In Messico i cartelli della droga hanno ricavi enormi e risorse praticamente illimitate. Come la War on Drugs e il proibizionismo stanno consegnando l’intero paese ai narcotrafficanti.
La rivista Stratfor ha pubblicato un interessante articolo sul narcotraffico in Messico, in cui afferma che il paese rischia di diventare un failed state. Parrebbe che la War on Drugs degli USA, e il proibizionismo in generale, siano la principale fonte del problema. Ma l’evoluzione recente della situazione messicana è tanto grave quanto interessante.
LA GUERRA - I cartelli della droga messicani sono in piena attività: fanno 40 miliardi di dollari di ricavi l’anno, soprattutto esportando negli USA, pari quasi al 5% del PIL messicano. I narcotrafficanti hanno deciso di alzare il tiro: alti funzionari della polizia sono stati uccisi proprio a Città del Messico, e non in una roccaforte dei narcos come la città di Sinaloa; nel mese di Maggio sono morte 420 persone, e 15 poliziotti sono morti soltanto nei giorni 25 e 27… praticamente una guerra civile, di intensità neanche tanto bassa. Gli USA temono che la violenza passi oltre in confine, arrivando fino in California e nel resto degli States, e hanno pronto un piano di aiuti militari, la “Merida Initiative“, che potrebbe costare agli USA un paio di miliardi di dollari nei prossimi anni: una cifra non trascurabile, anche se si considera che gli Stati Uniti già spendono 45 miliardi di dollari l’anno per combattere la “war on drugs“. Con in mano il 5% del PIL, i trafficanti possono fare concorrenza alle capacità militari del governo messicano, e potranno probabilmente ridere dei 500 milioni di dollari iniziali della iniziativa “Merida“.
PERCHE’ FAILED STATE? – Perchè i cartelli della droga, tra i quali quello di Sinaloa è solo il più forte, hanno tutti i mezzi per intimidire i funzionari statali, e per corromperli. E fin qui, nessuna novità: è così ovunque. Ciò che distingue un failed state da uno stato di successo è che i cartelli messicani possono fare concorrenza allo stato in termini di “potenza di fuoco”, e possono piegare lo stato (attraverso minacce e bustarelle per i funzionari) ai loro interessi. Mettiamola così: siete un criminale e in compagnia di altri criminali. Sul tavolo della stanza c’è una pistola (l’apparato coercitivo dello stato), che fate? Farete di tutto per arraffarla, visto che chiunque ne entrerà in possesso sarà un pericolo per tutti gli altri. Nessuna “soluzione cooperativa” può uscir fuori, senza fiducia reciproca, e dato il forte incentivo ad impiegare la diabolica macchina arraffa-soldi chiamata “stato” a proprio vantaggio. Forse sarebbe meglio se la pistola non ci fosse, ma entremmo nella fantapolitica. La meccanica del failed state è però chiara.



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PULLECENELLA PE’ CE FA’ DISPETTO, TAGLIAI ‘NA RECCHIA A’ MUGLIERA
ora Pullecenella da ciò trasse molto piacere, se retruvaie però con ‘na mugliera con ‘na recchia tagliata
ora io mi domando,,,,,,è giusto, per dispetto ad un numero comunque limitato di bravi commercianti, diffondere tra la popolazione tutta una sostanza dannosa per la salute ?
non è meglio tenerci gli AL Capone ed evitiamo che poco accorti cittadini si rovinino ?
e non pensate che in un mondo di fetenti, l’ aumento di fetenti comporti un aumento della sana concorrenza tra loro con effetti benefici per la pubblica moralità e sicurezza, ma principalmente per il benessere della popolazione ……come la teoria liberista propugna giustamente ?
…ed infine quali benefici potremmo trarre dall’ eliminazione dei capi droghieri se ciò avviene a scapito del nostro benessere salutare ?
Buon lavoro Pietro, soprattutto le ultime 6 parole
!!!!
Esistono alcune convenzioni per definire cosa sia uno Stato, o meglio quando si possa parlare di Stato: un territorio, una popolazione, un insieme di regole e un apparato coercitivo in grado di assicurare il rispetto delle stesse.
