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Come creare un canale tv in proprio

“Basta, da oggi produco una mia televisione“. Quante volte si è sentita questa frase pronunciata in genere con audacia ad una tavolata tra amici magari alle prese con una pizza ed una birra?

rosaria aprea barbara d'urso

POSSIBILITA’ PER TUTTI – Perché nonostante si possa pensare che il sistema radio-televisivo italiano sia in mano ai “soliti noti”, è possibile trasmettere nell’etere regionale -o anche nazionale- a patto che nel luogo in cui sceglierete di trasmettere via sia banda libera. Quindi, con un minimo di spirito imprenditoriale, si potrebbe addirittura dare vita alla propria rete con una programmazione, uno studio e perché no, anche un talk-show. Stupiti, vero? La questione è tornata d’attualità grazie alla politica ed in particolar modo al MoVimento Cinque Stelle, vittima di un crollo dei consensi rispetto alle elezioni politiche di fine febbraio.

L’IDEA DI UN MILITANTE – Nelle pagine del blog di Beppe Grillo e nei vari gruppi di Facebook più di un militante ha chiesto se forse è arrivato il momento di “modificare” l’approccio comunicativo del MoVimento cambiando in primis il rapporto con la stampa e, successivamente, agire con un impatto netto nei confronti dell’opinione pubblica. Basta web, basta meet-up, visto che con questi non si riesce a sfondare per davvero. Nello specifico un anonimo ha chiesto di usare i 42 milioni del rimborso elettorale per la nascita di una tv. Evidentemente costui non ritiene più efficace l’uso de “La Cosa”, la web-tv del MoVimento. Ripetiamo, non si tratta della posizione dei membri della creatura di Beppe Grillo ma solo di un suggerimento tra i tanti piovuti in rete nelle ore immediatamente successive al risultato elettorale.

Televisione Digitale  Terrestre

COSA OFFRE IL MERCATO – Ma poniamo caso che questo possa essere messo in pratica. Creiamo una televisione ex-novo. Come si fa? Ed il discorso non vale solo per il MoVimento ma per tutti coloro che vorrebbero sfondare nel mondo della comunicazione televisiva con la speranza di fare qualche soldo con la pubblicità. Per spiegare bene di cosa stiamo parlando dobbiamo fare un salto indietro nel tempo e più precisamente al 2007, ovvero quando l’Agcom, come spiega Key4biz, aveva approvato il disciplinare per la cessione del 40 per cento della capacità televisiva da parte dei soggetti concessionari, ovvero Rai (1 mux), Mediaset (2 mux), Telecom (2 mux). Costoro avevano a disposizione 9,5 Mbt / secondo di banda.

LA BANDA DISPONIBILE – Di questi era predisposto solo per il regionale il mux Mbone-Telecom. Così facendo l’Agcom avrebbe dato una possibilità anche alle emittenti nazionali desiderose di completare la copertura della propria rete ed a quelle locali che non dispongono d’impianti editoriali. Key4biz conferma poi che la Rai ha messo a disposizione solo il Mux 2 in quanto l’1 è riservato al servizio pubblico. Al 2008 il Mux 2 raggiungeva solo il 70 per cento della popolazione e sarebbe stata affittata una banda di 9,34 Mbit/s su 23,47 totali. Mediaset, invece, avrebbe ceduto il 40% dei Mux 1 e 2: 9,64 Mbit/s su 24,1 totali.

giallo-canale-digitale-terrestre

IL SERVIZIO CONTO TERZI – Non ci sono poi solo i “grandi nomi”. Ad esempio nel mercato del digitale terrestre esistono altri nomi detentori di concessioni che in realtà non sono minimamente interessati alla trasmissione ma “affittano” al miglior offerente. Parliamo ad esempio di Tivuitalia, società del gruppo Screen Service Broadcasting Technologies S.p.A., che nel suo sito specifica di essere un operatore di rete che affitta capacità trasmissiva della sua rete di diffusione. In sostanza loro ci mettono l’infrastruttura. Il cliente, invece, il contenuto. E tra i clienti di Tivuitalia spicca Sportitalia, ospitata con i suoi tre canali corrispondenti alla posizione 60, 61, 62 del telecomando. Come segnalato da Italia in Digitale, Sportitalia ha poi abbandonato il 5 giugno 2012 Tivuitalia migrando i suoi tre canali sul Mux Timb2 di Telecom Italia Media perché in grado di garantire una maggiore copertura, con lo sbarco avvenuto il 7 dicembre 2011 per sportitalia 1 e 2 mentre Sportitalia 24 è nata il 14 dicembre.

I COSTI PER MEDIASET – L’accordo, della durata di quattro anni, ha un valore complessivo di 8 milioni annuo ed è composto da un minimo garantito di 4,5 ilioni ed una parte variabile corrispondente alla copertura raggiunta dal contratto. Segno che è possibile. E non fatevi spaventare dalla cifra, del resto parliamo di un’emittente nazionale. Elettronica Industriale, società del gruppo Mediaset che si occupa di concedere la capacità trasmissiva, questo il nome tecnico dell’affitto del segnale digitale, aggiunge poi che il contratto dura cinque anni ed è a copertura nazionale (ricordiamo che il mux regionale è quello di Telecom). Il costo, al netto dell’Iva, di ogni Mbit per abitante ad una copertura dell’80 per cento è di 1,5 centesimi di euro, e questo sale fino a 2,5 nel caso di una copertura al 95. Qualora si scelga di stipulare un accordo della durata di sei anni, ecco che viene previsto uno sconto del 4 per cento.

Little Tony e Bobby Solo

COSA OFFRE LA RAI – La Rai invece per una copertura nazionale chiede, al netto dell’Iva, un corrispettivo di 1,88 centesimi di euro per abitante raggiunto se la frequenza ha una copertura dell’80 per cento e si arriva a 2,47 euro qualora si raggiunga il 90. A differenza di Mediaset vengono però proposti sconti corposi. Parliamo del 13 per cento della tariffa per capacità pari ad almeno 2 mbps, del 22% per almeno 3 mbps, del 25% per almeno 4 mbps e fino al raggiungimento dell’80% di copertura, alla tariffa associata alla capacità trasmissiva usufruita verrà applicato uno sconto del 30%. Il meccanismo sembra in effetti molto semplice, forse pure troppo. Infatti l’inghippo sta altrove e Millecanali ce lo illustra nel contenuto del regolamento 2007 emanato dall’Agcom, che stabilisce le tariffe praticate.