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	<title>Commenti a: Drang nach Afrika, e il suo perché</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
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		<title>Di: La UE Ha il Suo Club Med! at Ideas Have Consequences</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-8740</link>
		<dc:creator>La UE Ha il Suo Club Med! at Ideas Have Consequences</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 06:37:09 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Parimenti mi parrebbe ingenuo pensare a una mossa francese volta solo a recuperare la &#8220;corsa all&#8217;Africa&#8221; della [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Parimenti mi parrebbe ingenuo pensare a una mossa francese volta solo a recuperare la &ldquo;corsa all&#8217;Africa&rdquo; della [...]</p>
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		<title>Di: AG</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-6002</link>
		<dc:creator>AG</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 09:01:06 +0000</pubDate>
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		<description>Non mi pare di essere stato io ad indicare il &quot;socialismo&quot; come il male assoluto buttandola in politica. Siete voi che ce lo mettete ogni 2x3 in ogni insalata.

Concordo che il dirigismo non è di destra né di sinistra: è, come ho scritto sopra, il tentativo di un capitalismo sottosviluppato di non pagar dazio e di tenere bloccato l&#039;ascensore sociale.

Che questo sia una mentalità da conservatori è evidente (tanto che si parte dalla Destra Storica dei primi danni dell&#039;unità d&#039;Italia e si finisce a Tremonti), che l&#039;URSS non fosse un faro del progresso altrettanto (visto che riprendeva una organizzazione statale vecchia di 15 secoli) e che la sinistra italiana sia intossicata dalla mania regolatrice (che però è più derivante dalla nostra cultura statuale che dalle ideologie) pure. Aspettiamo di vedere il calderolo che semplifica lo stato, purtroppo ci toccherà farlo abitando in Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi pare di essere stato io ad indicare il &#8220;socialismo&#8221; come il male assoluto buttandola in politica. Siete voi che ce lo mettete ogni 2&#215;3 in ogni insalata.</p>
<p>Concordo che il dirigismo non è di destra né di sinistra: è, come ho scritto sopra, il tentativo di un capitalismo sottosviluppato di non pagar dazio e di tenere bloccato l&#8217;ascensore sociale.</p>
<p>Che questo sia una mentalità da conservatori è evidente (tanto che si parte dalla Destra Storica dei primi danni dell&#8217;unità d&#8217;Italia e si finisce a Tremonti), che l&#8217;URSS non fosse un faro del progresso altrettanto (visto che riprendeva una organizzazione statale vecchia di 15 secoli) e che la sinistra italiana sia intossicata dalla mania regolatrice (che però è più derivante dalla nostra cultura statuale che dalle ideologie) pure. Aspettiamo di vedere il calderolo che semplifica lo stato, purtroppo ci toccherà farlo abitando in Italia.</p>
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		<title>Di: Libertyfirst</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5993</link>
		<dc:creator>Libertyfirst</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 08:18:05 +0000</pubDate>
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		<description>E io che volevo parlare di economia... M&#039;associo alla delusione di Leonardo. :-( Mi consolerò leggendo Stiglitz e Greenwald. 8-O</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E io che volevo parlare di economia&#8230; M&#8217;associo alla delusione di Leonardo. <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' />  Mi consolerò leggendo Stiglitz e Greenwald. <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt='8-O' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
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		<title>Di: Leonardo Daverio Patrizi</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5982</link>
		<dc:creator>Leonardo Daverio Patrizi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 07:01:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco, dopo aver introdotto l&#039;insussistente dicotomia destra-sinistra che non c&#039;entra nulla con le nostre esposizioni, posso considerare la discussione esaurita, eventualmente rinviata ad un prossimo argomento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, dopo aver introdotto l&#8217;insussistente dicotomia destra-sinistra che non c&#8217;entra nulla con le nostre esposizioni, posso considerare la discussione esaurita, eventualmente rinviata ad un prossimo argomento.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: AG</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5966</link>
		<dc:creator>AG</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 21:09:07 +0000</pubDate>
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		<description>Pietà... &quot;n maniera dirigista e fondamentalmente socialista.&quot; ti prego pietà... &quot;
La colpa, caro Bruto, non è delle stelle nostre, ma di noi stessi che siamo anime di schiavi&quot;.
Il dirigismo è la scorciatoia per le imprese rispetto ad un mercato concorrenziale. Non è socialista. E&#039; economia assistita per capitalismo sottosviluppato.
Il dirigismo è di destra perchè cementifica le classi sociali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pietà&#8230; &#8220;n maniera dirigista e fondamentalmente socialista.&#8221; ti prego pietà&#8230; &#8221;<br />
La colpa, caro Bruto, non è delle stelle nostre, ma di noi stessi che siamo anime di schiavi&#8221;.<br />
Il dirigismo è la scorciatoia per le imprese rispetto ad un mercato concorrenziale. Non è socialista. E&#8217; economia assistita per capitalismo sottosviluppato.<br />
Il dirigismo è di destra perchè cementifica le classi sociali.</p>
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		<title>Di: libertyfirst</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5954</link>
		<dc:creator>libertyfirst</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 20:31:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5954</guid>
		<description>E&#039; ormai appurato che tutti sanno che il sistema banario attuale è in bancarotta e sta in piedi solo grazie all&#039;interventismo delle banche centrali.

Questo lo dico io, lo dice Leonardo, lo dice AG, lo avrebbero detto anche Keynes nel 1936 e Mises nel 1920, se avessero conosciuto Greenspan, e Mises una mezza idea prima del &#039;29 per una situazione MOLTO simile se l&#039;era fatta. Praticamente lo dicono tutti tranne Lucas e Prescott. :-D

Il problema è capire le cause.

Per AG il problema è endogeno al sistema bancario, che a sue volte è endogeno al sistema di mercato. 

Ma la politica monetaria è regolata dall&#039;alto come i prezzi in un regime socialista, e l&#039;interesse è l&#039;unico prezzo non determinato da domanda e offerta dei privati nell&#039;attuale so-called-capitalism.

Per me e Leo il problema è causato dallo stato che manipola la politica monetaria, impedendo al mercato di entrare in equilibrio, fissando dall&#039;alto il prezzo del credito anzichè consentendo il normale processo di pricing del mercato.

Io aggiungo, e sono sicuro che Leo è d&#039;accordo, che il problema è anche endogeno al sistema bancario: un sistema così massicciamente fiduciario si regge su una capocchia di spillo, basta una farfalla in Tailandia per causare fallimenti a catena in tutto il mondo.

Rimane da vedere se un sistema bancario siffatto sarebbe possibile senza manipolazione della politica monetaria da parte dello stato...

Quindi sono tutti d&#039;accordo con una tesi: che l&#039;attuale &quot;capitalismo&quot; è instabile e si evitano tragedie come il &#039;29 solo iniettando credito artificiosamente nel sistema, senza alcun rispetto per la domanda e l&#039;offerta, in maniera dirigista e fondamentalmente socialista.

