosa più bella che mi viene da dire.

La Stampa raccoglie anche la replica della sceneggiatrice:

Carla Vangelista da parte sua ha sempre negato un legame sentimentale con Silvio. Compa- gna dello sceneggiatore Luca Di Fulvio, un figlio grande, non ha però mai smentito ufficialmente le voci. «Mi pareva inutile – ha detto a La Stampa tempo fa -. Chi crede più alle smentite?». Tagliando corto sulle accuse di opportunismo. «Per carità. Ho un compagno, un fi- glio grande: per rispetto a loro non avrei mai potuto». Secondo Vangelista, Muccino jr. «è cresciuto in una famiglia speciale, ha cominciato a recitare e a scri- vere prestissimo. Non somiglia ai coetanei». Per Silvio «Carla è molto più grande di me, ma pure più adolescente e leggera. Ho sempre amato il confronto con persone più grandi».