Due modelli differenti, quello italiano e quello scandinavo. Dai risultati diametralmente opposti. Entrambi oggi in crisi per motivi diversi, ed entrambi bisognosi di riforme. Ma mentre il Nord Europa è pronto al cambiamento, il Belpaese è ancora molto indietro.
Björn Gustavsson nasce nel 1981, lo stesso anno di Marco Rossi. Björn invece a Stoccolma, in Svezia. Marco a Roma, Italia. Björn comincia la sua carriera scolastica in uno dei paesi con livelli d’istruzione più efficienti ed alti al mondo (la Svezia investe in istruzione lo 7,5% del PIL). La sua famiglia dall’asilo fino all’università non dovrà pagare alcuna tassa per il suo diritto allo studio, perché lì
l’istruzione è gratuita. Marco nasce in una nazione che vanta livelli di istruzione e di innovazione tecnologica tra i più bassi in Europa (meno del 5% del PIL è investito in istruzione, ovvero meno della media europea) nonché percentuali di analfabetismo del 12% (Unla, 2005). Marco paga le tasse per l’istruzione allo stato, i libri, nonché – a seconda delle scuole – una sovratassa definita “di contributo scolastico”.
IL MONDO DEL LAVORO - Dall’asilo all’Università. Björn riceve dallo stato svedese un assegno mensile per sei anni (2492 corone svedesi, circa 270 euro) che gli permette di coprire circa il 30% delle sue spese, anche se risulta uno studente universitario part-time. Potrà incrementare fino a 7,259 corone svedesi, circa 770 euro, se chiederà un prestito d’onore. Questi soldi dovrà rimborsarli in futuro allo Stato, il quale chiederà un 4% di interesse annuo. Questo gli permette di andare via da casa intorno ai 17-18 anni, in genere in un monolocale o casa dello studente a prezzi ovviamente vantaggiosi. Marco, una volta laureato e trovato un lavoro, se ne andrà di casa tra i 30-32 anni. Alla fine della sua carriera scolastica ed universitaria potrà dire di aver vissuto alle spalle della propria famiglia per 30 anni della sua vita. Björn una volta laureato (intorno ai 24 anni), se non riesce a trovare lavoro va allo IAF (Ufficio per la disoccupazione) e riceverà 320 SEK al giorno (circa 35 euro) fino a quando non troverà un lavoro. Ma dovrà dimostrare di cercarlo continuamente, altrimenti gli verrà negato l’assegno. Marco trova lavoro dopo alcuni anni di ricerca e di lavoretti saltuari e provvisori tramite la conoscenza di un amico di famiglia. Björn dopo aver lavorato tutta la sua vita intorno tra i 61 e i 67 anni deciderà di andare in pensione. La sua pensione dipenderà dalla quantità di contributi versati nella sua vita lavorativa (il 18,5% del suo stipendio verrà utilizzato per la sua pensione). Verranno inseriti anche gli anni di università e i giorni di malattia.
CONFRONTO IMPIETOSO? - In questo parallelismo tra la vita di uno svedese ed un italiano ci rendiamo conto delle differenze lampanti tra i due stati. Björn è figlio del più efficiente womb-to-tomb system al mondo (letteralmente dall’utero alla tomba). Uno Stato madre che organizza e aiuta i propri figli-cittadini, e rappresenta il più grande datore di lavoro della nazione. Una Svezia che è fiera di definirsi socialdemocrazia, che è rimasta come un faro ed un modello per tutti i partici socialisti europei.




davvero 35 euro al giorno di sussidio di disoccupazione??? ma sono piu’ di mille euro al mese!!!
nel Regno Unito, per esempio, il sussidio di disoccupazione e’ di 45 sterline la settimana (una sessantina d’euro)
Bell’articolo: ben esposto e ben documentato, anche se intravedo una vena eccessiva di “invidia”. Non che io non ne abbia: la Svezia mi a sempre affascinato, anche se è solo un fascino onirico: non l’ho mai visitata e vissuta sulla mia pelle.