Rimane da vedere se questo sistema instabile non sia che l&#039;ennesima incarnazione del problema dell&#039;interventismo: domanda e offerta possono uguagliarsi solo se i prezzi sono liberi di muoversi. E il prezzo del credito è fissato dallo stato anzichè dal mercato, quindi non è mai, se non per sbaglio, in equilibrio. Per ragioni politiche, è sempre eccessivamente disponibile, tranne quando le banche stanno sull&#039;orlo del precipizio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ormai appurato che tutti sanno che il sistema banario attuale è in bancarotta e sta in piedi solo grazie all&#8217;interventismo delle banche centrali.</p>
<p>Questo lo dico io, lo dice Leonardo, lo dice AG, lo avrebbero detto anche Keynes nel 1936 e Mises nel 1920, se avessero conosciuto Greenspan, e Mises una mezza idea prima del &#8216;29 per una situazione MOLTO simile se l&#8217;era fatta. Praticamente lo dicono tutti tranne Lucas e Prescott. <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il problema è capire le cause.</p>
<p>Per AG il problema è endogeno al sistema bancario, che a sue volte è endogeno al sistema di mercato. </p>
<p>Ma la politica monetaria è regolata dall&#8217;alto come i prezzi in un regime socialista, e l&#8217;interesse è l&#8217;unico prezzo non determinato da domanda e offerta dei privati nell&#8217;attuale so-called-capitalism.</p>
<p>Per me e Leo il problema è causato dallo stato che manipola la politica monetaria, impedendo al mercato di entrare in equilibrio, fissando dall&#8217;alto il prezzo del credito anzichè consentendo il normale processo di pricing del mercato.</p>
<p>Io aggiungo, e sono sicuro che Leo è d&#8217;accordo, che il problema è anche endogeno al sistema bancario: un sistema così massicciamente fiduciario si regge su una capocchia di spillo, basta una farfalla in Tailandia per causare fallimenti a catena in tutto il mondo.</p>
<p>Rimane da vedere se un sistema bancario siffatto sarebbe possibile senza manipolazione della politica monetaria da parte dello stato&#8230;</p>
<p>Quindi sono tutti d&#8217;accordo con una tesi: che l&#8217;attuale &#8220;capitalismo&#8221; è instabile e si evitano tragedie come il &#8216;29 solo iniettando credito artificiosamente nel sistema, senza alcun rispetto per la domanda e l&#8217;offerta, in maniera dirigista e fondamentalmente socialista.</p>
<p>Rimane da vedere se questo sistema instabile non sia che l&#8217;ennesima incarnazione del problema dell&#8217;interventismo: domanda e offerta possono uguagliarsi solo se i prezzi sono liberi di muoversi. E il prezzo del credito è fissato dallo stato anzichè dal mercato, quindi non è mai, se non per sbaglio, in equilibrio. Per ragioni politiche, è sempre eccessivamente disponibile, tranne quando le banche stanno sull&#8217;orlo del precipizio.</p>
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	<item>
		<title>Di: Leonardo Daverio Patrizi</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5928</link>
		<dc:creator>Leonardo Daverio Patrizi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:12:42 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; stata dura ma siamo tornati al punto di partenza.

Creare ricchezza inesistente non è capitalismo, è una aberrazione dello Stato, che lo fa perché a nessuno manchi nulla. Essendo una aberrazione porta risultati aberranti, tipo più sperequazione.
E sicuramente non è liberismo, è una ingerenza di un ente non privato e fuori dal mercato.

Il capitalismo per funzionare non deve avere un numerario preciso, questo invece è arbitrario.

Poi tu dimmi che non è socialismo una banca centrale che crea continuamente moneta, che inflaziona, che illude che tutti possano comprarsi la casa o l&#039;auto nuova, che abbassa i tassi e stimola il credito al consumo; dimmi tu che non è socialismo privilegiare il consumo al risparmio per volontà statale. Chiamalo come ti pare, ma non è capitalismo.

Ti invito a farti un paio di letture, se ti va.
http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo
http://ideashaveconsequences.org/dove-potremmo-andare-a-finire/leo

Ciao, societé anonyme</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata dura ma siamo tornati al punto di partenza.</p>
<p>Creare ricchezza inesistente non è capitalismo, è una aberrazione dello Stato, che lo fa perché a nessuno manchi nulla. Essendo una aberrazione porta risultati aberranti, tipo più sperequazione.<br />
E sicuramente non è liberismo, è una ingerenza di un ente non privato e fuori dal mercato.</p>
<p>Il capitalismo per funzionare non deve avere un numerario preciso, questo invece è arbitrario.</p>
<p>Poi tu dimmi che non è socialismo una banca centrale che crea continuamente moneta, che inflaziona, che illude che tutti possano comprarsi la casa o l&#8217;auto nuova, che abbassa i tassi e stimola il credito al consumo; dimmi tu che non è socialismo privilegiare il consumo al risparmio per volontà statale. Chiamalo come ti pare, ma non è capitalismo.</p>
<p>Ti invito a farti un paio di letture, se ti va.<br />
<a href="http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo" rel="nofollow">http://ideashaveconsequences.org/come-siamo-arrivati-cosi-lontano/leo</a><br />
<a href="http://ideashaveconsequences.org/dove-potremmo-andare-a-finire/leo" rel="nofollow">http://ideashaveconsequences.org/dove-potremmo-andare-a-finire/leo</a></p>
<p>Ciao, societé anonyme</p>
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	<item>
		<title>Di: AG</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5927</link>
		<dc:creator>AG</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:52:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5927</guid>
		<description>&quot;A te dà fastidio che qualcuno ragioni in termini a-morali.&quot;

Assolutamente, io sono un quasi (mancandomi un pugno di esami) storico, della moralità parlando di fenomeni storico-economici me ne sbatto allegramente. Mi da fastidio chiamare socialismo cose che non c&#039;entrano un fico, come se dicessi che Bruto era anarchico perchè pugnalò Cesare...