Forse il Messico non sarà un failed state, forse lo Stato lì sono i Narcotrafficanti, che con quel fatturato possono imporre la loro legge in un terreno preciso e magari fornire pure compensazioni (welfare in altri termini) agli aderenti.
Non so se liberalizzare le droghe (cosa che io appoggio per principio) risolverà la capacità di interferenza dei narco in politica, e quindi se restituirà il messico allo stato costituzionale, però sicuramente farà scendere i prezzi della droga e farà risparmiare spese di difesa e polizia per contrastarla.
Perché non li hai chiamati Mafia?
perdonate l’ intromissione, ma la mafia non ha niente a che vedere con le associazioni delinquenziali sud-americane
la Mafia è Stato, è padre, è madre, figlio e assistente sociale…….è istituzione con regole ed avvicendamenti regolati da norme precise….
questi mexy sono accattoni coi soldi che oggi ci sono e domani,,,,chissà
placido, mi spieghi perché la liberalizzazione presupporrebbe un aumento obbligatorio del consumo?
a esposizione
come propugnato dalle teorie liberiste….e giustamente, la liberalizzazione produrrebbe come prima conseguenza una riduzione dei prezzi (maggior offerta, meno costi di distribuzione ecc…)
di conseguenza, ridotti i prezzi, aumenta la domanda…..
“liberalizzazione produrrebbe come prima conseguenza una riduzione dei prezzi”
E mi sembra che Friedman stesso discuta questa obiezione, nel link del pezzo…
perdonate eccellenze, ma io so’ nu poco gnorantello…..
allora mi esprimo con mui parole e idee, poi se Frie-e-magn mi vuole venire appresso…….
io sposterei la liberalizzazione non sul lato della droga, ma sul lato dei fetentoni…..
mi spiego….
se consentiamo al solo potere politico di fare le fetenzie……avremo 4 farrrabbutti che ci molestano……
ma se i farrabbutti aumentano, può darsi che tra loro si “osteggino” e si regneno di mazzate….
a questo punto gli uni e gli altri, per trovare consenso presso la popolazione, dovranno far finta di volerci bene….
di non volere le discariche sotto i nostri, nasi, di ridurci le tasse, di sparare solo ai fetenti e non a mogli e figli di fetenti……
si giunge cioè alla democrazia matura e cristiana
e liberista……..
“Forse sarebbe meglio se la pistola non ci fosse, ma entremmo nella fantapolitica.” eh…certo
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M’è venuto il dubbio di non essere stato chiaro.
Jouvenel, in “The pure theory of politics”, afferma che in politica l’unico modo epr assicurare il rispetto delle regole è limitare la posta in gioco. E’ questo che intendo per far sparire la pistola, non mi riferivo certo ai pacifisti.
E’ solo il vecchio motivo liberale di limitare il potere. Che preso alla lettera, “far sparire la pistola”, implica l’anarchia, il che è fantapolitica, al momento.
La diminuzione dei prezzi fa aumentare il consumo. Di quanto, però? Dipende dall’elasticità. Personalmente non credo che l’elasticità sia molto elevata, ma non ho dati.
LA lotta alla droga genera morti e corruzione, arricchisce politici corretti e narcotrafficanti, riduce la qualità della droga e quindi i suoi effetti tossici, e genera microcriminalità per via dell’alto prezzo.
A meno che il genere umano non sia stupido al livello tale che metà della popolazione comincia a usare eroina tutti i giorni solo perchè costa come l’espresso, cosa improbabile, mi sembra che il gioco del proibizionismo non valga la candela.
Molto meglio un mondo senza Fini (Gianfranco, quello della legge sulla marijuana) e Al Capone che un mondo in cui un cartello di narcos può prendere in mano città e nazioni intere.
PS Leona’, questa è la prima e l’ultima volta che parlo bene di Milton!
se ti riferivi a me:è il mio commento ad essere equivoco, non il tuo articolo, perlatro interessantissimo. Ti sei spiegato, solo che mi viene un dubbio di carattere universale sollevato dal tuo commento: “La lotta alla droga genera morti e corruzione, arricchisce politici corretti..!volevi dire proprio “corretti”? o corrotti?Perché se hai scritto bene non capisco.
