Il Giornale: “Fazio e Saviano sono il trionfo del Gay Pride”
12/11/2010 - Esilarante risposta di Paolo Granzotto a una lettrice che gli chiedeva della trasmissione “Vieni via con me”“Ma lei, caro Granzotto, cosa ha da dire sulla trasmissione Vieni via con me di Fabio Fazio e Roberto Saviano?”: comincia così, con un
Esilarante risposta di Paolo Granzotto a una lettrice che gli chiedeva della trasmissione “Vieni via con me”“Ma lei, caro Granzotto, cosa ha da dire sulla trasmissione Vieni via con me di Fabio Fazio e Roberto Saviano?”: comincia così, con un incipit da lettera firmata, l’esilarante pezzo di Paolo Granzotto del Giornale che oggi accusa Vieni via con me di gaytudine militante o qualcosa del genere.
Fabio Fazio col suo birignao, Roberto Benigni col suo scutrettolante linguaggio corporeo, Roberto Saviano con il ben predisposto sembiante da «macho-macho man» alla Freddy Mercury, ecco, quel terzetto al quale ovviamente va aggiunto l’ospite d’onore, Nichi Vendola, pareva lì per sponsorizzare il Gay Pride. Lo dico senza paura di offendere gli interessati, ché già se avessi tale scrupolo potrei essere accusato di discriminazione; lo dico più che convinto che gli interessati medesimi ne saranno lusingati; lo dico attenendomi al canone politicamente corretto e usando vocaboli sdoganati da un Vendola in istato di grazia: per movenze e linguaggio, per quei sorrisini e quello sgranare gli occhioni, per quelle reticenze da verginelli o da Vispa Teresa di Paolo Poli, dalla brigata di Vieni via con me traspariva una palese consuetudine alla checcaggine, alla ricchionaggine. Che poi la parte o l’insieme fosse tale, checca o ricchiona che dir si voglia, questo non si sa e, rispettosi come siamo della privatezza altrui, nemmeno ci interessa. Però l’aria, l’impressione era quella.
Siamo all’avanspettacolo ormai.













Granzotto ma chi é il tuo pusher? Secondo me ti ha rifilato della pessima roba!
Beh, a onor del vero, il pezzo dice che si trattava di una risposta ad una lettrice, e non di un articolo vero e proprio, ma ovviamente ciò non toglie che sia un esempio di pensiero dalla chiara impronta discriminatoria e omofoba che non dovrebbe avere cittadinanza su un quotidiano a tiratura nazionale… (forse sul giornalino di una sezione locale di forza nuova)
Comunque credo che il ‘giornalista’ si adegui benissimo allo stile del (fratello del) suo proprietario: probabilmente riceverà una gratifica natalizia (un osso in più nel cesto).
Questo sicuramente è figlio di cotanto padre,non velo ricordate o avete la fortuna (data l’età ) di non averlo conosciuto,uno dei tanti in rai a fare “le belve” alla gustavo,grazie chiaramente a mamma DC.
Nessuno obbliga a guardare la trasmissione. C’è il telecomando
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Devo dire che ho riso come un pazzo. Un commento davvero ineccepibile, un pezzo critico incisivo come un bisturi, una lezione di giornalismo!!!
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