&quot;Ma poi tu… AG… sai che in tedesco è AktienGesellschaft, cioè società per azioni?&quot; 
Si lo sapevo :P

Appunto basta con sto &quot;principio socialista di tutto a tutti in qualsiasi modo&quot;. E&#039; piuttosto il principio &quot;consumista&quot; del capitalismo morente che vuole ampliare a dismisura la platea dei consumatori.
Dai su che non veniamo giù dalla montagna del sapone. Se negli USA adesso (come già dissi in maniera simile all&#039;Italia degli 80) non si fosse distribuita per anni ricchezza INESISTENTE tramite le varie bolle speculative come si sostenevano i consumi interni? Chi faceva i ROE a 2 cifre per poi prendersi i superbenefit e le stock option? Come si teneva buona una popolazione che avrebbe dovuto impoverirsi sempre più?
Qui in Italia paghiamo oggi con un impoverimento delle classi medie la politica degli anni 80, e ti dirò che è logico che i grossi possessori di ricchezza invece diventino sempr epiù ricchi perchè la ricchezza si può spostare ma il lavoro, che è la ricchezza delle classi medio-basse, no.
Mi faccio pagare lo stipendio in Lussemburgo o alle Cayman? Non credo di riuscirci.
Qui siamo di fronte al fatto che essendo la crescita oramai a somma zero, perchè non si può più drogare il mercato per trovare nuovi consumatori, se cresce la Cina calano gli USA. Questo imputo al capitalismo liberista, questo sogno della crescita infinita che porterà benessere a tutti dagli eschimesi agli ottentotti. Questo è stato il capitalismo liberista a farlo non certo il &quot;socialismo&quot; di cui stai fanfaronando. 
Il capitalismo che ha fatto credere a chi poteva comprare due cellulari nuovi l&#039;anno che era ricco, quando col suo stipendio, invece, non potrà mai comprarsi beni reali quali un appartamento mentre i suoi padri, che non avevano il nuovo Nokia e il volo &quot;low cost&quot; per Londra, spesso con un solo stipendio da impiegato in famiglia si compravano pure la casa al mare e crescevano un paio di figli.
Come dicevo a me non frega un fico secco se il capitalismo liberista è buono o cattivo, è morale o amorale. Dico solo che ha raggiunto il picco e sta già cadendo, e sembra pure velocemente. Altro che salvare l&#039;Africa, prepariamoci a salvare noi stessi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A te dà fastidio che qualcuno ragioni in termini a-morali.&#8221;</p>
<p>Assolutamente, io sono un quasi (mancandomi un pugno di esami) storico, della moralità parlando di fenomeni storico-economici me ne sbatto allegramente. Mi da fastidio chiamare socialismo cose che non c&#8217;entrano un fico, come se dicessi che Bruto era anarchico perchè pugnalò Cesare&#8230;</p>
<p>&#8220;Ma poi tu… AG… sai che in tedesco è AktienGesellschaft, cioè società per azioni?&#8221;<br />
Si lo sapevo <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Appunto basta con sto &#8220;principio socialista di tutto a tutti in qualsiasi modo&#8221;. E&#8217; piuttosto il principio &#8220;consumista&#8221; del capitalismo morente che vuole ampliare a dismisura la platea dei consumatori.<br />
Dai su che non veniamo giù dalla montagna del sapone. Se negli USA adesso (come già dissi in maniera simile all&#8217;Italia degli 80) non si fosse distribuita per anni ricchezza INESISTENTE tramite le varie bolle speculative come si sostenevano i consumi interni? Chi faceva i ROE a 2 cifre per poi prendersi i superbenefit e le stock option? Come si teneva buona una popolazione che avrebbe dovuto impoverirsi sempre più?<br />
Qui in Italia paghiamo oggi con un impoverimento delle classi medie la politica degli anni 80, e ti dirò che è logico che i grossi possessori di ricchezza invece diventino sempr epiù ricchi perchè la ricchezza si può spostare ma il lavoro, che è la ricchezza delle classi medio-basse, no.<br />
Mi faccio pagare lo stipendio in Lussemburgo o alle Cayman? Non credo di riuscirci.<br />
Qui siamo di fronte al fatto che essendo la crescita oramai a somma zero, perchè non si può più drogare il mercato per trovare nuovi consumatori, se cresce la Cina calano gli USA. Questo imputo al capitalismo liberista, questo sogno della crescita infinita che porterà benessere a tutti dagli eschimesi agli ottentotti. Questo è stato il capitalismo liberista a farlo non certo il &#8220;socialismo&#8221; di cui stai fanfaronando.<br />
Il capitalismo che ha fatto credere a chi poteva comprare due cellulari nuovi l&#8217;anno che era ricco, quando col suo stipendio, invece, non potrà mai comprarsi beni reali quali un appartamento mentre i suoi padri, che non avevano il nuovo Nokia e il volo &#8220;low cost&#8221; per Londra, spesso con un solo stipendio da impiegato in famiglia si compravano pure la casa al mare e crescevano un paio di figli.<br />
Come dicevo a me non frega un fico secco se il capitalismo liberista è buono o cattivo, è morale o amorale. Dico solo che ha raggiunto il picco e sta già cadendo, e sembra pure velocemente. Altro che salvare l&#8217;Africa, prepariamoci a salvare noi stessi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Leonardo Daverio Patrizi</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5919</link>
		<dc:creator>Leonardo Daverio Patrizi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:15:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5919</guid>
		<description>A te dà fastidio che qualcuno ragioni in termini a-morali. Bene, a me dà fastidio che qualcuno ragioni confondendo la gestione statale della moneta con la libertà di impresa, e quindi l&#039;origine pubblica degli squilibri mondiali con il capitalista che ti fa lavorare e mangiare.

Ma poi tu... AG... sai che in tedesco è AktienGesellschaft, cioè società per azioni?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A te dà fastidio che qualcuno ragioni in termini a-morali. Bene, a me dà fastidio che qualcuno ragioni confondendo la gestione statale della moneta con la libertà di impresa, e quindi l&#8217;origine pubblica degli squilibri mondiali con il capitalista che ti fa lavorare e mangiare.</p>
<p>Ma poi tu&#8230; AG&#8230; sai che in tedesco è AktienGesellschaft, cioè società per azioni?</p>
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		<title>Di: Leonardo Daverio Patrizi</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5918</link>
		<dc:creator>Leonardo Daverio Patrizi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:13:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5918</guid>
		<description>&quot;debolezza del capitalismo attuale&quot;
&quot;che segue solo la divinità del profitto a breve e per questo sta usando la delocalizzazione come una volta si usava la schiavitù&quot;
Il capitalismo, cioè gli imprenditori che vanno a faare impresa come i tedeschi in africa, certo che seguono il profitto, se no sarebbero missionari e non imprenditori. Usano la delocalizzazione perché far lavorare lì costa meno che in Romania. Certo. Usano la schiavitù... non mi pare. Ti risulta che vadano nei villaggi e incatenino i più prestanti perché lavorino? Non mi pare. Tu sei uno schiavo? Non credo. Se poi ogni imprenditore è per definizione negriero perché ruba il prodotto del lavoro degli operai, allora chiudiamo qui la discussione perché non abbiano nulla da dirci.

