La linea del Foglio su Obama è stata come lui, un cocktail.
Bene all’inizio, anzi benissimo, raffreddamento a lungo andare, passaggio da santone (la voce di Dio che ha parlato per mezzo dei profeti e dei preti nella politica d’alto bordo) a demagogo politicienne comunque molto buono per la causa. Qualunque essa sia. A margine (perché il Foglio lo leggeremo in 3 e da quando non è più gratis il sottoscritto va a memoria) dell’universale investitura obamiana, tutti i foglianti di Sua Maestà hanno omaggiato il ne(gr)o Divo. Langone, che ha parlato d’altro, il migliore. Uno che passa la vita recensendo messe, opere prime e ristoranti, ossia mangiando tutti i giorni, provinando cosa sia arte e salvandosi pure l’anima, deve essere per forza, di risposta, la nostra grande Speranza (di non andare) in bianco.
The final Ricchiuti
The final Ricchiuti #146
6 novembre 2008



