Interni

Un Berlusconi tutto nuovo?

3 aprile 2008

Una cautela senza precedenti, nessun rinnovo nel repertorio di gaffes, una campagna elettorale in tono minore. Il Cav. è cambiato? O è pronto a rimettersi lo scolapasta in testa alla prima occasione? No, è l’Italia che è invecchiata. Irrimediabilmente.

Quando, nel giro di una paio di giorni prima Folli, poi il Guardian – ripreso anche da Il Foglio – ed infine Newsweek, convergono sulla novità rappresentata dal Berlusconi di quest’ennesima campagna elettorale, il povero commentatore di provincia non può far altro che chinare il capo, unendosi al coro, sottovoce: il Berlusconi del 2008 è un altro cav. Ma è Berlusconi ad essere cambiato, oppure è il contesto politico-elettorale? E poi: è possibile anticipare le mosse post-elettorali di Berlusconi guardando a come si è comportato in questi due mesi? E soprattutto: è lecito attendersi che questo presunto cambiamento possa risultare in un altro cav. anche da Presidente del Consiglio?Dice che Silvio, questa volta, mostra una cautela senza precedenti, con conseguente scarsità relativa di gaffe e promesse; una cura del dettaglio quasi noiosa; per non parlare di pubblici momenti di self-doubt inimmaginabili fino a qualche mese fa: «forse ha ragione chi dice che sono troppo vecchio per governare un Paese moderno». Ma per spiegare il ‘nuovo cav’ non c’è bisogno di fare appello all’età avanzata, o a presunte folgorazioni e ripensamenti strategici. Semplicemente, Berlusconi sembra essersi adattato a tre cambiamenti ambientali: primo, a differenza del 2001, quando la crisi economica internazionale arrivò dopo che Berlusconi si era già accasato ed ambientato a Palazzo Chigi, questa volta la congiuntura economica difficile è già una realtà: i subprimes - con le crisi di Northern Rock e Bear Stearns – e la frenesia interventista della Fed; e il prezzo del petrolio, che sta facendo decollare l’inflazione (cui vanno aggiunti, nel caso specifico italiano, la tragedia della crescita zero e del debito stratosferico).

CONTINGENZE INTERNE - In secondo luogo, il vantaggio nei sondaggi era ed è rimasto tale da non richiedere l’aggressività cui il cav. ci aveva abituati, soprattutto dal punto di vista delle promesse elettorali. E’ stato Veltroni, in questi due mesi, a doversi esporre (l’accordo con Di Pietro; il pasticcio coi radicali; le candidature ‘padronali’ al nord). Ma la novità sembra essere soprattutto che questa volta gli strateghi del cav. sembrano aver deciso di modellare la sua immagine per opposizione rispetto a quella di Veltroni: ciò è stato molto evidente nel confronto con i lettori di Corriere.it Veltroni, andando dietro ad Obama, parla di sogni e speranze; e allora Berlusconi ci ricorda che la situazione italiana ed internazionale è difficile, e che non è il momento dei sogni. Veltroni si sforza di presentarsi come il nuovo, e allora Berlusconi - per la prima volta dal ’94 – fa leva sulla propria esperienza di governo, invece di ricordare costantemente di essere un imprenditore prestato alla politica.

LA SITUAZIONE DEL CAV - Insomma il cav. avrebbe potuto scegliere di rilanciare: tu vendi sogni? e allora senti cosa ho il coraggio di promettere io… tu saresti il nuovo? io, che sono il politica ‘solo’ dal ’93, sono ancora più nuovo di te. Invece no: Berlusconi ha scelto una strada paragonabile a quella percorsa dalla Clinton durante queste interminabili primarie americane: concretezza contro retorica – ed ecco spiegata la cura del dettaglio, la sobrietà. Ma a differenza della Clinton, che ha giocato in difesa una campagna elettorale cominciata a inizio 2007 e che continuerà fino bel oltre le elezioni italiane, il vantaggio di Berlusconi doveva reggere per meno di tre mesi. Semmai il rischio, per il cav., è che presentarsi agli elettori in queste vesti che sono per certi versi antitetiche rispetto a quelle usuali – lasciando all’avversario il ruolo del televenditore sovreccitato – possa confonderli. Però non è ovviamente da escludere che, come altre volte, il colpo ad effetto arrivi durante l’ultima settimana.

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