&quot;creando una specie di latifondismo economico che va di pari passo con la mancanza di investimenti e innovazione&quot;
perché un tedesco lavori ha bisogno per lo meno della struttura, di portarci macchinari, di allacciarsi in qualche modo all&#039;energia, di avere un porto e una strada per arrivarci... mancanza di investimenti? Secondo te ci vanno con secchiello e paletta in Africa? Ma che investimenti ci devono fare, una piscina olimpionica?
Mancanza di innovazione? Aree intere sono senza energia elettrica o acqua, secondo te cosa se ne fanno di un pentium quantico in mezzo all&#039;Africa? non è più necessario un posto di lavoro (dove ci vanno se par loro, non certo con la frusta) un reddito da cominciare a spendere per coprire le necessità?

&quot;e con la finanziarizzazione degli scambi ideata per coprire i propri deficit strutturali e l’insufficiente crescita di ricchezza reale&quot;
finanziarizzazione degli scambi, secondo me qui si va sul mito. La finanza trasferisce moneta da una parte all&#039;altra, non crea nulla né distrugge nulla. La crescita della finanza, e dopo stavolta spero di non ripeterlo più, non è dovuta a una follia degli imprenditori capitalisti, ma è dovuta alla quantità di credito e moneta che le banche centrali, enti governativi, hanno messo in circolazione in ossequio al principio socialista di tutto a tutti in qualsiasi modo.
Dici bene, si gonfia la finanza (attraverso la circolazione di moneta nuova creata dallo Stato) per sopperire a una ridotta crescita reale, ma questo non è il prodotto del capitalismo, questo è il frutto delle scelte statali di voler a tutti i costi scavalcare le leggi economiche, del non voler accettare la ciclicità dell&#039;economia dovuta agli interventi delle banche centrali stesse, è il risultato della forzatura del consumo a scapito del risparmio e della distorsione di quest&#039;ultimo dall&#039;investimento verso la più varia spesa di consumo pubblica. Ma il problema dell&#039;Africa è la mancanza di investimenti, di denaro, e non un calo ciclico, è il problema anche di un paese che non può esportare la propria agricoltura perché i morali stati occidentali proteggono i propri contadini.
Deficit strutturali coperti con la finanza? Gli unici deficit sono quelli di comprensione che non si crea ricchezza dal nulla, il che è quello che fanno tutti i morali stati che creano moneta ad libitum.

Dimmi tu allora, cosa si dovrebbe fare? Isolare l&#039;Africa e darci all&#039;autarchia, così saremo noi a farci i frigoriferi, coltivare solo il proprio orto e fregarcene se il centro africa potrebbe venderci qualcosa? Oppure andare lì solo con i bigliettoni e condirli con il cous cous e lasciare che sia la Provvidenza a investire in campi o in opifici? Oppure piantiamo direttamente il CNR a Mombasa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;debolezza del capitalismo attuale&#8221;<br />
&#8220;che segue solo la divinità del profitto a breve e per questo sta usando la delocalizzazione come una volta si usava la schiavitù&#8221;<br />
Il capitalismo, cioè gli imprenditori che vanno a faare impresa come i tedeschi in africa, certo che seguono il profitto, se no sarebbero missionari e non imprenditori. Usano la delocalizzazione perché far lavorare lì costa meno che in Romania. Certo. Usano la schiavitù&#8230; non mi pare. Ti risulta che vadano nei villaggi e incatenino i più prestanti perché lavorino? Non mi pare. Tu sei uno schiavo? Non credo. Se poi ogni imprenditore è per definizione negriero perché ruba il prodotto del lavoro degli operai, allora chiudiamo qui la discussione perché non abbiano nulla da dirci.</p>
<p>&#8220;creando una specie di latifondismo economico che va di pari passo con la mancanza di investimenti e innovazione&#8221;<br />
perché un tedesco lavori ha bisogno per lo meno della struttura, di portarci macchinari, di allacciarsi in qualche modo all&#8217;energia, di avere un porto e una strada per arrivarci&#8230; mancanza di investimenti? Secondo te ci vanno con secchiello e paletta in Africa? Ma che investimenti ci devono fare, una piscina olimpionica?<br />
Mancanza di innovazione? Aree intere sono senza energia elettrica o acqua, secondo te cosa se ne fanno di un pentium quantico in mezzo all&#8217;Africa? non è più necessario un posto di lavoro (dove ci vanno se par loro, non certo con la frusta) un reddito da cominciare a spendere per coprire le necessità?</p>
<p>&#8220;e con la finanziarizzazione degli scambi ideata per coprire i propri deficit strutturali e l’insufficiente crescita di ricchezza reale&#8221;<br />
finanziarizzazione degli scambi, secondo me qui si va sul mito. La finanza trasferisce moneta da una parte all&#8217;altra, non crea nulla né distrugge nulla. La crescita della finanza, e dopo stavolta spero di non ripeterlo più, non è dovuta a una follia degli imprenditori capitalisti, ma è dovuta alla quantità di credito e moneta che le banche centrali, enti governativi, hanno messo in circolazione in ossequio al principio socialista di tutto a tutti in qualsiasi modo.<br />
Dici bene, si gonfia la finanza (attraverso la circolazione di moneta nuova creata dallo Stato) per sopperire a una ridotta crescita reale, ma questo non è il prodotto del capitalismo, questo è il frutto delle scelte statali di voler a tutti i costi scavalcare le leggi economiche, del non voler accettare la ciclicità dell&#8217;economia dovuta agli interventi delle banche centrali stesse, è il risultato della forzatura del consumo a scapito del risparmio e della distorsione di quest&#8217;ultimo dall&#8217;investimento verso la più varia spesa di consumo pubblica. Ma il problema dell&#8217;Africa è la mancanza di investimenti, di denaro, e non un calo ciclico, è il problema anche di un paese che non può esportare la propria agricoltura perché i morali stati occidentali proteggono i propri contadini.<br />
Deficit strutturali coperti con la finanza? Gli unici deficit sono quelli di comprensione che non si crea ricchezza dal nulla, il che è quello che fanno tutti i morali stati che creano moneta ad libitum.</p>
<p>Dimmi tu allora, cosa si dovrebbe fare? Isolare l&#8217;Africa e darci all&#8217;autarchia, così saremo noi a farci i frigoriferi, coltivare solo il proprio orto e fregarcene se il centro africa potrebbe venderci qualcosa? Oppure andare lì solo con i bigliettoni e condirli con il cous cous e lasciare che sia la Provvidenza a investire in campi o in opifici? Oppure piantiamo direttamente il CNR a Mombasa?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gregorj</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5914</link>
		<dc:creator>Gregorj</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 13:36:06 +0000</pubDate>
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		<description>ritorniamo al Devoto-Oli...ehm, allo Statuto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ritorniamo al Devoto-Oli&#8230;ehm, allo Statuto!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: AG</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5913</link>
		<dc:creator>AG</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 13:30:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5913</guid>
		<description>Leonardo, abbi pazienza, chiama col loro nome le cose. Lo stato Bizantino fin dai tempi di Giustiniano, cioè VI secolo, che aveva opifici di proprietà statale, con lo stato che aveva il monopolio del prestito di denaro, che accumulava scorte di grano e altri generi alimentari oltre a imporre spesso la professione ai suoi sudditi a mio modestissimo parere, ma modesto eh, di socialista non ha proprio una ceppa di nulla.
Poi che una classe dirigente russa, che di quella mentalità era imbevuta da secoli di propaganda zarista su Mosca come terza Roma, prendesse spunto da quella esperienza per attualizzare il LORO socialismo, mi pare un discorso completamente diverso.