Ho conosciuto però tanti svedesi: la cosa fondamentale che ti colpisce… sono onesti e civili. Nessun luogo comune o banalità, sono affascinanti nella loro onestà.
Eppure dal tuo articolo, non fanno che rafforzarsi le mie brame di meritocrazia, radicalismo, capitalismo, liberismo e laicità, cosa anche che giustifica la mia assenza alle prossime elezioni in Italia: il buonismo e la campagna elettorale incentrata sul “noi vi diamo quello che volete” mi disgusta ed opprime.
Ma generalmente mi opprime un po’ tutto in questo paese.
Un sistema come quello svedese nel “Paese dei Furbi” per antonomasia, comprometterebbe solo le mie coronarie e di quelle dei mie simili.
Comunque… un plauso a Fabristol
Minchia che errore di ortografia….
a propisito dell’onesta’ degli svedesi che tanto ha impressionato Davide, un aneddoto
recentemente abbiamo ospitato una ragazza svedese a casa: e’ stata tanto ONESTA da dirci quanto schifo fasesse il post in cui viviamo, quanto non vedesse l’ora di andar via da li’; e’ stata tanto onesta da rifiutare, ripetutamente, il cibo che la mia coinquilina le ha piu’ volte preparato. e non faceva i complimenti: semplicemente, non si fidava della qualita’. vabbe’, potrei continuare ma avete capito il tipo;-)
Io l’ho sempre pensato: gli svedesi sono una razza superiore…
E’ tutta colpa della piu’ grande truffa che l?UOMO HA FATTO LE RELIGIONI , se non si sradica il CANCRO delle RELIGIONI lUMANITA’ RESTERA’ SUCCUBE di se STESSO,,,,,,,,,,,
Cari Amici, mi dispiace deludervi. ma la Svezia è un MITO!E’ PROPAGANDA! Lo so benissimo che non sembra vero ma una cosa è andarci da turista o da businessman, un’altra è viverci. La realtà, purtroppo, è MOLTO diversa e non perchè qui c’è il sole e li no. Provare per credere.
Ciao a tutti!
Prudentissimo
“Cari Amici, mi dispiace deludervi. ma la Svezia è un MITO!E’ PROPAGANDA!”
Talmente prudente da non portare un dato. Il tuo si dice ne vale uno opposto, fino a prova contraria.
E comunque ci sono più fighe no?
Sono stato in Svezia parecchie volte per lavoro, girandola in largo ed in lungo da Malmö a Upsala, da Stockolm a Örebro, Göteborg, e poichè non ero un turista (i miei viaggi sono stati fatti pereloppiú con carri officina …) sono stato a stretto contatto con la gennte “normale”.
Ecco la mia esperienza:
Ho incontrato molta gente gentile, terribilmente
annoiata.
In Svezia c’è la più alta percentuale di suicidi di tutta Europa, la più alta percentuale di singles in quartieri caserma e la più alta percentuale di persone depresse…
Chi abita più a Nord di Stoccolma viene a fare
“la cura della luce” (così la chiamano loro)sotto il 60° ,parallelo. Mettono la luce su tutti i balconi(spesso giorno e notte)ed a partire da fine Ottobre fino a Marzo anche i lumini sul davanzale esterno delle finestre per … rendere l’ambiente più amichevole.
Frutta e verdura … sono per quasi tutti merce sconosciuta ….
Mi fermo qui, poichè penso basti per smettere di sognare la Svezia. Comunque per chi ci va in aereo, dall’altezza di 8000 metri (con vista di 70-80 km di lato, non potrà sempre vedere (quelle rare volte che fa bello) un villaggio dall’altro.
Gli Svedesi hanno molte cose buone nell’ordinamento sociale, meno però tra la gioventù che vive nelle stazioni dei metrò e men che meno tra color che al venerdi sera prendono una nave verso la Germania o l’Inghilöterra o … per poter aspettare di essere fuori dalle acque territoriali e .. bere, bere, bere…
Queste non vogliono essere critiche contro chi è stato fornito da madre natura di tanto spazio e minerali ma gode di poca luce e bellezze della natura !
