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pubblicato il 15 giugno 2008 alle 09:41 dallo stesso autore - torna alla home

Lo confesso: faccio parte di quella categoria di donne che non capisce niente di calcio. Nonostante siaDonne e calcio Italiana, nonostante abbia avuto cugini calciatori (qualcuno persino di buon livello), nonostante abbia potuto contare persino su una prozia appassionata di sport che non si perdeva un mondiale, una coppa America di vela, neppure un incontro di boxe per quanto ad ora antelucane, l’unica cosa che mi ispirano le partite sono una sequela di sbadigli. Noi donne non sportive siamo oramai una specie in via di estinzione, lo capisco. Proprio per questo è necessario che affiniamo le nostre tattiche di sopravvivenza. Perché oggi una donna, per essere glamour, per essere trendy, e soprattutto per poter ambire ad uno straccio di moroso, deve, e sottolineo deve, avere qualche infarinatura calcistica. Quindi ecco un piccolo manuale per sopravvivere agli Europei senza farsi scoprire.

Arbitri: sono cornuti e venduti: anzi, dopo Moggi sono proprio sold out. Ricordarsi però di aggiungere che Collina è brutto ma affascinante.
Allenatore: ha sempre ragione, tranne quando perde, perché allora ha torto, torto marcio, e tutti lo avevano sempre detto.
Azzurri: la miglior squadra del mondo, soprattutto quando ha appena vinto alle elezioni Berlusconi.
Catenaccio: le altre squadre vincono, ma ci riescono perché fanno catenaccio. La frase deve essere sibilata con aria di grande dispregio e quasi compatimento per gli avversari. Che ci stracciano regolarmente, magari, ma non hanno nulla della nostra innata e sregolata genialità.
Diposizione in campo: L’unico caso in cui il tifoso abbonda di formule paramatematiche. Può essere 4-3-4, 3-5-3, 6-2-1. Sconsigliata la 6-6-6, non perché impossibile per una normale squadra, ma perché sennò il Vaticano si adonta. Nel caso i conti dei giocatori in campo non tornassero non preoccupatevi: le Dizionario del calciosquadre oggi hanno la panchina lunga, e comunque noi in Italia siamo sempre a favore della contabilità creativa.
Fuori Gioco: uno dei misteri del Calcio. Più impenetrabile di quello di Fatima, tanto è vero che manco Socci si è mai provato a spiegarlo. Si crede per fede,e quando si manifesta si urla come per una visione mariana.
Inno: si canta. O almeno si mima con la bocca. No, zufolarlo non è concesso: pare che sia considerato poco patriottico.
Palla: è rotonda, secondo quanto diceva con acume sopraffino Boscov. Non risulta che a riguardo ci siano state esegesi più approfondite negli ultimi anni.
Stranieri: sono la rovina del calcio italiano, soprattutto perché non li possiamo mettere in Nazionale, porca miseria.
Rigore: se è per noi, c’era. Se è a favore degli altri, no.
Veline: complemento naturale del calciatore, lo seguono ovunque, in particolare negli spot.

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