Più che altro rispondimi sulla debolezza del capitalismo attuale che segue solo la divinità del profitto a breve e per questo sta usando la delocalizzazione come una volta si usava la schiavitù, creando una specie di latifondismo economico che va di pari passo con la mancanza di investimenti e innovazione, e con la finanziarizzazione degli scambi ideata per coprire i propri deficit strutturali e l&#039;insufficiente crescita di ricchezza reale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leonardo, abbi pazienza, chiama col loro nome le cose. Lo stato Bizantino fin dai tempi di Giustiniano, cioè VI secolo, che aveva opifici di proprietà statale, con lo stato che aveva il monopolio del prestito di denaro, che accumulava scorte di grano e altri generi alimentari oltre a imporre spesso la professione ai suoi sudditi a mio modestissimo parere, ma modesto eh, di socialista non ha proprio una ceppa di nulla.<br />
Poi che una classe dirigente russa, che di quella mentalità era imbevuta da secoli di propaganda zarista su Mosca come terza Roma, prendesse spunto da quella esperienza per attualizzare il LORO socialismo, mi pare un discorso completamente diverso.</p>
<p>Più che altro rispondimi sulla debolezza del capitalismo attuale che segue solo la divinità del profitto a breve e per questo sta usando la delocalizzazione come una volta si usava la schiavitù, creando una specie di latifondismo economico che va di pari passo con la mancanza di investimenti e innovazione, e con la finanziarizzazione degli scambi ideata per coprire i propri deficit strutturali e l&#8217;insufficiente crescita di ricchezza reale.</p>
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	<item>
		<title>Di: Leonardo Daverio Patrizi</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5904</link>
		<dc:creator>Leonardo Daverio Patrizi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 13:02:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5904</guid>
		<description>Ah tu chiami la commistione di potere politico e economico, magari con aziende asservite a scopi politici, &quot;capitalismo&quot;?
Io lo chiamo &quot;socialismo&quot;, e non dire che non c&#039;entra nulla, il socialismo è sempre stato questo: strumenti &quot;privati&quot; per scopi &quot;sociali&quot;. Se poi il politico in testa alla struttura agisce per sé e non per la società, puoi certamente disconoscere il suo operato, ma quello è socialismo.

Se crei un centro di potere politico, devi aspettarti che pensi a rigenerarsi invece di fare il filantropo. Ecco perché esiste questa contrapposizione mercato-stato; il mercato è un modo di sintetizzare la partecipazione di molti &quot;pari&quot; da cui emerge un risultato condiviso da tutti. Lo strumento è per forza il capitale, la possibilità di acquistare, dare (e prendere) credito, inventarsi, e assecondare i propri bisogni nel rispetto di tutti gli altri partecipanti. Un &quot;comitato&quot; di &quot;benpensanti&quot; che decidono per te quanto devi risparmiare, quanto e cosa acquistare, dove e perché investire è socialismo, ed è comunque una iposizione di pochi su molti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah tu chiami la commistione di potere politico e economico, magari con aziende asservite a scopi politici, &#8220;capitalismo&#8221;?<br />
Io lo chiamo &#8220;socialismo&#8221;, e non dire che non c&#8217;entra nulla, il socialismo è sempre stato questo: strumenti &#8220;privati&#8221; per scopi &#8220;sociali&#8221;. Se poi il politico in testa alla struttura agisce per sé e non per la società, puoi certamente disconoscere il suo operato, ma quello è socialismo.</p>
<p>Se crei un centro di potere politico, devi aspettarti che pensi a rigenerarsi invece di fare il filantropo. Ecco perché esiste questa contrapposizione mercato-stato; il mercato è un modo di sintetizzare la partecipazione di molti &#8220;pari&#8221; da cui emerge un risultato condiviso da tutti. Lo strumento è per forza il capitale, la possibilità di acquistare, dare (e prendere) credito, inventarsi, e assecondare i propri bisogni nel rispetto di tutti gli altri partecipanti. Un &#8220;comitato&#8221; di &#8220;benpensanti&#8221; che decidono per te quanto devi risparmiare, quanto e cosa acquistare, dove e perché investire è socialismo, ed è comunque una iposizione di pochi su molti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: AG</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5900</link>
		<dc:creator>AG</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 12:37:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5900</guid>
		<description>L&#039;URSS era la prosecuzione con altro nome e altri dirigenti dello zarismo, che essendo una delle poche monarchie assolute, era alquanto &quot;statalista&quot;. Le persecuzioni e deportazioni di Stalin contro le minoranze etniche, giusto per fare un esempio, non erano in nulla diverse di quelle a suo tempo fatte dai vari Zar, idem l&#039;industrializzazione forzata che aveva avuto un illustre antenato in Pietro il Grande. Interessantissimo sarebbe poi ragionare sull&#039;universalismo imperiale russo, sia zarista che comunista, di chiara derivazione bizantina (cioè romana), lo stesso da cui deriva anche quello della Chiesa Cattolica (ecco le due chiese) che hanno/avevano pure la stessa forma elettiva di sovrano assoluto scelto dai pari fra di loro (senato/imperatore, politburo/segretario, conclave/papa). Troppe cose per essere coincidenze.

E la Cina di oggi dove è differente dalla Cina imperiale? Nella cooptazione della classe dirigente? Oppure spiegatemi le immani differenze nelle campagne fra gli apparatchnik di partito di oggi e i mandarini del Celeste Impero. Si fa fatica vero?
Quello che voglio dire è che dalla storia non si svicola troppo e hai perfettamente ragione Leonardo quando parli dell&#039;Africa che, purtroppo, non è ancora passata attraverso certi passaggi perchè congelata dalla colonizzazione araba prima e europea in seguito.

Su queste realtà innestare l&#039;esperienza del capitalismo tout court mi sembra perlomeno ardito, così come ardito è pure nel caso cinese. Ma voi che parlate di libero mercato che dite del Giappone dove l&#039;intrico societario difende dalla fine dell&#039;800 l&#039;autarchia del potere economico? Avete mai visto takeover di compagnie giapponesi da parte di operatori esteri? E la forma societaria, a metà strada fra le nostre cooperative e le signorie feudali giapponesi del passato?

