Dall’Isola dei Famosi alla Talpa passando per Amici, la televisione italiana è ormai soffocata dagli eredi del Grande Fratello: hanno spazio negli altri programmi, nel palinsesto pomeridiano e perfino nei telegiornali.
“Senza satellite”: la rubrica-antologia di tutto quello che si è costretti a vedere quando non ci si può permettere la pay-tv. A Cura di Galatea.
Il peggio non sono i reality. Diciamocelo francamente: saranno trash quanto si vuole, ma può capitare che dopo un giorno di duro lavoro, rientri a casa, apri la tv e mentre stai girando alla ricerca di un programma culturale (una replica di Superquark, un film francese d’essai, un documentario possibilmente non
sottotitolato della BBC, come si fa tutti, insomma, dopo una giornata stressante, via!) il tasto del telecomando ti tradisca, s’incastri e – paffete! – tu sia costretto, tuo malgrado, a vedere qualche fotogramma di un reality show. I dieci minuti che passi lì, ad incantarti davanti a questi personaggi improbabili, che fanno cose incredibili usando un italiano impossibile, non sono un peccato mortale. Può essere considerato un insulto all’intelligenza, un momentaneo obnubilamento delle facoltà mentali, una botta di rincoglionimento da stanchezza; ma il reality, in sé e per sé, è tollerabile. Quello che non si regge e non si può reggere, nella mania dilagante per il reality show, è, appunto, il suo dilagare.
REALITY OVUNQUE - Perché il reality, ahimè, non si ferma a se stesso, cioè a quelle due ore settimanali di trasmissione affidata alla Mariadefilippi-Simonaventura di turno, ma occupa ormai l’intero palinsesto della rete, presidia ogni spazio disponibile, s’incunea ed alligna ovunque, come l’erba cattiva. Prendiamo l’Isola dei Famosi. Ora io non ho niente contro Luxuria, il marito dell’Ivana Trump o il bidello che magia banane: per quanto mi riguarda possono decidere di andare sull’isola, restarci anche per qualche decennio, ingozzarsi di bacche, spettegolare su chi ha messo le corna a chi al riparo dalle telecamere. Se c’è gente che ama vedere Ciavarro con il mal di pancia, non condivido, ma per carità, fatti loro: contando tutte le volte che Ciavarro ha dato al pubblico il mal di pancia perché si ostinava a recitare, la si può considerare una specie di compensazione. Quello che non si regge è invece che ormai a qualsiasi ora del giorno e della notte qualsiasi stupidaggine avvenga sull’Isola diventi oggetto di dibattito in altre trasmissioni, o peggio
ancora notizia riportata dai telegiornali.
L’ISOLA - Prendiamo il palinsesto pomeridiano. Da quando è iniziata l’Isola, metà del programma della Senette è tutto un cicicì cococò isolano, ovvero un colto dibattito, con la presenza di psicologi-dietrologi-tuttologi volto a riproporre, chiosare e commentare la cacarella del tal dei tali, o perché il talaltro ha avuto uno scatto di nervi. Quando la Senette finisce (anche per i telespettatori c’è un po’ di pietà), da Raiuno le fa eco Sposini, che s’è incocuzzato alla Rai, e dunque chiosa e cesella pure lui, intervistando però anche i protagonisti delle passate edizioni. Capirete voi l’importanza: per spiegare la cacarella di un naufrago ci vuole almeno l’illuminato parere di chi la cacarella l’ha avuta l’anno prima.
LA TALPA - Siccome ogni reality è bello a mamma soia, se si volta su Canale5 si evitano gli isolani, ma non i talpisti (o talpanti, o qualsiasi cosa siano): la Barbara d’Urso e la Morosa di Piersilvio (Oddio, come si chiama? Toffanin? Vabbe’, ci siamo capiti) sono tutte in fibrillazione per capire se la Natalia Bush ha o meno ceduto alle avance dell’attore porno, o, soprattutto, se la Barale cambierà acconciatura. Una volta risolti questi interrogativi epocali (è noto che Amleto s’è impapocchiato tanto col suo essere o non essere perché all’epoca non poteva seguire le dirette per scoprire chi fosse la Talpa!), si passa ad Amici. Qui l’inviata fa le interviste ai ragazzi che questa settimana si trovano in sfida, che l’altra settimana si sono trovati in sfida, e che quella prima..aspetta.. sì, si sfidavano.
NOTIZIE - Si arriva così alle otto di sera, anzi alle otto e mezza, ed il povero telespettatore pensa quasi di
averla sfangata, ormai, perché in prima serata si dovrebbe parlare di reality solo nei programmi appositi, cioè nella versione serale del reality stesso. Ma no! Perché nella striscia a piè pagina del Tg2 le notizie dell’isola girano non stop, con esiti di comicità involontaria: chi legge la fascia rossa sotto le immagini del telegiornale è così informato, senza alcuna soluzione di continuità, che Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti e che la contessa forse si sbaciucchia il bidello bananofago; e se crollano le borse in America, la notizia clou sembra però essere che anche il matrimonio di Ivana Trump scricchiola di brutto; se si riuscsse a mandare Obama su un’isola e farlo sbaciucchiare con la Trump o con Luxuria, avremmo chiuso il cerchio, e forse la Senette e la Redazione del Tg2 si darebbero un po’ di pace. Siamo un paese più realista del reality, è meglio che ne prendiamo atto.
























Impostazione che condivido dell’articolo: come per il GF, il problema vero e proprio non è tanto il programma in sé, ma, appunto:
1) l’ossessività martellante degli aggiornamenti di ogni minima minchiata dei protagonisti, anche in contesti a tutt’altro dedicati (vedi Lecce-Milan dove alla nausea ripetevano che Borriello non segna perché è cornuto, come se ad un calciatore importasse qualcosa di quel che fa la puttanella colla quale si fa vedere più spesso delle altre)
2) il fatto, terrificante, che terminati i reality, non riesci più a toglierti dai coglioni i protagonisti, anche qui inseriti in ogni contesto e trasmissione, come se la partecipazione a detti reality fosse chissà quale “esame superato”. E ti ritrovi gente che solo perché ha fatto finta di stare in un appartamento prefabbricato a cazzeggiare per tre mesi diventa subito attore, giornalista, presentatore, opinionista (ma di cosa?)
2bis) a degno corollario di quanto sopra, il fenomeno del “reality al quadrato”, ovvero reality dove i protagonisti sono personaggi famosi, ma che in realtà non sono null’altro che…ex GF o simili. Tipo la Toniolo, ora alla Talpa perché personaggio famoso tramite GF. (E senza dimenticare per la suddetta come abbia martellato i santissimi mesi prima della sua “reclusione” sguinzagliando finti morosi in giro per i vari forum ad autopromuoversi).
Io quando torno a casa guardo documentari non sottotitolati della BBC. E allora? Perché mi guardate così storto? Che ho che non va?
Se il telecomando mi s’incastra su “La talpa” io, semplicemente, tranquillamente, pacatamente, con calma, mi precipito a sradicare dal muro la spina della tv.
come disse un re del passato
una Belen val bene un paio di corna