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Il video del bambino autistico picchiato a scuola

Chi avrebbe dovuto proteggerlo e aiutarlo, si divertiva a chiamarlo “maiale” e a prenderlo a schiaffi, umiliandolo di continuo. Per oltre sei mesi un 15enne autistico del Vicentino è stato vessato e picchiato dalla sua insegnante di sostegno, Maria Pia Piron, di 59 anni, e da un’assistente sociale, Oriana Montesin, della cooperativa Usl. Una vergogna svelata dai carabinieri, come ha mostrato il Corriere del Veneto: per quattro giorni, attraverso una telecamera, nascosta in una sala della scuola media di Barbarano (in provincia di Vicenza), le forze dell’ordine hanno registrato abusi e sevizie che il ragazzo è stato costretto a subire. Senza avere la possibilità di ribellarsi a quella ingiustizia. In carcere dallo scorso 8 aprile, le due donne si trovano ora ai domiciliari, dopo aver versato dieci mila euro a testa come risarcimento. Tutto in attesa del processo: per loro il pm ha chiesto il giudizio immediato.

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IL RAGAZZINO AUTISTICO PICCHIATO – Gli intimavano di chiudere la bocca, di inghiottire la saliva. E colorare, senza uscire fuori da bordi: “Smettila animale, abbassa quella mano e mettiti a colorare. Altrimenti sai quante botte ti prendi”, si ascolta nel filmato scandalo. Una violenza che lascia senza parole, su un bambino per altro affetto da autismo.

Videocredit: Corriere del Veneto

L’orrore registrato dai carabinieri risale a due mesi fa. La denuncia era partita dai genitori del ragazzino, dopo che erano stati scoperti alcuni segni di violenza (ematomi e lesioni) sul corpo e sulla testa del figlio. Secondo quanto spiega il Corriere del Veneto, la telecamera è stata nascosta dietro a un termosifone, nella stanza in cui le due insegnanti seguivano il ragazzo durante il suo percorso scolastico. Il 3 aprile le prime immagini, con il bambino autistico preso a schiaffi e insultato. Ma le scene si ripetevano in modo identico, giorno dopo giorno. Una sofferenza continua: si vede l’assistente sociale costringere il ragazzo a scarabocchiare un foglio con un pennarello, prima di colpire il ragazzo al volto con un righello. Il quotidiano riporta la reazione spaventata del bambino, inerme, di fronte al comportamento assurdo delle due donne:

“È terrorizzato: appena una delle due donne muove qualche passo, porta le mani davanti al volto per proteggersi. Alle 11 arriva anche la Piron che sferra un calcio al ragazzo. «È proprio un toso che te istega» («È un ragazzo che ti istiga»), spiega alla collega.

VIOLENZE CONTINUE – Ogni giorno, stessi insulti e stesse vessazioni. Sia l’assistente che l’insegnante maltrattano e prendono a calci e schiaffi il 15enne, lo insultano definendolo “animale”, “asino” e “letamaio”. L’ultimo giorno, prima dell’intervento dei carabinieri, le scene più vergognose. Fin dal mattino il ragazzo resta vittima dei maltrattamenti, tanto che, spaventato e picchiato, non riesce a trattenere i propri bisogni. “E’ a quel punto che – svela il Corriere – la donna prende un fazzoletto imbevuto di un detergente per i mobili”. Con il “Brillacol” l’assistente e l’insegnante puliscono più volte il viso del 15enne. E la violenza sembra contagiosa, dato che nella stanza entra anche una bidella, Luciana Scottà – poi denunciata – che di fronte all’assistente si mette a percuotere il giovane affetto da autismo, definendolo “un vegetale”. I carabinieri decidono di intervenire, quando l’assistente sociale comincia a colpire il ragazzino con un paio di forbici: è un uomo ad entrare sulla scena, chiedere spiegazioni e tirare fuori il tesserino: “Sono un carabiniere. il ragazzo viene via con me”. Da allora, sottolinea il Corriere, non è più tornato a scuola, mentre le due donne si trovano agli arresti domiciliari, in attesa del processo. Lascia senza parole anche la difesa di una delle due responsabili: “Ero stressata”, ha spiegato la donna. Per il ragazzo, comunque, è la fine di un orrore.