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Ray Ban falsi: come non farsi fregare

“E’ vero o falso questo rayban?” la domanda parte da un utente Yahoo. Il link di rimando è ad un offerta Ebay. L’unica risposta che riceve è molto cinica: “La foto è di un paio di occhiali originali, ma bisogna vedere se poi corrispondono quelli che spediscono. Tanti mettono direttamente foto prese dal sito Ray ban”. Un tempo a spasso per strada c’era chi ti poteva offrire Made in Italy (e non) e al miglior prezzo di mercato, purché, ovvio, fasullo. Adesso non ci deve manco scomodare di casa. Basta un click, una proprietà cinese dietro, ed ecco il tuo bel doppione a casa a poche decine di euro.

Ray Ban Raw Sounds Event

DOVE – Basta googolare con poche chiavi di ricerca sotto “replica” o “china” ed ecco che ti si apre un mondo fatto di prezzi in dollaro, annunci ed inserzioni con occhiali da sole a volte danno del filo da torcere agli originali. Diytrade.com, Replicaraybansw.com, iaufashion.com e tanti altri offrono tra i modelli vecchi e quelli all’ultimo grido. Un RayBan Aviator RB3026 viene venduto a poco più di 14 dollari. A volte con dicitura fake a fianco, giusto per esser “onesti”. Il problema basilare però è quale qualità abbiano le lenti, che spesso possono creare solo danni e fastidi alla vista in quanto realizzate come “sotto marca”. La storia del falso è vecchia come il mondo. Nell’estate del 1992, ad esempio, nel mantovano la Gdf ha smantellato una vera e propria fabbrica di Ray Ban fasulli. Il suo giro di mercato (a prezzi stracciati) si estendeva dal Triveneto alla Puglia.

guarda la gallery:

CHI SONO? – Se si verifica il Whois del sito ci si rende conto che il fasullo arriva da molto lontano. O per lo meno il suo dominio. Replicaraybansw.com, anche se indica il concetto fake, riporta il logo RB in varie parti del sito. Il proprietario è Li Yuxin di Beijing City, Shijingshan, distretto urbano del comune di Pechino. Diytrade, che è una sorta di E bay ha sede invece in Australia.

IL CASO – Da San Marino a negozi veri e propri diventa difficile districarsi tra chi ti vende realmente un pezzo di marca o meno. Qualche giorno fa l’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato, in collaborazione con il Gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza, ha oscurato due siti che vendevano occhiali contraffatti a marchio Ray Ban. Si tratta di discountraybansunglasses.org e raybanstores.com, ora irraggiungibili. Il titolare e registrant erano la stessa “persona”: Huang Jianhai. “L’intervento – spiega l’Antitrust – si e’ reso necessario per tutelare i tanti consumatori che acquistavano sui siti, convinti di scegliere prodotti originali del famoso marchio offerti a prezzi outlet”. Una azione brusca quella delle Fiamme gialle fatta perché gli occhiali in vendita, di dubbia qualità, avrebbero potuto provocare danni alla vista. A far partire tutto diverse segnalazioni da parte di Adoc (associazione di consumatori) e dall’Indicam (istituto Centromarca per la lotta alla contraffazione).

SPECCHIO DA ALLODOLE – I siti che offrivano i doppioni erano talmente costruiti bene da indurre in inganno gli utenti. Non solo, nomi, immagini e le foto inserite, a fronte di sconti dal 50 al 70% dei prezzi ufficiali, rendevano credibili le offerte. Doppi sia nei prodotti che nella linea web del sito, dove comunque non venivano fornite informazioni relative e recesso e di ripensamento ed in tema di garanzia. Il tutto veniva postato senza indirizzi precisi cui potersi rivolgere in caso di reclami. “Con questa decisione – continua l’Antitrust – salgono a quattro gli interventi effettuati a tutela dei consumatori che acquistano sul web: l’oscuramento dei siti segue quello già effettuato per siti cloni di prodotti a marchio Prada e Gucci mentre per i beni contraffatti a marchio Hogan”. Al tempo, dopo l’avvio del procedimento per pratica commerciale scorretta, è stato il titolare stesso a inibire l’accesso al sito dal territorio italiano. Si trattav dei siti www.1hogan.com, www.guccioutlet-italy.org e www.pradaborselinea.com.

COME RICONOSCERLI – Dato che il web pullula di trappole, Salvanew_it, utente e-bay, ha lanciato in rete una guida ad hoc per riconoscere i fasulli. Qui per esempio, mette on line l’identikit dei reali occhiali degli aviatori dalla Bausch & Lomb. Poche regole, sintetiche, per capire in due mosse di che si tratta:

Ricorda che i Rayban possono essere venduti solo dagli ottici (e neanche da tutti) e non esistono outlet, stock o altre forme di vendita che non siano i negozi di ottica. Non farti trattare dai prezzi troppo bassi perché un Rayban che costa meno di 80 euro o è rubato o è usato o è falso. Se un venditore è onesto, paga le tasse, fa lo scontrino e paga le salatissime commissioni di E bay e Pay pal non può venderlo a meno di quanto lo paga. A meno che non voglia fare beneficenza.

Basta dare una occhiata all’astuccio, alla posizione dell’adesivo rosso (che c’è solo sui modelli con lenti polarizzate), al cartellino o pendaglio attaccato al ponte (che non dovrebbe esistere lì). I naselli per esempio devono avere le lettere RB, attaccate ad incastro con due graffette e senza vite.

GLI ALTRI – Il carrello on line della rete è pieno di tentazioni. Sempre sullo stesso stile di ricerca piovono outlet sul falso Made in Italy. Uno di questi offre una Gucci a poco più di 90 euro.

ray ban falsi (5)

Se si cambia marca è la stessa musica. Una Prada 51015 P19 Grigio supera i 190 euro, una Miu Miu a 1215 a 186 euro. Dalla bancarella alla rete il salto è breve. “Come posso distinguere un bauletto Burberry autentico da uno falso?” chiede un altro utente. Stavolta non arriva nessun escamotage di verifica del marchio, un utente gli risponde secco su un forum: “Solo sana esperienza”.