Tremonti affronta il problema delle rate, con un’operazione di marketing di grande effetto. Ma la sostanza, se si fanno un po’ di conti, è un po’ diversa
Sul cosiddetto “accordo mutui”, bisogna dare atto al Ministro Tremonti di averla pensata davvero bene. Se Berlusconi III, giunto a fine mandato, si lamentava di aver fatto tanto ma di non averlo saputo comunicare adeguatamente agli elettori, l’ultima pensata del più tosto fiscalista d’Italia (sperando che il Prof. Uckmar non si offenda) è un colpo da maestro: non per niente questo nuovo Tremonti in calzamaglia verde e arco infallibile vede i suoi ratings aumentare continuamente. Terminati i complimenti all’ufficio marketing, possiamo dunque venire alla sostanza.
IL PIANO TREMONTI - Per chi non lo sapesse, l’accordo funziona cosi’:
- Ti abbasso la rata corrente ricalibrandola sull’interesse medio del 2006;
- La differenza tra rata effettiva e rata “calmierata” finisce in un conto accessorio che matura interessi pari a 10 anni swap +0.50%.
- Al termine del mutuo il saldo del conto accessorio deve essere ripagato dal debitore.
- Nel caso in cui i tassi scendano sotto il livello “calmierato” il debitore paga il tasso effettivo. Deduzione mia: se il saldo del conto accessorio è positivo, la differenza (a favore del debitore) va a ridurre automaticamente il saldo del conto.
Da un punto di vista finanziario, è come se in ogni periodo la banca prestasse al debitore la differenza tra rata effettiva e rata “calmierata”; questi prestiti si cumulano nel conto accessorio ad un tasso prefissato – in pratica una sorta di fido a tasso fisso. Dal mio punto di vista, quindi, il ragionamento delle associazioni dei consumatori, secondo cui i maggiori interessi pagati dal debitore si tradurrebbero in guadagni aggiuntivi per le banche, non ha senso: ipotizzando che la banca si finanzi a tassi swap (già questa ipotesi piuttosto fantasiosa), il maggior guadagno è dato dallo spread dello 0.50% che matura sul conto accessorio. Dall’altro lato, quelli che hanno parlato di “soldi fatti scucire alle banche”, sono riusciti in un’impresa eroica: spararla più grossa delle associazioni dei consumatori. Congratulazioni.
UN PO’ DI CONTI - Sgombrato il campo dalla propaganda, veniamo al cuore della questione: qual è l’effetto dell’adesione al “piano Tremonti”. Dipende ovviamente dall’andamento dei tassi, e se potessi prevederlo perfettamente non sarei qui a perder tempo ma a largo di Antigua col mio yacht. Ho quindi fatto una simulazione di mutuo per 150.000€ con durata ventennale, erogato a inizio 2005 e con uno spread dell’1%. La rata sale dagli 840€ di inizio 2005 ai 1020€ previsti per giugno 2008; se ci aggiungiamo il recente annuncio di Trichet - già considerato nella simulazione – la situazione per il mio debitore non è esattamente rosea. Supponiamo che a settembre decida di accedere al “piano Tremonti”. La rata “calmierata” è pari a 900€, con un risparmio immediato di 150€ al mese che va ad alimentare il conto accessorio. Il tasso swap a 10 anni è pari al 4.83%, il che si traduce in un interesse del 5.23% che matura sul conto accessorio.
UN PO’ DI CASI - In ipotesi di tassi costanti al 4.45% fino alla scadenza del mutuo, l’ammontare finale del conto accessorio sarà pari a poco meno di 40.000€; la durata residua di questo prestito dipende ovviamente dalle condizioni concesse. In caso in cui lo spread rimanga costante (1%) e il cliente decida di pagare sempre la stessa rata (900€), la durata si allungherà di circa 4 anni. Altri casi sono analizzati nella tabella, giocando sul tasso medio nei tre periodi 2010-2015, 2015-2020, 2020-2025.

