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Le pillole che fanno dimagrire senza dieta

Piccole, rosse, blu o banalmente bianche. Offrono in un concentrato di pochi ingredienti la ricetta della felicità. Poco importa se regalano gravi effetti indesiderati. L’importante è dimagrire con poco sforzo. Così in Italia anche se ne è vietata la vendita, tramite la rete, le pillole dimagranti possono arrivare direttamente sotto casa: senza dietologo, senza controlli.

Gastric Band Treatment

CHIUDITI STOMACO – Un esempio è la cosiddetta slim bool, tanto in voga negli Stati Uniti. Si tratta di una specie di “bendaggio gastrico” senza bisogno di intervento chirurgico. Con sostanze come la dimagenina (nome generico iporessina) si crea un palloncino intragastrico di idrogel. Come? Basta ingoiare la pillola e con un po’ d’acqua questa si gonfierà fino a raggiungere le dimensioni di una palla da tennis. Riempiendo così lo stomaco si stimolerà anche il senso di sazietà. Nel giro di un’ora, poi, si disgrega e viene eliminata via intestino. I siti che la offrono sono sia stranieri che italiani. “Il nostro Istituto ti offre questa prova gratuita, che non comporterà alcun rischio per te. Se con il trattamento Slim bool – il pallone gastrico vegetale, senza chirurgia – non perderai il tuo sovrappeso, la prova non ti sarà costata nemmeno un centesimo” recita un annuncio on line. I prezzi variano a seconda dei chili da perdere. Se si vuole scendere di soli 4 kg il trattamento costa 44 euro (con sconto), se invece se ne vogliono perdere 20 si sale sui 114 euro. Con due pillolette si promette la perdita di un chilo in meno di 24 ore. La ditta che ne gestisce la vendita ha sede in Austria.

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COME SONO FATTE – Ne esistono vari tipi: dalle bruciagrassi agli anoressizzanti che bloccano l’appetito. Questi ultimi funzionano solo durante la terapia. Una volta finita l’assunzione torna il senso di fame e il peso in eccesso. Non sono, come invece si propina in rete, prodotti a base naturale. Anzi, la loro origine è più sintetica. Dall’analisi dei sequestri fatti finora su merce importata illegalmente metà dei prodotti sono di qualità scadente. Non solo, almeno il 90 per cento dei dimagranti contiene principi attivi che possono portare pericoli gravi alla salute. Una di queste è il rimonabant, fuori commercio, che influisce sul metabolismo ma continua ad esser venduto in rete illegalmente. Altra sostanza è la sibutramina, ora fuori mercato in gran parte dei paesi, che porta rischi cardiocircolatori. L’unico farmaco tollerato è l’Orlistat (tetraidrolipostatina). Nella maggior parte dei paesi è smerciato dalla Roche sotto il nome Xenical con obbligo di prescrizione medica, mentre nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America è prodotto dalla GlaxoSmithKline. Venduto come farmaco da banco si presenta sotto il nome Alli. Il 26 maggio 2010 la Food and Drug Administration statunitense ha approvato una nuova scheda tecnica per il farmaco con informazioni di sicurezza aggiuntive su casi di grave danno epatico riportati con l’uso di questo principio attivo. Tutti quelli illegali vengono spesso commercializzati on line sotto nomi esotici e presentati come naturali al 100 per cento.

L’ESPERTO – Il dottor Pietro Migliacco, dietologo e nutrizionista, nonché presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione ne sconsiglia vivamente l’uso. “In Italia – spiega il medico – non esistono compresse realmente dimagranti. Abbiamo solo un prodotto in vendita che è l’Orlistat che non ha effetti collaterali importanti se non immissioni gastrointestinali piuttosto che incontinenza. Tutti gli altri cosiddetti prodotti da banco in realtà non sono validanti. Hanno più che altro un effetto placebo, ma bisogna sempre consultare il medico per capire se si è soggetti ad interazioni con queste molecole liberamente in vendita presso farmacie e non solo”. “Sul mio sito – prosegue Migliaccio – per esempio sono indicate diete che possono esser seguite tranquillamente nella maggior parte dei casi. Non appelliamoci al magico e alle scorciatoie che possono portare a gravi danni”. Danni che si possono riscontrare sulla vita delle persone, anche in periodi piuttosto vicini a noi. Silvia Lolli, romana, è morta nel 2003 a 29 anni con un cocktail micidiale di anfetamine e antidepressivi presi per dimagrire, con tanto di ricetta. Sarah Houston, 23 aani, studentessa di medicina a Chesham, è morta questo aprile. A provocare il decesso, come hanno accertato i medici legali, un mix tra antidepressivi e Dnp, una pillola dimagrante acquistata illegalmente su internet.

IL CASO – I prodotti dimagranti ‘miracolosi’ e le pasticche ‘anti-invecchiamento’ venduti sul web sono finiti di recente sotto il mirino dell’Antitrust. L’inchiesta dell’ente per pratica commerciale scorretta ha toccato in particolare sei società “tra loro collegate”. Una, spiega l’Antitrust “si occuperebbe della distribuzione, fatturazione e spedizione dei prodotti da San Marino”, altre due “gestirebbero gli ordini via call center (tramite numerazioni a tariffazione ripartita 199)”, occupandosi anche dei siti web che pubblicizzano i prodotti. Altre due “predisporrebbero in concreto i contenuti informativi dei siti e si occuperebbero dell’indirizzo da dare all’intera strategia commerciale”. Più realtà in “un’unica impresa con la messa in comune e il trasferimento delle risorse economiche e tecniche necessarie alla realizzazione della condotta. Le prime risultanze istruttorie mostrerebbero infatti l’apporto di tutti i soggetti con un’unica strategia commerciale e promozionale”. A far scattare le indagini le segnalazioni di associazioni di consumatori e amministrazioni dello stato (AltroConsumo, Centro per i Diritti del Cittadino, Associazione Consumatori Utenti, Assoutenti, Movimento Consumatori Cuneo, Insieme Associazione Amici Obesi, Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – Nas Trento, Comune di Roma – Servizio Ispettivo Annonario, la Camera di Commercio Industria e Artigianato di Pistoiae e FederSalus) nonché numerosi consumatori.

I RIMEDI – L’Unione europea ha preso nel 2010 una serie di contromisure sui medicinali e prodotti venduti on line. Nel progetto di legge, oltre a sanzioni pesanti sui trafficanti, è previsto un sistema di monitoraggio che controlli l’arrivo delle pericolose sostanze in casa degli acquirenti. Nel mentre a Trento è partito il progetto Fake Care, coordinato da eCrime (Università degli Studi di Trento) e condotto in collaborazione con University of Teesside, AIFA e tante altre associazioni (estere e non) del settore. L’idea è quella di affiancare le autorità per contrastare il mercato selvaggio della rete, attraverso
osservazione diretta dei comportamenti degli acquirenti in “siti-esca” e il data mining e la realizzazione di un prototipo ICT per l’individuazione automatica di farmacie web illegali. “Tutto quello – precisa Migliaccio – che proviene dall’estero, si trova on line o viene inviato da farmacie fuori dal nostro territorio nazionale sono sostanze non controllate in Italia. Il consiglio che io do come medico e nutrizionista è quello di non comprare farmaci dimagranti attraverso vie illegali, perché si possono correre pericoli, per questo sono pastiglie fuori commercio sia qui, che in Francia che negli Stati Uniti”.