“I pensieri sono come i miei occhi, in una nebbia incerta fissano ombre. A tratti recuperano un mondo nitido, ma poi si perdono in un biancore uniforme. Apro gli occhi e i miei pensieri si oscurano, li chiudo e nei ricordi scintillano antichi bagliori di vita.”
“I pensieri sono come le mie gambe, corrono veloci tra scale ripide e luoghi sconosciuti. Solo uno slancio di coraggio, poi la paura mi riporterà a casa su strade battute nella mano di mia madre“
“Nella nebbia ho visto un bambino, nel bagliore ho immaginato due gambe che corrono verso di me e si fermano. Chiudo gli occhi e il suo fiato, il suono della sua sorpresa mi scorrono nelle vene. Li riapro e lui è ancora lì che mi guarda stupito.”
“Nei miei sogni ho visto un vecchio, senza trono né spada: mi fissava con occhi azzurri e muti. Ho paura, ma la strada è ricca di promesse. Ho paura, ma quando tornerò sarò più forte.”



I sogni si confondono e si mescolano con la realtà!
“Il sogno è la spia di un inquietudine che ci attanaglia”(eduardo de filippo).
In questo caso è un uomo che vede una statua di un bambino che da la mano ad un vecchio barbone in un parco e nel suo tran tran quotidiano si chiede chi sia veramente diventato lui ora. Ma è un istante, è un sogno, e un vedersi passare avanti i suoi ricordi.
E non sapere da che parte continuare a correre.
Grazie per la citazione di Eduardo, ho letto tutte le sue opere e penso che sia il vero genio della letteratura del novecento
ed io le sue opere le recito!