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Il monastero delle orge

Un monastero dove le orge tra le suore erano costanti, così come gli abusi e perfino i delitti. Nel monastero di Sant’Ambrogio si è verificato in piena rivoluzione industriale il più grande scandalo della Chiesa nella storia moderna, avvenuto tra molte complicità dell’allora Vaticano.

SCANDALO ENORME – Il monastero delle orge fu scoperto nella seconda metà dell’Ottocento, grazie ad una nobile tedesca, Katharina von Hohenzollern-Sigmaringen, che raccontò all’allora Santa Inquisizione gli sconvolgenti episodi del monastero di Sant’Ambrogio, una casa di preghiera delle suore francescane sita vicino alla Città del Vaticano. La nobile prussiana si era ordinata in quel monastero, ma subito avevo capito la strana atmosfera che si respirava. La sorella responsabile della formazione delle novizie, suor Maria Luisa, le dedicava attenzioni particolari, mentre le altre suore erano particolarmente ossessionate dalla fede. Il padre confessore, Giuseppe Peters, dormiva spesso nel monastero. Quando Katharina von Hohenzollern-Sigmaringen scoprì la relazione segreta tra suora Maria Luisa ed un uomo posseduto dal diavolo, la superiora provò ad avvelenarla. Il tentato omicidio fallì, e la nobildonna avvertì i suoi parenti di quanto le capitava a Roma, invocando salvezza.

ORGE ED OMICIDI – Il padre domenicano Vincenzo Sallua fu incaricato delle indagini,che portarono alla scoperta di un monastero ricco di intrighi tipiche della Roma dei Borgia. Suor Maria Luisa confessò le sue relazioni amorose con il padre confessore, così come l’abitudine a svolgere sesso con le altre sorelle. Le novizie erano costantemente sottoposte a riti di iniziazione lesbo, ed erano poi costrette a fare sesso con altri preti.  Le orge erano costanti, ed i segreti non potevano uscire dal monastero, pena la morte. Tre suore furono uccise, mentre le altre venivano soggiogate con lettere, ovviamente falsificate, che la superiora spiegava esser scritte direttamente dalla Madonna. Anche il padre confessore era un impostore. Si chiamava Joseph Kleutgen, e vendeva le confessioni delle suore per ricavare denaro, aiutando suor Maria Luisa ad inventare i suoi rapporti con la madre del Signore.

CLEMENZA VATICANA – Uno storico tedesco, il professor Dr. Hubert Wolf, ha riesaminato gli archivi vaticani, scoprendo nuovi elementi su uno dei più grossi scandali del cattolicesimo, avvenuto tra l’altro in un’epoca piuttosto recente. La Santa Sede fu molto clemente nelle condanne. All’epoca c’era la pena di morte per chi era colpevole di omicidio, ma la sorella, rea anche di affettata santità, un crimine molto grave nel diritto canonico, fu condannata a soli 18 anni di carcere. Ancora meglio andò al suo amante Joseph Kleugten, che non solo scontò solo due anni di pena, ma riuscì negli anni successivi ad affermarsi come teologo, tra i maggiori proponenti del dogma dell’infallibilità papale.