L’ennesima strage mancata riaccende la polemica sui nomadi a Roma. Eppure basterebbe qualche accorgimento per aumentare la sicurezza dei cittadini. Serio, però
C’è mancato poco che ieri mattina uno zingaro ubriaco e fatto di coca non facesse una strage. Il tipo si è messo al volante in condizioni pietose e ha investito 13 persone che aspettavano l’autobus alla fermata nei
pressi di Dragona. Il nomade, nato a Torino, è risultato positivo al narcotest. A sollecitare l’arresto è stato lo stesso sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Credo che l’imputazione almeno di tentato omicidio plurimo colposo e quindi l’arresto sia indispensabile - aveva detto - Mi auguro che la magistratura dia un segnale coerente e non di eccessivo garantismo rispetto a un fatto veramente grave». Giusto, tutto giusto, ci vuole il pugno di ferro.
PREOCCUPAZIONE - Lo zingaro era diretto ad Ostia quando ha perso il controllo della sua auto e ha invaso la carreggiata opposta investendo le persone. Non è ancora chiaro il motivo per il quale l’auto ha sbandato, però intanto imputiamolo di tentato omicidio plurimo colposo. Anzi, buttiamo la chiave. Subito dopo l’incidente i passanti e altri cittadini hanno tentato di aggredirlo. Anche il padre è sfuggito ad un tentativo di linciaggio non appena giunto all’ospedale Grassi di Ostia dove il figlio era stato portato. Perché la gente non ce la fa più. La rabbia dei residenti ormai è fuori controllo: «Se ne devono andare di qui - hanno raccontato ai giornali alcuni cittadini – non ne possiamo più. Non sanno fare altro che ubriacarsi e rubare». Se si chiamano nomadi perché stanno qui da 20 anni?. «Siamo stanchi, speravamo le cose cambiassero: ma qui non cambia mai nulla». Niente deportazioni, eppure ce lo avevano promesso: fuori dal Raccordo!. Ieri sera a Ostia si è svolta una fiaccolata per protesta (?!?) contro l’incidente. E lo stesso presidente del Municipio, Giacomo Vizzani, ha manifestato una certa preoccupazione, teme che «ci possa essere una rappresaglia: c’è uno stato di agitazione, i cittadini sono preoccupati per la situazione di delinquenza diffusa».
NON HANNO FATTO NIENTE MA - «La situazione finora era sopportata – ha aggiunto Vizzani – non hanno dato problemi gravi ma i cittadini sono comunque preoccupati». Non hanno fatto un cazzo, però ci stanno sui coglioni. La gente è insicura, lo ha detto anche il Censis, in un recente studio, che la città di Roma sta cambiando, o meglio stanno cambiando i romani: “Oggi – ha spiegato il direttore del Censis
Giuseppe Roma - i romani non sono più cinici e gaudenti come quelli dei film in bianco e nero, ma impauriti, incerti, pessimisti. Roma risulta la capitale europea con il più alto tasso di inquietudine esistenziale”. Non è difficile crederlo: basta un episodio di cronaca (per quanto grave e spregevole) a scatenare gli istinti più bassi di una popolazione frustrata. Eppure le statistiche parlano chiaro: a Roma si ammazza meno che in tutte le altre capitali europee. Ma la sensazione diffusa è quella dell’insicurezza.


a proposito dell’incidente di Fiumicino, ma è stato incriminato qualcuno? non se ne è saputo più niente (almeno per chi segue “normalmente” le notizie)
Poveri italiani. Ormai ci stanno massacrando in tutti i modi possibili: furti alle ville con botte ai proprietari. Strage di persone appiedate, in bicicletta o sui motorini. Furti nei supermercati. Scippi vari in tutte le città. Borseggi sugli autobus e per strada. Furti negli appartamenti. Tutto questo commesso in gran parte da ALBANESI, ROMENI,NERI E NOMADI. Presi, denunciati e lasciati liberi nel giro di qualche giorno. Hanno capito che la giustizia italiana e’ diventata ormai un colabrodo oltre i tempi lunghissimi per i processi.
SVEGLIA GOVERNO. SII PIU’ SEVERO.