Il problema è che siamo in un fase di profonda crisi del modello capitalistico occidentale e il fatto che le imprese delocalizzino in Cina o Namibia non è la prova della sua forza. E&#039; la prova della sua debolezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;URSS era la prosecuzione con altro nome e altri dirigenti dello zarismo, che essendo una delle poche monarchie assolute, era alquanto &#8220;statalista&#8221;. Le persecuzioni e deportazioni di Stalin contro le minoranze etniche, giusto per fare un esempio, non erano in nulla diverse di quelle a suo tempo fatte dai vari Zar, idem l&#8217;industrializzazione forzata che aveva avuto un illustre antenato in Pietro il Grande. Interessantissimo sarebbe poi ragionare sull&#8217;universalismo imperiale russo, sia zarista che comunista, di chiara derivazione bizantina (cioè romana), lo stesso da cui deriva anche quello della Chiesa Cattolica (ecco le due chiese) che hanno/avevano pure la stessa forma elettiva di sovrano assoluto scelto dai pari fra di loro (senato/imperatore, politburo/segretario, conclave/papa). Troppe cose per essere coincidenze.</p>
<p>E la Cina di oggi dove è differente dalla Cina imperiale? Nella cooptazione della classe dirigente? Oppure spiegatemi le immani differenze nelle campagne fra gli apparatchnik di partito di oggi e i mandarini del Celeste Impero. Si fa fatica vero?<br />
Quello che voglio dire è che dalla storia non si svicola troppo e hai perfettamente ragione Leonardo quando parli dell&#8217;Africa che, purtroppo, non è ancora passata attraverso certi passaggi perchè congelata dalla colonizzazione araba prima e europea in seguito.</p>
<p>Su queste realtà innestare l&#8217;esperienza del capitalismo tout court mi sembra perlomeno ardito, così come ardito è pure nel caso cinese. Ma voi che parlate di libero mercato che dite del Giappone dove l&#8217;intrico societario difende dalla fine dell&#8217;800 l&#8217;autarchia del potere economico? Avete mai visto takeover di compagnie giapponesi da parte di operatori esteri? E la forma societaria, a metà strada fra le nostre cooperative e le signorie feudali giapponesi del passato?</p>
<p>Il problema è che siamo in un fase di profonda crisi del modello capitalistico occidentale e il fatto che le imprese delocalizzino in Cina o Namibia non è la prova della sua forza. E&#8217; la prova della sua debolezza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Leonardo Daverio Patrizi</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5898</link>
		<dc:creator>Leonardo Daverio Patrizi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 12:15:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5898</guid>
		<description>Socialismo Libertario è una contraddizione di termini. Ci manca solo che venga fuori che l&#039;URSS di Lenin (colui che aborriva gli economisti, bene ricordarlo) fosse la madre di ogni libero mercato.

Flessibilità intellettuale è un discorso, qui siamo a livello di pensiero debole di Vattimo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Socialismo Libertario è una contraddizione di termini. Ci manca solo che venga fuori che l&#8217;URSS di Lenin (colui che aborriva gli economisti, bene ricordarlo) fosse la madre di ogni libero mercato.</p>
<p>Flessibilità intellettuale è un discorso, qui siamo a livello di pensiero debole di Vattimo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: patello</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5897</link>
		<dc:creator>patello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 12:01:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5897</guid>
		<description>tra l&#039;altro questa continua associazione statalismo=socialismo è assurda, rivela un&#039;ignoranza paurosa sulle esperienze sia teoriche che pratiche di un socialismo libertario che orignariamente, forse è il caso di ricordarlo giusto per smetterla di dare le cose per scontate, lo stato lo voleva abolire.

Se molti sistemi socialisti non hanno funzionato è perchè dietro alle ponderate constatazioni economicistiche dei molti che hanno basato su questa &quot;neutrale&quot; costatazione l&#039;imposizione di altre ideologie ci stanno anni di controinsurrezione, negazione sistematica delle libertà civili e sociali, dittature appoggiate dal capitale in tutto il mondo. Relegare tutto questo a manifestazioni non correlate al capitalismo è espressione di spudorata cattiva fede. Il fatto che ne siano manifestazioni partitarie e degeneri non implica che non siano correlate, anzi.

La polemologia di stato vs mercato ha stancato un po&#039; tutti, è davvero il caso che prendiate la vostra copia di Capitalismo e Libertà e la riponiate gentilmente nel cassetto, perchè non è la chiave del mondo, iniziate a rivedere alcuni vostri criteri e forse potrete recuperare quella flessibilità intellettuale di cui un economista ha oggi bisogno più che mai.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tra l&#8217;altro questa continua associazione statalismo=socialismo è assurda, rivela un&#8217;ignoranza paurosa sulle esperienze sia teoriche che pratiche di un socialismo libertario che orignariamente, forse è il caso di ricordarlo giusto per smetterla di dare le cose per scontate, lo stato lo voleva abolire.</p>
<p>Se molti sistemi socialisti non hanno funzionato è perchè dietro alle ponderate constatazioni economicistiche dei molti che hanno basato su questa &#8220;neutrale&#8221; costatazione l&#8217;imposizione di altre ideologie ci stanno anni di controinsurrezione, negazione sistematica delle libertà civili e sociali, dittature appoggiate dal capitale in tutto il mondo. Relegare tutto questo a manifestazioni non correlate al capitalismo è espressione di spudorata cattiva fede. Il fatto che ne siano manifestazioni partitarie e degeneri non implica che non siano correlate, anzi.</p>
<p>La polemologia di stato vs mercato ha stancato un po&#8217; tutti, è davvero il caso che prendiate la vostra copia di Capitalismo e Libertà e la riponiate gentilmente nel cassetto, perchè non è la chiave del mondo, iniziate a rivedere alcuni vostri criteri e forse potrete recuperare quella flessibilità intellettuale di cui un economista ha oggi bisogno più che mai.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: patello</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5896</link>
		<dc:creator>patello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:54:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5896</guid>
		<description>Ragazzi vi ho prenotato un tavolo all&#039;Heritage, li potete discutere sobriamente dell&#039;appropriatezza della riforma delle pensioni di Pinochet.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi vi ho prenotato un tavolo all&#8217;Heritage, li potete discutere sobriamente dell&#8217;appropriatezza della riforma delle pensioni di Pinochet.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Leonardo Daverio Patrizi</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5895</link>
		<dc:creator>Leonardo Daverio Patrizi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:51:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5895</guid>
		<description>Sai AG, la tua osservazione è molto pertinente, ma non sono d&#039;accordo, per il fatto che organizzazioni tribali (come esempio) non sono funzionali ad un tipo di sviluppo che se vuoi possiamo chiamare capitalistico.
Lo sviluppo di un popolo passa comunque stadi di progressivo allargamento e integrazione (o interrelazione) che forzano le organizzazioni a superare dimensioni particolarmente locali, e questo comporta anche l&#039;adozione di regole e standard applicabili su ambiti territoriali sempre più vasti.
Un po&#039; marxisticamente si può dire che l&#039;economia modelli la società, ma questo perché le due cose sono due aspetti di una stessa, e per forza hanno effetti reciproci.

