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Le conseguenze economiche dei cambiamenti climatici

Secondo la Banca mondiale, milioni di persone nel mondo rischiano tornare in condizioni di povertà perchè i cambiamenti climatici starebbero minando lo sviluppo economico dei paesi più arretrati.

SAUDI-WEATHER-SANDSTORM

SICCITA’, INONDAZIONI E SCARSITA’ DI CIBO – Siccità, indondazioni, ondate di caldo, innalzamento del livello delle acque e tempeste sono alcune delle conseguenze del riscaldamento globale che stanno mettendo in seria difficoltà i paesi poveri o in via di sviluppo. Nel giro di due decenni le scorte di cibo andranno diminuendo, le città verranno danneggiate dalle tempeste e a causa di ciò le persone migreranno verso aree meno ostili. Nell’Africa Sub-Sahariana, la coltura di mais non sarà possibile in almeno il 40% dei campi. In altre parti della regione le temperature elevate distruggeranno le aree della savana destinate all’allevamento. Nel Sud-est asiatico, eventi devastanti come l’alluvione avvenuta nel 2010 che ha colpito 20 milioni di persone in Pakistan potrebbero diventare accadere più spesso, mentre la mutazione del fenomeno dei monsoni potrebbe mettere in seria difficoltà gli agricoltori indiani. Secondo gli scienziati, un aumento di 2 gradi della temperature del pianeta -considerato  il limite soglia oltre il quale i cambiamenti climatici rischiano di provocare effetti devastanti e irreversibili- sarebbe quasi inevitabile. Oltretutto i governi si stanno solo sforzando al fine non oltrepassare questa soglia e questo non basta.

CAMBIAMENTO CLIMATICO INEVITABILE – Secondo Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale, il cambiamento climatico non deve essere visto come un evento futuro che potrà essere evitato:”gli scienziati dicono che il riscladamento avverrà tra 20-30 anni e causerà scarsità di cibo, ondate di caldo senza precedenti e cicloni più intensi”. La banca sta aumentando i finanziamenti ai paesi poveri in modo che si adattino ai cambiamenti climatici e sta chiedendo ai paesi ricchi di fare maggiori sforzi per diminuire le emissioni di gas serra. Rachel Kite, vice presidente della Banca Mondiale, ha detto che l’istituto avrebbe raddoppiato il proprio aiuto nei confronti dei paesi poveri, infatti siè passati dai 2,4 miliardi di dollari del 2011 ai 4,6 dell’anno scorso.

INVESTIRE NELLE INFRASTRUTTURE – Nel rapporto redatto dalla banca, gli scienziati hanno riportato quali potrebbero essere gli effetti sull’ecosistema, nel caso in ci fosse un aumento di temperatura globale dai 2 ai 4 gradi in tutta l’Africa sub-sahariana e nel Sud-est asiatico. Secondo Kyle ciò ingigantirà i problemi che già hanno i paesi in via di sviluppo. Molti saranno costretti a vivere in baraccopoli con un alto tasso di rischio per quanto riguarda le epidemie: “le città hanno bisogno di miliardi per investire nelle infrastrutture”. Un esempio è Jakarta, dove l’innalzamento del livello del mare e il pompaggio delle risorse idriche dal sottosuolo stanno rendendo la capitale vulnerabile alle inondazioni.

INVESTIRE IN ENERGIE RINNOVABILI – Secondo Stephanie Tunmore, attivista di Greenpeace “i combustibili fossili sono stati estratti ed utilizzati in nome dello sviluppo e della ricchezza, ma ci stanno portando nella direzione opposta. Alcuni dei cambiamenti climatici sono già inevitabili e i paesi sviluppati devono aiutare quelli in via di sviluppo. Un aumento eccessivo delle spese in futuro può essere evitatato solo investendo nell’energia pulita”. La Banca Mondiale in passato è finita nel mirino degli ambientalisti per aver finanziato la costruzione di centrali a carbone nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, ciò sarebbe solamente il frutto di vecchie politiche che non apparterrebbero più all’istituto.