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Giuseppe Uva: alle Iene la morte dell’altro Cucchi

Nella puntata delle Iene andata in onda ieri,  Maurizio Casciari torna sul caso di Giuseppe Uva, giovane di Varese morto dopo essere stato portato in caserma dai carabinieri in seguito a una serata alcolica in compagnia di Alberto Biggiogero, il quale, andato in caserma con l’amico, ha allertato il 118 dopo aver sentito che stavano massacrando di botte Uva. Le indagini sono però arrivate a un punto di svolta, infatti ci sono degli indagati nel caso: la sorella di Giuseppe , la Iena Maurizio Casciari e il direttore di italia 1 sono stati  denunciati per diffamazione aggravata a danno di appartenenti alle forze dell’ordineiene giuseppe uva1

L’ UNICO INDAGATO FINO AD OGGI – Fino ad oggi l’unico indagato è un medico dell’ospedale psichiatrico dove Giuseppe Uva era stato ricoverato per Tso. Infatti il medico avrebbe somministrato a alla vittima un mix di farmaci che ne avrebbe provocato la morte: l’accusa è omidicio colposo. Nell’autopsia non si parla di percosse, ma solo di lievi escoriazioni. L’amico Bigioggero, che aveva telefonato al 118 per segnalare il pestaggio dell’amico, nonostante le sue insistenti richieste non è mai stato interrogato sull’accaduto

IL PM ABATE – Nella querela per diffamazione, il pm Abate sostene che Uva non ha subito pestaggi nè lesioni fisiche  e che al contrario è stato trattato correttamente e che le lesioni fisiche sono irrilevanti come causa di morte e che all’autopsia partecipò il medico legale della famiglia Uva senza riscontrare anomalie -affermazione che la sorella Lucia contesta- che le lemacchie rinvenute nelle fotografie del cadavere non sono dovute a botte, ma macchie ipostatiche conseguenza fisiologica  della posizione del cadavere. Non vi sono inoltre macchie sperma, ma macchie prensenti dovute emorrodidi.

LA RIESUMAZIONE – Nel dicembre 2011 tribunale di Varese ha disposto la riesumazione del cadavere per capire che fosse successo a Giuseppe Uva. La perizia getta una luce completamente diversa. La colpa della morte di Uva infatti non sarebbe dei dottori. Secondo Fabio Anselmo, legale della famiglia, Giuseppe Uva soffriva di una malformazione cardiaca di per sè innocua, prolasso valvola mitralica, diventata letale a causa dello stress subito nella caserma dei carabinieri. Il fattori scatenanti della morte sarebbero una forte intossicazione etilica, misure di contenzione fisica, misure traumatiche di contenimento auto o etero prodotte, ecchmosi a carico di capo, volto , braccio destro e mano destra, prodotte dall’urto con uno e pià corpi contundenti (attivi o passivi) e plurime escoriazioni. Non vi sono macchie di sperma, ma il sangue si pantaloni è di Giuseppe Uva.

LA DOCUMENTAZIONE MANACANTE –  Purtropo non vi sono prove del fatto che Giuseppe Uva sia stato massacrato in caserma, cosa dovuta la fatto che in quel lasso di tempo non si sia prodotta una documentazione. Secondo la Sorella di Uva il P.m : abate non avrebbe fatto nulla per arrivare alla verità sulla morte di suo fratello.

LA BEFFA  – La sorella ha chiesto di spostare il processo in un altro di tribunale per l’inerzia delle indagini. Secondo il conduttore delle Iene, la querela sarebbe stata fatta per dimostrare la non inerzia del procedimento. Ecco cosa scrive Fabio Anselmo, legale della Famiglia Uva: “Nosotante precisa ordinanza del giudice di Varese il pm non effettua indagini su quanto accadde quella notte a Giuseppe Uva all’interno della caserma dei carabinieri. A fine 2012 viene inoltrata dai difensori di Lucia istanza di avocazione al procuratore generale di Milano e ciò in considerazione dell’inerzia della procura di Varese. Ma proprio perchè il pubblico ministero Agostino Abate inserisce nel fascicolo delle indagini la querela per diffamazione a Lucia, il fascicolo della morte del fratello non risulta formalmente più inerte.”