Posso essere d&#039;accordo che l&#039;attuale forma del mondo non sia quella definitiva, anzi sono d&#039;accordo, a meno che non intervengano spinte &quot;politiche&quot; di isolamento o accentramento dei poteri come contrasto a, per quel che vedo, tendenze innate al decentramento. Da qui a dire che una società essenzialmente arretrata (intendo assimilabile ad un passato proprio dell&#039;Europa stessa) possa seguire un percorso assolutamente originale rispetto a quello degli attuali paesi industrializzati, mi pare troppo forzato, se non altro perché quei paesi che si stanno sviluppando e di conseguenza riorganizzando lo stanno facendo incontrandosi con &quot;la vecchia guardia&quot;. L&#039;originalità è possibile e direi benvenuta, ma che sia assolutamente distintiva, io lo escludo.

Certo, non è detto che l&#039;Africa debba passare da un proprio medioevo, che è stato uno dei vari passaggi dell&#039;evoluzione europea, non un buconero, ma decisamente è ancora meno detto che non passerà per stadi progressivi di capitalismo, statalismo, accentramento, decentramento, unione, consociativismo, protesta, conquieste democratiche, consapevolezza e compagnia bella.
Per ora sono molto sulla fase del dittatorialismo (non so se più vicino alla prima Roma o al Fascismo), e spero che finisca presto.

Ma a parte questo, l&#039;economia è uno studio degli scambi tra soggetti che possono essere liberi o vincolati in vario modo.
E le persone scambieranno sempre qualcosa oggi per oggi e oggi per domani. E i meccanismi distorsori di un ente centrale che fissa le ragioni di scambio senza riguardo al valore che le persone attribuiscono a quei beni, sono e saranno sempre analoghi.

E ora andiamo a pranzo, che poi dobbiamo lavorare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sai AG, la tua osservazione è molto pertinente, ma non sono d&#8217;accordo, per il fatto che organizzazioni tribali (come esempio) non sono funzionali ad un tipo di sviluppo che se vuoi possiamo chiamare capitalistico.<br />
Lo sviluppo di un popolo passa comunque stadi di progressivo allargamento e integrazione (o interrelazione) che forzano le organizzazioni a superare dimensioni particolarmente locali, e questo comporta anche l&#8217;adozione di regole e standard applicabili su ambiti territoriali sempre più vasti.<br />
Un po&#8217; marxisticamente si può dire che l&#8217;economia modelli la società, ma questo perché le due cose sono due aspetti di una stessa, e per forza hanno effetti reciproci.</p>
<p>Posso essere d&#8217;accordo che l&#8217;attuale forma del mondo non sia quella definitiva, anzi sono d&#8217;accordo, a meno che non intervengano spinte &#8220;politiche&#8221; di isolamento o accentramento dei poteri come contrasto a, per quel che vedo, tendenze innate al decentramento. Da qui a dire che una società essenzialmente arretrata (intendo assimilabile ad un passato proprio dell&#8217;Europa stessa) possa seguire un percorso assolutamente originale rispetto a quello degli attuali paesi industrializzati, mi pare troppo forzato, se non altro perché quei paesi che si stanno sviluppando e di conseguenza riorganizzando lo stanno facendo incontrandosi con &#8220;la vecchia guardia&#8221;. L&#8217;originalità è possibile e direi benvenuta, ma che sia assolutamente distintiva, io lo escludo.</p>
<p>Certo, non è detto che l&#8217;Africa debba passare da un proprio medioevo, che è stato uno dei vari passaggi dell&#8217;evoluzione europea, non un buconero, ma decisamente è ancora meno detto che non passerà per stadi progressivi di capitalismo, statalismo, accentramento, decentramento, unione, consociativismo, protesta, conquieste democratiche, consapevolezza e compagnia bella.<br />
Per ora sono molto sulla fase del dittatorialismo (non so se più vicino alla prima Roma o al Fascismo), e spero che finisca presto.</p>
<p>Ma a parte questo, l&#8217;economia è uno studio degli scambi tra soggetti che possono essere liberi o vincolati in vario modo.<br />
E le persone scambieranno sempre qualcosa oggi per oggi e oggi per domani. E i meccanismi distorsori di un ente centrale che fissa le ragioni di scambio senza riguardo al valore che le persone attribuiscono a quei beni, sono e saranno sempre analoghi.</p>
<p>E ora andiamo a pranzo, che poi dobbiamo lavorare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: AG</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5893</link>
		<dc:creator>AG</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:18:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=996#comment-5893</guid>
		<description>Vedi Leonardo, quello che mi fa davvero un poco incavolare, in senso buono :D, è questa ostinazione degli economisti, soprattutto quelli di matrice liberista, a considerare il Fukuyama de &quot;La fine della storia&quot; come mattone incriticabile di verità assoluta.

Ragazzi cari, l&#039;economia e le società nel corso dei secoli si sono organizzate in tantissimi modi e non solo quello attuale. 
Per cui i cinesi e gli africani che lavorano sempre di più non è scontato che diventino abbastanza ricchi per pretendere la pensione sociale.
Non è scritto da nessuna parte: gli schiavi nella società romana hanno lavorato per secoli e non hanno mai avuto la pensione mi pare, come non mi pare ci siano state meravigliose conquiste del welfare nel boom economico lungo due secoli dall&#039;XI al XIII.
Quindi che degli africani, in cui la struttura sociale tribale è ancora preponderante, diventino all&#039;improvviso degli organizzati proletari postmarxisti mi pare alquanto improbabile. 
Anzi, mi puzza un po&#039; di presa per i fondelli, come le &quot;indipendenze&quot; africane degli anni 60, di solito capitanate da ex-soldati indigeni delle potenze coloniali, ai quali le stesse affidarono la gestione dell&#039;ordine pubblico risparmiandosi i costi di usare i loro eserciti per poter continuare a sfruttare le materie prime locali (perchè questa è stata la decolonizzazione nel 95% dei casi).

Smettete per un attimo, un attimino solo, a pensare che tutta la storia umana, e di conseguenza anche quella economica, si apra e si chiuda entro il capitalismo odierno.