I politici corretti non esistono, quindi deve essere necessariamente corrotti.
Placido, avevo scritto che forse lì lo Stato sono i narco che hanno modo di imporre la propria legge, hanno un apparato coercitivo e danno servizi ai propri aderenti. De è così è uno Stato parallelo e appunto Mafia.
E’ LF che mi deve dire che i narco non sono come Cosa Nostra e non proteggono le famiglie degli aderenti defunti e non garantiscono assistenza sanitaria.
Ma se calano i prezzi e la domanda aumenta, non vuol dire che la gente VUOLE quella roba? Ma non si può lasciare che ognuno si rovini come gli pare così si fa piazza pulita? Dopo un po’ che alla luce del sole molti si saranno bruciati, servirà da esperienza per gli altri.
Tra l’altro abbassare i prezzi fa fuori i beni di Giffen, come è tutto quel che è proibito (e ora LF ci si romperà la testa).
Stati e mafie
Ho difficoltà a separare concettualmente le due cose.
Organizzazioni criminali e statali sono difficilmente distinguibili su un piano istituzionale. Ad esempio, lo stato si finanzia attraverso monopoli coercitivi o tassazione, mentre la mafia attraverso mercati difesi con la lupara dalla concorrenza e il racket. La logica di entrambe gli schemi è identica: “ti faccio un’offerta che non puo rifiutare”, dice il Padrino, “hai firmato il contratto sociale e se disubbidisci muori”, dice Rousseau.
Si dice però che i meccanismi di finanziamento dello stato hanno una controparte in termini di servizi. Al di là del fatto che un servizio deciso unilateralmente e a prezzi decisi unilateralmente puzza di losco in ogni caso, non è detto che la somiglianza regga.
L’anno scorso Ferrara e il braccio destro di D’Alema (mi sfugge il nome) discutevano di ‘ndrangheta ad 8:30. Dicevano che la “mafia” aiutava le persone a trovare auto rubate, e in cambio chiedeva favori: il servizio c’era. Probabilmente la mafia in qualche modo lo faceva apposta, ma non è che lo stato sia diverso: quando impedisce alla gente di mettere su un capitale, di fatto li costringe a vivere alle dipendenze della classe politica.
I narcos sono uno stato? La definizione di Weber dice che lo stato è il monopolista della violenza su un territorio. Nessuna mafia può essere uno stato, salvo magari nel proprio feudo. Ma uno stato “sulla carta” può non essere uno stato in senso weberiano, e parrebbe che il Messico rischi di perdere questo attributo.
Non esiste una distinzione di fatto tra stato e mafia: la distinzione è di valore, cioè frutto di un giudizio etico. Anche la soluzione liberale al problema della definizione è normativa sul piano logico: si afferma che la distinzione rilevante è tra relazioni volontarie e relazioni egemoniche (violente), ma la definizione di volontario non può essere wertfrei, se non altro perchè implica un sistema di diritti di proprietà da rispettare (relazione volontaria) o violare (relazione egemonica). E la proprietà, come ogni norma… è normativa!
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DOMANDA DI DROGA
I beni di Giffen, per chi non lo sapesse, sono quelli la cui domanda scende col diminuire del prezzo. Non si sa se esistono, ma è possibile logicamente.
Io quando vedo curve di domanda al contrario penso sempre che sia necessario pensare in termini di due beni.
Consideriamo il lavoro e le ferie: se aumenta il reddito, ho più incentivo a lavorare, ma il lavoro vale di meno perchè ho più soldi… se una delle due corde vince si ha una curva di domanda classica o rovesciata.
Nel caso della droga… bisogna considerare due beni, la droga-in-sè e la rivoltà-contro-la-società-perbenista. Se tutti si drogassero per il secondo motivo, la domanda di droga tenderebbe a zero con la fine del protezionismo, perchè i consumatori non comprano droga-in-sè ma comprano la seconda merce. In questo caso non parlerei di bene di Giffen, ma di un bene (la rivolta) che scompare dal mercato, riducendo il valore della merce “bundled” droga+rivolta, che esiste solo nel proibizionismo. E’ come separare due merci e vedere che la domanda dell’una diminuisce perchè i consumatori in realtà volevano l’altra.