Leandro
http://www.vivereinsvezia.com/2009/06/svezia-suicidi-le-false-credenze-del.html
x per chi pensa che svezia=suicidi
piú vicino al commento di Leandro che non al post di Fabristol che descrive una patina della realtá svedese. La Svezia é enorme problema di alcolismo, la Svezia é anche rabbia repressa per l’immigrazione, la Svezia é nella mentalitá della gente che é abituata ad essere scortata dal ventre alla tomba, dei burocrati coi paraocchi, del mondo perfetto con tanta polvere sotto il tappeto. La Svezia é 51% di pressione fiscale. La Svezia é anche tutto questo ma si preferisce soprassedere.
Salve a tutti vedo di rispondere brevemente a tutti voi.
Il mio post non intendeva affatto esaltare il sistema sociale svedese come se fosse il modello perfetto. Anceh perche’ chi mi conosce bene sa che ho idee libertarian in merito al sistema sociale statale. Per me il modello svedese non e’ il modello perfetto e neppure quello preferibile.
Pero’ se dobbiamo fare un parallelo tra due modelli di stato sociale come quello italiano e quello svedese ovviamente il primo ne esce in modo impietoso.
Sulla Svezia posso dire, avendoci vissuto, che il sistema ha ovviamente anche delle falle insanabili. In parte condivido l’ultimo commento di Daverik.
Quello che ho descritto e’ solo la patina superficiale di un paese con un sistema quasi perfetto, ma se poi si vive la Svezia si vede l’incubo, le storture che pero’ devono essere attribuite non solo al sistema sociale ma anche e sorpattutto al clima veramente difficile.
Ma forse amo la Svezia anche per questo.
Brevemente, visto che prima mi si è cancellato il commento versione integrale perchè il sito è andato down: l’articolo mi sembra un po’ statico, i dati sono abbastanza appiccicati e il confronto è molto astratto. Andava costruito un quadro storico un minimo più convincente che possibilmente -oltre a descrivere ad esempio le grosse differenze ambientali (demografiche in primis) dei due sistemi sociali e le differenti reperibilità di risorse delle due economie interne nonchè l’accesso differente a diversi tipi di economie regionali- indagasse criticamente le differenze tra i due sistemi di stato sociale; ricordando che l’idea dell’impegno statale in economia non è assolutamente automatica espressione di una politica socialdemocratica o comunque non liberista. Lo stato sociale italiano ad esempio ha storicamente affincato un ruolo di blanda e ferragginosa erogazione di servizi -con più attenzione alla cooptazione del conflitto sociale che ad una volontà redistributiva- ad un forte impegno istituzionale a garantire un clima favorevole all’attività economica, prendendo parte attiva al controllo dei lavoratori ed alla repressione del movimento operaio ed ogni altra forma di devianza tramite polizia, ospedali, scuole. In questo senso sarebbe interessante chiedersi davanti a quali tipi -evidentemente diversi- di stati sociali ci troviamo nei due casi presi in esempio, poichè il paragone appare non solo tra due contesti diversi, ma anche tra due soggetti profondamente divergenti dal punto di vista teorico politico.
Inoltre manca un tentativo di chiarire le cause del fallimento dei due sistemi di wellfare, che a tal punto avrebbe giovato di un quadro anche minimo di introduzione sul declino del modello fordista/keynesiano in occidente dalla metà degli anni settata. Ne verebbe fuori ad esempio -di questo i liberal che si lamentano dell’alta pressione fiscale come se fosse un male a sè stante dovrebero tenerne conto- che a differenza dei wellfare degli stati conservatori come l’Italia o Liberal come gli Stati Uniti, gli stati sociali dei paesi socialdemocratici come la Svezia sono caduti non per incoerenza interna (eccessivo peso sul deficit pubblico/inefficienza e tutto il vario corollario di luoghi comuni sulla PA) bensì per effetto di quelle strategie neoliberiste applicate internazionalmente che hanno COSTRETTO stati di democrazia avanzata come la Svezia e il Regno Unito a ridiscutere il proprio assetto in modo regressivo per adeguarsi ad un paradigma ultraliberista che al giorno d’oggi, dopo 30 anni di disastri e decine di casi di economie messe in ginocchio dalle terapie d’urto della triade FMI/WB/FED, non ha davvero più senso tirare in ballo come alternativa allo stato sociale.La buona novella neoliberista non ha mai attecchito come cultura politica (per quanto efficaciemente praticata dal mondo dell’imprenditoria) italiana e ciò sta succedendo solo adesso, sopratutto nei giovani. E’ necessario rendersi conto che è un prodotto passato, vederlo come la panacea di tutti i mali sarebbe riconfermare il ruolo dell’italia come luogo in cui si riciclano le vecchie ricette ormai obsolete dell’estero vendendole come ultime novità.