Non è scontato, anzi è impossibile. Panta rei.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedi Leonardo, quello che mi fa davvero un poco incavolare, in senso buono <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> , è questa ostinazione degli economisti, soprattutto quelli di matrice liberista, a considerare il Fukuyama de &#8220;La fine della storia&#8221; come mattone incriticabile di verità assoluta.</p>
<p>Ragazzi cari, l&#8217;economia e le società nel corso dei secoli si sono organizzate in tantissimi modi e non solo quello attuale.<br />
Per cui i cinesi e gli africani che lavorano sempre di più non è scontato che diventino abbastanza ricchi per pretendere la pensione sociale.<br />
Non è scritto da nessuna parte: gli schiavi nella società romana hanno lavorato per secoli e non hanno mai avuto la pensione mi pare, come non mi pare ci siano state meravigliose conquiste del welfare nel boom economico lungo due secoli dall&#8217;XI al XIII.<br />
Quindi che degli africani, in cui la struttura sociale tribale è ancora preponderante, diventino all&#8217;improvviso degli organizzati proletari postmarxisti mi pare alquanto improbabile.<br />
Anzi, mi puzza un po&#8217; di presa per i fondelli, come le &#8220;indipendenze&#8221; africane degli anni 60, di solito capitanate da ex-soldati indigeni delle potenze coloniali, ai quali le stesse affidarono la gestione dell&#8217;ordine pubblico risparmiandosi i costi di usare i loro eserciti per poter continuare a sfruttare le materie prime locali (perchè questa è stata la decolonizzazione nel 95% dei casi).</p>
<p>Smettete per un attimo, un attimino solo, a pensare che tutta la storia umana, e di conseguenza anche quella economica, si apra e si chiuda entro il capitalismo odierno.</p>
<p>Non è scontato, anzi è impossibile. Panta rei.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Leonardo Daverio Patrizi</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/996/drang-nach-afrika-e-il-suo-perche/#comment-5887</link>
		<dc:creator>Leonardo Daverio Patrizi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 11:01:18 +0000</pubDate>
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		<description>... eppure la quota di PIL spiegato dallo Stato nei paesi industrializzati (Cina compresa) è cresciuto oltre il 50%.
Anche gli Stati Uniti non sono mai stati così statalizzati e regolamentati, e infatti...

Cosa è deregolamentato? Il mercato bancario? Ma per favore... Ma se già i tassi di riferimento sono prezzi politici (e lo ripeto: le nomine della banche centrali sono politiche, gli azionisti privati hanno vincoli di non ingerenza, il finanziamento della banca centrale è tutto sul tesoro che quindi ne vincola le scelte...) e le banche private hanno vincoli di ogni tipo per investire in questo o quel settore non oltre certe proporzioni, non oltre un certo mix...
Cosa è deregolamentato? Forse il mercato del lavoro in Asia; brutta cosa certo sfruttare le paghe basse, ma almeno il reddito medio sta salendo anche tra gli operai cinesi.

I problemi attuali vengono molto dalla finanza, certo, ma perché la morale statale ha voluto denaro a tutti indiscriminatamente, e lo ha realizzato con tassi di interesse politici e offerta teoricamente infinita (tanto è la banca centrale che stampa), e così ha gonfiato l&#039;operatività di un settore, chiamiamola &quot;bolla operativa&quot;, che ha mosso la liquidità creando scompensi da una parte e dall&#039;altra.
Ma il problema è dell&#039;imprenditore bancario cui è stato regalato il denaro, o dello Stato che ha creato quel denaro per motivi &quot;etici&quot;?

Certo AG, la crescita deve essere un guadagno diffuso, altrimenti è accaparramento, ma davvero il distribuire &quot;eticamente&quot; denaro a tutti è un modo di diffondere benessere? A me pare solo diffusione di moneta svalutata, e incentivo al consumismo.
Allora cosa fa la ricchezza? Il lavoro (cavolo, anche un marxista lo direbbe)! Bene, lasciamo lavorare le persone, lasciamo lavorare i cinesi e gli africani finché non saranno abbastanza ricchi da pretendere la pensione sociale, e lasciamoli lavorare nei settori dove sono migliori lasciando per noi i settori dove siamo più bravi, e vediamo di arricchirci tutti del lavoro degli altri. E lasciamo che la ricchezza che circoli sia quella prodotta dal lavoro, e non una moneta santificata per legge divina.
Queste cose però vengono fuori da valutazioni imprenditoriali e personali, non politiche, non di un migliaio di politici che ritengono di possedere la vera unica morale e imporla agli altri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; eppure la quota di PIL spiegato dallo Stato nei paesi industrializzati (Cina compresa) è cresciuto oltre il 50%.<br />
Anche gli Stati Uniti non sono mai stati così statalizzati e regolamentati, e infatti&#8230;</p>
<p>Cosa è deregolamentato? Il mercato bancario? Ma per favore&#8230; Ma se già i tassi di riferimento sono prezzi politici (e lo ripeto: le nomine della banche centrali sono politiche, gli azionisti privati hanno vincoli di non ingerenza, il finanziamento della banca centrale è tutto sul tesoro che quindi ne vincola le scelte&#8230;) e le banche private hanno vincoli di ogni tipo per investire in questo o quel settore non oltre certe proporzioni, non oltre un certo mix&#8230;<br />
Cosa è deregolamentato? Forse il mercato del lavoro in Asia; brutta cosa certo sfruttare le paghe basse, ma almeno il reddito medio sta salendo anche tra gli operai cinesi.</p>
<p>I problemi attuali vengono molto dalla finanza, certo, ma perché la morale statale ha voluto denaro a tutti indiscriminatamente, e lo ha realizzato con tassi di interesse politici e offerta teoricamente infinita (tanto è la banca centrale che stampa), e così ha gonfiato l&#8217;operatività di un settore, chiamiamola &#8220;bolla operativa&#8221;, che ha mosso la liquidità creando scompensi da una parte e dall&#8217;altra.<br />
Ma il problema è dell&#8217;imprenditore bancario cui è stato regalato il denaro, o dello Stato che ha creato quel denaro per motivi &#8220;etici&#8221;?</p>
<p>Certo AG, la crescita deve essere un guadagno diffuso, altrimenti è accaparramento, ma davvero il distribuire &#8220;eticamente&#8221; denaro a tutti è un modo di diffondere benessere? A me pare solo diffusione di moneta svalutata, e incentivo al consumismo.<br />
Allora cosa fa la ricchezza? Il lavoro (cavolo, anche un marxista lo direbbe)! Bene, lasciamo lavorare le persone, lasciamo lavorare i cinesi e gli africani finché non saranno abbastanza ricchi da pretendere la pensione sociale, e lasciamoli lavorare nei settori dove sono migliori lasciando per noi i settori dove siamo più bravi, e vediamo di arricchirci tutti del lavoro degli altri. E lasciamo che la ricchezza che circoli sia quella prodotta dal lavoro, e non una moneta santificata per legge divina.<br />
Queste cose però vengono fuori da valutazioni imprenditoriali e personali, non politiche, non di un migliaio di politici che ritengono di possedere la vera unica morale e imporla agli altri.</p>
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