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pubblicato il 5 novembre 2008 alle 16:14 dallo stesso autore - torna alla home

I blog sono testate giornalistiche o no? Su chi ricade la responsabilità per eventuali commenti diffamatori? Le risposte potrebbero sembrare scontate, secondo buonsenso. Ma un giudice aostano la pensa un po’ diversamente…

Dai commenti all’articolo precedente abbiamo potuto apprendere, oltre la sostanziale differenza tra un alberello natalizio, il miele e la cioccolata (ah ah!), anche quanta irrefrenabile voglia hanno i blogger, non di scrivere, ma di “censurare” gli altri blogger. E se non si tratta di una vera e propria voglia di mettere a tacere, 3003322067 29c99d626c Blog, questo sconosciuto (yo soy un clandestino)non si comprende perché di fronte ad una lettura sgradita (“sgradita” per qualunque motivo) sia diventato molto più comodo chiederne la rimozione con strumenti giudiziari piuttosto che contrastarla con argomentazioni dialettiche.

IL FAMOSO DISCLAIMER – Da parte nostra, temiamo che questi atteggiamenti oscurantisti che spingono alla mera rimozione del blog “fastidioso”, oltre a evidenziare una scarsa voglia di confronto del blogger incapace di mettersi in discussione con gli altri, se non con la piaggeria e l’autoreferenzialità, purtroppo, siano avallati da un certo orientamento legislativo ed interpretativo di una parte della magistratura penale che ha avuto modo di occuparsi dell’argomento della ”diffamazione a mezzo blog”. Le domande che ci porremo questa volta sono due: il blog è un mezzo di stampa? Il blogger è un direttore di giornale? Chissà quanti di voi hanno messo sul proprio blog quella stucchevole frasetta che recita più o meno così: “Questo blog non è una testata giornalistica ecc.”. Servirà? Non servirà? Io non ho mai pensato di metterla sul mio blog. Secondo me, non serve a nulla. Se mettessi sulla mia auto una scritta: “Questa non è una macchina e soprattutto non inquina” ci crederebbero lo stesso tutti? Credo di no. Se un vigile mi fermasse e leggesse quella scritta sul mio parabrezza, penso che mi ficcherebbe lo stesso un tubo aspiratore nella marmitta e controllerebbe i miei gas di scarico. Insomma, non basta dire che una cosa non è per affermare che sia vera. Peggio ancora quando una cosa che non è A (ma è B, un blog, appunto) viene letta e interpretata come A.

RESPONSABILITÀ OGGETTIVA – Questa strana voglia della giustizia di far passare i blogger per dei giornalisti (abusivi) e di assimilare la figura del soggetto che gestisce il blog a quella del direttore responsabile di un giornale (di cui all’art. 596 bis c.p.), equiparando il blog a un “mezzo di stampa” l’abbiamo trovata in una sentenza del Tribunale di Aosta del 26 maggio 2006. Il giudice aostano cercò, in primo luogo, di identificare e di verificare che l’imputato fosse, effettivamente, l’autore degli articoli (post) 3003322081 4e69a45f66 Blog, questo sconosciuto (yo soy un clandestino)diffamatori. Accertato che l’autore dei post fosse l’imputato (attraverso perquisizioni nell’abitazione del blogger, dove fu rinvenuta su un pezzo di carta la password di accesso al blog), il magistrato accertò se i post e anche i commenti anonimi avessero o meno contenuto diffamatorio. Infatti, in questo caso, l’autore dei post (proprietario/possessore del blog) non diventò responsabile soltanto di quello che scriveva nei post, ma anche del contenuto dei commenti (peraltro “anonimi”). Si apre qui un altro problema. Non tutti i blog hanno la funzione di filtraggio dei commenti e o di modifica preventiva dei testi inseriti da parte di soggetti diversi dal blogger. In questo caso, se il blogger non può accedere a internet e non ha la materiale possibilità di controllare e verificare o eliminare i commenti, potrebbe essere o diventare responsabile oggettivamente per fatto altrui come se fosse il direttore o il vicedirettore responsabile di un mezzo di stampa, così come previsto dall’art. 596 bis c.p.

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