Conclusione: lo stato sociale risponde ad esigenze scientifiche di bilanciamento dei fallimenti del mercato. Ammortizzatasi l’ondata neoliberista con il riflusso delle delocalizzazioni una volta stabilizzatisi sistemi democratici in grado di stabilire eguali remunerazioni alla forza lavoro rispetto agli standard occidentali, la produzione -per quanto modificata rispetto a quella del periodo fordista- tornerà in occidente e con essa la possibilità da parte dello stato di agire per il bene pubblico senza interferire con la necessità fratricida di concorrenza con paesi che attraggono capitale più facilmente. Questo è realisticamente il trend futuro, traetene le conseguenze.
Sarebbe interessante iniziare a pensare nuove forme di organizzazione delll’amministrazione del bene pubblico, federalizate e sburocratizzate, abbandonando la vecchia visione polemologica di “stato vs mercato” e implementando nuovamente -a discapito della reazione neoliberista degli ultimi anni- le qualità delle due forme, intessendo modalità organizzative veramente innovative.
ps: si, non sono stato breve, sorry. Scusate anche per gli eventuali errori di ortografia.
un riferimento bibliografico: in Harvey D., Breve Storia Del Neoliberismo, Il Saggiatore, 2004 Cap. 4 “L’irregolarità degli sviluppi geografici” c’è un paragrafo dedicato alla crisi dello stato sociale in Svezia.
C’è sempre il rovescio della medaglia in qualsiasi cosa..uno stato del genere che da molto,in cambio dovrebbe ricevere molto di più e soprattutto in maniera onesta..io penso sinceramente che non si possa neanche lontanamente paragonare con l’Italia la Svezia,perchè a noi mancano dei punti fondamentali di civiltà!
Per attuare un piano di sostegno del genere in Italia dovremmo prima di tutto….
1 Pagare tutti le tasse per permettere allo stato di avere i fondi necessari
2 Snellire i costi della politica una volta per tutte e soprattutto in maniera decisa,perchè non sono accettabili gli stipendi che hanno i parlamentari
3 Essere onesti verso lo stato e le strutture che lo comppongono,ci sono paesi interi di finti invalidi che percepiscono pensioni che potrebbero essere usate per assistere molto meglio chi ne ha bisogno sul serio
4 Snellimento e velocizzazione del sistema giudiziario,una società in cui non c’è certezza della pena non può andare da nessuna parte,chi delinque impunito oltre a creare terrore per i cittadini,crea la sfiducia e il rancore verso le istituzioni
5 Informazione reale sui fatti accaduti,quindi via l’albo dei giornalisti,ognuno di noi potrebbe farlo,basta un po di obbiettività nel raccontare i fatti
5bis CAPIRE BENE A CHE TIPO DI DELINQUENTI SI DA IL PROPRIO VOTO ELETTORALE
6 Ricordarsi bene che lo stato siamo noi cittadini che lo compongono,quindi,se non abbiamo rispetto tra di noi e per le istituzioni,lo stato sarà sempre in una situazione di precaria stabilità
Forse,aggiustando l’Italia seguendo questi piccoli punti,si potrebbe pensare di imitare gli anni d’oro della Svezia.
