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Ötzi è stato ucciso?

Otzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio vissuto circa 5300 anni fa e ritrovato nel settembre 1991 sulle Alpi Venoste, al confine tra Italia e Austria, non smette mai di incuriosire gli scienziati. I ricercatori stanno infatti compiendo nuove analisi sulle proteine del suo tessuto cerebrale per chiarire le circostanze che lo hanno condotto alla morte. I vecchi studi, dai quali sono emerse ferite e abrasioni sul corpo di Otzi, hanno indotto a ipotizzare una morte violenta piuttosto che naturale. In particolare hanno evidenziato la presenza di una freccia in selce conficcata nella spalla sinistra penetrata a fondo in direzione del cuore. Ma non è, ad oggi, ancora chiaro se il trauma cranico di Otzi, noto anche come Mummia del Similaun o Uomo del Similaun, sia stato causato dal fatto di aver battuto la testa o dal colpo di freccia.

 

OTZI 1

 

UN CAMPIONE RECUPERATO CON ENDOSCOPIO – Il lavoro dei ricercatori è focalizzato su proteine trovate in due campioni cerebrali del reperto antropologico, recuperati con l’aiuto di un endoscopio attraverso piccoli fori nella scatola cranica. Le proteine sono meno sensibili del Dna alla contaminazione ambientale e, nel caso delle mummie, esse possono rivelare quali tipi di cellule il corpo stava producendo nel momento della morte. Delle 502 diverse proteine ritrovate, 10 sarebbero legate al sangue e alla coagulazione (come la fibrina). Gli studiosi hanno poi fatto sapere di aver trovato accumuli di proteine legate allo stress e alla guarigione delle ferite. Il fatto che sono state trovate tracce di fibrina sul corpo di Otzi dimostra che non sopravvisse molto dopo l’infortunio.

DALLE PROTEINE INFORMAZIONI SULLA MORTE – “Le proteine svolgono la maggior parte dei processi che hanno luogo nelle cellule. La loro identificazione è quindi la chiave per comprendere il potenziale funzionale di un particolare tessuto. Esse forniscono quindi informazioni precise su ciò che sta accadendo in regioni specifiche all’interno del corpo”, ha spiegato Andreas Tholey, ricercatore dell’Università di Kiel in Germania che partecipa ai nuovi studi sulla Mummia. Il corpo di Otzi, risalente precisamente ad un periodo compreso tra il 3300 e il 3100 a. C. (età del rame) è conservato presso il Museo Archelogico dell’Alto Adige di Bolzano.