Ovviamente la durata non potrà mai scendere al di sotto del livello iniziale – in questo sta la differenza principale con un mutuo a rata costante e durata variabile, cui il “piano Tremonti” è stato più volte paragonato.
TREMONTI NON AMA IL MERCATO - Infine qualche considerazione. Ancora una volta Tremonti si dimostra molto scettico nei confronti del mercato, adottando la visione tipicamente socialista dello Stato-genitore che si muove per aiutare i cittadini-figli perennemente minorenni. Sicuramente esisteranno casi in cui la rinegoziazione del mutuo presso la propria o altre banche non è praticabile, e per i quali quest’opzione si rivelerà necessaria. Tuttavia sarebbe stato preferibile un intervento mirato a quelle singole situazioni, al posto che studiare una soluzione “one size fits all”. Sugli effetti sulla concorrenza sono meno categorico del Prof. Baglioni: quanto questo accordo incentiverà i debitori a non chiedere preventivi presso altre banche lo dirà il tempo.

























Tremonti non ama il mercato. E’ curioso che uno dei principali esponenti di quello che nacque con l’ambizione di essere una partito liberale di massa sia anti mercato. Il solito paradosso italiano.
Tremonti, in compenso, ama gli effetti speciali. Ne ha fatti molti, da Ministro, nel primo governo Berlusconi, nel secondo e nel terzo. Il fatto che continui non stupisce più di tanto. Il fatto che molti continuino a credergli a me un po’ stupisce, ancora.
Un sorriso economicomico, e complimenti per l’articolo.
C.
Mutui: il piano Tremonti abbassa la rata, ma ti regala un debito in più da pagare dopo…
Tremonti affronta il problema delle rate, con un’operazione di marketing di grande effetto. Ma la sostanza, se si fanno un po’ di conti, è un po’ diversa…
e’ il caso di dire che si stava meglio quando si stava peggio
Scusate, ma io non vedo alternativa.
Chi ha scelto a suo tempo un tasso variabile al 3% ad esempio, a fronte di un fisso del 6%, cos’altro si poteva aspettare, che si abbassasse?
Ora non ce la fa più a pagare la rata.
Se non paga gli portano via la casa.
Ok, allora aiutiamolo, allungandogli la durata del mutuo, ma ovviamente dovrà pagare l’agevolazione ottenuta.
L’alternativa quale sarebbe? “condonare” la differenza? Allungare il mutuo senza spese?
Sarebbe una presa in giro per chi, responsabilmente, ha scelto un tasso fisso.
Ciao LT, riguardo alla tua obiezione, non a caso ho concluso “Sicuramente esisteranno casi in cui la rinegoziazione del mutuo presso la propria o altre banche non è praticabile, e per i quali quest’opzione si rivelerà necessaria”. PERSONALMENTE, sono a favore del “live up with your errors”, la casa non è un diritto e io stesso vivo benissimo in affitto, sebbene ovviamente mi rendo conto che finanziariamente è un nonsense. Il post, non si capisce bene in effetti, parte dal presupposto che il Governo abbia deciso di intervenire in qualche modo per alleviare alcune situazioni problematiche. Poi di strumenti ne avrebbero avuti a bizzeffe, ad esempio aumentando la deducibilità degli interessi passivi. Saluti.
No non sarebbe una presa in giro per chi ha fatto il mutuo fisso, ma per chi con maggiore coscienza ha pensato che comprare a questi prezzi è pazzesco… Io ho deciso che non posso spendere 2 o 3 stipendi mensili per 1 mq di casa in periferia e vedo pazzi che lo stipendio non lo hanno neanche fisso e fanno il mutuo. Cosa doveva fare Tremonti? Evitare che nella sua Tremonti-bis fossero deducibili gli investimenti delle aziende in immobili, che con lo scudo fiscale rientrassero soldi evasi che sono andati a gonfiare la speculazione edilizia, che con l’eliminazione dell’ICI si praticasse uno sconto tanto maggiore quanto maggiore è il valore dell’immobile, dimenticando qualsiasi sconto per l’affitto a chi una casa non ce l’ha. Insomma evitare che i prezzi delle case raggiungessero i valori attuali. In quel caso gli acquirenti potrebbero pagare mutui MOOLLTOOOO più contenuti
si, ma chi aveva scelto un 3% pensando che si abbassasse (povero stolto), ben sapeva che non poteva permettersi, ne allora - ne oggi, un investimento/flusso di cassa in uscita di quel genere, quindi il problema, fondamentale, è di chi eroga o di chi compra?
