Economia

Fallitalia: fra aiuti di Stato e Europa contro

12 giugno 2008

Alla fine il prestito ponte ad Alitalia si farà. Dove si troveranno i soldi? Basteranno? Si riuscirà a farli passare sotto il naso della Commissione Europea? Ma soprattutto: questi trecento milioni verranno mai restituiti?

Pur tra mille (anzi 255) difficoltà, il decreto legge sul prestito ponte ha avuto il via libera della Camera. Ora essendo stato modificato dovrà tornare al Senato per poter essere convertito in legge entro il 23 Giugno. Il prestito ponte parte da un’iniziativa del Governo Prodi (allora uscente), dettata dal Governo entrante, il tutto per evitare (o forse rimandare) il commissariamento di Alitalia. Nel frattempo il decreto ha subito modifiche non gradite all’opposizione, ragion per cui il passaggio alla Camera non è stato agevole, 278 si e 255 no. Le modifiche non sono certo quisquilie, prima di tutto viene introdotta la possibilità di trasformare il prestito ponte in patrimonio netto della compagnia di bandiera (a mezz’asta ormai) nel caso in cui il capitale si riduca sotto il minimo legale, come si legge nell’art. 1 comma 2 ter AlitaliaLe somme di cui al comma 1 e gli interessi maturati sono utilizzati per far fronte alle perdite che comportino una diminuzione del capitale versato e delle riserve al di sotto del livello minimo legale”.

LE FONTI DEL PRESTITO – Ciò che lo definisce prestito è il fatto che nel decreto art. 1 comma 2 si dica che la somma (più gli interessi definiti sempre nel decreto) “è rimborsata nel minore termine tra il trentesimo giorno successivo a quello della cessione della partecipazione azionaria di titolarità del Ministero dell’economia e delle finanze o della perdita del controllo effettivo da parte del medesimo Ministero e il 31 dicembre 2008”. Tuttavia l’art. 1 comma 2 quater ci fa capire quanto flebile sia il lumicino della speranza di veder restituito questo prestito (non dico gli interessi, sarebbe troppo), recita infatti “In caso di liquidazione dell’Alitalia – Linee aeree italiane S.p.A., il debito di cui al presente articolo è rimborsato solo dopo che sono stati soddisfatti tutti gli altri creditori, unitamente e proporzionalmente al capitale sociale”. Il resto dell’art. 1 indica i fondi a cui attingere per recuperare i 300 milioni del prestito: 205 milioni vengono tolti dal Fondo per la competitività e lo sviluppo, istituito con legge finanziaria 2007 che gli conferiva 300 milioni nel 2007 e 360 sia nel 2008 sia nel 2009; 85 milioni vengono tolti dal Fondo per la finanza d’impresa, a cui sempre la Finanziaria 2007 conferiva 50 milioni nel 2007, 100 milioni nel 2008 e 150 nel 2009; i rimanenti 10 milioni di euro vengono tolti da uno stanziamento al Ministero della solidarietà sociale.

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