La sindrome di down è spesso un marchio indelebile, ma ci sono anche storie felici. La vicenda a lieto fine di due genitori americani e di un figlio che pensavano di non rivedere mai più.
Li ho incontrati stamattina sull’autobus. Seduti vicini vicini si scambiavano tenerezze come due innamorati. “Padre e figlio?” – chiede una vecchietta. No, sono due amici – risponde una signora – abitano in un appartamento insieme ad altri così, vicino al capolinea del 4. Non sono normali… C’è anche la sorella del figlio di una mia amica. Lui è un chirurgo dalla testa tanta, lei invece… Lei no. “Non è normale”. Sarà eccezionale allora, proprio come questi due cinquantenni bambini che si baciano sulle guance sorridendosi, offrendo a noi che li guardiamo una finestra su un dolce mondo di purezza cui forse vorremmo accedere per un istante. Loro sanno amare davvero – mi dico – e chissà se conoscono l’odio. Sono gli eterni bambini, ritardati mentali, down, sono i “diversamente abili”. Sono tra quelle persone per le quali i limiti dei nostri ragionevoli punti di vista non sanno immaginare né un presente né un futuro.
INDESIDERATI – Sono tra quelli che non vorremmo mettere al mondo, perché non abbiamo fantasia, voglia di scommettere sulla vita, disponibilità a sconvolgere la nostra esistenza, a conoscere il dolore come l’amore profondo, forse. Sembra che, complici i progressi scientifici di diagnosi prenatale, le leggi sull’aborto, la legittima voglia di una vita serena ma anche un senso diffuso di deresponsabilizzazione, il mondo stia cancellando le sue sfaccettature di apparente imperfezione. In Francia i bambini Down sarebbero praticamente scomparsi. In Olanda parrebbe essersi diffusa negli anni passati una pratica clandestina di soppressione dei bambini affetti da spina bifida. Che sia legale o illegale, morale o immorale, oggi si potrebbe far così: lasciare che qualcuno pretenda di intravvedere il destino delle vite che portiamo in grembo e decidere in merito. Se ci piace ok, altrimenti amen, potremmo far cancellare tutto, quasi all’istante.
UNA STORIA A LIETO FINE - In passato queste cose andavano diversamente. E’ leggenda, da qualche parte, che si gettassero i bimbi malformati da una torre; non lo è che venissero trucidati da regimi poco simpatici. Capitava anche che l’amore fosse più forte di ogni ostacolo o pregiudizio, e capita ancora nonostante tutto. Certo è che il destino di questi bimbi ha spesso seguito la storia del costume sociale e delle legislazioni, configurandosi in modo differente a seconda del posto in cui essi nascevano. Negli Stati Uniti, tra gli anni 30 e gli anni 60, capitava che le famiglie, causa penuria e mancanza di sussidi comunali, affidassero i propri figli “diversi” a degli istituti statali, per poi non rivederli spesso mai più. Ad un certo punto ne erano convinti anche i signori West, dell’Oregon. Non avrebbero mai più abbracciato il figlio Ritchy, uno tra le decine di migliaia di bambini scomparsi in quegli anni in America. La storia della famiglia West però è finita bene. Mettetevi comodi che ve la racconto.




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bel post coccina
bellissimo articolo, sono commosso.
Non è normale”. Sarà eccezionale. E’ tutto in questa frase.
Mi piace spesso dire che nessuno di noi è normale, siamo tutti speciali.
Un grande abbraccio
Carlo
P.s. Bellissime le foto della festa. ^_^
Non capisco, però, perché ogni volta che si parla della gioia e dell’amore che questi bambini possono dare a dei genitori che hanno avuto il coraggio di scegliere di crescere un figlio con ritardo mentale (e altri problemi organici che bisogna sempre tenere sotto controllo) si debba sempre fare una velata polemica alludendo alle diagnosi prenatali, alla interruzione di gravidanza, viste come scelte facili, prive di responsabilità e che “cancellerebbero le sfaccettature”.Evidentemente, Gloria, per molti genitori la sofferenza di avere un figlio con questo tipo di ritardo è qualcosa che supera l’amore che certo potrebbe dare, ed è anche questa una scelta degna di rispetto.
Comunque, è una cosa ricorrente che noto quando se ne parla.
Da una parte c’ è chi opera una scelta, dall’ altra chi ne fa un’ altra. Io non volevo esprimere un giudizio ma mostrare quanta bellezza
ci può essere nell’ operare certe scelte e, davvero, mi sono molto molto molto trattenuta
Il post aveva uno schema diverso la notte prima che io prendessi quell’autobus e vedessi quei due ragazzi e sentissi parlare quelle persone con quelle precise parole.
la signora che diceva: “sorella del figlio della mia amica” e non figlia della mia amica…
loro che se ne stavano beati e che mi ricordavano di qualcuno che ho conosciuto.
Se ho scritto tendendo un poco da una parte, è perchè ero ancora scossa e perchè per una volta ho voluto essere meno distaccata di quanto si dovrebbe perchè inizio a pensare che le emozioni non debbano più essere censurate.
poi, aggiungo,fatti un giro per la rete a vedere quanti bambini scompaiono prima ancora di venire al mondo e perchè…A volte è difficile capire certe scelte
Mi ha emozionata il suo post..bello!
Credo che uno sguardo vada anche rivolto ai genitori che si trovono ad affrontare una serie di difficoltà all’inizio: accettare di avere un figlio “diverso” non è semplice, è uno shock!
Anche i genitori da un diverso punto di vista hanno bisogno di assistenza. Ma le difficoltà possono scaturire anche dall’ambiente circostante: una mancanza di sensibilità che nasce dall’ignoranza, si, dall’ignoranza ma anche dall’imbarazzo!!!
Premetto che le persone affette da questo deficit mentale sono dolci, placide, e affettuosissime..e possono sviluppare al massimo le loro capacità solo con l’amore dei genitori, i quali son tenuti a stimolarli giorno per giorno..
l’ ignoranza in questi casi è quella che mi irrita, come per la signora che sull’ autobus raffrontava i due fratelli:il chirurgo e la ragazza che abita nell’ appartamento. La sua espressione era tutt’altro che buona e consapevole
Beh, il riferimento ai regimi che trucidano i bambini e, all’opposto, la scelta d’amore che invece li salvava e li salva,, per non parlare di tutto il secondo paragrafo, qualche legittimo appiglio a quello che ho scritto, lo creano.
si Cordapazza, sicuramente,anche quello dei bambini gettati dalla torre, cosa che mi è era stata raccontata più ampliamente da un signore che ho incontrato sempre nella stessa giornata, ed era quasi un anno che non lo vedevo.
Ci sono i legittimi appigli,certo.Non sono voluti, sono, come dire, naturalmente venuti fuori.
e se avessi lasciato il pezzo come era avresti trovato riferimenti a bambini scomparsi in tante tante parti del mondo.
comunque forse sarebbe stato meglio parlare della bellezza di questi “bambini “eccezionali, senza curarsi del resto;)senza polemiche,raccontando semplicemente la storia di ritchy, che parla da sola
Gloria, tu hai scritto un post in cui, velatamente o no, creavi una contrapposizione tra ” chi li ama e chi li fa sparire”,ed è una tua visione del problema; allo stesso modo chi commenta (nel mio caso, non metterei mai al mondo un figlio sapendo che avrà un ritardo mentale e che non potrà mai essere una persona pienamente consapevole di sé e della sua vita) esprime le sue perplessità.
Ci mancherebbe che tu dovessi cambiare il tono del post! Ciao!