Ciao Giuseppe, nella puntata di Report sull’urbanistica romana mi aveva lasciato senza parole una signora che lamentava di aver speso 320k Euro per 85mq di casa in uno dei quartieri costruiti di recente. Ora io posso capire che la comprare casa e’ psicologicamente un fattore di stabilità, ma a quei prezzi ne vale la pena?? Sui tuoi punti non sono d’accordo, discriminare sulla deducibilità degli investimenti introduce nuove distorsioni, ecc. Si farebbe prima a trasferire reddito ai piu’ poveri (che solitamente vivono in affitto), che scelgano poi come spendere le proprie risorse. Poi alcune città fanno storia a sé - ad esempio le citta’ universitarie. Saluti.
Per Calvin: a differenza dell’aumento sulla deducibilità degli interessi passivi, questa manovra non ha costi per lo Stato.
Per Giuseppe: le case hanno raggiunto prezzi improponibili anche perchè (a causa proprio dei tassi favorevoli) c’è stata un’impennata nelle domande.
Per quanto riguarda l’eliminazione dell’Ici è la manovra comparativa dello sconto sull’affitto.
Attualmente sono ben quattro le tipologie di detrazione per canoni di locazione previste dall’art. 16 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986) . La Sezione VI del quadro E del modello 730/2008 è dedicata all’indicazione delle diverse tipologie di detrazione:
- Detrazione d’imposta spettante agli inquilini di immobili adibiti ad abitazione principale, introdotta dalla Legge Finanziaria 2008, RIGO E39 ;
- Detrazione d’imposta spettante agli inquilini di immobili adibiti ad abitazione principale locati con contratti in regime convenzionale, RIGO E40 ;
- Detrazione d’imposta per canoni di locazione spettante a lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro, RIGO E41 ;
- Detrazione d’imposta per canone di locazione spettante ai giovani, dai 20 ai 30 anni, per l’abitazione principale, introdotta dalla Legge Finanziaria 2008, RIGO E42 .
Le detrazioni non sono tra loro cumulabili ma il contribuente può scegliere la detrazione più conveniente.
L’unica differenza è che la prima non rigurda il reddito, la seconda sì.
Per Calvin: a differenza dell’aumento sulla deducibilità degli interessi passivi, questa manovra non ha costi per lo Stato.
Sicuramente, ma per me e’ ancora peggio farlo costituendo un cartello da parte delle banche.
No calvin accidenti non si può dire questo…
io sono in affitto ma non detraggo assolutamente niente ok? per detrarre devi essere un gioielliere o un agente immobiliare… io con il mio reddito da dipendente non detraggo niente. Nè si può dire che è una misura compensativa. E’ una manovra tale per cui una persona benestante che vive sola in 200 mq in pieno centro risparmia 1500 euro, mentre un operaio con casa in periferia e 5 figli risparmia 300 euro e una persona che una casa non la ha .. non risparmia niente. Mi ricorda un tale che si chiamava Hood Robin
Scusa Giuseppe ma stai parlando dell’abolizione dell’ICI o sbaglio??
Si certo, sto parlando dell’abolizione dell’ICI
[...] che il provvedimento di rinegoziazione dei mutui è un’operazione di marketing (molti l’avevano notato) non priva di danni collaterali (qualcuno l’aveva notato); che la Robin Tax è quello che è [...]