Questo fattore è rilevante? Non credo. Non credo che ci si droghi per protesta contro il Popolo della Libertà o la Chiesa Cattolica. Ci si droga per irresponsabilità e idiozia. Forse alcuni al Liceo ci si avvicinano per questo motivo, e magari dopo non riescono ad uscirne più, ma sinceramente non credo alla rilevanza del fattore “bundling”.
Un bene di Giffen vero e proprio ha una domanda discendente con la diminuzione del prezzo perchè l’aumento di reddito derivante dalla diminuzione del prezzo supera l’effetto sostituzione derivante dalla stessa causa. In questo caso i due beni sono la droga e “tutto quello che ci si può comprare con gli stessi soldi”, cioè il valore del reddito.
E’ rilevante? Non crederò mai che l’effetto reddito sul consumo di droga sia fondamentale. Nel caso dei ricconi cocainomani, la droga sarà sempre più economica di un jet privato o di una BMW serie 7. Nel caso dei poveracci, probabilmente la droga rappresenta la maggior parte della spesa. La diminuzione del suo prezzo aumenterebbe il reddito disponibile per altri scopi. La maggiore ricchezza ridurrà la domanda di droga? Se drogarsi è un modo per sfuggire alla povertà sì. Ma non ci credo: quindi la droga non è inferiore, quindi non può essere Giffen.
Una domanda più realistica è: la gente è pronta a drogarsi perchè costa poco? Nel caso di droghe che danno dipendenza, o tagliate magari in modo da darne, non credo che il drogato si faccia remore a scippare la nonna o rapinare una casa. Basta una dose gratis per crearsi un cliente… e qui la legalizzazione sarebbe utile, perchè mentre lo spacciatore di zona ha un parco clienti fisso, il tabaccaio non può internalizzare la dipendenza perchè si può comprare tabacco ovunque.
Personalmente, conosco decine di persone che si fanno le canne, e non sono nè pericolosi nè criminali. Solo che corrono il rischio di comprare merce di bassa qualità perchè non hanno garanzie legali come sul mercato legale, e devono frequentare a volte persone losche.
In tutta la mia vita solo una mia amica ha avuto problemi di droga, e ora pare faccia frequenti visite in carcere per spaccio. Per quanto mi dispiaccia perchè una ragazza e che conosco da 15 anni si sia rovinata la vita, indipendentemente dal proibizionismo, non mi risulta abbia mai fatto male a qualcun altro oltre che a sè stessa. Non vedo come tenerla al gabbio le possa giovare, anche se ovviamente non è che stando fuori avrà mai una vita felice.
La droga è una questione di educazione. Se io mi ubriacassi tutti i giorni con mezzo litro di grappa starei male, senza violare alcuna legge, e se guidassi subito dopo sarei un criminale. Sicuramente si potrebbe fare lo stesso con le droghe “innocue”. Altr esono pericolose per anche piccole dosi, ma la domanda è se serve veramente a qualcosa vietarle.
Io mi faccio spaventare da un bene di Giffen?
Ora devo riflettere se le mie merci-bundle siano logicamente equivalenti ad un bene di Giffen…
PS La fiera dlele pippe mentali è finita.
……effettivamente……”Ma non si può lasciare che ognuno si rovini come gli pare così si fa piazza pulita?”…….l’ osservazione è giusta…..
però siamo alle solite
è giusto che il libero mercato intervenga per correggere e ristabilire gli equilibri ? (e questo presume la piena maturità e razionalità dei cittadini)
o, invece è opportuno che lo Stato nazionale (non quello mafioso) intervenga per velocizzare il superamento di tensioni ? (e questo presume che il cittadino sia bisognoso di interventi anche paternalistici di aiuto)
sono due opposte concazioni filosofiche che si basano su una diversa fiducia nei confronti delle capacità del cittadino
un pò come quando si discute della qualità dei programmi televisivi, per cui alcuni vorrebbero che lo Stato intervenisse come educatore e fornitore di qualità, mentre altri sono convinti dell’ automatica eliminazione dei programmi più diseducativi
Pensare che il cittadino medio sia più idiota dei politici che si vedono in TV è difficile.
