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Cancro da sesso orale, l’esperto spiega

Dopo l’uscita di Michael Douglas, su Repubblica un’intervista a un esperto spiega cosa c’è di vero nella storia del sesso orale che potrebbe provocare il cancro:

 

L’incidenza del tumore orofaringeo da Hpv (lo stesso virus che causa il tumore del collo dell’utero) negli Usa, secondo varie ricerche presentate anche qui all’Asco, è in drastico aumento: tra il 1988 e il 2004 l’incremento è stato del 225%, salendo da 0,8 a 2,6 casi per 100.000 residenti. Se non si ostacola la tendenza, tra pochi anni i casi di tumore dell’orofaringe supereranno quelli del collo dell’utero. «E di corretta informazione e di ricerca ce n’è molto bisogno» commenta Mario Airoldi, direttore dell’Oncologia della Città della Salute e della Scienza di Torino, presente a Chicago.
Qual è la situazione in Italia?
«Mancano ancora dati precisi, ma vediamo un notevole aumento dei casi. Ci aspettiamo nei prossimi anni che l’incidenza dei tumori orofaringei da Hpv salga dal 15% degli anni 80 al 70% nei prossimi anni come è stato già in Svezia».
La causa di questa ondata epidemica?
«Alla base vi è l’Hpv, in particolare il ceppo 16, lo stesso virus causa del cancro della cervice uterina. Oltre che sulle mucose sessuali, è presente anche sulla pelle circostante e da lì passa da soggetto a soggetto. Il profilattico infatti, limita ma non annulla il rischio di contagio. Da sempre è diffuso in tutta la popolazione, che in genere lo elimina in pochi anni con l’immunità. Innesca un tumore solo in alcuni soggetti predisposti, per costituzione genetica e/o per crollo immunitario da stress»

L’intero articolo è disponibile sul quotidiano in edicola.