Qui invece la partita la si guardò da sobri. Che forse è peggio. Facciamo una via di mezzo, a metà strada tra santità bevitrice e follia: presenziammo come ad un funerale, quello della Russia, con officiante la Spagna. Poi un Ibrahimovic solo al comando distrugge la Grecia
Pronti, via, la prima gara in carnet oggi è Spagna contro Russia. Una volta queste due si giocarono il titolo europeo, nella Madrid anticomunista di Franco. E vinse dove giocava il pallone d’oro Suarez, uno che allacciava le stringhe al compagno coi lanci da tot metri. Dei ponti umani in linea d’aria, a prova di Ue, senza gravar sul bilancio. Oggi invece, Innsbruck le accoglie, si giocano niente. La prima impressione, almeno da ieri in Italia, è sempre sbagliata. Spagna magra del tormentone Raul : meno male, dice Di Corrado. C’è il tormentone Torres, però : solo bimbo o pure prodigio. Comunque vada , per Jesus Gil, il Gaucci di Spagna, è stato un successo. La Russia, che è allenata da Hiddink cui in Corea han fatto una statua, è data a cinque in Snai. Non farà, giura il mister, come “conigli e serpenti”. Il commento tecnico è della Morace, stronza come un uomo. La Spagna striscia in campo con due reparti su tre: la difesa l’avrà data di resto. La Russia coniglia invece non difetta di personalità : difetta proprio di persone. Il calcio è ancora robotico, solo che il robot è il Commodore 64. Alla Spagna è mancato sempre, nella storia, qualcosa: ad oggi, giocatori compresi, non sembra mancarle niente. Neanche la pioggia.
Ha pure i neri (Senna), l’Italia arriverà anche in questo seconda. Il manesco Aragones ha fatto melina: pensa al resto del torneo lasciando in panca Fabregas e Xabi Alonso. Sborone come tutti gli spagnoli alla resa dei conti. La lepre di Lobanovsky è finita : la sua erede gioca a scacchi e si prende tutto il tempo possibile, anche sino alla prossima partita, per fare la mossa successiva. In questo per nulla caos calmo, la Spagna yè yè ha gioco facile. Non le manca neanche la terra dai piedi: hanno azzeccato persino i tacchetti. David Villa, doppietta. E poi diagonali, triangoli, nello stretto come nel largo. E’ il Manuale del Calcio per le autoscuole. La Russia in tutto questo è rimasta a Madrid ’64. Non fa neanche il pressing, che è roba degli anni ’90. E’la squadra ideale di Zeman: fanno il passaggio anche quando non c’è il compagno. Fabregas, chico moderno con le sopracciglia rifatte (altro che i cespuglioni dei vecchi Camacho), non fa a tempo ad entrare che tocca a lui mettere il tetto e chiudere l’opera. Ma la sua squadra è solo una Bolla: se appena
appena metti la seconda, come i nomi impronunciabili dei russi in finale, la sua difesa Immobiliare scoppia. Alla Spagna, dicono sia sempre mancato qualcosa. Questa volta, l’avversario.
La seconda gara è Ibra- Grecia. La squadra campione uscente contro il Pallone d’oro entrante. Si suona lo spartito dell’eventuale passaggio di consegne in quel di Salisburgo: ci vorrebbe Vienna e la sua Filarmonica. Ma non dovrebbe esserci storia, purtroppo: Fiorello, oggi, ha predetto di nuovo sul trono l’Italia, come a Berlino. Il sette volte cittì dei greci, Rehagel, non teme crisi da settimo anno : urla “amateci”. Quello della Svezia invece ha sbagliato formazione, insieme ai giornalisti italiani di ieri : dovrebbe convocare d’urgenza i parenti prossimi del gangsta-ballerina sino al grado, slavo, più remoto. Il commento Rai è anonimo come i dieci undecimi dei gialli di Svezia. La Grecia è più squadra, ha più senso, è più intensa. Fa caciara ma con sentimento. Ma in questo grasso e grosso festino di greci iniziale, uno magro e cattivo pur c’è. Ibra corre, da solo, come dieguito e il bandito sante, sta fermo da solo, sbaglia da solo in questo europeo per il pallone d’oro contro le radici che su quello ha messo Cristiano Ronaldo. Vediamo se riesce a vincer l’Europa, dopo l’Italia, da solo. Sta senza squadra ma anche senza Materazzi, quello l’ha lasciato a noi: dovrebbe volare più in alto. Cross che si sprecano ma da centro del campo: su Ibra c’è mobbing. La Grecia s’adatta volenterosa per compiacer l’ospite e la gara evolve verso lo schifo. Ibra può essere l’Heidi che s’abbraccia una nuvola e soffice vola: gli sorridono i monti. Ma non i dei dell’Olimpo all’ascolto. Più alto che bravo oggi la stella, se si perde (faccia, partita e interesse) non si potrà incolpare neanche il caldo come fe’ Domenech. La Svezia è talmente scarsa da far sembrare la Grecia una squadra campione d’Europa. La Grecia si adatta, ospitale, e gioca da metà primo tempo in poi per lo zero a zero. Ibra silente, come la Capri di Neruda. Poi il lampo che fulmina Giove: il chicco d’argento trapassa i due faraglioni da parte a parte. E’ il vino che imbroglia lo score e ubriaca anche Bacco : il secondo dei gialli è una truffa da bari pure al dio dei ladri.



























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
Un Ibra solo al comando…
Qui invece la partita la si guardò da sobri. Che forse è peggio. Facciamo una via di mezzo, a metà strada tra santità bevitrice e follia: presenziammo come ad un funerale, quello della Russia, con officiante la Spagna….
Applausi.
Però ditemi voi come faccio a scrivere un pezzo di calcio il giorno dopo Ricchiuti. Aiuto.
yes, you can.
Metto foto di tifose topone così nessuno bada al resto.
just,
pensa invece ai poveriretti che domani dovranno cercare in tutti i modi di pretendere di giocare allo stesso gioco di ibra… cristo, ma l’avete visto???
“Ibra- Grecia. La squadra campione uscente contro il Pallone d’oro entrante”
AUHAUHAUHHUA
Se IbraIMaBitch è il pallone d’oro entrante senza aver vinto niente (a meno che non si conti l’ennesimo scudetto di cartone-rubato)il Signor C.Ronaldo cosa dovrebbe essere?
Ibra si ama, non si discute.
> Metto foto di tifose topone così nessuno bada al resto.
E’ una metodologia ormai inflazionata. Ora si va di “gente strana” truccati, con parrucconi del colore della squadra, con capelli giganti, a petto nudo con scritte ecc.
bel pezzo. Ma il Pallone d’oro te lo scordi.
Invece di vincere da solo uno scudetto, avrebbe dovuto vincere da solo la cempions
Ma Gil non è passato all’aldilà circa 4 anni or sono?
Mi sa che di Torres se ne strasbatte al momento.
Morto o meno, “è stato un successo”.
Parce sepulto.