“Stati e mafie
Ho difficoltà a separare concettualmente le due cose.
Organizzazioni criminali e statali sono difficilmente distinguibili su un piano istituzionale. Ad esempio, lo stato si finanzia attraverso monopoli coercitivi o tassazione, mentre la mafia attraverso mercati difesi con la lupara dalla concorrenza e il racket. La logica di entrambe gli schemi è identica: “ti faccio un’offerta che non puo rifiutare”, dice il Padrino, “hai firmato il contratto sociale e se disubbidisci muori”, dice Rousseau.”
Ripeto: questo ragazzo sta diventando il mio filosofo di riferimento.
ammetto che le sue argomentazioni esercitano un certo fascino anche su di me
Grande Pietrooooooooooooooooooooooooooooooo
Comunque esistono diversi beni o servizi che hanno un valore come status symbol, e la cui esclusività è di per sé fatto di soddisfazione e ragione della domanda. Il prezzo elevato può diventare un fattore di discriminazione, per cui un locale diventa tanto più attraente quanto più costa l’ingresso in quanto sai che sarà frequentato solo da un certo ceto (questo si affianca a quanto esposto da LF, non lo sostituisce).
La mia era una battuta, però mi chiedo se alcune droghe non siano in effetti un bene di Giffen. Se la buttiamo sul sociale, posso pensare che il boom della cocaina, essendone sceso il prezzo, sia dovuto a un desiderio di imitazione dei ceti più bassi nell’uso della droga dei ricchi. Se è così dopo questo boom la tendenza dovrebbe sgonfiarsi, soprattutto se non ci sarà un effetto o sensazione di scarsità legata alla proibizione.
per Placido: ti concedo che la gente sia idiota, e si possa fare del male perché idiota e non esattamente per scelta autodistruttiva. La gente però impara dall’esperienza, e tende a trasmetterla; dopo un possibile boom di drogati e danneggiati per le strade, forse forse l’istinto di preservazione farà rientrare il fenomeno. Non è un meccanismo di mercato, è naturale istinto di sopravvivenza. Se poi il genere umano si estingue per abuso di droghe, forse non meritava la posizione che ha assunto.
Piuttosto lo Stato potrebbe farsi carico di una campagna informativa seria, rendere edotti tutti di quel che si sa sulle droghe, invece di fare dei cazzo di spot di venti secondi ogni tre anni. L’unica giustificazione che vedo nell’operare di un Governo è la possibilità di raccogliere qualità e quantità di informazioni che una persona a caso non potrebbe. Tutti possono fare un appalto, pochini possono accedere a basso costo a tutta la ricerca scientifica anche solo italiana. Che smetta di fare appalti per autostrade come la Salerno ReggioCalabria, che condivida questo tesoro informativo e faccia capire e faccia scegliere, invece di fare il buon padre di famiglia che decide o vieta e non spiega nulla ai suoi figli di trent’anni.
Poi magari si scopre che lo Stato ha calcolato che il costo sanitario del boom di drogati è superiore al costo della polizia per il proibizionismo… ma allora perché non sospendere l’assistenza sanitaria a chi HA SCELTO di distruggersi? Adesso stiamo pagando per le rinoplastiche dei cocainomani, ma vi pare normale?
INteressante la storia dello status symbol.
In poche parole:
1. La domanda del bene X è alta perchè è considerato uno status symbol.
2. Il prezzo del bene X cala.
3. La domanda sale perchè continua ad essere considerato uno status symbol e costa di meno.
4. La diffusione della merce X la toglie dal novero degli status symbol.
5. La domanda cala vistosamente.
Ok. In poche parole il mercato reagisce rapidamente al prezzo, ma lentamente nelle mode e negli status symbol, e quindi c’è un overshooting della domanda proprio come nel modello di Dornbusch del tasso di cambio!
Posso scriverci un paper per Topolino.
MITICO
ci ho fatto pure un esame su quel modello e non me lo sono ricordato.
cavolo, qui c’è puzza di nobel!
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