Qui dalle mie parti,c’era molto tempo fa un’azienda che si chiamava Olivetti..ai suoi tempi era all’avanguardia e aveva dei guadagni spaventosi..infatti,il personale era trattato benissimo..la ditta si prendeva cura del suo dipendente,gli pagava addirittura il dentista anche alla sua famiglia…diciamo in maniera svedese..beh,il ringraziamento tipico italiano è stato che gli operai entravano in ditta e facevano tutto tranne che svolgere le loro mansioni,c’era addirittura chi timbrava,poi andava a farsi gli affari suoi e poi ritornava giusto per timbrare l’uscita..non sto a farla tanto lunga,la ditta è andata tragicamente a rotoli lasciando un solco nel canavese e famiglie disperate…non voglio fare di tutta l’erba un fascio,sicuramente c’era chi lavorava..ma come al solito a causa dei soliti ci si rimette tutti!
Se io mi comporto bene con te,tu devi fare lo stesso..purtroppo non tutti qui in Italia ragionano in questa maniera e finchè sarà così,dobbiamo vivere nella realtà in cui viviamo e dire grazie…grazie a tutti quelli che l’Italia l’hanno rovinata!
Concordo con i punti da te espressi, resta fondamentale trovare modelli compensativi dello svantaggio economico sotto la cui pressione è sottoposto il wellfare state. Razionalizzare, ottimizzare le Pubbliche Amministrazioni, informatizzarle, utilizzare l’open source, internalizzare i costi di consulenza utilizzando queste necessità come potenzialità formativa, aprendo centri di ricerca che formino personale incaricato di monitorare costantemente lo stato di salute organizzativa del sistema statale.
D’altra parte un sistema del genere non può reggere alla violenza concorrenziale dei flussi di profitto se le norme in base a cui questo si determina non vengono modificate, sarebbe un costante resistere ad una tendenza immutata. Servono regole precise di etica del lavoro, contingentamenti politici ispirati a criteri di equità salariale, rispetto dei diritti umani, vincoli di democrazia, affinchè il commercio porti con se dinamiche positive.
è un po’ che “sogno” di andare a vivere lì… cercando alcune info tramite google capito qui e… di certo non mi date altro che conferme…
per Leandro, errata corriga, la Svezia non è nemmeno più tra le prime 10 nazioni per suicidi da anni. Aggiornarsi. E se vuoi sapere il perché questi avvenivano contattami, io non ci andrò per lavoro ma ci vado per mio piacere personale, e conosco gente,come dici tu “normale”.
era corrigE vabbè.
noi dell’aria libertarian siamo stati accusati di essere aria fritta: tante chiacchiere, citazioni, accademismi da inutili (meglio, dannosi) professori universitari pagati dallo stato (!) nemico (intendo il nostro…), ecc.
tali accuse a mio avviso hanno un fondamento: chi lavora e produce vuole fatti, non chiacchiere.
e allora voglio proporre un fatto molto concreto, decisamente anticrisi, che favorirebbe produzione e commerci, e la nascita di nuove numerose entità produttive:
ABOLIAMO LE ASSICURAZIONI SOCIALI OBBLIGATORIE E LICENZIAMO A CALCI IN C*LO I DIPENDENTI INPS, INAIL, INPDAP ecc.
basta farci derubare: i nostri risparmi ce li gestiamo da noi.
se ci va ci assicuriamo con assicurazioni private.
morte a chi ci vuole schiavi. lampioni e corde ce ne sono a sufficienza.
sono stato sufficientemente concreto?
ciao a tutti
Forse ci si dimentica di dire non solo che la Svezia è tra i paesi che ha tagliato maggiormente le tasse negli ultimi anni ma che la pressione fiscale svedese sulle imprese è inferiore a quella USA
Che poi i campioni della sinistra eleggano amodello un sistema che tassa gli individui con aliquote medie prossime al 50% e le imprese con quelle di paradisi fiscali lascia ben capire quale compresione distorta del modello svedese ci sia in circolazione
come sempre ho sostenuto e continuo a sostenere noi italiani rischiamo di diventare un paese del terzo mondo ,in svezia esiste una seria politica per la famiglia e il lavoro mentre in italia…..