Cina, pericolo o opportunità per i mercati?

14/11/2010 - Le imprese cinesi  - molte delle quali ancora in mano allo Stato – vanno alla conquista del mondo.  Una realtà con cui dovremo sempre farci più i conti In teoria, la proprietà di un’impresa in una economia capitalistica è irrilevante.

     
 

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Le imprese cinesi  - molte delle quali ancora in mano allo Stato – vanno alla conquista del mondo.  Una realtà con cui dovremo sempre farci più i conti


In teoria, la proprietà di un’impresa in una economia capitalistica è irrilevante. In pratica, è invece un fattore spesso controverso. Si pensi a cosa successe negli Usa negli anni ’80 durante la cosiddetta ondata giapponese alla conquista dell’America, oppure quando Vodafone acquistò la tedesca Mannesmann. Sciovinismo politico ed interessi particolari insorsero contro le “invasioni”. In Italia, è successo qualcosa di analogo nel 2008 con l’Alitalia finita nelle mire di Air France e ceduta invece dietro le pressioni di certa politica e di certe lobby economiche ad una “cordata” italiana. Tali preoccupazioni, con ogni probabilità, sono destinate ad intensificarsi nei prossimi anni. Solo che l’assalto al cielo del nostro (inteso come Occidente) capitalismo verrà con ogni probabilità da oriente, e in particolare dalle imprese statali cinesi.

CAPITALISMO MADE IN CHINA – Il problema principale, al di là dello slogan vuoto che vuol dire tutto e niente “dell’interesse nazionale”, è che questi acquirenti cinesi sono per lo più opachi, spesso queste imprese sono gestite dirittamente dall’apparato del Partito Comunista e quindi sono rivolte a farne gli interessi. Gli obiettivi che si pongono oltre ad essere ambiziosi, sono soprattutto globali. Le offerte hanno coperto molti ambiti: dal petrolio americano alle reti elettriche brasiliane fino alle auto svedesi (Volvo). Il principale pregiudizio sulle imprese made in China non riguarda tanto il loro management, magari di stretta osservanza ai dettami del partito, quando un principio elementare ma fondamentale nell’economia globale. Ossia, che la diffusione nel mercato del capitale cinese dovrebbe apportare benefici ai suoi destinatari, ed al mondo nel suo complesso e non solo “alla madre patria”. Proprio questo concetto, sembra quello più difficile da far accettare, sia ai “conquistati” sia agli stessi “conquistatori”.

LA CINA E’ CAPITALISTA, ANZI NO – fino a qualche tempo fa, le società controllate direttamente dal governo di Pechino venivano considerate dalle stesse autorità cinesi, come creature pubbliche da avviare rapidamente alla completa privatizzazione. Ma una combinazione di fattori come il risparmio enorme nel mondo emergente ed una certa perdita di fiducia nel libero mercato, ha portato ad una rinascita del capitalismo di Stato. Circa un quinto del valore globale del mercato azionario si trova ora in tali imprese, più del doppio del livello di dieci anni fa. Un modello che sta facendo scuola anche in altre “tigri asiatiche” non comuniste. Si pensi allo sviluppo guidato dallo Stato della Corea del Sud o alle imprese controllate direttamente dallo Stato di Singapore, che si stanno rapidamente espandendo all’estero. Eppure la Cina è diversa. E già la seconda economia più grande del mondo, e nel tempo rischia di superare l’America. Le sue imprese sono giganti che fino ad ora sono stati ripiegati su se stessi, e solo ora stanno iniziando a usare le loro vaste risorse all’estero. Le imprese cinesi rappresentano solo il 6% degli investimenti globali nel commercio internazionale. Storicamente, sia la Gran Bretagna e sia l‘America nei loro momenti di picco, hanno raggiunto quote di circa il 50%. In un modo occidentale che cresce poco, la “turbo crescita” cinese potrebbe rappresentare il volano per questa nuova espansione che, qualcuno, già chiama colonizzazione dei mercati “tradizionali”. Per ora, la gran parte degli investimenti cinesi è fatta sui Titoli di Stato dei “paesi ricchi” , ma domani i grandi capitali a disposizione potrebbero essere usati per comprare aziende e proteggere la Cina proprio contro i paesi ricchi.

     
 

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