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di Francesco Laricchia (Frank)
pubblicato il 11 giugno 2008 alle 22:45 dallo stesso autore - torna alla home

Una Repubblica Ceca niente male tiene sotto scacco per un’ora le stelle portoghesi, ma deve arrendersi a un monumentale Deco. Turchia e Svizzera lottano sotto la bufera, e i padroni di casa vengono eliminati all’ultimo minuto.

Tifosa PortogalloOre 18, si parte con il secondo round della fase a gironi di questi europei. In campo Repubblica Ceca e Portogallo, con i primi decisi a strappare un pareggio d’oro contro i padroni del gruppo A nonché favoriti del campionato. Dopo gli azzurri, ovviamente. Sarà una bella partita e lo si intuisce dal fatto che Koller resta in panchina lasciando il posto a Milan Baros, che pure non è certo quello di Liverpool. I cechi non saranno fenomeni, ma partono decisi e ordinati con un un pressing rognoso; così tocca a Cristiano Ronaldo alzarsi di buon’ora per fare lo splendido, piazzando la carica in profondità e lasciando che sia Deco a farla esplodere, dopo aver illuso e deluso Cech. Già uno a zero, ma è chiaro che non si tratta di una partita a senso unico: prima Jankulovsky, poi Baros, indi Sionko dimostrano al mondo intero che quell’area di rigore lì non è affatto off-limits. Ed è Sionko, ancora lui, a ribadire il concetto bruciando su calcio d’angolo i due centrali portoghesi, che probabilmente si aspettavano una serata più rilassante. Colpo di testa perfetto, e siamo di nuovo sul pari, di già. Galesek e Jankulovsky dirigono bene la fase difensiva, tenendo in trappola sia Deco che Ronaldo; sulla fasce, da una parte Plasil e Matejovsky, dall’altra il solito Sionko, coprono, spingono e fanno quello che gli pare. Mancando all’appello gli esterni portoghesi, con qualche sterile sortita di Simao in finale di tempo e nulla più, Cristiano Ronaldoa Scolari non resta che disperarsi e affidarsi ai tiri dalla distanza di Deco, che manda di poco lontano dal sette, e Ronaldo, fermato solo da una spettacolare respinta di Cech.

Ripresa che inizia con una palla che subito fischia dalle parti di Ricardo, confermando l’impressione che la Repubblica Ceca sia tornata ad essere, per un giorno almeno, una vera squadra di calcio; e se è successo a loro, c’è speranza anche per noi questo venerdì. Nuno Gomes invece non si lascia sfuggire due ottime occasioni per ricordarci che se lui è lì è solo perché proprio non c’era di meglio. Ma è chiaro che qualcosa è cambiato: i cechi soffrono l’iniziativa di Simao, che prova anche a concludere in rete, e si rintanano in area rendendosi pericolosi per lo più di rimessa e su calci piazzati. Ujfalusi sfiora il vantaggio, ma la dura realtà è che le fortificazioni rosse non riescono più a contenere le giocate di Deco, fantastico, che si libera a destra, vede Ronaldo arrivare a rotta di collo e gli serve una palla che non si può sbagliare. Superiorità iberica quindi, ma i boemi pur in crescente affanno non gettano la spugna. Baros corre corre corre, ma non riesce a incidere neanche quando l’ottimo Plasil, poi sostituito, gli serve una gran bella palla davanti alla porta. Tifose turche svizzereL’ingresso di Koller e la seguente sostituzione dell’inutile Gomes sono due ulteriori punti a favore dei portoghesi: sarebbe folle a questo punto scommettere un euro sul pareggio nonostante Sionko, il migliore dei suoi, costringa ancora al volo Ricardo. Arriva il momento di Quaresma e non manca di farsi notare: prima un’incursione solitaria sulla destra, conclusasi con una palla a lato di non molto, quindi poco prima del fischio finale un gol facile facile regalatogli ancora da Ronaldo, bravo a raggiungere un lancio lunghissimo oltre le linee nemiche ormai in rotta. 3-1 e Portogallo avanti, come da copione.

Prima serata con Svizzera e Turchia a contendersi una vittoria che li terrebbe in corsa. Il pareggio non è un’opzione valida in questa partita. L’inno turco è una di quelle cose che non si vorrebbero mai ascoltare nella vita, ma ci tocca. Dopo aver stabilito quale delle due squadre fosse la Turchia, schierando entrambe gente che porta nomi del tipo Hakan, Gokhan ed Eren, si può finalmente iniziare. La Svizzera parte generosa, spinta dalle gambe, dal cuore e purtroppo anche dal volto del capitano Magnin. I turchi mettono paura con un palo di Arda e una “mischia bestiale” in un “corpo a corpo che ai turchi piace” (cit. Nesti&Dossena), nulla più. Poi è diluvio, e gli elvetici ci sguazzano: gran bordate di Inler, Yakin e Barnetta, ma Volkan c’è. Yakin segna a porta vuota su assist da attribuire o a Derdiyok oppure a quella pozza d’acqua che gli ha gentilmente consegnato la palla sul destro. Si gioca con lanci lunghi e pedalare, e per poco Yakin non dà un altro dispiacere ai suoi avi.

Hakan YakinSecondo tempo che parte con la formazione di Terim alla ricerca della parità, e presto. I rossocrociati da par loro subiscono e ripartono in velocità innescati da Behrami e Inler, che quando può dà fuoco al suo destro, ma sono i turchi a metterla dentro di testa con Semturk grazie anche al portiere Benaglio, impagliatosi per l’occasione sulla linea di porta. Il pareggio non sta bene a nessuno e nessuno si risparmia, a dispetto del fatto che le corse finiscano spesso a gambe all’aria in acquaplaning, regalandoci una partita più avvincente di quanto si potesse pensare. Gli svizzeri sono stanchi e non riescono neppure a concludere al meglio un contropiede in tre contro uno. Sembrerebbe finita e invece è Arda, il Cristiano Ronaldo ottomano, a ingaggiare la sfida con la difesa avversaria e vincerla con un destro deviato che meglio non si poteva. Svizzera a casa, e meno male che c’era già.