La vittoria del giovane senatore dell’Illinois è stata salutata da più parti come una ventata di aria nuova, come una cesura con la disastrosa amministrazione Bush e soprattutto come una speranza di cambiamento. E anche le foto fanno la loro parte.
Date un’occhiata alla mappa con la distribuzione dei singoli Stati pro Obama o pro McCain. Salta all’occhio che sono blu, cioè pro Obama, gli Stati affacciati sul mare, l’Atlantico da una parte e il Pacifico dall’altra, mentre sono rossi, pro McCain, gli Stati interni, quelli lontani dal mare. La divisione dei due colori è netta, gli Usa sembra siano un campo rosso tra due campi blu, sembra quasi una bandiera a tre strisce: blu, rossa, blu. L’America “interna” appare quindi più conservatrice, o reazionaria, perché lontana dal mare, perciò più lontana dal mondo, più chiusa in se stessa. Questo forse spiega perché i presidenti repubblicani siano tradizionalmente più isolazionisti dei democratici. In effetti, storicamente è vero: il futuro è arrivato sempre via mare, perché questo rende i commerci e i contatti molto più facili e massicci. Non a caso Venere viene dal mare… Ora speriamo che davvero gli Usa voltino pagina. E che Venere, cioè l’amore, prenda il posto dell’odio seminato a piene mani da Bush in otto lunghi anni guerrafondai e fallimentari.
LA FOTO - Della campagna elettorale di Obama mi ha colpito invece questa foto. Posa abbastanza inusuale di un braccio destro di leader teso a indicare con il dito indice un futuro ignoto, mi ha colpito perché manca di retorica, e per questo l’ho trovata disarmante. In via dei Fori imperiali a Roma c’è una statua in bronzo dell’imperatore Galla che si sporge stranamente in avanti, pare quasi stia per compiere un passo, per tendere anche lui il braccio e puntare il dito verso il futuro, chiaramente per indicare ai romani la gloria. Ma la foto del braccio proteso di Obama mi ha invece ricordato il dipinto del Caravaggio nella chiesa romana di S. Luigi dei Francesi noto come “La vocazione di Matteo” e che potete vedere qui e qui.
L’ANALOGIA - Ho voluto riportare due foto dello stesso quadro perché hanno illuminazioni differenti, che meglio permettono di farsene un’idea. Beh, per quanto possa parere strano la mano di Obama mi ha ricordato la mano del signore che vedete nella parte destra del dipinto indicare una meta ignota ai giocatori sorpresi al tavolo, tra i quali S. Matteo. Il signore che protende il braccio e con un gesto affascinante della mano indica chiaramente il futuro è Gesù Cristo, sia pure in panni rinascimentali. Non so perché m’è venuto in mente un simile paragone, forse perché la foto del braccio-mano-dito di Obama è assolutamente senza niente attorno, non si vede niente neppure del resto del corpo di Obama, sicché più che indicare il futuro pare indicare una grande incertezza, quasi brancolasse nel vuoto, che nella foto a me pare rappresenti il buio.
UNA SINTESI PERFETTA - Insomma: Obama è una grande sorpresa, ma il futuro degli Stati Uniti, e di conseguenza del mondo, nessuno, e neppure lui, sa quale possa essere. Quella foto, che coglie perfettamente un gesto molto assertivo, quasi categorico, ma allo stesso tempo totalmente indeterminato perché privo di qualunque riferimento anche del presente, mi pare sintetizzi genialmente l’uomo Obama 44° presidente Usa e la situazione non solo degli Usa, ma anche di tutti noi. Ecco perché mi ha colpito.



sei fantastica, è difficile trovare una persona con una sensibilità artistica che sposi l’attualità politica, trovando delle assonanze. Sei in gamba e sensibile, buona fortuna!
ognuno ha i suoi orizzonti……..
a Napoli sotto il palazzo reale riposano le statue degli ex re (i più importanti) e tutti hanno il dito puntato…….
chi ha fatto qui in terra ? dice il primo
non so, non so, io no si difende il secondo
il terzo con la mano sul petto afferma : SO’ STAT’ IO
ed il quarto : tagliammolo ‘o pesce