I servizi Google bloccati perché violavano la privacy

13/06/2013 - di

Succede in Norvegia e Svezia

I servizi Google bloccati perché violavano la privacy

Autorità diverse in Norvegia e Svezia dichiarano illegali alcuni servizi offerti da Google e ne stabiliscono il blocco.

obama nsa prism

SICUREZZA INSUFFICIENTE - Nessun riferimento al recente scandalo NSA, ma l’autorità per la protezione dei dati norvegese ha concluso che Google Analytics è illegale per le leggi del paese, poiché i termini del contratto che siglano gli utenti sono vaghi e non forniscono alcuna garanzia sulla corretta conservazione dei dati e neppure una previsione per la loro eliminazione, consentendo a Google di trattenerli in eterno.

GOOGLE BANDITA IN SVEZIA - Ancora più clamorosa la decisione svedese, la locale autorità per la protezione dei dati ha infatti proibito agli uffici pubblici, e per ora solo a quelli, l’uso di Google Apps. Vietati i prodotti che s’appoggiano sul Cloud di Mountain View, proibiti calendari, mail e servizi di data processing. Questo perché secondo l’autorità il contratto che Google fa sottoscrivere agli utenti è inadeguato e vago, offrendo a Google troppa discrezione sull’impiego dei dati, impedendo così all’amministrazione pubblica di compiere il proprio dovere d’assicurare la protezione di quei dati.

COSA NON VA - Il documento dell’autorità svedese fornisce anche alcuni esempi di queste criticità, citando l’impossibilità di sapere come Google o le aziende ai quali questa li cede, impiegheranno quei dati, oltre a rilevare, come l’autorità norvegese, che non c’è nessuna previsione o certezza sulla lunghezza del periodo nel quale l’azienda li conserverà. La decisione è la conseguenza del cambio di policy con il quale Google ha unificato tutti i suoi servizi, allargando l’uso dei dati consegnati a ogni servizio a tutti i servizi e aprendo quindi l’accesso  a questi dati e la possibilità d’incrociarli a volontà, ai proprio dipendenti come alla sterminata platea di sviluppatori e gestori di servizi di terze parti.

UN VERO E PROPRIO DIVIETO - A differenza di quella norvegese, la conclusione dell’autorità svedese è immediatamente operativa e la sua decisione dovrà essere osservata da tutte le amministrazioni pubbliche svedesi , locali e nazionali. Si tratta di una decisione che farà rumore e che sarà studiata sicuramente dalle altre autorità del settore in Europa, così come ovviamente a Mountain View, per la quale rappresenta un colpo notevole e che ora si vede costretta riconsiderare la sua strategia alla luce della novità.

LO SPIONAGGIO NON C’ENTRA, FORSE - La decisione non è stata stimolata dal caso NSA, anche se non si può escludere che i recenti sviluppi abbiano contribuito a spingere per decidere in questo senso, ma dal contratto che la cittadina di Salem che nel 2011 aveva cambiato fornitore passando da Microsoft a Google e dimostra che i servizi di Google non offrono gli standard di sicurezza minimi per essere adottati dalle amministrazioni pubbliche. Le quali, usandoli e adottandoli , si espongono al rischio di dare i  dati propri e dei cittadini svedesi in pasto a chiunque, non solo a Google e alla NSA che attraverso Google e altri fornitori di servizi spia i cittadini, le aziende e le istituzioni di altri paesi sistematicamente.

 

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